Gli ultimi pomodori

«Che spettacolo deprimente» qualcuno potrebbe dire nel vederli così svuotati dai moscerini. Senza più una foglia verde. Appesi al ramoscello che è diventato di un marrone scuro, rinsecchito, quasi per miracolo, pronti a cadere al suolo o a scomparire nelle nebbie dell’autunno.

Eppure è un processo normale e necessario. Ritornerà la prossima estate il pomodoro ciliegino, tutto rosso e rotondo, vispo e allegro, a cantare nelle giornate di sole.

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pomodoro ciliegino

Le ultime melagrane autunnali

Il raccolto è finito, e l’albero potato. Anche se avrei potuto aspettare, perché non sarebbe tempo di potatura, ho approfittato della temperatura sopra la media per dare un taglio drastico ai rami più alti. Non sempre seguo il manuale, ho imparato ad andare ad intuito. E se poi sbaglio… pazienza.

Ho pensato che il clima non è così umido da correre il rischio di attacchi fungini ai rami tagliati. E così, zac-zac, tagliati i rami. I più piccoli sono andati a finire nella raccolta del verde del mio quartiere, i più grossi nella mia piccola legnaia, e saranno pronti e belli secchi per la prossima primavera-estate.

Mi godo queste ultime melagrane. Poche ma buone.

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Il quaderno delle mie storie all’Hortus Urbis

Siamo lieti di invitarvi alle attività autunnali all’aria aperta per grandi e piccini dell’Ottobrata Romana all’Hortus Urbis, l’orto antico romano nel Parco dell’Appia Antica.

Domenica 19 ottobre alle 11,00 vi sarà il laboratorio IL QUADERNO DELLE MIE STORIE, a cura dell’Associazione “Ersilia M.”.

Giannino (Stoppani) e Colomba (Toscani) sono i protagonisti di due grandi romanzi per ragazzi, scritti in epoche diverse e con stili diversi.

Giannino e Colomba affidano alle pagine di un quaderno i loro pensieri più segreti, le riflessioni, i sogni a occhi aperti. Sulle pagine di un quaderno si possono racchiudere piccoli oggetti che evocano belle avventure, semi e foglie, ritagli di giornale, biglietti, disegni, e tanto altro. Un quaderno è come uno scrigno, dove appuntare pensieri e desideri e dove conservare piccoli ricordi.

Dopo aver ascoltato alcune delle storie di Giannino e Colomba, costruiremo i nostri quaderni.

Facciamolo insieme, ognuno con il proprio gusto e colori, Giannino (Stoppani) e Colomba (Toscani) ci aiuteranno…

Da 5 anni in poi
Alle 10.45 registrazione
Quota di partecipazione: 8 euro a persona (max 1 adulto per bambino)
Durata: circa 90 minuti
Prenotazioni: entro le 18 di venerdì 17 Ottobre (o iscrizioni sul posto fino ad esaurimento dei posti): hortus.zappataromana@gmail.com

In caso di pioggia le attività saranno spostato ad altra data.
Vedi la locandina e i dettagli del programma completo: www.hortusurbis.it
Si ricorda che l’area è dotato di zona pic nic per coloro che volessero trattenersi anche per il pranzo.

Segnaliamo che è attiva una convenzione tra Hortus Urbis e Teatro di Roma per i partecipanti ai laboratori dell’Hortus Urbis, che da luogo a facilitazioni per gli spettacoli del Teatro dei ragazzi in scena al Teatro India.

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Sarà commestibile? …

Dimenticavo l’altra zucca maturata nel mio orto. Raccolto misero comunque. Due zucche sono davvero poche. Questa ha una forma ancora più strana della prima. Di una tonalità di giallo e un poco bitorzoluta, a forma di fiaschetto, un po’ come quelle che vedete in alcune tele del Quattrocento, utilizzate per portare acqua. Adesso non ricordo di preciso quale sia la qualità e il nome di questa zucca, da qualche parte l’ho scritto nella bustina dei semi, ma non ho voglia di cercarlo e preferisco la prova di persona. La taglio, la cucino, l’assaggio. Sono sicoro all’87% che è una qualità commestibile. Il rimanente 13% è la possibilità che in un momento di smarrimento abbia mischiato dei semi di zucche ornamentali con quelli delle zucche commestibili.

