Lo strano caso del giardiniere Pomodo

Il titolo è di pura invenzione.
Supponiamo che esista pure un giardiniere, se non di nome, almeno di cognome “Pomodo”.
Questi viene visto con sospetto e scherno dai molti, perché nei suoi papiri crescono pomodori.
Non potevo esimermi dal fare una foto a questo strano e impensabile connubio.
Colpa – o merito? – del mio compost, ricco di semi di pomodoro. E, come vi raccontavo qualche post fa, di pomodori me ne crescono ovunque.
Anche il papiro, che ho rinvasato in contenitore più grande, ha visto la crescita di tre piantine di pomodoro – che presto trasporterò in luogo più consono alle aspettative – perché appunto ho utilizzato il mio compost.
Vi piace? ;-)

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La vita quotidiana in giardino e le sue rappresentazioni artistiche

(a cura di M.C.)

Microcosmo nel quale tutto è realizzabile, luogo magico recintato e appartato, il giardino è lo spazio creato dall’uomo per l’uomo. Non per nulla la parola “paradiso” ha origine dal termine persiano “pairidaez”, parola che significa giardino. Non per nulla l’Eden è sempre rappresentato come un giardino straripante di piante lussureggianti, uno spazio idilliaco, dove vivere in eternità.

Una forma d’Arte in tutti i sensi, il giardino è soprattutto l’espressione della creatività umana ed è connesso ai fattori economici, politici e sociali che sono caratteristici a tutte le epoche della storia e a ogni società. L’immagine della vita quotidiana in giardino è collegata sin dal Medioevo alla dimensione conviviale e ai piaceri: la classe elevata, se non addirittura il re, viene rappresentata spesso nei dipinti appartenenti a varie epoche mentre banchetta, consuma il caffè, passeggia o gioca in giardino. Un luogo quindi, il giardino, che è riservato a una stretta élite, un luogo nel quale hanno luogo diversi riti che scandiscono la vita quotidiana, un vero e proprio rito del giardino.

La più alta interpretazione di vita vissuta nel giardino, in ogni suo aspetto, si ha nei Giardini di Versailles, immenso teatro di corte che ruota intorno alla figura del re: i Giardini di Versailles assumono i connotati simbolici di uno stato in miniatura e simbolo del potere e della gloria. Il parco giardino è dedicato al piacere e al divertimento; natura, artificio dell’uomo e modello dello spazio idilliaco.

Sempre nel Seicento, accanto alla rappresentazione della vita della collettività nel giardino, nasce anche una dimensione più intima della vita delle persone comuni: il giardino viene rappresentato in modo differente, uno spazio dove l’amore per la famiglia viene espresso e dove avvengono fatti della vita di tutti i giorni. L’ambiente quindi si anima di scene che mostrano il pranzo in famiglia o la cura delle piante e dei fiori – momenti di quiete e silenzio, lontani dalle fastose scenografie del giardino barocco o l’assoluta magnificenza dei Giardini di Versailles.

Sebastian Vrancx

Esempi di tali giardini sono le rappresentazioni dei giardini di Amsterdam che racchiudono tutti gli elementi tipici come statue, aiuole fiorite e fontane e, anche se rendono l’idea del benessere materiale delle famiglie, sono di piccole dimensioni, a misura d’uomo e delle sue necessità, l’evocazione dell’hortus conclusus.

Nicolas Lancret

Oggi il giardino rimane l’anello che lega l’uomo alla natura: la progettazione dei giardini oggi è un’arte complessa in cui si tiene conto di tutti i cinque sensi, uno spazio addomesticato che rappresenta il punto intermedio tra l’aspetto spontaneo della terra e la creatività umana. Oltre che luogo di riposo e intimità, il giardino oggi ha anche un aspetto sociale e funzioni estetiche ed è di fondamentale importanza per le nostre città, un bene pubblico che produce benefici per l’intera collettività. Il giardino contemporaneo è ancora un luogo di vita quotidiana che esprime l’antico desiderio umano al rifugio. Oggi, come ieri, il giardino è il luogo che riesce a salvaguardare l’intimità e allo stesso tempo non preclude i rapporti con il mondo esterno.

L’iconografia e la rappresentazione nei dipinti della vita quotidiana nei giardini di diverse epoche ci insegna che questo è il luogo che riflette la sensibilità, i valori della società e le aspirazioni delle singole persone. Uno spazio strutturato e progettato per ritrovare la bellezza della Natura in un rapporto di equilibrio ed armonia tra forme, colori, profumi, dove intessere un più stretto e intimo rapporto tra noi stessi e il mondo.

