Mi illumino di verde

Già lo sapete che il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump non ha sottoscritto il patto parigino per combattere il surriscaldamento climatico. Per Trump l’importante è l’economia, l’America prima di tutto. Adesso farà compagnia a Nicaragua e Siria, anch’essi non sottoscrittori del patto.

Ma Trump, pur rappresentando l’America, non è stato eletto da tutti gli americani. E così i governatori di California, New York e Washington hanno espresso la loro contrarietà a questa decisione… illuminando di verde alcuni edifici rappresentativi. Questa simbolica protesta ha fatto proseliti anche nel resto del mondo e molti palazzi si sono illuminati di verde.

Vi posto questa foto fatta da un bambino di dieci anni, perché non vorrei che – nel futuro prossimo – gli alberi fossero solo un’ombra…

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Il giardino nella neve…

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Non potevo dimenticare qualche foto dell’orto/giardino coperto dalla neve.
Quand’ero bambino ricordo giornate nevose, la strada bianca, il giardino con il pupazzo di neve…
Da una decina d’anni a questa parte ricordo solo pochi giorni di neve.
Pro e contro la neve.
Abbatte le polveri sottili
Fa bene alla terra
Rallenta il traffico e crea “ritardi”
Il ghiaccio può far scivolare
Lo spazzaneve e il sale rovina le strade
[…]
Il partito pro e contro la neve durerà in eterno.
Io vi lascio senza sentenze, ma solo con qualche foto…

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Nella morsa del freddo

Se anche voi come me, che sono e rimango un giardiniere e ortolano in erba, vi spazientite per l’inverno che lascia orto e giardino poveri e apparentemente addormentati, allora rifatevi con qualche passeggiata.
Per chi ha voglia di sfogliarlo, un piccolo itinerario appena fuori Vicenza, da Monte Berico al lago di Fimon… buone passeggiate invernali.
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Ice and Tree

Uva soave

O Soave Uva?
In ogni caso si tratta dell’uva di Soave, che dà vita all’omonimo vino.
A metà strada tra Vicenza e Verona, Soave è un bellissimo borgo la cui parte vecchia vive all’interno delle mura dell’antico castello.
Se vi capita di passare da quelle parti, una visita è consigliata.
Ebbene, ecco l’uva di Soave, bianca, appesa all’entrata della porta principale del castello. Installazione artistica di buon gusto e alto effetto scenografico.

uva soave

Poi si può entrare a visitare il vecchio castello e guardare la campagna dal camminamento intorno alle mura.
Ecco una foto dei vigneti, visti dal castello.
Prosit!

uva di Soave

P.S. = sarei ingiusto se non vi regalassi un piccolo scorcio delle mura del castello di Soave che domina la città e la pianura circostante.

castello Soave

Sentiero autunnale

I sentieri autunnali sono tutti uguali? Direi di no.
Ognuno ha qualche caratteristica sua propria.
Anche in questa passeggiata – sarà stata l’ora o lo stesso percorso – ero da solo, ma soprattutto non ho incontrato nessuno.
D’estate è diverso.
Il percorso è quello dietro villa Guiccioli, a Vicenza, nel sentiero che porta alla valletta del Silenzio.
Comunque mi sono divertito lo stesso 😉
A questo punto sto pensando se non sia il caso di aggiungere una nuova categoria al blog: “passeggiate”.
Voi che ne dite?

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I cachi e l’autunno

I cachi rimangono per me dei frutti immangiabili, ma ogni volta che ne vedo una pianta ringrazio di cuore chi li ha piantati.
Con il loro colore, quell’arancione caldo e intenso, sono uno dei simboli che più amo dell’autunno. Passo per le campagne vicentine, e tra la nebbia, all’imbrunire, vedo subito quei frutti che quasi brillano tra i rami nudi, senza foglie, solitari e sperduti nella nuda e fredda terra. I cachi sono una naturale e bellissima decorazione pre natalizia, a dispetto di quelle scritte al neon che già campeggiano in bella mostra sulle pareti di grandi e piccoli negozi o nei mastodontici centri commerciali. Non ho nulla in contrario a queste decorazioni a fini commerciali, sia chiaro, ma quello che non mi piace è il continuo anticipare il tempo del Natale. Non mi stupirei di trovare le insegne di “Buone Feste”, il prossimo anno, già a metà ottobre. Di questo passo… E poi lasciatemelo dire, anche se forse è una personale e soggettiva sensazione, ma ad anticipare così tanto il Natale, poi ti passa la voglia del Natale!
Quindi viva i cachi, anche se non li mangio, ma li guardo solamente, e questo mi basta per sorridere all’autunno freddo e nebbioso.

cachi

Il residuo

Questo sconosciuto. Questo deprecato. Questo che noi produciamo.
Il residuo è quella parte di rifiuto che proprio non vuole saperne di riciclarsi.
Quindi va nell’inceneritore o in discarica.

