Arredare con i fiori

Quale migliore forma di design naturale, quale migliore oggetto sinestesico, quale migliore omaggio all’armonia dei colori… se non un fiore?

Un fiore è un oggetto vivo, che porta vita.
Lo potete mettere dove volete – attenzione però, non vicino a stufe e termsifoni o in angoli della casa troppo bui.

Potete scegliere il fiore o la pianta che preferite, aggiungendo un tono di colore e di vita alla vostra casa. Febbraio è uno dei periodi migliori per portare un fiore in casa. Tra poco arriverà primavera e questo fiore ce lo ricorderà ogni giorno, facendoci presagire e immaginare i primi raggi di sole che risveglieranno piante e insetti di giardino e orto.

Questi fiori che vedete in foto sono iris che ben si staccano dal bianco del mobile, Una volta bocciati e sfioriti porterò i bulbi in giardino e li interrerò. Magia delle piante con bulbi. Si addormentano in inverno e sbocciano in primavera estate. Poche cure, se non un po’ d’acqua quando sono in vaso. In giardino questi fiori resistono anche senza il nostro intervento, ma un po’ d’acqua in caso di estati torride e senza piogge.

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Coiffeur

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Ci voleva un parrucchiere per signora per risistemare la bella chioma di Madame Drosera. Però voi conoscete la mia filosofia. Le piante si arrangiano da sole. Sono in questo pianeta da molto tempo prima di noi esseri umani e non hanno mai avuto problemi di potatura. Le foglie o i rami che non servono li fanno morire e cadere, e contemporaneamente ne fanno spuntare di nuovi. Il problema per le piante sono – purtroppo, a volte – gli esseri umani. E ancora: non sono le piante che dipendono da noi, siamo noi che dipendiamo dalle piante. Ciò va ricordato e messo in grassetto.

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Detto questo, ogni tanto una risistemata ci vuole. E quindi prendo il mio piccolo coltellino svizzero e … zac zac!
Che ve ne pare del risultato? Sono stato un bravo coiffeur?

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AgruMi – Un mondo di agrumi

Dalla Valle dei Templi fino alle coste assolate di Sorrento, un viaggio alla scoperta delle tantissime varietà di agrumi del nostro Paese: l’appuntamento è sabato 14 – dalle ore 12 alle 18 – e domenica 15 febbraio 2015 – dalle ore 10 alle 18 – con la quarta edizione di “AgruMi – Un mondo di agrumi”, mostra e mercato organizzata dal FAI – Fondo Ambiente Italiano e quest’anno eccezionalmente ospitata nell’elegante cornice della Palazzina Appiani presso l’Arena Civica a Milano, dal 2010 sede della Presidenza Regionale FAI Lombardia e della Delegazione FAI di Milano.

Due giornate di profumi avvolgenti e colori intensi durante le quali i visitatori potranno scoprire l’intero universo degli agrumi, presenti in numerose varietà, anche rare e introvabili: verranno proposti in vendita non solo piante e frutti, ma anche marmellate, mieli, mostarde, oli agrumati e dolci agli agrumi. Dai limoni di Sorrento alle marmellate di arance del Giardino della Kolymbethra, gestito dal FAI nella Valle dei Templi di Agrigento, dai canditi dello storico confettiere genovese Pietro Romanengo ai liquori aromatici, fino alle famose scorzette ricoperte di cioccolato dell’Antica Dolceria Bonajuto di Modica e molto altro ancora.

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Nel porticato e al piano terra della Palazzina sarà messa in mostra per la prima volta l’intera collezione di piante d’agrumi, straordinaria per numero e varietà di esemplari, che l’appassionato vivaista Davide Chiaravalli di Monza ha raccolto e selezionato nel tempo e di cui illustrerà ai visitatori le diverse particolarità e caratteristiche botaniche.
Verranno inoltre esposte due interessanti collezioni di agrumi: una di frutti veri, anch’essi provenienti dal vivaio di Davide Chiaravalli, e una di perfette repliche degli stessi frutti eseguiti in ceroplastica dal talentuoso artigiano biellese Davide Furno, secondo la tecnica inventata dal celebre scienziato-artista Francesco Garnier Valletti nell’800.