Se l’atra zucca del mio orto si è trasformata – nella favola – in una carrozza, non saprei proprio pensare a cosa questa potrebbe trasformarsi… ci penso per un attimo. Ma sì, forse diventerebbe un sommergibile, uno strano sommergibile sicuramente, di quelli che possono arrivare fin sotto negli abissi dei mari e incontrare altre strane creature, i pesci degli abissi, La vita è un gioco di trasformazioni di forme e colori, che all’apparenza possono sembrare anche buffi, ma nascondono al nostro sguardo inesperto delle specifiche funzioni, fisiologiche ma anche sociali, che proprio per svolgere bene una certa funzione hanno assunto colori e forme particolari. Questa è un po’ la regola anche del design – industriale o artigianale che sia – quella appunto di associare la forma e i colori più consoni per esercitare quella funzione. Accidenti. È complicato curare un orto. Si rischia davvero di porsi troppe domande. Ma, come ci ha insegnato Freud, l’essere umano prova piacere dai suoi meccanismi mentali. E quindi, per oggi, davanti alle mie uniche due zucche, lasciatemi divertire così.

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Una zucca una

Quest’anno l’orto mi ha regalato solo una zucca. Che misero raccolto… e per di più la zucca è un po’ mangiucchiata da una lumaca – ma poca cosa, niente di grave per fortuna. Sono sicuro che dentro è intatta. Ancora però non la apro. Mi piace così, questo grosso e gustoso frutto della terra, con la sua strana forma, molto spesso derisa, soprattutto nei secoli passati quando, essendo principalmente cibo da contadini veniva snobbata dalle ricche tavole dei nobili.
E anche nella favola di Cenerentola è proprio la zucca – cibo povero, contadino appunto – a diventare una bellissima carrozza.

Io non sto aspettando che la mia zucca diventi una carrozza, non saprei cosa farmene di una carrozza – tranne forse che metterci dentro una mozzarella. Piuttosto gli faccio qualche foto. E poi, tra qualche giorno, magari sabato, che ho un po’ più tempo per me, prendo l’affilato e grosso coltello svizzero che ho in cucina, l’affondo sulla verde zucca e… spero di trovarci dentro un arancione caldo, morbido e dolce.

Un poco nel risotto, un poco lessato, un pezzo posso anche congelarlo e mangiarlo che so, tra qualche settimana.

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Mercanti in Viaggio

… in Franciacorta per il festival dedicato a vintage e creatività

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È in programma il 18 e 19 Ottobre la terza edizione di Mercanti in Viaggio, un grande evento dedicato a Vintage, Handmade e riciclo creativo nella splendida cornice di Castello Quistini in Franciacorta.

Tutti in Franciacorta il prossimo 18 e 19 Ottobre per Mercanti in Viaggio, evento unico nel suo genere giunto alla sua terza edizione che sta riscuotendo sempre più successo tra gli appassionati. L’evento è mostra mercato dedicata a vintage, handmade e riciclo creativo che si svolge in una location da favola come Castello Quistini, immerso tra le famose terre del vino della Franciacorta e che affascina ogni anno migliaia di visitatori grazie alla perfetta atmosfera retrò e ai suoi meravigliosi giardini fiabeschi, regno incontrastato di una collezione di oltre 1500 varietà di rose.

Mercanti in Viaggio è un evento organizzato da “Compagnia delle Mamme”, associazione senza scopo di lucro che si pone l’obiettivo di sostenere progetti al femminile e che parteciperà all’evento con una importante raccolta fondi. Per questa nuova edizione i mercanti saranno più di 50 ed esporranno di tutto: abbigliamento e accessori vintage, bijou, arredo e design e creazioni handmade, riuso e riciclo creativo, oggettistica, arredo rivisitato, e tanto altro. Mercanti in Viaggio è l’evento dello stile senza tempo, dove si potranno ammirare pezzi unici stimolando curiosità e creatività. Puoi trovare l’elenco completo dei mercanti sul sito web www.mercantinviaggio.it.

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Ciò che contraddistingue Mercanti in Viaggio e lo rende unico è la ben riuscita intenzione di rendere l’evento una vera festa, con musica e ristorazione in stile retrò, una location unica nel suo genere e un mix perfetto tra espositori ed ambientazione vintage. Il tema del Viaggio è la caratteristica principale che piace molto anche agli espositori, che certo non si tirano indietro dal rispolverare bauli e valigie e stimolati nella creazione di allestimenti unici. Mercanti in Viaggio è anche un’ottima occasione per visitare i giardini della dimora franciacortina, resi unici dalle speciali varietà botaniche presenti (collezioni di rose, ortensie, piante da frutto antiche, piantine da orto), e le sue antiche sale rimaste intatte nel tempo.