Tre nuovi giardini d’eccellenza…

Grandi Giardini Italiani, rete che unisce più di 120 giardini di eccellenza in tutta Italia, fondata nel 1997 da Judith Wade, si amplia con l’ingresso di tre nuovi giardini: il Parco Botanico Angelo e Lina Nocivelli di Verolanuova (BS), Villa Tasca d’Almerita di Palermo e la Tenuta Regaleali di Palermo.

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Grandi Giardini Italiani è un marchio di qualità e, grazie agli elevati standard di manutenzione e gestione richiesti ai giardini per entrare a far parte del network, è anche sinonimo di eccellenza e sensibilità alla cultura del verde. Non solo: Judith Wade, dopo un’esperienza ventennale nel settore del marketing e della comunicazione, ha voluto creare un modello italiano di gestione dei beni culturali, con un’attitudine attiva e non passiva che mette a disposizione e fa circolare tra i proprietari e i curatori dei giardini della rete il know how per mettere a reddito i loro beni ottimizzandone la gestione, sviluppando servizi e organizzando eventi.
Judith Wade crede fermamente nelle potenzialità del settore dei Beni Culturali in Italia:

Parco Novicelli

“Questa è però l’ultima possibilità che abbiamo per gestire e sviluppare il turismo culturale in Italia. La congiuntura socio-economica è favorevole e l’imprenditoria privata sta investendo nei beni culturali perché scorge delle opportunità importanti. Non possiamo permetterci di perdere questa occasione, dobbiamo imparare a gestire con professionalità, know how e competenze il patrimonio culturale pubblico e privato italiano. I giardini che fanno parte della nostra rete lo stanno già facendo, anche grazie al supporto, alle conoscenze e alla visibilità che offriamo ai proprietari. Non riceviamo sovvenzioni pubbliche: Grandi Giardini Italiani è un’impresa che vuole valorizzare altre imprese nell’ambito del turismo culturale”

Anche i nuovi giardini aderiscono al progetto “100 Giardini per EXPO 2015”: un itinerario progettato da Grandi Giardini Italiani in occasione di EXPO Milano 2015, che guiderà i visitatori alla scoperta dei più bei giardini visitabili d’Italia e Canton Ticino con orti, vigneti e frutteti.

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Villa Litta nella Top Ten

Siamo entrati nella finalissima delle ‘meraviglie verdi’ d’Italia. Il parco storico di Villa Visconti Borromeo Litta è stato selezionato tra i primi 10 parchi migliori d’Italia scelti tra gli oltre 1.000 giardini visitabili e affiliati al network “Il Parco Più Bello d’Italia”.

Si tratta di un patrimonio storico e botanico di inestimabile valore, di proprietà pubblica (come quello di Villa Litta) e privato, costituito da splendidi giardini all’italiana e all’inglese, parchi, orti botanici, distese verdi progettate e impreziosite da tappeti di fioriture, sculture vegetali, labirinti di siepi e filari alberati di ogni specie.
Nel caso di Villa Litta fanno da contorno ad uno splendido e unico Ninfeo e giochi d’acqua.

Villa Litta

“Abbiamo accolto con grande soddisfazione la notizia della selezione del nostro parco tra i 10 migliori d’Italia nell’edizione di questo concorso di prestigio edizione 2015 – commenta il Sindaco Alberto Landonio – Lo riteniamo il riconoscimento del grande impegno che in questi anni abbiamo rivolto alla riqualificazione del parco storico. Dopo il ripristino della galleria dei carpini più lunga d’Europa e del patrimonio vegetale, il restauro della fontana del Tritone e degli antichi viali, ora sono in corso gli interventi più impegnativi: il risanamento conservativo delle serre delle orchidee, in stile liberty, che dalla prossima stagione di visite potremo riaprire alla fruizione pubblica con grandi sorprese per gli amanti dei fiori… e della natura”.