Le società post-contemporanee, direi anche post-consumiste, hanno nel rifiuto il loro tallone d’Achille. Essere felici comprando le cose, anche quelle inutili, genera la maledizione del rifiuto, e quella schizofrenia etico-ambientalista che non sa più trovare una definizione di felicità. Siamo felici perché generiamo progresso, più consumiamo e più siamo felici, più il PIL sale più la società cresce… ma insieme ai beni di consumo cresce il rifiuto, e anche l’infelicità, addirittura il terrore di vedere la nostra Terra sommersa dai rifiuti, invivibile, pericolosa – altro che giungla! Questa metafora malsana che vorrebbe la nostra vita e le nostre città come una giungla. Nella giungla c’è un equilibrio, nelle nostre città non sempre. Ma andiamo avanti. Da qui al ritorno alle origini, al richiamo ad un consumo etico, ad affermare che il consumismo è una strada sbagliata, il passo è breve. Ma dalla strada del consumismo non ci toglie nessuno. L’abbiamo imboccata e non torniamo indietro. Però prestare più attenzione si può fare. Ecco allora che il tentativo delle amministrazioni locali di aumentare le percentuali di raccolta differenziata può avere un senso.

La scorsa settimana partecipo ad una riunione di quartiere, presenti Assessore e tecnici dell’Azienda che tratta i rifiuti. Il tema è quello della raccolta del rifiuto per mezzo dei “contenitori con calotta”.
Un po’ di dati presentati dall’Assessore.
Quanto ci costa una tonnellata di rifiuto residuo non riciclabile? 110 euro.
Percentuali della raccolta differenziata nella mia città, Vicenza
1997 = siamo al 15% di rifiuto riciclabile
2011 = arriviamo al 56%
2016 = tocchiamo il 70%
Abbiamo ancora dei margini per migliorare la percentuale. Con il nuovo sistema della raccolta per mezzo dei “contenitori con calotta” questo 70% dovrebbe ancora salire.

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Alcune note:
1. la normativa italiana prevede che i Comuni arrivino ad un 65% di rifiuto riciclabile
2. i contenitori di plastica delle bevande non vanno piegati a fisarmonica, ma schiacciati per il verso lungo. In questa maniera le macchine automatizzate dei centri di raccolta hanno più facilità a riconoscere, tramite scanner, il tipo di plastica, e quindi eventualmente a dividerla da altri materiali.
3. quando gettiamo un rifiuto non adatto nelle campane del vetro o della carta – ad esempio quando buttiamo la ceramica dentro al contenitore del vetro – aumentiamo i costi di riciclaggio. I costi del riciclaggio li paghiamo noi.

Nella foto sotto: una bottiglia di plastica piegata nel modo corretto

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Il primo pronto soccorso verde

Il giardino, il balcone o il terrazzo sono luoghi in cui mente e corpo trovano pace, spesso hanno un effetto terapeutico e influiscono positivamente sia sull’’uomo sia sull’’ambiente. Tra i fiori e le piante si entra più facilmente in sintonia con se stessi, ritrovando consapevolezza, armonia e bellezza.
È quindi importante sapere prendersi cura dei propri “amici vegetali perché, come ogni essere vivente, anche le piante possono ammalarsi e se non vengono curate perdono vigoria e bellezza.

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Non tutti, però, hanno il cosiddetto “pollice verde”. Ecco dunque il primo “Pronto Soccorso Verde” online, operativo 7 giorni su 7 dalle 8 alle 21 e risposta in poche ore, col quale è semplice capire qual è il problema della pianta e come risolverlo: è sufficiente mandare via email o via whatsapp una fotografia della pianta o della foglia malata per ricevere nel giro di poche ore una diagnosi eseguita da agronomi esperti, completa di indicazioni dettagliate sui prodotti da utilizzare, dove è possibile acquistarli, come e quando eseguire il trattamento e con suggerimenti per evitare le recidive.