Non mancheranno laboratori didattici per bambini e una gustoso “Vintage Food Corner” curato da Scotti Ricevimenti, dove potrete gustare alcuni piatti e cocktail famosi degli anni ’60 accompagnati da un concerto di musica swing. L’ingresso prevede liberalità (offerta libera) ma viene consigliato un contributo minimo di 5,00€ a persona. L’ingresso per i bambini è libero. Visita il sito web www.mercantinviaggio.it o la pagina Facebook www.facebook.com/mercantiinviaggio.

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Sale “speziale”

Siamo lieti di invitarvi, Domenica 12 ottobre alle 11.00 e alle 12.00, alle attività autunnali all’aria aperta per grandi e piccini dell’Hortus Urbis, l’orto antico romano nel Parco dell’Appia Antica, per le attività dell’Ottobrata Romana che proseguiranno per tutta la stagione.
Alle 11.00 e alle 12.00 – SALE “SPEZIALE”| Laboratorio per bambini, a cura di studioArturo
Un percorso tra colori, profumi e sapori. Il viaggio inizia tra gli odori dell’orto per poi creare muniti di mortaio e pestello, il proprio sale speziato scegliendo gli abbinamenti da confezionare in maniera personalizzata.
Da anni 4 in su, per i più piccoli è consigliata la presenza di un genitore

Quota di partecipazione: 8 euro a bambino (6 euro con la Carta amici del Parco)
Turno n. 1 alle 11.00 – Turno n. 2 alle 12.00
Registrazione: 15 minuti prima di ogni turno
Durata: circa 50 minuti
Prenotazioni entro le ore 18 di venerdì 10 ottobre hortus.zappataromana@gmail.com, o in loco fino ad esaurimento dei posti
In caso di pioggia il laboratorio sarà spostato ad altra data

Vedi la locandina e i dettagli del programma completo: www.hortusurbis.it
Si ricorda che l’area è dotato di zona pic nic per coloro che volessero trattenersi anche per il pranzo.

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Anteprima del libro di A. Croci e G. Serra

Sarà presentato in anteprima nazionale a Orticolario, sabato 4 ottobre alle 15.30 A Villa Erba, presso lo Spazio Gardenia in Ala Cernobbio, il libro di Arturo Croci e Giovanni Serra “Floricoltura italiana. Storie, uomini, aziende” (Mursia, 2014), un libro unico nel suo genere – di cui Orticolario ha sostenuto con entusiasmo la pubblicazione – che per la prima volta racconta la storia della floricoltura italiana, attraverso le donne, gli uomini e i fatti che l’hanno fatta grande.
La floricoltura, o arte di coltivare fiori, ha origini antichissime, che risalgono addirittura al Neolitico.
In Italia la floricoltura commerciale nacque nella seconda metà dell’Ottocento – qualche anno prima della stessa Italia – nel Granducato di Toscana, nel Regno di Sardegna e in Liguria, che per molti decenni mantenne la quasi totalità della produzione nazionale.
Arturo Croci e Giovanni Serra ripercorrono in questo volume, per la prima volta, la storia della floricoltura italiana dalle origini ai nostri giorni tracciandone le tappe fondamentali e fornendo un ritratto di tutti gli uomini che hanno fatto conoscere la produzione floreale italiana nel mondo. Senza tralasciare i riferimenti alle riviste, ai libri, ai premi, agli eventi e alle manifestazioni che negli ultimi decenni hanno segnato il mondo della floricoltura nel nostro Paese e che danno l’idea di un settore ancora vivo e in espansione.
Introduce l’incontro Moritz Mantero, presidente di Orticolario.

Arturo Croci
Vive e lavora a Calco (LC) ed è cittadino benemerito di Marsala. Diplomato presso la Scuola di Orto-Floro-Frutticoltura e Giardinaggio di Minoprio, dopo gli studi in filosofia fonda la rivista Flortecnica, che dirige per trent’anni. È inoltre autore di numerose pubblicazioni tecniche. Fa parte del Comitato di Orticolario fin dalla sua prima edizione.

Giovanni Serra
Vive a Ghezzano (PI). È ordinario di Floricoltura alla Scuola Superiore di Sant’Anna di Pisa, è accademico ordinario dei Georgofili ed è stato membro delle più importanti associazioni e società scientifiche, nazionali e internazionali.