UN PO’ DI STORIA
Nell’Ottocento qui si coltivavano anche gli ananas! Fin dalla prima metà del XVIII secolo, all’interno del Parco di Villa Visconti Borromeo Litta, si riscontra, un complesso sistema di serre fredde e calde, destinate a diversi tipi di coltura. Ma solo all’inizio del XIX secolo la costruzione delle serre si completa: erano un elemento di arredo, ma anche uno spazio per arricchire e sostituire stagionalmente la vegetazione presente. Nei primi decenni dell’800 esistevano nel parco di Villa Visconti Borromeo Litta almeno dieci edifici a serra: c’erano serre per camelie, serre mobili e fisse per limoni e cedri, serre per ananas, serre calde e tiepide per accogliere specie tropicali. La fragilità delle strutture e le guerre hanno fatto sì che oggi rimangano solo alcune tracce del grande sistema di edifici per le coltivazioni coperte. Sono sopravvissute le due ‘Orangeries’ in muratura di mattoni ed arcate vetrate, presenti nella parte nord del parco e, nell’area ovest del parco, davanti alla fontana del Tritone le grandi serre angolari e curvilinee in ferro e vetro in Stile Liberty, oggetto del piano di restauro.

VILLA VISCONTI BORROMEO LITTA sorge sul territorio di Lainate, occupando una superficie di tre ettari. Ideatore dell’intero complesso fu il Conte Pirro I Visconti Borromeo il quale nel 1585 diede una funzione prevalentemente ludica al suo possedimento agricolo lainatese, trasformandola in un luogo di delizie. L’attrazione maggiore è costituita dal Ninfeo, edificio di fine ‘500, costituito da stanze completamente decorate a mosaico di ciottoli bianchi e neri e ciottoli dipinti a tempera. In alcuni di questi ambienti si possono ammirare spettacolari giochi e scherzi d’acqua, completamente ripristinati. Aperta per le visite guidate nei weekend da maggio a ottobre, durante tutto l’anno Villa Litta ospita un ricco programma di manifestazioni e iniziative di vario genere.

Maggiori info: www.villalittalainate.it

Villa Litta

Il vento e la foglia

Non me ne vogliate, vi ripropongo un altro libro di origine medio-orientale, dall’Iran per la precisione. Si avvicinano le vacanze estive, e il buon giardiniere orticoltore vuole gustarsi i suoi frutti del suo orto assaporando anche le parole di un libro, nelle calde giornate di agosto. Quindi lasciatemi consigliarvi questo piccolo libro di poesia di Abbas Kiarostami. Lo conoscete? Io sono un ammiratore di questo cineasta e dei suoi film. Ho una certa propensione ad alcuni aspetti delle culture orientali – il grafismo magico del persiano, le opere grafiche di Reza Abedini, il film di Kiarostami e quelli di Mohsen Makhmalbaf, gli essenziali e bellissimi tappeti Gabbeh, le fontane d’acqua… gs885-kiarostami1 Quella di Kiarostami è una poesia essenziale, quasi degli haiku, che sa suggerire delle immagini, e sa cogliere nella quotidianità di gesti e azioni, dei valori universali e atemporali. Potrei continuare, ma all’intervento critico preferisco darvi un esempio della sua poetica. Una poesia che ha a che fare con l’orto e le stagioni – e chissà per che mi fa venire alla mente il divertente Karel Capek (L’anno del giardiniere):

A cosa serve decantare la primavera
biasimare l’autunno
quando uno se ne va
e l’altro ritorna.

L’altra cosa che ho apprezzato in questo libro – e che secondo me è fondamentale almeno nei libri di poesia – sono i versi originali a fronte, in persiano. Certo, lontano dallo studiare il persiano, ma vedendo quel loro modo di scrivere, quasi un ornamento, mi riesce meglio immaginarmi quanto sia lontano la mia cultura dalla loro, ma anche quanto ci sia di affascinante nelle cose che non conosco… gs885-kiarostami2 Buona lettura KIAROSTAMI, ABBAS, Il vento e la foglia, Le Lettere, Firenze 2014 (testo introduttivo e traduzioni a cura di Faezeh Mardani)

Il giardino islamico

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È uno di quei bei libroni dell’Electa che mi piacciono assai. Già a vederlo sai che troverai contenuti di qualità e belle immagini, me lo sento. È un piacere anche solo sfogliarlo e immaginare quei luoghi così lontani… il caldo secco, il ristoro di un’oasi d’acqua.
Il giardino islamico di Attilio Petruccioli è un bellissimo libro con contributi di vari studiosi che hanno cercato di capire e spiegare la relazione tra giardino, contesto ambientale, valori sociali e ideali simbolici – il sottotitolo del libro è appunto: Architettura, natura, paesaggio.

La parola chiave per approcciarsi al concetto di giardino islamico è sicuramente locus horridus, perché il paesaggio in quelle regioni è principalmente il deserto, che è assenza di vita – assenza di acqua – e di vegetazione (Cfr. il saggio introduttivo Il giardino islamico come metafora del paradiso, di Maria Jesùs Rubiera y Mata).