Inoltre nel corso della manifestazione verranno organizzati interessanti incontri a tema e speciali laboratori creativi per bambini, secondo il seguente programma:
sabato14, alle ore 16, conferenza di Diego Pessina dal titolo “Dall’Oriente con furore: cinquemila anni di storia e cultura degli agrumi”.

Domenica 15, alle ore 11, appuntamento con Antonino De Angelis, Giuseppe Pasciuta, Giuseppe Di Falco per l’incontro “Il paesaggio degli agrumi tra utilità e bellezza: quattro agrumicolture a confronto” moderato da Giuseppe Barbera.
Sabato 14, dalle ore 15 alle 17, e domenica 15, dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 15 alle 17, in programma ogni ora divertenti laboratori didattici dal titolo “L’arancia di Ribera Dop va a scuola” a cura del Consorzio di Tutela Arancia Ribera di Sicilia. E’ necessaria la prenotazione.

Con il Patrocinio del Comune di Milano.
Il calendario “Eventi nei Beni del FAI 2015”, è reso possibile grazie al prezioso contributo di PIRELLI che rinnova la consolidata amicizia con la Fondazione e Cedral Tassoni, marchio storico italiano che per il quarto anno consecutivo ha deciso di abbinare la tradizione, la storia e la naturalità del suo prodotto al FAI.
Grazie anche a Andreas STIHL, sponsor delle manifestazioni “verdi” organizzate nei Beni del FAI.

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Orario di apertura al pubblico:
La mostra-mercato si svolgerà a Palazzina Appiani presso Parco Sempione – Arena Civica a Milano (ingresso da viale Elvezia) e sarà aperta al pubblico sabato 14 febbraio dalle ore 12 alle ore 18 e domenica 15 febbraio 2015 dalle ore 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17.30).
 
Biglietti di ingresso:
Mostra–mercato: Adulti € 6,50; Ridotti (4-14 anni) e Iscritti FAI € 4,00.
L’evento è gemellato con Villa Necchi Campiglio, tradizionale sede della manifestazione: i visitatori di “AgruMi” entro il 30 aprile potranno visitare la Villa con uno speciale sconto del 20% presentando in biglietteria il tagliando di ingresso.

Per informazioni:
Telefonare al numero 02.76340121 oppure consultare il sito www.fondoambiente.it.

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Febbraio nelle culture altre

In Giappone, nel Giappone antico, Febbraio veniva chiamato con tre nomi diversi, ognuno dei quali con un preciso significato riferito ai primi risvegli della primavera.
Kisaragi: “il mese del cambio di vesti”.
Mumetsuki: “il mese in cui si vedono i fiori di prugno”.
Konometsuki: ”il mese nel quale gli alberi prendono nuova vita”.

Da noi il termine deriva dagli antichi riti romani di purificazione in omaggio alle divinità Febris. Per i romani febbraio era l’ultimo mese dell’anno. Poi, con marzo, iniziava il nuovo anno. Nuovo perché la Natura si risvegliava e rifioriva.