ORTICOLARIO 2014
Visioni olfattive

Orari di apertura al pubblico
Venerdì 3 ottobre: 9.00 – 19.30
Sabato 4 ottobre: 9.00 – 19.30
Domenica 5 ottobre: 9.00 – 19.00

Ingresso
Alle casse: Euro 15,00
Online: Euro 12,50
Gratuito fino a 14 anni

Battello-navetta tra Como e Villa Erba incluso nel biglietto, grazie a Banca Albertini Syz Milano (in servizio sabato 4 e domenica 5 ottobre).

Ottobrata romana all’Hortus Urbis

Con l’Ottobrata Romana riprendono le attività fra storia e natura per sporcarsi le mani con la terra all’Hortus Urbis, l’orto didattico antico romano nato dal progetto sperimentale sullo spazio pubblico e la biodiversità di Zappata Romana e del Parco dell’Appia Antica.

Tenetevi liberi domenica 5 ottobre 2014, ore 11, per il primo appuntamento domenicale all’aria aperta dedicato ai bambini, presso l’ex Cartiera Latina a via Appia Antica 42/50 con ELLIOTT LA MITOVELÓ, a cura dell’associazione Ersilio M., una bicicletta/biblioteca per ascoltare storie nel verde.

L’Hortus Urbis è un posto privilegiato per i bambini. Oltre al giardinaggio vi saranno laboratori creativi, di storytelling, di cucina, di riciclo, di storia, sulla natura come la pittura con le piante tintorie, l’acquerello, il miele e le api e molto altro ancora. I laboratori saranno realizzati con il prezioso contributo di: Associazione Ersilio M., Azienda agricola Mamma Lù, Eu’s, Semi di Carta, Servizio Educazione del Parco dell’Appia Antica, Slow Food Roma, studioArturo.

Nell’orto non mancheranno anche le attività per i più grandi a partire dal mese di ottobre: ogni ultimo sabato del mese con i lavori all’orto aperte a tutti, e con altri appuntamenti tematici come le lezioni di Acquerello tutti i sabati mattina a cura di Gioia Marchegiani, un corso per l’autoproduzione di sementi e uno per il riconoscimento di piante spontanee culinarie presenti nel parco dell’Appia Antica a cura dell’Etnobotanico Giovanni Salerno; un corso di giardinaggio e orticultura, tenuto dall’esperto di orticoltura naturale e verde ornamentale dott. Agr. Enrico Lazzari.

L’Hortus Urbis è un orto-giardino lungo l’antico Almone a due passi dalla via Appia Antica, la Regina Viarum. Il progetto è inedito non solo per il tema scelto, l’orto antico romano con vocazione didattica, ma anche per la modalità di realizzazione che ha visto il contributo corale e generoso di tante realtà che hanno in comune l’essersi “rimboccate le maniche” per recuperare aree abbandonate a Roma per restituirle all’uso di tutta la cittadinanza. L’orto è oggi composto da 16 aiuole che occupano un area di circa 50 x 50 piedi romani ospitando oltre 80 varietà di piante selezionate fra quelle citate da Columella, Plinio il Vecchio, Catone, Virgilio e le scoperte degli scavi di Pompei e l’iconografia antica. La cura dell’orto è affidata ai volontari, ai bambini e alle famiglie che vengono a passarvi il loro tempo libero.

Ognuno può dare un contributo, Vi aspettiamo.

Per maggiori informazioni:
Email: hortus.zappataromana@gmail.com
Web: www.hortusurbis.it
Facebook: https://www.facebook.com/HortusUrbis

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Di sana pianta

Cesti, arredi e intrecci nel Giardino del Borgo Medievale di Torino

4 – 12 ottobre 2014
Inaugurazione venerdì 3 ottobre ore 17.00

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Dal 4 al 12 ottobre i visitatori del Giardino del Borgo Medievale potranno sorprendersi di fronte alle creazioni di Massimo Villa, il giardiniere e artigiano che ha collaborato alla realizzazione degli arredi nei giardini di Palazzo Madama e nel Borgo Medievale a Torino.
Passeggiando per il Borgo sarà possibile incontrare piante e cesti di tutte le dimensioni intrecciati con sapiente maestria da Villa; nel Giardino delle delizie si sveleranno panche e sentieri in legno, mentre tavoli, specchi, poltrone, accoglipasseri, ciotole e piccoli arredi saranno disseminati ovunque, tra le tettoie e il Giardino dei semplici, passando per l’Orto e per il Cortile.
Una specie di caccia al tesoro, dove il piacere ludico si alterna alla praticità, con momenti di dimostrazioni che vanno da un paio d’ore ad una giornata intera a seconda che si voglia provare a realizzare un cesto con le proprie mani o provare ad intrecciare a regola d’arte per dare vita a piccoli e grandi arredi da giardino.