Immaginatevi per un attimo nel deserto. Cosa fate? Sognate un’oasi, giusto? Quell’assenza di vita nel paesaggio circostante diventa il termine di riferimento per strutturare linguaggio e società. Quello che non c’è diventa la massima aspirazione… il paradiso. Il giardino arabo islamico diventa luogo per eccellenza dell’immaginario, luogo che delizia i sensi – il gusto di un frutto, il profumo di un fiore, la sensualità delle foglie al tatto, la vista di tanti colori, il verso degli uccelli sopra agli alberi – e luogo che dà l’ombra.
Trovare un giardino nel deserto… è come trovare il paradiso:

“[…] vi saranno fiumi d’acqua incorruttibile, e fiumi di latte dal gusto immutabile, e fiumi di vino delizioso a chi beve, e fiumi di miele purissimo. Ed ivi essi [i timorati di Dio, ndr] godranno d’ogni frutto, e del perdono ancora del Signore.” (Corano, XLVII, 15)

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Poi c’è l’aspetto architettonico, l’organizzazione dello spazio del giardino, o dell’oasi, che ruota attorno alla produzione agricola. Il campo, in persiano, viene chiamato pairidaeza (da cui deriva il nostro termine ‘paradiso’).

Tutta la bellezza dei giardini si ritrova poi anche nei tappeti persiani… ma adesso sto uscendo un po’ dal seminato. Vi consiglio questo libro pieno di suggestioni, di interessanti spunti stilistici – anche per il vostro giardino – e di immagini affascinanti e quasi fiabesche, che vi evocheranno piacevoli sensazioni. Un peccato che in questi luoghi, attualmente, scorrano anche fiumi di sangue…

PETRUCCIOLI, A. (a cura di), Il giardino islamico. Architettura, natura, paesaggio, Electa, Milano 1994, pag. 275, ill.

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FAI – Festa dell’estate

La Festa d’Estate organizzata da FAI Giovani nell’esclusiva Villa Necchi Campiglio, diventata un appuntamento fisso nell’estate di Milano,
quest’anno vi da appuntamento per mercoledì 8 Luglio con la serata ‘Lanterne rosse’.
A partire dalle ore 20,30, il gruppo FAI Giovani di Milano vi invita ad un cocktail party a bordo piscina: il tema della serata guarda ad Oriente, dove vi porteranno
le lanterne che adorneranno il giardino della Villa – la protagonista della serata, visitabile anche al suo interno per l’occasione.

Dress code: Oriental cool (è gradito il ventaglio)

Disponibilità: fino ad esaurimento posti.
In caso di maltempo la festa si sposterà nel campo da tennis della Villa.

Evento a contributo libero aperto a tutti a partire da:
20,00 euro per iscritti FAI
30,00 euro per non iscritti FAI
39,00 euro per non iscritti FAI over 40
Il contributo per i non iscritti comprende la tessera annuale del FAI che verrà consegnata il giorno dell’evento.

Per informazioni: segreteriafailombardia@fondoambiente.it

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Pomodori come il prezzemolo

Come ben sapete – e io so che anche molti di voi lo fanno – utilizzo il compost che creo nel mio composter per dare nuova terra e nuovo nutrimento alle mie piante, soprattutto, ma non solo, a quelle che pianto in vaso. E molto spesso succede che i semi del compost casalingo, una volta trovato il terreno, un po’ d’acqua e un po’ di luce… crescono.
Quest’anno è sicuramente l’anno dei pomodori. Me ne crescono dappertutto.

Metto un po’ di compost nell’orto per coprire le radici di alcune pianticelle… e crescono pomodori.
Rinvaso un papiro e utilizzo il compost per riempire il nuovo vaso… e crescono pomodori.
Preparo in un bel vaso rotondo il terreno e semino dei fiorellini, e oltre ai fiori… crescono pomodori.

Questo è l’anno del pomodoro. Punto.

