Il freddo punge ma la primavera è vicina

È quello che ho pensato tra me e me quando sono sceso in orto e ho visto le prime foglie dei tulipani spuntare dalla terra dopo un inverno non proprio freddo, con temperature che, almeno qui a Vicenza, sono scese ben poche volte al di sotto dello zero.

E allora, proprio a metà febbraio doveva arrivare il freddo dalla Russia? Mi consola che non sono il solo ad essere in ritardo. Anche il meteo sta prendendo questa brutta piega.

Ha ritardato la neve, ha ritardato la pioggia, adesso ha ritardato anche il freddo. Ritarderà anche il caldo? Non lo so e non lo voglio nemmeno sapere perché, a dirvela tutta, preferisco il freddo al caldo intenso estivo, quando l’afa mi schiaccia e non riesco a trovare facile sollievo. Ma ritorniamo alle notizie piacevoli, e cioè ai bulbi di tulipano – ma anche il narciso si sta svegliando dal torpore invernale – che spuntano arzilli e vivaci dalla fredda e umida terra, tra l’altro disseminata a chiazze da tante isolette di muschio.

Dunque è freddo ma già si vede l’arrivo della primavera. Evviva!

E poi cosa vedo ai vetri un poco sporchi della serra? Un fiorellino della Pinguicola, una delle mie piante carnivori, affacciarsi al vetro, come a vedere se al di là di questo c’è una qualche preda per le sue temibili foglie o un insetto impollinatore per il suo semplice fiore. Dovrai aspettare ancora un pò cara Pinguicola, prima di farti uno spuntino come si deve.

fiore di pinguicola

Il mio lavoro di ortolano e giardiniere – in erba, sottolineo, sono sempre in erba! – tra poco inizierà con il classico “togli malerbe” e “semina qualcosa in serra”. So che anche voi state aspettando questo momento, e anzi credo proprio che qualcuno/a di voi mi abbia già preceduto.

Tulipani spuntati

Riposo vegetativo

Per un mese questo blog è rimasto in riposo vegetativo…

Ho guardato la pioggia cadere sull’orto spoglio. Ma oggi ho fatto un’azione e un proposito. L’azione è stata di acquistare due bellissimi giacinti, che devono ancora sbocciare. Uno viola, l’altro rosa. Il proposito è stato quello di acquistare una confezione di tagete nano, che seminerò appena le temperature si alzano un pò.

E su queste poche righe vi lascio. Aspettato i primi segnali della primavera che deve arrivare…

 semi di tacete nano
giacinto

Il [nuovo] Bosco del Molino

Sta nascendo a Collecchio (Parma) un nuovo polmone verde: il Bosco del Molino è racchiuso in 13 ettari, che daranno dimora ad arbusti, alberi e essenze officinali; un nuovo habitat naturale per la biodiversità vegetale e animale 

Agugiaro & Figna abbraccia la sostenibilità, con un progetto concreto e reale che punta a divenire un’eredità per le future generazioni. Lo fa impegnandosi a creare “Il Bosco del Molino” che sorgerà nel terreno adiacente allo stabilimento aziendale di Collecchio (Parma). Il bosco sarà in grado di assorbire tutta la CO2 emessa dagli impianti del Gruppo Agugiaro & Figna nello svolgimento del processo molitorio. L’iniziativa di riqualificazione ambientale è stata ideata da Agugiaro&Figna Molini insieme al CINSA (Consorzio Interuniversitario Nazionale Scienze Ambientali) per sostenere il territorio e la sua biodiversità, impegnandosi in scelte sempre più eco-sostenibili.

Il percorso di sostenibilità aziendale dell’azienda raggiunge con questo progetto una tappa fondamentale, confermando l’impegno ad attuare scelte sostenibili a livello locale che hanno altresì un’influenza e una ricaduta positiva sul sistema globale. L’idea che ispira “Il Bosco del Molino” è di strutturare l’azienda dando ad essa la capacità di guardare al futuro con rispetto verso il territorio locale e verso chi ci vive, proteggendo l’ambiente come un patrimonio non rinnovabile. “Il Bosco del Molino”, una volta ultimato sarà patrimonio di tutti. Come? Attraverso l’ideazione e costruzione di appositi spazi che saranno destinati all’utilizzo delle scuole, della ricerca didattica, destinati a divenire punti di riferimento per generare ed ospitare cultura e arte. Tra i progetti in fase di realizzazione anche alcuni itinerari formativi tematici nel settore agroalimentare da realizzare all’interno del Bosco, destinati agli alunni e ai Dirigenti scolastici della Regione Emilia Romagna. 

«La nostra azienda – ha spiegato Alberto Figna, Presidente Agugiaro&Figna Molini – crede fortemente in questo importante e concreto progetto di riqualificazione ambientale. Progetto che conferma più che mai la nostra vocazione aziendale verso scelte a favore dell’ambiente. Sostenibilità e salvaguardia della biodiversità rappresentano per noi i valori fondamentali del nostro modo di fare impresa. Per il processo produttivo utilizziamo, infatti, energie 100% rinnovabili».

