Salone dell’enogastronomia a Pordenone

Abbiamo il piacere di presentarvi CUCINARE, Salone dell’enogastronomia e delle tecnologie per la cucina, la prossima edizione è in programma dall’11 al 14 Febbraio 2017 alla Fiera di Pordenone.

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Oltre 150 stand con prodotti enogastronomici di qualità, vini, birre artigianali ed attrezzature per cucine domestiche e professionali. 120 appuntamenti tra corsi di cucina, degustazioni, dimostrazioni pratiche e gli show cooking firmati STARS COOKING con i più famosi chef italiani ed i protagonisti delle migliori cucine professionali del Nordest.

CUCINARE può essere una gustosissima meta per una gita organizzata dove poter assaggiare ed acquistare i prodotti, per questo abbiamo riservato condizioni di vantaggio per i gruppi con più di 20 persone: il biglietto sarà ridotto al prezzo di 5,00 euro invece che 7,00 euro. Ingresso gratuito per i ragazzi al di sotto dei 13 anni, la guida e l’autista.

È necessario prenotare la visita inviando un fax (allo 0434-570415 o 232322) o una mail (info@fierapordenone.it) indicando la data della vostra visita ed il numero dei partecipanti.
Al vostro arrivo avrete un ingresso dedicato alla biglietteria NORD del quartiere fieristico.

Troverete ulteriori informazioni su CUCINARE, con immagini e video delle passate edizioni al seguente link www.cucinare.pn dove pubblicheremo a breve anche il programma degli eventi.

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Melagrane

Adesso sono tutte mature. Fine ottobre ed inizio novembre sono il periodo in cui questi bellissimi frutti arrivano alla loro piena maturazione. Alcune erano già aperte, sull’albero, con tutti i frutti rossi che risplendevano come rubini.
Ne ho raccolte una decina, grandi e piccole, ma buonissime anche quest’ultime.

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Una volta sgranati dal frutto, metto i chicchi in una ciotola di vetro che riempio d’acqua. Galleggiano le impurità – pezzi di buccia e formiche. Queste impurità le tolgo con un passino o a mano. Poi tolgo l’acqua… e sono pronte per essere mangiate – o spremute per preparare un ottimo succo!

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Sapori d’autunno

La bellezza di un sapore, di un profumo nella quita giornata autunnale. Le forme e i colori del sottobosco. Un po’ di terra ancora attaccata al gambo, e il mercato rionale.

I funghi – purtroppo – ancora non riesco a farli crescere nel mio orto, ma il mercato rionale me ne vende di buonissimi… e freschi.
Anche questo è autunno.

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Il residuo

Questo sconosciuto. Questo deprecato. Questo che noi produciamo.
Il residuo è quella parte di rifiuto che proprio non vuole saperne di riciclarsi.
Quindi va nell’inceneritore o in discarica.

Le società post-contemporanee, direi anche post-consumiste, hanno nel rifiuto il loro tallone d’Achille. Essere felici comprando le cose, anche quelle inutili, genera la maledizione del rifiuto, e quella schizofrenia etico-ambientalista che non sa più trovare una definizione di felicità. Siamo felici perché generiamo progresso, più consumiamo e più siamo felici, più il PIL sale più la società cresce… ma insieme ai beni di consumo cresce il rifiuto, e anche l’infelicità, addirittura il terrore di vedere la nostra Terra sommersa dai rifiuti, invivibile, pericolosa – altro che giungla! Questa metafora malsana che vorrebbe la nostra vita e le nostre città come una giungla. Nella giungla c’è un equilibrio, nelle nostre città non sempre. Ma andiamo avanti. Da qui al ritorno alle origini, al richiamo ad un consumo etico, ad affermare che il consumismo è una strada sbagliata, il passo è breve. Ma dalla strada del consumismo non ci toglie nessuno. L’abbiamo imboccata e non torniamo indietro. Però prestare più attenzione si può fare. Ecco allora che il tentativo delle amministrazioni locali di aumentare le percentuali di raccolta differenziata può avere un senso.