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L’uso sostenibile dell’acqua per i sistemi colturali

L’incontro “La fame di acqua: l’uso sostenibile dell’acqua per i sistemi colturali”, organizzato dal CNR si svolgerà l’1 Luglio 2015 all’interno del Padiglione Italia.
ll dibattito, coordinato dal giornalista Igor Staglianò (Ambiente Italia, RAI 3), vedrà coinvolti esperti del settore ed un ampio pubblico.
Anche Como contribuirà all’iniziativa con l’Hydroinformatics Lab (HIL) – il laboratorio multidisciplinare e interdipartimentale del Politecnico di Milano che fa ricerca sulla gestione integrata e partecipata delle risorse idriche in condizioni di cambiamento climatico e socio-economico. I proff. Rodolfo Soncini-Sessa e Andrea Castelletti (direttore di HIL) interverranno al dibattito presentando le ultime ricerche del laboratorio su risorse idriche e agricoltura in Lombardia.

Irrigare meno per produrre di più: strategie e risorse

Dal Cnr nuovi strumenti e proposte per ottenere rese agricole più elevate, grazie alla tecnologia
e all’uso di acque saline e reflui sia cittadini che industriali opportunamente trattati

Si può usare meno acqua per produrre di più? Sì, lo dice la ricerca, che negli ultimi anni si sta sempre più focalizzando sui metodi e sugli effetti dell’ottimizzazione delle risorse idriche per far fronte alla crescente richiesta mondiale di prodotti alimentari.

Di questi temi e delle esperienze italiane maturate in questa vasto settore di ricerca si parlerà nell’evento.

Secondo la FAO entro il 2050 la popolazione mondiale aumenterà del 42%, la domanda alimentare salirà del 60% e la disponibilità idrica ai fini agricoli scenderà del 18%. Tutto questo mentre il riscaldamento globale inizia a mostrare alcuni dei suoi più temuti effetti sull’agricoltura, con la diminuzione ed il cambiamento della distribuzione stagionale delle piogge, e l’aumento delle temperature, che creano danni a molte colture. Una combinazione già di per sé esplosiva, che oltre tutto dovrà fare i conti con la continua diminuzione qualitativa e quantitativa delle risorse idriche tradizionali per uso agricolo (fiumi, laghi, sorgenti) e con il continuo aumento dell’utilizzo dell’acqua potabile ai fini agricoli (attualmente oltre il 70%).

La ricerca punta oggi sul risparmio mirato, sull’uso di fonti non convenzionali come le acque saline e i reflui cittadini e industriali (che opportunamente trattati possono essere riciclati), sull’aumento della produttività che si può ottenere con una corretta e più efficiente irrigazione e puntando sulla biodiversità, sulla riduzione degli sprechi e l’introduzione di nuove soluzioni tecnologiche.

Si studiano sempre più nel dettaglio le specifiche esigenze idriche delle varie colture e la ricerca vanta oggi un ampio ventaglio di nuovi tools per rilevare e regolare i quantitativi di acqua da somministrare e per individuare il momento ottimale per farlo. Con questi strumenti è possibile tra l’altro gestire l’irrigazione attraverso informazioni rilevate da satellite e attraverso Sistemi Geospaziali di Supporto alle Decisioni.

Maggiori informazioni e il programma dell’evento sono disponibili qui: EXPO CNR.

Fiore di cactus

È stato qualche giorno fa che ho notato una piccola protuberanza scura e pelosa uscire dalla mamillaria – uno dei generi più diffusi di cactacee.
Poi, l’altro giorno, entrando in casa, vedo sull’étagère il cactus con la protuberanza pronunciata, quasi volesse uscire dalla finestra. Ci faccio una foto, mi sono detto, e clic.
Tra parentesi, le piante sono così lente a crescere, che a volte nemmeno ti accorgi quanto si sono sviluppate… potrebbe sembrare un ossimoro, ma è la velocità della lentezza…
Ritornando a noi e alla nostra succulenta, in men che non si dica – il giorno dopo, per la precisione – ecco il fiore bellissimo di un rosa delicato, quasi ad acquerello, guardare fuori dalla finestra. Un’altra foto. Clic.
Eccole in sequenza.

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Dicevo delle cactacee, apparentemente dal carattere spinoso… rivelano tutta la loro bellezza quando meno te lo aspetti. Non per fare paragoni, ma una volta mi hanno regalato una cactacea per associarla, divertiti, al mio carattere. Ma chi sa se chi me l’ha regalata aveva valutato la possibilità che questa fiorisse… non è poi così importante, ma è utile sapere che, una volta giunte a maturazione – anni ci vogliono! – le cactacee ci regalano dei bellissimi fiori. E penso ai deserti, alle steppe semi-aride… anche lì può sbocciare un fiore.

