Tra le fessure
Novembre 8, 2009 at 1:40 pm | In Germogli/Nuove piante, Orto | 1 CommentTra le fessure crescono piante. E tutto si colora d’autunno. Ma sono erbacce! E allora?
Sposo la tesi di Patrick Blanc: “Non esistono erbe infestanti, esistono piante che si installano proprio dove dovrebbero, al posto di quelle che la gente sceglie per i propri giardini o coltivazioni e che generalmente non corrispondono alle risorse del sito in questione “ (BLANC, P., Il bello di essere pianta, Bollati Boringhieri, Torino 2008, pag.31).

Ghiande
Novembre 5, 2009 at 8:18 pm | In Oltre l'orto | 1 CommentTags: ghiande, quercia, simbologie
Nelle mie passeggiate domenicali, quando trovo qualcosa di apparentemente insignificante, che mi piaccia anche esteticamente, lo raccolgo. E così domenica scorsa, passeggiando nel bosco urbano di Maddalene (Vicenza), ho raccolto un po’ di ghiande.
Con il loro intenso colore marrone, la forte consistenza, quasi fossero levigate da qualche misteriosa e boschiva creatura, il loro originale copricapo, simpatico ma allo stesso tempo solenne, non potevano non catturare il mio interesse. Dentro a queste piccole ghiande il seme ha in serbo la nascita di uno degli alberi più maestosi e forti, interprete di favole, leggende, miti.
Simbolo della divinità, di forza morale e spirituale. Da sempre. Albero cosmogonico e antropogonico. Simbolo pagano in seguito cristianizzato. Il primo tempio di Zeus sorgeva sotto la quercia di Dodona, nell’Epiro. Sui rami della grande quercia è appeso il Vello d’Oro, custodito e sorvegliato da un drago.
La Prosperità viene raffigurata con una cornucopia piena di monete in una mano, e nell’altra un ramo di quercia, simbolo di sanità e lunga vita.
Nell’Antico Testamento la quercia è il luogo dove seppellire i simboli pagani (Giacobbe li sotterrò sotto la quercia presso Sichem, Pentateuco; 35,4), ma anche le persone care (quando morì Debora, la nutrice di Rebecca, fu sepolta sotto una quercia che venne chiamata Quercia del Pianto). Per la sua maestosità è luogo dove si incoronano i re (re Abimelech presso la quercia della Stele che si trova a Sichem).
Il vescovo Bonifacio, nel secolo VIII, fece sradicare la quercia del dio Thunar, per convincere i popoli germanici dell’impotenza delle loro divinità pagane. Così, nell’iconografia cristiana, San Bonifacio battezza i pagani e appoggia un piede sopra ad una quercia (o ad una ghianda) a significare la loro conversione.
Anche il mondo cristiano, alla fine, adotta la quercia. Un esempio illustre è, a Viterbo, il santuario della Madonna della Quercia, consacrato ufficialmente nel 1577, ma la cui storia risale al 1417, quando l’artigiano viterbese Battista Iuzzante commisiona al pittore mastro Martello una Madonna con Bambino, che pone su una quercia per proteggere un terreno agricolo da intemperie e furti. L’immagine della Madonna non solo protegge il terreno, ma intorno a lei vengono testimoniati numerosi miracoli. L’eremita Pier Domenico Alberti tenta di portare il dipinto in un’abitazione, ma questo ritorna, magicamente, sulla quercia. La stessa cosa accade ad una donna viterbese. Un cavaliere, inseguito dai brigati, passando davanti alla quercia viene reso invisibile e sfugge agli inseguitori. Anche contro la peste del 1467 l’immagine della Madonna col Bambino della quercia viterbese protegge e cura. Come ci racconta Niccolò della Tuccia, uno dei priori di Viterbo, attorno a quell’immagine e a quella quercia ha inizio un’attività di pellegrinaggio e una raccolta fondi per costruire l’attuale santuario che venne insignito del titolo di Basilica minore da papa Pio IX nel 1867.
Dal paganesimo al post-contemporaneo la quercia è diventata anche simbolo di battaglie ecologiche. L’artista comportamentale Joseph Beuys, nella sua missione contro l’universo meccanico-industriale, pianta la prima di settemila querce a Kassel, in occasione della mostra Documenta VII del 1982. Beuys scrisse in proposito:
“[...] La piantagione di 7.000 querce rappresenta solo un inizio simbolico […]. In un’azione come questa ci si riferisce alla trasformazione della vita di tutta la società e dell’intero spazio ecologico.
[…] Ovunque sul globo terrestre, dove vi è terra si ha bisogno degli alberi, ma non solamente alberi, bensì particolarmente la forza e la forma di un’idea. In esso l’operazione di piantagione è solamente un provvedimento, anche se urgentemente necessario. [...]”
Osservo le ghiande che mi sono portato a casa. Chi avrebbe mai immaginato che lì dentro si
custodiscono così tanti significati?