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La sera dell’inaugurazione l’atmosfera sarà ancora più magica grazie ai suoni dell’ensemble Galinverna, che con i loro particolari strumenti danno vita ad imperdibili concerti di musica medievale.
Durante la mostra sarà possibile partecipare a dimostrazioni di intreccio che si terranno sabato 4 e sabato 11 ottobre dalle 10 alle 12. Mercoledì 8 ottobre ci sarà un laboratorio di cesteria per imparare a realizzare un cesto tondo, per un massimo di 7 allievi (per informazioni e prenotazioni www.giardinivilla.itgiardinivilla@libero.it). Un corso di intreccio aperto a tutti gli appassionati di questa antica arte ma anche a chi per la prima volta si cimenta con la cesteria: rami, giunchi, spighe e corteccie recuperate dai lavori di manutanzione, ma anche feltro, cuoio e carta per costruire un oggetto dal sapore tradizionale.

Non è semplice racchiudere Villa in una definizione: maestro di giardino? Garden coach? Scultore? Giardiniere? Questo e molto altro, il tutto condito da una sana dose di ironia e capacità di passare in un attimo da un’attività all’altra. Massimo riesce ad avvicinare chiunque al mondo fatato che meglio di chiunque altro conosce; riesce a trasmettere la passione e il rispetto per la Natura che condivide, quello stesso rispetto che fa sì che egli non abbandoni mai il materiale che accumula occupandosi dei parchi e dei giardini più belli d’Italia. Quando una pianta cede al tempo o alla malattia, a un fulmine o alla furia del vento, Villa gli dona nuova vita lasciando il legno il più possibile “nudo” con aggiunte minime di metallo, tessuto, intrecci, inserti di malte speciali, vetro o pietra: il colletto di un platano diventa poltrona, l’acero diventa panca, il cedro tavolo e il noce scrivania.

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Edoardo Santoro, con il supporto di Vivaio Millefoglie, ha realizzato l’allestimento degli arredi di Massimo Villa presso il Borgo Medievale.
Per tutto il periodo dell’esposizione l’ingresso al Giardino sarà alla speciale tariffa di 1,00 euro a visitatore.

DI SANA PIANTA
Cesti, arredi e intrecci nel Giardino del Borgo Medievale di Torino
Borgo Medievale – Viale Virgilio 107, Torino
Inaugurazione 3 ottobre ore 17.00 ingresso libero
Dal 4 al 12 ottobre 2014
Orari dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18 – chiuso il lunedì
Ingresso 1,00 euro – abbonamento Musei ingresso libero

4° Festival dei Giardini

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Dopo il successo delle tre precedenti edizioni, PordenoneFiere SpA pubblica il bando di selezione per la quarta edizione del Festival dei Giardini, selezione a livello nazionale, che mette in competizione le migliori idee e realizzazioni in tema di piccoli giardini, su un tema che varia di anno in anno, ed evento di punta della 36° edizione di Ortogiardino, il più importante Salone dedicato al giardinaggio e alla floricoltura del Nordest, in programma alla Fiera di Pordenone dal 07 al 15 marzo 2015.

Il tema per Ortogiardino 2015 sarà “Armonia e botanica in giardino” e vuole essere una riflessione su due concetti che connotano il giardino e che possono creare, all’interno di esso, ambientazioni e suggestioni diverse. Armonia come accordo e proporzione tra le parti che formano un tutto, producente un effetto gradevole ai sensi: di forme, di colori e di profumi. Botanica come approfondita conoscenza delle piante e loro utilizzo specifico in grado di sollecitare la percezione di chi potrà deliziarsi del giardino. Il fascino dei due elementi consisterà nella coesione equilibrata che il progettista riuscirà ad instaurare tra materiali e piante.