Il lago di Como visto da Yann Arthus-Bertrand

Il video del grande fotografo e regista francese è ora disponibile liberamente su Youtube e Vimeo

Dopo la presentazione in anteprima mondiale che si è tenuta al Teatro Sociale di Como il 18 giugno, il video “Il Lago di Como visto da Yann-Arthus-Bertrand” è disponibile – e utilizzabile liberamente da tutti – su YouTube! Guardatelo, è bellissimo!

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Il fotografo francese, conosciuto in tutto il mondo per le riprese aeree e i reportage naturalistici e noto per la sua passione e sensibilità verso l’ambiente naturale, è stato infatti sul Lago di Como lo scorso maggio con i suoi collaboratori per effettuare delle riprese esclusive.
Il video, della durata di 21 minuti, riprende i paesaggi del Lago di Como e delle montagne circostanti: un punto di vista differente, poetico, colorato, sensibile e rispettoso sul Lario e la vita che scorre lungo le sue rive.

Yann Arthus-Bertrand ha realizzato negli anni un ricco inventario dei paesaggi più belli del mondo, ripresi da elicotteri o mongolfiere. Per lui il cielo è un punto di osservazione privilegiato, dal quale è possibile ammirare in un modo unico le bellezze naturali e paesaggistiche, che in questo modo si offrono senza barriere allo sguardo. Yann Arthus-Bertrand ha voluto così ritrarre anche il Lago di Como – luogo già famoso in tutto il mondo per la sua bellezza – osservandolo con il suo particolare occhio di artista, e restituendolo al pubblico da una prospettiva differente.

Il progetto, promosso da Gerolamo Saibene e il team di TEDxLakeComo, è stato realizzato con il significativo sostegno di SistemaComo2015, di Camera di Commercio di Como, del Comune di Como, dei Comuni di Bellagio, Cernobbio, Tremezzina, Menaggio, Varenna, e di Jean Marc Droulers e Michele Canepa, con l’obbiettivo di dotare il Lago di Como di un racconto del suo paesaggio realizzato da un filmmaker di fama internazionale la cui produzione artistica è diffusamente riconosciuta per l’altissima qualità, la notevole originalità e per l’incredibile capacità di coinvolgere emotivamente lo spettatore.

“La mia famiglia ha da tempo una casa nel nord dell’Italia vicino alle Alpi – commenta Yann Arthus-Bertrand -. Sono tornato dopo moltissimo tempo in questa regione che è semplicemente magnifica. Sono stato veramente incantato dall’avere l’opportunità di girare un film sul Lago di Como, soprattutto in primavera quando la natura si risveglia con tutti i suoi colori”.

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Yann Arthus-Bertrand, fotografo, giornalista e reporter francese, è Presidente della GoodPlanet Foundation, creata da lui stesso nel 2005.
Inizia la sua carriera negli anni ’80, fotografando leoni in Kenia mentre ne studia i comportamenti. Una volta tornato in Francia pubblica il suo primo libro “Lions” e crea Altitude Agency, la prima agenzia di stampa e banca di immagini specializzata in fotografia aerea al mondo.
Nel 1994 avvia uno studio sullo stato della Terra sponsorizzato dall’UNESCO e realizza un inventario dei paesaggi più belli del mondo, ritratti da elicotteri o mongolfiere. Il libro realizzato su questo progetto, “La terra vista dal cielo”, ha venduto oltre 3 milioni di copie ed è stato tradotto in 24 lingue.
Dopo questo grande successo, torna di nuovo in aria e realizza il suo primo film, “Home”, prodotto da Luc Besson, che è stato visto da 600 milioni di persone in tutto il mondo.
Considerato un ambientalista oltre che un fotografo, è diventato ambasciatore di buona volontà per il Programma Ambientale 2009 delle Nazioni Unite.
Nel 2012 inizia le riprese del suo nuovo film “Human”, distribuito nel 2015: un insieme di interviste a persone di ogni condizione e estrazione sociale in 45 Paesi diversi unite ad immagini aeree riprese in tutto il mondo.

Tipologie di giardino

Si Giardinaggio Semplice una nuova sezione dedicata alle principali tipologie di giardino occidentali e orientali.
Vista la vastità dell’argomento non immaginatevi l’esaustività.

Si tratta di alcune pagine che ho scritto per permettere un’ispirazione a forme di giardino magari mai prese in considerazione o per suscitare la curiosità e l’approfondimento attraverso libri specifici.

Ecco il link: tipologie di giardino.
Spero sia di vostro gradimento ;-)

Tipologie di giardino