La scorsa settimana partecipo ad una riunione di quartiere, presenti Assessore e tecnici dell’Azienda che tratta i rifiuti. Il tema è quello della raccolta del rifiuto per mezzo dei “contenitori con calotta”.
Un po’ di dati presentati dall’Assessore.
Quanto ci costa una tonnellata di rifiuto residuo non riciclabile? 110 euro.
Percentuali della raccolta differenziata nella mia città, Vicenza
1997 = siamo al 15% di rifiuto riciclabile
2011 = arriviamo al 56%
2016 = tocchiamo il 70%
Abbiamo ancora dei margini per migliorare la percentuale. Con il nuovo sistema della raccolta per mezzo dei “contenitori con calotta” questo 70% dovrebbe ancora salire.

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Alcune note:
1. la normativa italiana prevede che i Comuni arrivino ad un 65% di rifiuto riciclabile
2. i contenitori di plastica delle bevande non vanno piegati a fisarmonica, ma schiacciati per il verso lungo. In questa maniera le macchine automatizzate dei centri di raccolta hanno più facilità a riconoscere, tramite scanner, il tipo di plastica, e quindi eventualmente a dividerla da altri materiali.
3. quando gettiamo un rifiuto non adatto nelle campane del vetro o della carta – ad esempio quando buttiamo la ceramica dentro al contenitore del vetro – aumentiamo i costi di riciclaggio. I costi del riciclaggio li paghiamo noi.

Nella foto sotto: una bottiglia di plastica piegata nel modo corretto

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Le piante spontanee commestibili all’Hortus Urbis

Riscopriamo il piacere di andare in cerca di erbe alimentari spontanee, stare in contatto con la natura, fare salutari passeggiate e variare la dieta scoprendo nuovi sapori e alimenti che spesso possiedono anche composti importanti per il nostro organismo e per la nostra salute.

Si propone un percorso didattico che consentirà ai partecipanti di imparare non solo a riconoscere le piante spontanee di interesse alimentare della Campagna romana, ma anche a raccoglierle nel modo e nel periodo giusto e a come utilizzarle in cucina.
La passeggiata terminerà con assaggi di pietanze preparate utilizzando proprio le piante spontanee osservate durante la passeggiata.

Lezione su campo tenuta da Giovanni Salerno, florista ed etnobotanico; assaggi a cura di EU’S, il buono fatto bene.

Si consiglia di portare una bottiglietta di acqua e scarpe comode e adatte al clima.

ISCRIZIONE
È fortemente consigliata l’iscrizione con pagamento anticipato (30 euro a persona + 5 euro di Carta Amici del Parco) all’indirizzo email hortus.zappataromana@gmail.com, (le iscrizioni dovranno pervenire entro le ore 12.00 del 21/10. Riceverete una email con le indicazioni per il pagamento). Sul posto l’iscrizione potrà avvenire solo per gli eventuali posti rimanenti, senza prenotazione, al costo di 35 euro a persona + 5 euro di carta Amici del Parco.

Vedi la locandina e i dettagli del programma completo: www.hortusurbis.it

Si ricorda che l’area è dotata di zona pic nic per coloro che volessero trattenersi anche per il pranzo.

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Food Meets Digital

Al via la seconda edizione del Food Meets Digital dove produttori, ristoratori e consumatori si confrontano sul tema della trasformazione digitale

Il 21 ottobre, presso VEGA – Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, si terrà la seconda edizione del Food Meets Digital, l’evento dedicato alla digitalizzazione delle imprese che operano nel settore agroalimentare.
L’iniziativa è curata da Grow the Planet, l’Agrifood Digital Company di H-FARM, in collaborazione con Ca’ Foscari Challenge School, che ha all’attivo, tra le molte iniziative, anche un master in Cultura del Cibo e del Vino. Tra le finalità dell’evento, quella di rinsaldare e valorizzare il legame tra formazione e professionalizzazione.

Questa nuova edizione del Food Meets Digital è strutturata in quattro cluster tematici, trattati in successione, che vogliono toccare trasversalmente i punti focali che ad oggi caratterizzano e influenzano la filiera agroalimentare.
Si parlerà quindi di come il digitale può influire sui sistemi produttivi, sulla comunicazione d’impresa, sul modo di fare ristorazione, sul legame prodotto-territorio e sul modo di consumare. Tra i vari temi anche la formazione, importante driver per l’innovazione degli operatori del settore, sui quali Ca’ Foscari Challenge School è attiva con numerose iniziative, tra cui un master universitario.