I progetti, selezionati dalla giuria, saranno realizzati e visitabili lungo un
suggestivo percorso all’interno della prossima edizione di Ortogiardino, che affianca, nei
30.000 mq del quartiere fieristico, allestimenti di giardini a stand legati al tema del
giardinaggio e dell’orticoltura. L’iniziativa vuole far crescere ulteriormente la manifestazione Ortogiardino, un evento che attira ogni anno 65.000 visitatori da tutto il Nordest e da Slovenia e Croazia (12%) e trasformarla in una vetrina delle migliori realizzazioni nell’ambito del verde e quindi in un imperdibile appuntamento per gestori del verde pubblico e privati cittadini alla ricerca di idee per rinnovare il proprio giardino.

Il bando completo, le modalità di partecipazione e tutte le informazioni relative sono disponibili dal 15 settembre 2014 su:
www.ortogiardinopordenone.it
sulla pagina Facebook: www.facebook.com/festival.giardini.pordenone
su richiesta a: festivalgiardini@fierapordenone.it

L’iscrizione è gratuita ed è previsto un rimborso spese per i progetti selezionati assieme a 100 biglietti omaggio.

Domande autunnali…

Ricordate quella esilarante scena del libro Il giovane Holden, quando il ragazzo chiede al tassista dove vanno le anatre quando il lago si ghiaccia? E il tassista colto alla sprovvista da quella domanda che giudica inutile un poco si stizzisce e prova a cercare risposte, giusto per far stare zitto il ragazzo?
Vorrei citarvi quel breve pezzo. Dove ho messo il libro de Il giovane Holden? Ho bisogno di un momento per pensarci… Eccolo!

Ehi, Horwitz, – dissi. – Ci passa mai vicino allo stagno di Central Park? Giù vicino a Central Park South? – Al cosa? – Allo stagno. Quel laghetto, cos’è, che c’è laggiù. Dove ci sono le anitre, sa?
– Sì, e allora?
– Be’, sa le anitre che ci nuotano dentro? In primavera ec­cetera eccetera? Che per caso sa dove vanno d’inverno?
– Dove vanno chi?
– Le anitre. Lei lo sa, per caso? Voglio dire, vanno a pren­derle con un camion o vattelappesca e le portano via, oppure volano via da sole, verso sud o vattelappesca?
Il vecchio Horwitz si girò tutto di un pezzo sul sedile e mi guardò. Aveva l’aria d’essere un tipo nervosetto. Non era af­fatto malvagio, però. – E come diavolo faccio a saperlo? — disse. – Come diavolo faccio a sapere una stupidaggine così?
– Be’, non si arrabbi per questo, – dissi. Era arrabbiato o che so io.
– E chi si arrabbia? Nessuno si arrabbia. Io smisi subito di chiacchierare con lui, se doveva essere così maledettamente suscettibile. Ma fu lui stesso a riattac­care. Si girò tutto un’altra volta e disse: – I pesci non vanno in nessun posto. Restano dove sono, i pesci. Proprio in quel dannato lago. – Ma i pesci… è un’altra cosa. I pesci sono un’altra cosa. Io sto parlando delle anitre, – dissi.

Ebbene, con la scusa del giovane Holden mi chiedo: dove vanno in inverno le farfalle? E i bruchi? E tanti altri insetti? Molti di loro sotto terra, altri all’interno di cavità naturali come tronchi e pezzi di legno. Potete addirittura creare delle strutture per l’alloggio di insetti. Se avete il pallino del “Fai da te”. Altrimenti fate come nulla fosse, fate i vostri lavori e saranno gli insetti a trovarsi il loro rifugio ideale. Non aspettano noi che gli facciamo la casetta. Se la cavano da soli, sono indipendenti e autonomi, tutt’altro che assistenzialisti. Basta, non deve diventare una metafora politica questo banale post. Dicevo dei ripari da preparare per gli insetti se vi piace lavorare con legno vetro plastica e altri materiali. Ebbene, fate una ricerca in rete e ne troverete tantissimi. Questa qui sotto è una ricerca per immagini da Google.

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C’è addirittura una competizione, in Inghilterra, e in questa pagina i progetti più apprezzati.

Magari ne riparliamo prima dell’inverno ;-)

Ma le farfalle? Dove vanno le farfalle?
Non ho ancora risposto a questa domanda. Perché c’è qualcuno – molto più di qualcuno, direi – che ne sa molto più di me. Alcune trascorrono l’inverno sotto forma di crisalide… ma tante altre… leggete “le farfalle d’inverno“.