A ricordarmi che ormai la primavera è alle porte – e che quindi è meglio che mi dia una mossa a preparare e a programmare l’orto e il giardino – è la mimosa, che ho piantato la scorsa primavera – credo. Di averla piantata la scorsa primavera intendo, che è una mimosa ne sono sicurissimo ;-)

Dicevo, eccola la mimosa. Uh, come è cresciuta, sarà un metro e ottanta ormai, e soprattutto dai sui rami vedo le prime novelle gemme, che diventeranno dei bellissimi e fragranti gialli fiorellini – vendibili in un solo giorno dell’anno ;-)
Come sono belli. La Natura non ci regala solo speranze, ma certezze… e per noi umani questo è consolante. E, visti i tempi, inspiegabile…

mimosa

Dai rami al cesto

Sabato prossimo tenetevi liberi! ;-)

Workshop di cesteria e di intreccio creativo
Seconda edizione
7 febbraio 2015 all’Hortus Urbis

Imparare a intrecciare i vimini e realizzare un cesto con le proprie mani in una sola giornata ti pare impossibile? Non lo è!
Hortus Urbis, nel Parco dell’Appia Antica, propone un percorso teorico-pratico per conoscere le svariate tecniche di intreccio e le tante specie vegetali che è possibile utilizzare.
Alla fine dei lavori avrete un cestino realizzato proprio da voi da mostrare e da portare orgogliosamente a casa!
Il corso è tenuto da Giovanni Salerno, botanico, florista amico dell’Hortus Urbis esperto in etnobotanica.

Sede: Hortus Urbis, via Appia Antica 42/50, Roma
Costo: donazione suggerita di 30,00 euro a persona + 5,00 euro Carta Amici del Parco dell’Appia Antica
Durata: dalle 10 alle 17
Iscrizioni: entro le ore 18 di venerdì 6 febbraio o in loco fino ad esaurimento posti: hortus.zappataromana@gmail.com

Informazioni supplementari:
Portare abiti da lavoro (o un grembiule), un secchio, e il pranzo a sacco
I materiali per l’intreccio e gli strumenti da lavoro (cesoie da giardinaggio, un coltellino a lama liscia ben affilato) saranno forniti dagli organizzatori
Necessaria buona manualità
Poiché il corso si svolge all’aperto le attività potranno subire variazioni in relazione alle condizioni climatiche.

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I miei lavori nell’orto di Febbraio

Per il momento sono solo sulla carta, ma la prima settimana di febbraio mi devo mettere all’opera.

Ad esempio tolgo tutte le vecchie foglie delle fragole.
Poi tolgo tutti gli steli dei fiori che sono ormai da molto tempo secchi, e ne prendo i semi.
Taglio l’erba – vedi, a non aver messo il telo pacciamato!
Potrei anche decidere di vangare e mettere un po’ di compost… perché no? È il periodo giusto.
Ah, dimenticavo, poto anche un poco l’erba Luigia – no, niente liquore quest’anno.
Tolgo anche un po’ di piantine di Ligustrum che crescono spontaneamente un po’ dappertutto… Per adesso può bastare.

Vedremo se questi lavori rimarranno sulla carta o si concretizzeranno davvero!

fragola

L’albero in miniatura

Che sarebbe un bonsai. Comperato alla Coop con lo sconto.
Regna sovrano sopra ad un tavolino di mio nonno, impreziosito da un centrino di pizzo, stagliandosi sullo sfondo bianco delle tende del salotto.

Il bonsai deriva dalla tradizione giapponese. Questi giapponesi sono tremendi. Una cultura che ha sempre avuto per me un fascino inspiegabile e attrattivo: dai samurai ad Akira, passando per Ken Ishii e T. Kitano.
Cosa significa per me quel bonsai?

La dico così come l’ho appena pensato. Per me significa che “il mondo può finire”.
E ti ritrovi rintanato nella tua casa – che è diventato un bunker – circondato da tanti alberelli ché ormai quelli veri e grandi non ci sono più. E tu conservi i tuoi bonsai per ricordare che una volta esistevano degli alberi grandi, enormi, altissimi. Ma adesso ci sono solo i bonsai. Topos della letteratura fantascientifica: il mondo dopo un flagello atomico. Pochi sopravvissuti, la Natura distrutta e ridotta al nulla. Speriamo di no, che sia solo una favola dal significato apotropaico. Penso al peggio per scongiurare il peggio. Avete presente quelle facce assurde nei palazzi del sette-ottocento nelle nostre città? Solitamente posti sopra agli archi d’entrata delle case dei nobili? Significato apotropaico. Tenere lontani demoni e spiriti maligni. Il sonno della ragione genera mostri. Anche dopo l’illuminismo, il progresso tecnologico, il metodo razionale e scientifico, rimaniamo affascinati e intimoriti (paura + bellezza = sublime) da qualche nostra paura nascosta. E ci crediamo, anche se sappiamo che non è vero. Ma già con il crederci una cosa diventa vera.
Da dov’ero partito? Dal bonasi… com’è piccolo il mondo – figuratevi il mio giardino ;-)