Ogni sezione tematica del Food Meets Digital 2016 è arricchita con case history, progetti innovativi, nuove visioni e studi specifici, così da fornire stimoli utili e concrete ispirazioni a chi opera nei vari ambiti del settore. Calare le possibili applicazioni del digitale nella realtà agroindustriale italiana e avere consapevolezza delle sue potenzialità, non può che rivelarsi un potente motore per aumentare la competitività e sostenere lo sviluppo del comparto.

“Più di venti personalità provenienti dal mondo della produzione agroalimentare e della ristorazione, esperti di turismo enogastronomico e comunicatori specializzati, prenderanno parte all’iniziativa e racconteranno la loro preziosa esperienza. Questo è per noi motivo di profondo orgoglio, perché vediamo il Food Meets Digital crescere e diventare un importante, oltreché necessario, momento di riflessione per chi opera nel vasto e diversificato panorama agroalimentare italiano,” dice Gianni Gaggiani di Grow the Planet.

Food Meets Digital 2016 è un’iniziativa organizzata nell’ambito del Digitalmeet, il più grande festival diffuso del Nordest sull’alfabetizzazione digitale per cittadini e imprese. L’evento si terrà presso il Padiglione Antares, a partire dalle 14:30 e si chiuderà alle 18:30 con un aperitivo offerto da cantine e produttori locali.

L’evento è gratuito su prenotazione. Registrazioni su fmd2016.eventbrite.it.

Food Meets Digital 2016 – PROGRAMMA

14:30 APERTURA LAVORI
Andrea Casadei – Grow the Planet Srl

Alle radici della Innovative Food Economy: un cocktail di cultura e nuove proposte
Prof. Vladi Finotto, Direttore del Master in Cultura del Cibo e del Vino

14:40 DALLA TERRA ALLA TAVOLA ATTRAVERSO IL DIGITALE
Come le nuove tecnologie influenzano la produzione e la comunicazione aziendale – Modera Gianni Gaggiani, Grow the Planet

Food Digital Tales: proposte per un marketing moderno
Prof.ssa Francesca Checchinato, Docente del Master in Cultura del Cibo e del Vino e Professore Associato del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari

L’agricoltore ai tempi del digitale
Antonio Maria Ciri, Direttore Coldiretti Treviso

VITA – Valtellina in Tavola. Il mercato virtuale a km0 fra ristoratori e piccoli produttori
Matteo De Campo, Vicepresidente di Confcommercio Sondrio

Peperita: dall’e-commerce al crowdfunding, l’azienda agricola diventa digitale
Rita Salvadori, Founder&CEO di Peperita

Il digitale entra in cantina
Carlotta Pasqua, Presidente Associazione dei giovani imprenditori vinicoli italiani (AGIVI)

Naboo, il forno collegato alla Cloud
Marco Ferroni, Executive Director di Lainox Ali Spa

15:30 FORCHETTA, COLTELLO E DIGITALE
Come il digitale arriva sulle nostre tavole e come arriviamo alla tavola attraverso il digitale – Modera Carlo Vischi, Grow the Planet

Tenere viva la tradizione culinaria attraverso il digital con cesarine.it, il più ampio network di cuoche casalinghe italiane
Davide Maggi, Founder&CEO di Cesarine.it

Senza digitale la ristorazione non ha futuro
Paul Edward Nurton, Direttore Innovazione Elior

L’appeal digitale dei ristoranti stellati
Mirko Lalli, Founder&CEO di Travel Appeal

Deliveroo, e il ristorante arriva a casa
Matteo Sarzana, General Manager di Deliveroo

Menarosto: la web series della cucina veneziana in salsa reggae (con Oliver Skardy)
Pierangelo Federici, Autore

16:30 FOOD TOURISM DIGITAL
Digitale: il trait d’union tra cibo e valorizzazione del territorio – Modera Edoardo Colombo

Piemonte #SocialFoodandWine
Sviluppo Piemonte Turismo

Candidatura Unesco: strategie di comunicazione e promozione di un territorio
Michele Cassano, Vice direttore Consorzio Vino Chianti Classico

Track My Food. Il prodotto come ambasciatore di un territorio grazie al QR Code
Andrea Casadei, Grow the Planet

Il progetto Caves in ottica food&wine
Michele Pianetta, Vice presidente di Anci Piemonte

17:30 CONSUMERS
Gli strumenti digitali che stanno cambiando il modo di essere consumatore – Modera Andrea Casadei – Grow the Planet

Wine Hunter, una nuova esperienza per i wine lovers
Helmuth Köcher, Presidente e fondatore del Merano WineFestival