L’’idea del pronto soccorso verde è della garden designer Gheo Clavarino.

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Nata a Genova, Gheo Clavarino porta nei suoi progetti i colori e la luce tipici della Liguria abbinandoli a visioni sempre contemporanee: tra i primi in Italia ad utilizzare le tecniche del giardino pensile in ambito privato e a intuire le potenzialità delle graminacee ispirandosi ai giardini inglesi, Gheo è animata da una vivace curiosità per tutto ciò che succede nel mondo, da cui raccoglie spunti e influenze.
Dopo una lunga collaborazione con Susanna Magistretti, guru del giardinaggio italiano, nel 2007 apre un suo studio a Milano.
Luce, colore, movimento sono gli elementi che contraddistinguono i suoi lavori, insieme alla particolare attenzione che viene data all’’approfondimento botanico, elemento chiave di tutti i suoi interventi.
I suoi progetti sono unici e realizzati su misura e partono da un’’accurata analisi del luogo, nel pieno rispetto delle sue caratteristiche e del terreno. Le piante e la vegetazione vengono scelte con molta cura, con una particolare attenzione ai fogliami e alle essenze, in modo da garantire una continua alternanza delle fioriture. Il giardino – o il terrazzo – avrà così un suo fascino duraturo per tutto l’’anno.
Con l’’aiuto di un team di esperti formato da tecnici e professionisti qualificati – che portano competenze tecniche e botaniche all’’avanguardia, Gheo Clavarino realizza e gestisce l’’intero progetto in ogni sua fase, senza tralasciare alcun dettaglio.

L’’idea in più: la manutenzione personalizzata

“Non è facile avere un bel giardino: è difficile come governare un regno” (Hermann Hesse)

Per dare il meglio di sé in tutte le stagioni, un giardino richiede attenzioni e cure costanti, oltre che interventi mirati. La manutenzione diventa quindi una fase delicata e fondamentale per conservare forma, armonia, proporzioni e colori dello spazio verde.
Il servizio di manutenzione proposto da Gheo Clavarino non lascia nulla al caso: il programma annuale personalizzato e su misura prevede nel dettaglio, stagione per stagione, mese per mese, gli interventi di manutenzione, le potature, i rinvasi, le concimazioni, le nuove fioriture e i trattamenti.
Questo grazie a un rapporto molto stretto, quasi personale, che Gheo instaura con il giardino, grazie a frequenti sopralluoghi, indagini e molto studio. Il giardino vive, si trasforma, deve adattarsi alle intemperanze del clima e all’’ambiente circostante: Gheo, con estrema cura e sensibilità, ne registra caratteristiche e necessità e adatta gli interventi in una continua messa a punto della progettazione iniziale.

Per informazioni
www.gheoclavarino.it
tel +39 345 84 60 642
email: info@gheoclavarino.it

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Aiuta il rospo

Sabato sera ho fatto qualcosa di molto inconsueto, almeno per i miei canoni di normalità. Con l’aiuto del mio piccolo bimbo, o forse grazie a lui, sono stato in una zona di Vicenza chiamata Gogna a… beh, indovinate un po’?… ve lo dico: ad aiutare i rospi ad attraversare la strada.

Proprio così! Sono finiti i tempi in cui si aiutavano le vecchiette ad attraversare. La società 2.0 impone ora di aiutare i rospi. Ve lo ricordate quel giochino delle primitive sale giochi dove lo scopo era di portare tanti rospi al di là di una serie di strade trafficate? Ebbene, sabato sera ho fatto proprio questo. Il giochino elettronico è diventato realtà! Armato di guanti in lattice, due pile a led, macchina fotografica compatta – la mia nuova e fiammante Fujifilm XF1 – e secchio dove mettere i rospi, andavo sulla strada di Gogna in cerca di questi bruttini anfibi che mai sarebbero diventati principi azzurri né tantomeno principesse.

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Ricominciamo dall’inizio.
I rospi in questo periodo si risvegliano dal letargo, scendono dalla collina, vanno nel campo ad accoppiarsi e poi ritornano nella collina. Il mio compito – mio e di un’altra decina di persone – era quello di farli attraversare la strada senza che venissero schiacciati dalle macchine. Per fortuna in quella strada di Gogna che porta alla vicina campagna dietro a Monte Berico non passano molte macchine, ma di rospi schiacciati lungo la strada ne ho visti molti. L’altra cosa è che, dopo una leggera e anche piacevole pioggia, ha cominciato a piovere sempre più forte, e per la pioggia non ero ben attrezzato. Per i rospi è la migliore condizione, per me e il mio bimbo, che ad un certo punto aveva tutte le mani fredde e con la pelle lessata, era la peggio condizione. Per cui dopo un po’ abbiamo lasciato il gruppo.