A presto e scusatemi per questo improvvisato pastiche.

bonsai

Dalla serra alla casa

Che male vuoi che faccia la farfalla Pavone di giorno in casa?
[per la cronaca, esiste anche la farfalla Pavone di notte, ndr]

Così i bambini hanno pensato bene di portarla in un luogo più caldo e ospitale, e l’hanno messa tra le foglie e i fiori della pianta di ciclamino.

Ma ancora mi domando: cosa ci faceva una farfalla nell’orto a fine gennaio?

pavone di giorno

Pavone di giorno

L’orto e il giardino sono i luoghi privilegiati per le “maraviglie”.
Meraviglie naturali e meraviglie semplici – pur nella loro complessità.

Questo inverno non è stato rigido. Qui al nord una nevicata in pianura (27 dicembre) e qualche giorno di freddo intenso, con parte del lago di Fimon ghiacciato. I giorni restanti hanno visto temperature sopra la norma, con afflizione di chi gestisce le piste da sci asiaghesi (Vicenza). Questa è la premessa necessaria per una mia spiegazione sulla meraviglia odierna: una farfalla avvistata in giardino dal buon GM, che poi è stata subito individuata dall’esperto FT. Si tratta del “pavone di giorno”, una bellissima farfalla che se ne stava un po’ intorpidita sul camminamento in pietra dell’orto.

Pavone di giorno

GM gli ha fatto aprire le ali stuzzicandola con un filo d’erba, poi l’ha fatta sedere sulla sua mano e l’ha portata in serra, perché si “scaldasse”.

Pavone di giorno

Cosa ci faceva una farfalla a fine gennaio nell’orto? Non è un po’ prematuro questo risveglio primaverile?

Alcune caratteristiche del Pavone di giorno
Famiglia: Nymphalidae
Apertura alare: 5,5/6 cm
Livrea unica
Il bruco: è nero e spinoso e si sviluppa sull’ortica e sul luppolo
Distribuzione: Europa, Asia temperata, Giappone
Periodo di volo: diurno
Habitat: pianure
Meccanismi di difesa: le macchie ocellate sulle ali sviano dal corpo delicato gli attacchi degli uccelli.

Nota: la farfalla che vedete in foto è un esemplare maschio.

Pavone di giorno

A piedi nudi nell’orto – benefici per lo spirito e per il corpo

Tradizionale o ornamentale, urbano o provinciale, l’orticoltura, la coltivazione di un piccolo orto migliora le abitudini alimentari esercitando un’azione rigenerante e benefica, rappresentando un luogo di rifugio e riparo in un mondo frenetico. Anche i big l’hanno capito: Sting coltiva le sue carote e i suoi pomodori nella campagna Toscana. Michelle Obama, la first lady americana si dedica all’orto bio-dinamico, il primo nella storia della Casa Bianca. L’obiettivo è di dare un buon esempio agli americani per cercare di contrastare il fenomeno dell’obesità infantile, cercando di nutrirsi meglio.