IFood: come il networking entra nelle case degli italiani
Vatinee Suvimol, Co-founder Ifood.it

Dai vegan ai paleo: nuovi stili e tendenze alimentari (e nuove opportunità)
Daniele Dodaro, Co-founder e direttore di ricerca di Squadrati

Hashtagbook Prosecco Vinitaly 2016, quando i post diventano libri
Elena Schipani, Social Media Manager Consorzio di Tutela Prosecco DOC

The Amazing Food, l’e-commerce pensato per emozionare i food lovers
Johnny Tomè, Responsabile Commerciale The Amazing Food Company

18:30 Aperitivo offerto da cantine e produttori locali

L’ultimo melone

Questa è una storia che risale a qualche settimana fa, ma ve la racconto lo stesso, anche se siamo a metà ottobre.
Mai mi sarei potuto immaginare di mangiare un melone colto nell’orto ai primi di Ottobre. Fossi nel Salento, o in Sicilia, forse sì… ma qui nel nord-est!

Eppure qualche giorno fa ho preso il melone gelosamente custodito nella lavanda, poi fatto sedere su uno sgabellino di legno, l’ho portato in cucina e… zac! Tagliato e mangiato.

Non si dovrebbe mangiare la zucca in ottobre?
Come mutano le abitudini. Ma la cosa che non mi fa poi tanto sorridere è che muta il tempo, e anche se in questi giorni le temperature si sono abbassate… io ho effettivamente mangiato un melone ai primi di Ottobre. Ed era anche profumato e saporito…

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Kokedama

Cos’è il kokedama? Chi vorrà non solo avrà il privilegio di scorprilo a Castello Quistini, ma anche la possibilità di cimentarsi in quest’arte giapponese e realizzare un bellissimo… kokedama!

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Domenica 16 Ottobre dalle ore 14,30 alle ore 17,30
organizzato in collaborazione con twentytrees.org

Il kokedama è un’antica tecnica giapponese che si rifà al bonsai.
La sua realizzazione prevede l’utilizzo del muschio a contenere la pianta scelta. Il pane di terra della pianta è racchiuso infatti dal muschio, e non da un vaso, e il tutto viene tenuto insieme da uno spago, rendendo il kokedama completamente naturale, ecologico e sostenibile per l’ambiente. Impareremo una delle tecniche per realizzarli, che ci permetterà di appenderle, creando micromondi vegetali volanti, molto suggestivi, o di appoggiarle su un piattino. Con la pratica è possibile realizzare kokedama più complessi, composti da più piante e di differenti forme legature. Il kokedama va immerso di tanto in tanto in una bacinella d’acqua per assicurare alla terra la giusta dose di acqua, e il muschio va tenuto il più possibile umido. L’effetto è davvero inusuale e poetico.

MATERIALI (compresi nel costo): Muschio, piante, terra e spago forniti da noi. Qualora non vogliate sporcarvi le mani con la terra sarà necessario portare dei guanti. Volendo si possono portare una piantina e lo spago.

INSEGNANTE: Irene Cuzzaniti si laurea nel 2009 in Architettura dei giardini e paesaggista presso l’Università degli Studi di Roma, ‘ La Sapienza’. Nel 2011 fonda twentytrees, uno studio di progettazione del verde che è al tempo stesso anche un progetto di diffusione delle tematiche ambientali e della pratica del giardinaggio. Tiene workshop, lezioni (NABA Nuova Accademia di Belle Arti, IED – Istituto Europeo di Design, Festival del Verde e del Paesaggio di Roma e altre associazioni), collabora attivamente con Esterni, lavoratori dell’arte e dell’editoria e con diversi architetti, agronomi, etc. Da diversi anni lavora anche come fiorista. Nel 2015 apre la sua bottega di piante, fiori, essenze e mestieri dimenticati in Cascina Cuccagna. La Fioreria si pone a metà strada tra laboratorio e spazio di vendita e promozione di piccole realtà indipendenti. Nel 2016 pubblica un manuale DIY #Fattiilmazzo edito per Libri 24 ORE Cultura.
Ciò che sta dietro ai suoi lavori, attraverso un’incessante ricerca, è l’etica della sostenibilità: il km zero e la collaborazione con maestranze del posto, il riuso di materiali esistenti e in generale il consumo critico delle materie, propendendo quindi sempre verso materiali organici.