Bosco del Molino

I numeri

Alberi: 15.000 tra arbusti, alberi ed essenze officinali

Ettari: 13 in totale, 10 di bosco naturale e 3 di pioppeto

CO2: fino a 220.000 kg / anno, compensando le emissioni totali degli impianti dell’azienda nello svolgimento delle attività di trasformazione del grano.

I tempi
Settembre/Ottobre 2020 si sono svolti i rilievi Geo-pedologici e le riprese documentaristiche; Novembre/Dicembre 2020 la redazione del Masterplan paesaggistico e le prime ipotesi di impianto ispirate dalle 5 Unità Gestionali del Suolo; Gennaio/Febbraio 2021 le indicazioni finali per il Progetto esecutivo & Capitolato, …

L’ultimazione della piantumazione è prevista entro il 21 novembre 2021 (Giornata Nazionale degli Alberi).

Il Progetto
Il progetto unisce la cultura di fare impresa, con l’etica, l’eco-sostenibilità, la cultura e l’estetica. 
La piantumazione del nuovo bosco è iniziata con un primo campionamento Geo-pedologico, finalizzato a valutare le caratteristiche del suolo per scegliere, in seguito, le varietà di piante e arbusti più adatte che saranno piantate accanto allo stabilimento aziendale di Collecchio. La piantumazione di questo nuovo bosco, oltre a compensare la CO2 generata in un anno dalle attività produttive dell’azienda, restituirà alla natura una nicchia di biosfera che sarà dimora di diversità di animali e specie vegetali e permetterà ai frequentatori e visitatori di immergersi in un’atmosfera più pulita e in un ambiente di grande serenità.

Da una prima lettura dei dati è emersa la diversità pedologica del suolo (5 le unità gestionali) che costituirà fattore positivo per la realizzazione del Bosco, in quanto saranno numerose le specie di alberi e arbusti che potranno ben adattarsi alle diverse tipologie di suoli presenti.

Bosco del Molino
Bosco del Molino

Il Bosco del Molino rappresenta un processo in costante divenire che svilupperà luoghi e modi per poter approfondire non solo temi ambientali, ma anche paesaggistici, sociali, scientifici, educativi e artistici.

Il progetto si suddivide in differenti campagne:
– Campagna Silvo Forestale;
– Master plan Paesaggistico;
– Piantumazione;
– Analisi Eco-sistemica,
– Attività divulgativa (Seminari, Conferenze, Premio Tesi di Laurea, …). 
L’Azienda Agugiaro&Figna e il progetto Il Bosco del Molino
Il progetto Il Bosco del Molino, vede Agugiaro & Figna presente nel team di ricerca con un proprio amministratore, con specifica formazione nelle scienze della terra e responsabile del settore aziendale “Ricerca e Sviluppo”, che sovrintende alle scelte e interventi di forestazione come direzione lavori.

«Il Gruppo Agugiaro & Figna – ha spiegato la Dottoressa Rosanna Figna, Responsabile Qualità, ricerca e sviluppo dell’azienda – riconoscendo le proprie responsabilità in termini di ambiente, di lavoro e di salute, si impegna a fare impresa in maniera sostenibile: ha sottoscritto un codice etico per la tutela del lavoro, del lavoratore e dei fornitori; acquista soltanto energia proveniente da fonti rinnovabili, predilige attività di comunicazione e marketing che abbiano riflessi benefici o di impatto sociale e si attiva a sostegno del lavoro artigiano. Per noi dare vita a Il Bosco del Molino significa dare un’identità anche culturale ed artistica, offrire nuovi occasioni educative e, volendo, spirituali. Il Bosco è cultura nel senso più ampio che si possa immaginare».

Il Bosco del Molino in pillole:

1 – Il Bosco esprime la filosofia di Agugiaro&Figna e rappresenta la sua eredità verso il pubblico;

2 – 
Il Bosco è un processo iniziato con una preliminare indagine scientifica interdisciplinare (geo-pedologi, chimici, ecologi, botanici, agronomi, paesaggisti, giornalisti e divulgatori, …) e prosegue con una progettazione continua e costante attraverso lo studio e la ricerca di iniziative che esso ospiterà. Si può quindi affermare che esso rappresenti un soggetto vivente e dinamico, in continuo divenire che racchiude l’attenzione scientifica e la sperimentazione.

3 – Il Bosco è la risposta ad uno squilibrio ambientale che va sanato e la risposta alla ricerca e al desiderio di avere nuova bellezza attraverso un luogo che possa divenire nuovo spazio per lo svago, la meditazione, la ricerca dell’armonia, ritrovando in esso il senso di appartenenza ad una comunità. 

Il progetto rappresenta soltanto una tappa del percorso etico di Agugiaro&Figna che ha posto alla base del suo “fare impresa” la sostenibilità e il rispetto delle persone e dell’ambiante.  Si tratta di un principio fondamentale alla base dell’etica aziendale, confermato e ribadito anche dalla partnership stretta, nel 2018, con Slow Food Italia, associazione internazionale no profit, impegnata nel ridare il giusto valore al cibo nel mondo secondo i principi del buono, pulito e giusto. 