Michelle Obama

Michelle Obama racconta la sua orto-esperienza nel libro American Grown e nelle righe invita i suoi lettori a creare il proprio orto anche utilizzando vasi sul terrazzo o sui davanzali.
Non poteva mancare all’appello la Gran Bretagna, dove la Sua Maestà Elisabetta II ha fatto coltivare un orto a Buckingham Palace.
Anche il Principe Carlo, famoso perché parla alle piante per farle crescere, è un patito del biologico e della coltivazione realizzata con i metodi di una volta. Carlo, nella sua tenuta di Highgrove, coltiva ortaggi e patate con metodi campagnoli che sono totalmente opposti a quelli dell’agricoltura moderna. È la tradizione quella che offre ancora oggi le fondamenta più consistenti utili al progresso sostenibile a favore di una politica umanitaria.

Che dire poi del giardino-orto dove la parte ornamentale ha un suo ruolo, non ostentando ma conducendo discretamente ad altri tempi e ad altri ritmi. Giardini del fascino mediterraneo, ricchi di piante aromatiche, cucurbitacee, fiori dai colori più vibranti e arbusti lussureggianti, che offrono momenti di quiete e tranquillità.
Tutta questa delizia verde, il giardino vissuto non solo per incantare visivamente ma anche per gli stimoli olfattivi – i fiori insieme al profumo inconfondibile di ortaggi coltivati con le proprie mani, la nuova terapia del vegetale.
È l’orto, il vero protagonista di un giardino, personaggio principale del dialogo del quale ci stiamo scordando negli ultimi tempi, tra la natura e l’uomo.

eventi in orto

Il fascino dell’orto non risparmia nessuno – anche la moda si adatta, cogliendo immediatamente il fenomeno, rielaborandolo in un evento, un green party firmato Paghera Green Philosophy, azienda che si occupa della progettazione dei giardini e landscape design. Paghera, insieme a Gianni Peroni che è il fondatore di una fashion boutique a Brescia, presentano una collezione di moda in uno scenario “contadino”. La scenografia, una villa settecentesca, interamente ristrutturata in un orto, destinata ad accogliere 2000 persone riesce ad evocare la scenografia del giardino medievale.

orto fashion

Coltivare un orto diventa lo specchio della nostra vita quotidiana: la passione impiegata, la curadestinata, il tempo dedicato e la buona volontà vengono ricompensate in un buon raccolto, una soddisfazione unica.
E ci chiediamo: c’è qualcosa di meglio che camminare scalzi sull’erba sentendo i profumi inconfondibili di rosmarino e pomodori? Questo è l’assaporare del senso della libertà oramai perduto.

Paghera eventi

I segreti della cura e potatura delle rose

Domenica 22 Febbraio dalle 14,30 alle 17,30 tra i giardini di Castello Quistini

potatura rose

Febbraio si sa, è il mese della cura del giardino ed è anche il mese migliore per potare le regine dei fiori: le rose. A Castello Quistini a Rovato, dimora del 1600 immersa in uno splendido giardino di rose, Domenica 22 Febbraio dalle 14,30 alle 17,30 avrà luogo un corso teorico-pratico per conoscere meglio le rose e imparare le tecniche corrette per potarle con la possibilità di esercitarsi sul campo. Lo scopo del corso è fornire tutti gli elementi utili affinché le rose abbiano la migliore crescita e fioritura in Primavera, prevenendo malattie ed esaltando la fioritura nella bella stagione. Durante l’incontro verranno affrontati anche argomenti di giardinaggio in generale. Il corso sarà tenuto da Marco Mazza, proprietario della dimora storica, progettista dei magnifici giardini del palazzo e titolare dell’azienda agricola specializzata nella coltivazione e produzione di rose antiche, botaniche, inglesi e selvatiche.