Incontri d’autunno / Fall Meeting
Novembre 2, 2009 at 12:54 pm | In Bugs | 3 CommentsPasseggiando nell’orto guardo le poche colture rimaste: diverse qualità di cavoli, erbe officinali, prezzemolo. Ho appena tolto il basilico, tenendo un po di semi per il prossimo anno, e getto lo sguardo sulla menta che è appena cresciuta. Lì vicino c’è la lavanda, che ha ancora due fiorellini, e guardando le foglie vedo un insolito colore marrone chiaro, come di un pezzetto di legno… che improvvisamente si mette a volare e si appoggia su un’altra foglia! Ho le traveggole? Sono forse entrato in una fiaba senza accorgermene?
No, tranquillizzati Davide, quella cosa marrone che si è posata sulla lavanda è un insetto. Allora mi avvicino e lo osservo. Sembra proprio un pezzettino di legno. Dalle sue zampette spuntano tanti piccoli rami. Come è furba la natura nella sua arte mimetica. Tanto che in autunno il colore di questo insetto mi sembra oltremodo appropriato. Fermo lì, che ti faccio una foto.
Corro a prendere la D50, scendo in fretta le scale, scivolo nell’orto. Accidenti, mi sono dimenticato il cavalletto. Pazienza, imposto gli ISO alti, chiudo più che posso il diaframma per guadagnare profondità di campo, ma tu insetto stecco o bacchetto o non so come ti chiami ma ti prometto che mi documenterò per darti un nome appropriato, dicevo a te caro insetto, sei difficile da fotografare con tutte le zampine che hai, ma farò del mio meglio. Guardami, dai, un bel sorriso… fatto! Eccoti lì tra le foglie di lavanda. Profumata vero?
Ci vediamo domani? Ci conto. Così magari ti faccio un’altra foto… spero migliore. E magari ho scoperto anche come ti chiami. Ciao.
Strolling in the garden I watch the few remaining cultures: different kinds of cabbage, herbs and parsley. I just removed the basil, taking a bit of seeds for next year. Nearby there is the lavender, which has two more flowers, and watching the leaves I see an unusual light-brown, like a piece of wood … suddenly starts to fly and relies on another leaf! I have the seeing double? Am I entered a fairy tale without realizing it?
No, David reassured, that thing that has settled on the lavender is an insect. So I approach and observe. Looks like a piece of wood. From his little legs sticking many small branches. How is cunning nature in his art camouflage. So that in autumn the color of this insect seems very appropriate. Hold on there, I do a picture.
I run to take the D50, I go down the stairs quickly, slide in the garden. Damn, I forgot the tripod. Patience, please set the ISO high as I can close the aperture to gain depth of field, but you stick insects or wand, or do not know what your name but I promise that I will document to give an appropriate name, I say to you beloved insect, you are difficult to photograph with all the legs you have, but I will do my best. Look at me, come on, a nice smile … done! There you go through the leaves of lavender. Scented true?
See you tomorrow? We account. So maybe you do another picture … I hope better. And maybe I also discovered your name. Hello.

Ancora zucca
Ottobre 31, 2009 at 7:18 am | In Prodotti | 6 CommentsTags: zucca marina di CHioggia
Seconda e ultima zucca – marina di Chioggia – dell’orto.
Dura da tagliare anche con il coltello da cucina svizzero. Scorza forte.
Dentro profumata e dolce. Un mare di semi. Dieci li tengo e li lascio per il prossimo anno.
Pulisco tutto, la taglio a fette e faccio tanti sacchettini da mettere in congelatore per un consumo parsimonioso.
La zucca è una di quelle colture che più apprezzo per questi motivi:
1. Non-fare: non necessita di tante cure e attenzioni. La metti a dimora e la guardi crescere.
2. Creatività: si sviluppa in modo creativo, senza apparente logica. Va dove gli capita e ti invade l’orto senza che te ne accorgi.
3. Sapore: dolce e delicato, ottimo per risotti, gnocchi e tortellini.
Halloween? Io la zucca me la mangio!