Il costo è di 40,00 euro e comprende tutto il materiale che servirà per la realizzazione del kokedama.

Informazioni e contatti
www.castelloquistini.com
tel +39 391351913

Come arrivare
Castello Quistini, Via Sopramura 3/a, Rovato (Brescia)

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Il parco più bello d’Italia 2016

Verranno premiati Sabato 15 Ottobre 2016 con cerimonia pubblica alle ore 11:30 presso Villa Litta a Lainate i vincitori della XIV edizione del concorso che premia le bellezze verdi italiane. Oltre ai due iridati verrà assegnato inoltre il Premio “Giuria Popolare” al Parco di Villa Sorra di Castelfranco Emilia (Modena), vincitore del sondaggio tra gli utenti del network www.ilparcopiubello.it

Il Comitato Scientifico del Premio Il Parco Più Bello d’Italia ha selezionato anche quest’anno i due parchi vincitori della XIV edizione del concorso “Il Parco Più Bello d’Italia”, entrambi in Lombardia ma diversi per la loro storia e per l’emozione che offrono al visitatore.
Questi due gioielli naturalistici sono stati selezionati tra gli oltre 1.000 partecipanti al concorso, iscritti al network dei Parchi Più Belli d’Italia e presenti nella guida online www.ilparcopiubello.it, che da oltre tredici anni è promotrice di un turismo verde alla scoperta dei gioielli del patrimonio paesaggistico e botanico italiano.

Ecco dunque i due vincitori della XIV edizione del Premio Il Parco Più Bello d’Italia:
Villa Visconti Borromeo Litta a Lainate (Milano)
è Il Parco Più Bello d’Italia 2016 per la categoria “Parchi Pubblici”

Villa Melzi d’Eril a Bellagio (Como)
è Il Parco Più Bello d’Italia 2016 per la categoria “Parchi Privati”

Due parchi facilmente visitabili entrambi nel corso di uno stesso weekend: il Giardino di Villa Melzi d’Eril, affacciato sul Lago di Como, sapientemente curato e gestito dalla proprietà della famiglia Gallarati Scotti, e Villa Visconti Borromeo Litta, un vero polo culturale e botanico riportato agli antichi splendori dal Comune di Lainate.

A circa 70 chilometri, a Lainate, troviamo invece Villa Visconti Borromeo Litta, una delle più suggestive residenze nei dintorni di Milano, con un giardino tardocinquecentesco di circa tre ettari aggiornato nel Settecento e impreziosito dalla carpinata, che con i suoi ottocento metri di lunghezza, rappresenta l’esempio più lungo d’Europa, un “corridoio verde” utilizzato dai signori come passeggiata soprattutto nella stagione estiva. Altri punti di interesse sono la settecentesca fontana di Galatea decorata con otto statue rappresentanti divinità protettrici dei lavori agricoli, il prezioso patrimonio botanico con splendidi esemplari arborei appartenenti a 56 specie differenti tra cui il raro Ginkgo biloba che pare risalire all’Ottocento; da ultimo, l’articolato Ninfeo (un unicum nel suo genere), riccamente decorato con mosaici, stucchi, pitture e giochi d’acqua, dove erano esposte le pregiate collezioni del proprietario, il conte Pirro I: un capolavoro unico nel suo genere. Dal 1971 la villa è proprietà del Comune di Lainate che ha promosso diversi interventi di restauro, tra cui la riqualificazione delle ottocentesche serre delle orchidee, di recente inaugurate. La villa è un riuscito esempio di gestione e valorizzazione di un bene pubblico, con il positivo coinvolgimento di volontari.

Motivazioni della giuria
Il complesso di Villa Litta fu ideato dal conte Pirro I Visconti Borromeo, che alla fine del XVI secolo – avvalendosi della collaborazione di alcuni fra i migliori artisti lombardi – volle conferire ai propri possedimenti i caratteri ludici delle residenze nobiliari dell’Italia centrale, con giardini “all’italiana” e il meraviglioso Palazzo delle acque. Fulcro del giardino, il Ninfeo è un capolavoro del Manierismo, articolato in più vani, rivestiti di conchiglie, adorni di sculture e mosaici; in esso sono stati ripristinati gli originari giuochi d’acqua, così come riportate a nuova vita, di recente, le antiche Serre delle orchidee.