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Conclusioni
Esperienza inconsueta ma piacevole nonostante la pioggia, soprattutto per il mio bimbo che si è divertito assai a raccattare rospi e a contarli per averne sempre di più. Peccato per la pioggia, sarei dovuto andare con la reflex e l’obiettivo tropicalizzato! Si potrebbero fare dei tunnel sotto la strada per far passare i rospi senza che vengano schiacciati – in Germania si fanno i tunnel per i ricci. Soldi della pubblica amministrazione ne sprechiamo a camionate, fare dei sottopassaggi o qualcos’altro per i rospi non è che andiamo più in deficit di quanto siamo adesso! Anche un cartello stradale Pericolo Rospi non sarebbe una cattiva idea, e non ha un costo eccessivo come un tunnel dedicato ai rospi.

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Domande
La domanda fondamentale che ancora aleggia nel mio cervello è: perché ho fatto questa cosa? Per il mio bimbo? Sarebbe una buona scusa, ma non è così. Perché l’ho fatto quindi? Non lo so, me lo sono chiesto anche mentre lo facevo, ma più di tanto non ci pensavo perché tutto sommato ci provavo gusto e piacere a prendere in mano queste creaturine che non possono vantarsi di greca bellezza.

Una persona di buon senso potrebbe anche obiettare: ma tra crisi economiche, lavoro che si dice ci sia ma non sembra esserci, guerre dimenticate e situazioni internazionali al limite dell’esplosione, profughi, assassini e pirati della strada… proprio ai rospi si doveva pensare?
Perché no?! gli risponderei. Perché non ai rospi? Anche loro popolano questo pianeta. Da qualcosa, pur piccolo che sia, si deve pure cominciare…

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Per approfondire (in inglese):
domande sui rospi da FrogLife
Notizie sugli animali anfibi

Maglia braccio e maglia dito

Ai nostri bambini possiamo dargli di più e di meglio che un tablet o un cartone animato alla TV. Sto pensando alla maglia braccio e alla maglia dito. Se sapete già cosa sono, tanto meglio, saltate pure questo post. Se invece non ne conoscevate l’esistenza prima d’ora, ebbene, vi invito a leggere questo breve post e soprattutto a provare voi stessi o a far provare i vostri bambini.

Maglia braccio e maglia dito significa lavorare a maglia senza ferri, ma con dita o braccia.
Così i bambini non rischiano di pungersi o di farsi male. Punto 1.

Poi c’è il punto 2, che dice: passate del tempo con voi stessi o con i vostri figli per trascorrere qualche ora di una giornata invernale con qualcosa da fare che alla fine vi dà soddisfazione.

Punto 3 (soprattutto). Le nostre mani sanno fare di meglio che schiacciare pulsanti, bottoni e banner. Cavolo! (esclamazione frequente e molto pertinente per tutti gli amanti di orto e giardino) Vi fate una bella sciarpetta.

Punto 4. Contagio. Tranquilli che ai bambini – ma anche ai grandi – piace molto, e una volta imparato fanno di tutto per portare a termine il lavoro. Già pronto un piccolo corso alle scuole elementari.
Qui sotto la foto del mio bimbo di 8 anni cha fa la maglia braccio.

Per chi volesse imparare, in Rete esistono tantissimi filmati e consigli.
Ecco tre link a video:
a) da pane amore e creatività
b) poi c’è questo di Adriafil
C) e infine la sciarpa in 30 minuti senza ferri

Buon lavoro, ma soprattutto buon divertimento!

p.s. = dimenticavo! La foto. Che cavolo (ancora il cavolo!) di foto è? Direte voi. È una foto scattata con il mio nuovo telefono cellulare (e sottolineo telefono cellulare, e non smartphone) che mi sono comperato da poco – e non avete idea di quante parole mi son preso a destra e a manca per essermi comperato uno stupidissimo ed obsoleto telefono cellulare invece di un rinomato e fluorescente smartphone!
Fotocamera da 2 Megapixel. Come qualità di foto siamo quasi ai livelli della mia antica Apple QuickTake 100 – toh, vi metto anche un link così la vedete, merita 😉

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