Altre due talee riuscite / Two more such success
Ottobre 30, 2009 at 8:10 pm | In Carnivore | Leave a CommentEcco le piantine che sono nate per talea dalla foglie della pinguicola. Sono ancora piccole piccole, ma ci sono e cresceranno. Alla vostra destra potete vedere la foglia, utilizzata per la talea, che sta marcendo, mentre la nuova piantina è nata.
Here are the plants that were created by cuttings from leaves of butterwort. Are still very small, but there are and grow. On your right you can see the leaf, used for cutting, which is decaying, while the new plan was born.

Anche i fiori di origano / Even the flowers of oregano
Ottobre 29, 2009 at 8:07 pm | In Fiori | Leave a CommentTags: origano
Anche nel freddo, umido, nebbioso nord italia è nato l’origano e ha fatto anche i fiori. E ha anche il profumo dell’origano! Anche anche anche! Cos’altro? … devo anche farlo essiccare.
Even in the cold, damp, foggy northern Italy was born oregano and also did the flowers. It also has the scent of oregano! Also also also! Else? … I also do dry.

Le fragole di ottobre / Strawberries in October
Ottobre 28, 2009 at 10:34 pm | In Orto | Leave a CommentTags: fragole, strawberries
Rieccole spuntare! Fiori e frutti. Siamo quasi a novembre e rispuntano le fragole! Ma diventeranno rosse e mature? Non credo, con il freddo che avanza non sopravviveranno. Rimarranno verdi o diventeranno presto secche e marroni.
Tick here again! Flowers and fruits. We’re almost to November and strawberries grow back! But will become red and mature? I do not think, with the advancing cold not survive. Remain green and will soon become dry and brown.

Crisantemi / Chrysanthemums
Ottobre 27, 2009 at 8:09 pm | In Fiori | Leave a CommentTags: crisantemi
Resistono al freddo, non necessitano di troppe cure.
Questi crisantemi gialli sono proprio felici.
Perché credete che i crisantemi siano i fiori dei morti?
Perché sono forti e resistenti. Ma sono anche belli. Non vi pare?
Resistant to cold, do not require too much care.
These yellow chrysanthemums are just happy.
Why do you think the chrysanthemums are the flowers of the dead?
Because they are strong and durable. But they are also beautiful. Do not you think?

La talea della pinguicola / The scion of butterwort
Ottobre 25, 2009 at 8:32 am | In Carnivore | Leave a CommentTags: pinguicola, talea
Molto facile. Questo il grado di difficoltà che ho travato in riviste e siti web.
Mi è successo che spostando la pianta me ne è rimasta in mano una parte.
È così mi sono trovato costretto a fare qualche talea.
Talea da foglia. Dopo alcune settimane ecco le nuove piantine spuntare timide timide da sotto la torba di sfagno biondo. Il periodo ideale per fare una talea della pinguicola sarebbe febbraio-marzo, così con la primavera la nuova piantina cresce molto più in fretta e aiutata dal caldo che arriva. Ma, come vi ho detto, queste talee le ho fatte per sbaglio. E adesso le nuove piantine devono passare l’inverno. Poco male, le porto in casa, ché la pinguicola non sopporta le temperature sotto i 5° C.
Vi farò sapere lo sviluppo…
Easy. This degree of difficulty that I trussed magazines and websites.
Happened to me that moving the plant I was in charge of a part.
Thus I was forced to do some cutting.
Leaf cuttings. And after a few weeks here are the new plants sprout from beneath the timid shy blond sphagnum peat. The ideal time to make a cutting of butterwort would be from February to March, so with the new spring seedling grows much more quickly and helped by the heat arrives. But, as I said, this character I made by mistake. And now the new plants have to pass the winter. Never mind, I bring home, because butterwort not tolerate temperatures below 5 ° C.
I will let you know the development …

Esperimento non riuscito / Failed Experiment
Ottobre 24, 2009 at 6:08 am | In Orto | 2 CommentsM’illudevo di fare della zucca un contenitore. Il freddo e l’umidità ne ha deformato gli angoli. E così adesso non si chiude. E lo posso buttare nel composter.
Però ho altre due zucche ornamentali. Lascio che si secchino da sole. E in seguito le taglierò…
Illusions of making a pumpkin container. The cold and humidity has distorted angles. So now is not closed. And I can throw in the composter.
But I have two ornamental gourds. Let it dry out for themselves. And after I cut it …

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