Alla bellezza e importanza del Ninfeo e del parco, restaurati con sapienza e rigore filologico, si aggiunge una gestione del complesso da parte dell’Associazione ‘Amici di Villa Litta’, con la regia del Comune di Lainate, proprietario del bene. Molto incisivo, ai fini della fruizione, è il coinvolgimento della comunità locale, non solo mediante visite guidate (anche destinate alle scuole) ma anche attraverso numerose attività creative che uniscono il diletto alla conoscenza.

Informazioni di visita Villa Visconti Borromeo Litta
Largo Vittorio Veneto 12, 20020 Lainate (Milano) Italia
www.villalittalainate.it

Villa Melzi d’Eril a Bellagio nacque come residenza estiva di Francesco Melzi d’Eril, vicepresidente della Repubblica Italiana al tempo di Napoleone (1801-1803). Il progetto, affidato all’illustre architetto Giocondo Albertolli, fu eseguito dal 1808 al 1810.
La costruzione, perfetta espressione dello stile neoclassico, è circondata da incantevoli giardini dove campeggiano statue classicheggianti e piante secolari ed esotiche. La passeggiata a lago lungo il viale dei platani, la cappella affacciata sul porticciolo di Loppia, il padiglione museo nell’aranciera adiacente alla villa, si ispirano anch’essi ai canoni eleganti, equilibrati, rigorosi dell’arte neoclassica.
Autentico spirito romantico emana invece dai gruppi di rododendri giganti e di azalee sparsi sui prati e lungo i pendii, verso l’idilliaco laghetto.
Non a caso qui trovarono ispirazione il musicista Lizst e lo scrittore Stendhal, ospiti della villa come altri celebri personaggi del mondo della cultura e della politica. La dimora e il giardino – oggi Monumento Nazionale nell’insieme – sono tuttora di proprietà privata ma in gran parte accessibili al pubblico.

Motivazioni della giuria
Il giardino e il parco di Villa Melzi, che circondano su tre lati la residenza neoclassica progettata da G. Albertolli sfruttando le peculiarità dell’incantevole sito esteso tra la riva del lago e la retrostante collina, hanno conservato intatto l’assetto paesaggistico conferito loro due secoli orsono da L. Canonica e L. Villoresi grazie all’esemplare e ininterrotta manutenzione del complesso da parte della proprietà, passata per via ereditaria dai Melzi d’Eril ai Gallarati Scotti. Particolare attenzione merita la componente botanica che, nonostante gli inevitabili avvicendamenti, ha rispettato e valorizzato nel tempo l’originario rapporto tra pieni e vuoti e tra specie autoctone ed esotiche, tra cui le pregiate collezioni di camelie e di aceri giapponesi, mentre l’ampio viale rettilineo, delimitato da platani pluricentenari abilmente potati, asseconda la riva del lago esaltandone le visuali.

Informazioni di visita Villa Melzi d’Eril
Via Lungolario Manzoni 22021 Bellagio (Como) Italia
I Giardini si possono visitare da marzo a novembre tutti giorni dalle 9.30 alle 18.30
Biglietto singolo 6.50 €, gruppi min. 15 persone: 5.00 €, gruppi scuola 4 €, minori di 12 anni: gratuito.
Possibilità di visite guidate su prenotazione, accessibilità alle sedie a rotelle.
 

Si è svolta inoltre quest’anno la seconda edizione della “votazione popolare” tra gli utenti del network e i visitatori dei Parchi e Giardini d’Italia, che hanno potuto votare il loro preferito tra i 10 finalisti 2016. La votazione è avvenuta tramite la pagina Facebook “Il Parco Più Bello” e ha riscosso un ottimo interesse da parte dell’utenza.
Il vincitore del Premio Giuria Popolare Il Parco più Bello d’Italia 2016 è:
Villa Sorra (Castelfranco Emilia, Modena)
Premio Giuria Popolare Il Parco Più Bello d’Italia 2016
Un giardino settecentesco trasformato a partire dal 1827 in giardino all’inglese con gli elementi di arredo alla moda ad opera del friulano Giovanni de Brignoli di Brunnhoff. Il risultato è l’esempio più significativo di giardino romantico dell’Ottocento estense, il più importante dei giardini informali presenti in Emilia Romagna, con i suoi caratteristici canali, l’alternarsi di zone a prato e a boschetto, gli specchi d’acqua, i tortuosi sentieri e le false rovine.