Con oltre 1500 varietà di rose coltivate e curate con grande passione, i giardini di Castello Quistini offrono uno spettacolo unico che si aggiunge al fascino della storica dimora franciacortina. Castello Quistini è un luogo dove la natura convive con la storia e dove le rose sono le vere regine incontrastate. Ogni cosa infatti, nei giardini del palazzo, viene progettata appositamente per loro dando vita ad un’atmosfera unica e affascinante. Tra le varietà di rose più famose che verranno conosciute meglio nel corso della giornata non mancheranno le rose inglesi del famoso ibridatore David Austin. Conosciute ed esportate in tutto il mondo le rose inglesi hanno rappresentato una rivoluzione nel mondo delle rose e molte di queste si adattano perfettamente al nostro clima mediterraneo.

La quota di iscrizione è di 40,00 euro con una pianta di rose in omaggio. Per iscriversi basta compilare il modulo online che trovate nella pagina CORSI sul sito www.castelloquistini.com.

Corso potatura rose

Terzo Concorso “Giardini Creativi”

TERZO CONCORSO INTERNAZIONALE “GIARDINI CREATIVI”
BANDO APERTO FINO AL 30 GENNAIO 2015

Orticolario 2015

Dopo il grande successo delle prime due edizioni, Orticolario promuove il terzo concorso internazionale per la realizzazione di giardini creativi nel parco di Villa Erba a Cernobbio, sede della manifestazione.

Fino al 30 gennaio 2015 progettisti del paesaggio, architetti paesaggisti, agronomi, forestali, ingegneri, ingegneri forestali, progettisti di giardini, designer, artisti, vivaisti potranno presentare domanda di ammissione per partecipare al concorso e realizzare i loro progetti in occasione della settima edizione di Orticolario “per un giardinaggio evoluto”.
Finalità dell’iniziativa è l’individuazione di progetti innovativi che presentino spunti progettuali, tecniche e materiali, in linea con le premesse, gli obiettivi estetici e gli standard qualitativi della manifestazione.
I progetti dovranno rappresentare spazi originali, giardini vivibili e fruibili nei quali prevedere sedute “meditative” e dovranno essere contestualizzati all’interno del parco di Villa Erba e dell’area scelta, nel rispetto del paesaggio esistente, ovvero il ‘Genius loci’.
Il bando, con i dettagli e termini di partecipazione, è disponibile sul sito web di Orticolario a questo link: http://www.orticolario.it/index.php?pag=165.

I progetti presentati nella prima fase saranno sottoposti ad un esame preliminare dalla Commissione giudicatrice con lo scopo di valutare i bozzetti pervenuti e selezionare quelli ammessi alla seconda fase. I progetti ammessi accederanno poi alla consegna degli elaborati, e verranno giudicati dalla Commissione sulla base di criteri sia tecnici che estetici, come la qualità della creazione e della progettazione, l’innovazione dell’idea e la sua riproducibilità, l’attrattività, la fattibilità della realizzazione e la particolarità delle essenze arboree e dei materiali utilizzati.

I progetti selezionati, verranno realizzati in occasione della settima edizione di Orticolario e valutati da una Giuria Internazionale, appositamente composta. Essi concorreranno al premio “La foglia d’oro del Lago di Como”. Ideato e realizzato in esclusiva per Orticolario da Gino Seguso della Vetreria Artistica Archimede Seguso, il premio è un sinuoso vaso creato sull’isola di Murano (Venezia) sul quale “ondeggia” una grande foglia al cui interno brillano “accenni” d’oro zecchino (24K). Il Premio è unico e viene custodito dal vincitore per un periodo limitato, per essere successivamente esposto nella splendida Villa Carlotta a Tremezzo sul Lago di Como fino all’edizione successiva di Orticolario. I nomi dei vincitori de “La foglia d’oro del lago di Como” sono inseriti nell’Albo d’oro esposto accanto al premio.
La Giuria assegnerà anche altri premi: il Premio “Stampa”, per uno spazio che racconta… comunica… ed emoziona; il Premio “Giardino dell’empatia”, per la qualità delle piante e per la spiccata funzione sociale dell’allestimento; il Premio “Giardino d’artista”, allo spazio in cui convive l’equilibrio fra arte e natura, dove diversi linguaggi trovano efficace sintesi; il Premio “Grandi Giardini Italiani” per lo spazio di luci e forme che comunica tradizione e innovazione; il Premio “Essenza” per la migliore combinazione delle essenze; e infine il Premio “Oltre i confini” per la miglior realizzazione tra gli spazi allestiti nelle città di Como e Cernobbio.
Novità di questa edizione sarà il Premio della Giuria Popolare, votato dai visitatori di Orticolario e assegnato in seguito alla chiusura della manifestazione.