Per la selezione dei vincitori, anche quest’anno il Comitato scientifico ha valutato i seguenti parametri: l’interesse storico-artistico e botanico, lo stato di conservazione, gli aspetti connessi con la gestione e la manutenzione, l’accessibilità, la presenza di servizi, le relazioni con il pubblico e la promozione turistica.

La giuria si compone di sei esperti del settore: Vincenzo Cazzato (presidente, Università del Salento, per anni coordinatore del Comitato ministeriale per lo studio e la conservazione dei giardini storici), Alberta Campitelli (già Dirigente dell’Ufficio Ville e Parchi Storici della Sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma), Marcello Fagiolo (già Presidente del Comitato nazionale per lo studio e la conservazione dei giardini storici), Ines Romitti (architetto paesaggista AIAPP-IFLA), Luigi Zangheri (già Presidente del Comitato scientifico internazionale per i paesaggi culturali ICOMOS-IFLA, presiede l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze), Margherita Azzi Visentini (Politecnico di Milano).

Il Parco Più Bello da oltre quattordici anni seleziona i parchi e i giardini pubblici e privati visitabili per promuovere a livello nazionale e internazionale un “turismo verde” di qualità che permetta al grande pubblico di scoprire questo prezioso patrimonio ad oggi ancora poco conosciuto. Il network “Il Parco più Bello d’Italia”, che conta ad oggi oltre 1000 luoghi incantevoli in tutta Italia, è attivo con tutte le informazioni di visita, eventi e molto altro, nella guida online www.ilparcopiubello.it e sulle pagine Facebook e Twitter “Il Parco Più Bello”.

Cos’è Il Premio “Il Parco Più Bello d’Italia”
“Il Parco Più Bello” è un concorso nazionale dedicato a parchi e giardini, che ha lo scopo di valorizzare l’inestimabile patrimonio di parchi e giardini presenti nella nostra penisola, contribuendo a stimolare l’interesse e la sensibilità verso il verde nelle sue forme più eccelse.
Al concorso partecipano tutti i Parchi affiliati al Network dei Parchi più Belli d’Italia (www.ilparcopiubello.it), ad oggi oltre 1.000 realtà, tra le quali vengono ogni anno selezionate le eccellenze tenendo conto degli aspetti storico-artistici, botanici, dello stato di conservazione, del programma di manutenzione e gestione, della presenza di adeguati servizi, dell’accessibilità e delle informazioni all’utenza.

Il Premio intende promuovere la cultura e la conoscenza di questo nostro inestimabile patrimonio, per rendere questi beni apprezzabili non solo da una ristretta cerchia degli specialisti, ma soprattutto dai giovani e da un vasto pubblico nazionale e internazionale.
Il concorso è ormai giunto alla quattordicesima edizione e, poiché è l’unico premio in Italia nel settore parchi e giardini, sta riscuotendo un interesse e un successo sempre più ampi. Lo dimostrano sia il numero che la qualità dei giardini partecipanti, sia l’attenzione da parte della stampa e dei media nazionali, in costante crescita nel corso degli ultimi anni.

Ricordiamo i vincitori delle precedenti edizioni: il Giardino di Villa Barbarigo a Valsanzibio (2003), il Giardino de La Mortella a Ischia (2004), i Giardini del Castel Trauttmansdorff a Merano (2005), Villa d’Este a Tivoli (2006), l’Isola Bella sul Lago Maggiore (2007), Villa Pisani a Stra (2008), la Reggia di Caserta (2009) il Parco del Castello di Racconigi (2010), il Giardino di Villa Lante (2011), il Vittoriale degli Italiani (2012), Il Parco Giardino Sigurtà (cat. Parchi Privati 2013) e il Giardino della Villa Medicea di Castello (cat. Parchi Pubblici 2013), Villa San Michele a Capri (cat. Parchi Privati 2014) e il Real Bosco di Capodimonte a Napoli (cat. Parchi Pubblici 2014), il Giardino di Ninfa a Latina (cat. Parchi Privati 2015) e Villa Medici a Roma (cat. Parchi Pubblici 2015) – Vincitore popolare 2015 Villa Serra (Sant’Olcese, Genova) .

Il Concorso “Il Parco Più Bello” è un’iniziativa dell’architetto Leandro Mastria, Presidente della Segreteria Organizzativa, con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, del Ministero dell’Ambiente, dell’UNESCO, dell’ACI e con l’adesione del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) e dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio).

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