L’iscrizione al concorso è gratuita e deve essere inviata in forma scritta entro e non oltre il 30 gennaio 2015 a info@orticolario.it.

Nell’ultima edizione di Orticolario la Giuria Giardini ha assegnato “La foglia d’oro del Lago di Como” al Giardino “Maître parfumeur” di Simone Ottonello e Archiverde.
Tra gli altri premi assegnati dalla Giuria: il premio “Stampa”, per un giardino che racconta, comunica ed emoziona, vinto da Biolabyrinthus di Corinne Détroyat e Claude Pasquer con Garden Bedetti; il premio “Giardino d’artista”, vinto da Aster-oide di Ludovica Ginanneschi e Meri Iacchi con Azienda Agricola Priola Pier Luigi e società Agricola Il Tappeto Erboso, un giardino in cui convive l’equilibrio fra arte e natura; il premio “Grandi Giardini Italiani”, assegnato a Gocce di relax di Andrea Musto e Antonio Severino, un giardino di luci e forme che comunica tradizione e innovazione; il premio “Essenza”, vinto da Tavolozza di Sara Alberti e Massimiliano Bustaffa per la miglior combinazione delle essenze. Infine, la menzione speciale “Colpo di cuore” è stata assegnata al giardino Un tempo pensato per sognare di Marilena Baggio e Mariagrazia Rocchetti, con Lario Garden e Oltre Green Azienda Agricola Macerina di Calcante Davide, per la qualità delle piante e per la spiccata funzione sociale dell’allestimento.

Il premio “La foglia d’oro del Lago di Como” dell’edizione precedente, quella del 2013, di Orticolario era stato assegnato a Barbara Negretti e Archiverde per il Giardino creativo “Tutti giù per terra!”.

Orticolario 2015 si terrà a Villa Erba a Cernobbio, sul Lago di Como, dal 2 al 4 ottobre. Il senso conduttore della nuova edizione sarà il tatto.

Fin dalla sua prima edizione Orticolario ha dedicato una speciale attenzione alla solidarietà: i contributi raccolti nel corso della manifestazione vengono destinati a finalità benefiche a favore di specifiche associazioni del territorio che si occupano di persone disagiate.

L’iPod

Cosa c’entra, mi chiederete, un iPod con gli altri due oggetti di cui vi ho parlato?

Ma cari amici, è un iPod di seconda generazione! Del 2009! Siamo nel 2015.
Sei anni di differenze in dispositivi di questo genere vuol dire epoca dei dinosauri!

Eppure funziona che è una meraviglia. Perché dovrei cambiarlo? Per il prodotto nuovo? Con il nuovo sistema operativo? Con gli aggiornamenti agli ultimi giochini?

Ah no, mi dispiace, ma io questo iPod lo utilizzo unicamente per scaricarmi e poi ascoltarmi i programmi radio della Radio Svizzera, e ogni tanto per provare i siti Responsive, e occasionalmente, al mare, mi sono anche collegato ad internet per leggermi la posta.
Di questo iPod Touch, che mi è stato regalato, ho ancora in qualche cassetto la confezione originaria, compreso il minuscolo libriccino delle istruzioni.

È Apple, quindi stile, design, innovazione. Lo lascio in eredità ai miei figli, magari se lo ritrovano in un museo della tecnologia ;-)

ipod touch