BUON ANNO NUOVO

Un caro augurio per un felice 2021… sperando che sia sì migliore di questo appena passato. Lo speriamo tutti.

Non ho scelto a caso questa foto di un pettirosso, che ho scattato ieri mattina nel mio giardino – e scusatemi se non è perfettamente a fuoco. Il pettirosso non è solo simbolo dell’arrivo dell’inverno, ma è anche simbolo di speranza, di rinascita e rinnovamento, perché lui resiste all’inverno.

Quindi ancora: BUON ANNO NUOVO!

Se siamo svegli e attenti alla vita / un filo d’erba ci assicura che la terra è viva, / un abete con i rami carichi di neve ci fa compassione, / il pettirosso che ci viene a trovare / ci ricorda che noi tutti attendiamo / briciole di attenzione.

Enzo Bianchi
pettirosso

Ciclamini [cercando colori]

Nel giardino i toni sono quelli dei pastelli spenti. Il marrone della terra, il grigio delle foglie consumate dal freddo… ma ecco dei nuovi colori, ai piedi del giovane melograno.

Le piante dei ciclamini, prima in vaso, ma poi da me interrate, accendono una scintilla di colore. È il terreno acido che gli conferisce quella fiamma viva. Pur con il freddo il fiore sta sbocciando. E poi vicino al camino, mi accorgo che un altro ciclamino – questo l’ho mantenuto ancora in vaso – sta pian piano facendo sbocciare i suoi fiori. Color panna, colore delicato. Ecco cosa non ho comperato per questo inverno: un giacinto. Ma faccio ancora in tempo?

ciclamino

Cercando colori

A fine 2020 cerco colori, tra una restrizione e l’altra. Girovago nel mio quartiere per sgranchirmi le gambe e rifarmi gli occhi dai bianchi muri della mia casa. 

Giornata di sole, fortunata. Tra le vie quasi deserte – ma poi trovo qualcuno che corre, tanti che portano a spasso il cane, ma è anche vero il contrario, genitori con i figli sulla piazza della scuola – mi attirano i colori accesi delle bacche, qualche rosa sbocciata, il geranio tutto appassito che dondola mosso da un leggero e freddo vento. In montagna ha nevicato.

Qui in pianura ha piovuto. Per uscire dal grigiore sto cercando dei colori nel mio quartiere. Cammino tra le strade con tante auto parcheggiate. Ferme ed immobili come mai le avevo viste. Altre bacche rosse, le foglie cadute sul piccolo parco del quartiere.

I palazzi che si riflettono sulla grande pozzanghera che si è formata ai piedi dell’albero sulla piccola piazzetta che divide tre bar e tre strade diversi. Riflesso nell’acqua che si è formata i rami spogli degli alberi, le stelle degli addobbi di Natale, il cielo azzurro e silenzioso di questa giornata che porterà alla fine dell’anno.

Mi rimetto in cammino cercando i colori che mancano in questi giorni d’inverno e di covid.

Ancora bacche rosse, scintillanti, e rose bianche, che ho dimenticato di potare…

Bonsai da compagnia

L’inverno ci costringe a casa. Giornate corte, freddo. E se non bastasse l’inverno quest’anno c’è anche il covid-19. Uno rischia di annoiarsi.

E se non si annoia, magari si sente solo. C’è pure chi si sente solo e insieme si annoia. E quindi?

Per evitare la solitudine le piante ci vengono in aiuto. Sono creature vive, con ritmi e vita che, per quanto a noi oscura e a volte inconcepibile, si manifesta in tante maniere. Dai fiori che sbocciano alle foglie che crescono. E allora? Veniamo al punto?

Sì, ho un bonsai da compagnia!

Se ne sta vicino alle finestre, dove trova più luce. Lo guardo e lui forse mi guarda. CI guardiamo. E mi fa compagnia – questo è importante.

Ha delle belle foglie verdi, belle da vedere, e anche se privo di fiori fa molta allegria tra le mura domestiche. In natura questa pianta – che non ha nulla a che fare con il gingseng – la si trova nelle zone semitropicali dell’Asia. Anche se bonsai, questa pianta rende molto l’idea di un vetusto albero, è proprio bello da vedere, sembra avere centinaia di anni, annche se non è così. Ma cosa importa? L’apparenza, in questo caso, conta molto.

Ficus ginseng

Quindi, se vi sentite soli a casa, un bel bonsai può essere una soluzione. Sembra di avere a casa un maestro spirituale, ecco! questa è la sensazione che ho nel mirarlo e rimirarlo lì vicino alle finestre che prende la sua luce.

ficus ginseng

Passiamo adesso a qualche informazione di servizio, per tenere il ficus bonsai sempre in forma e di bell’aspetto. Tenete sempre il terreno umido, non troppo, quanto basta, come si dice. In estate vaporizzate le sue foglie (meglio se con acqua demineralizzata, che potete trovare in negozio ma è sostanzialmente quella che scende dal cielo sotto forma di pioggia, e qualche bottiglia di acqua piovana è sempre utile tenerla, e poi è anche gratis), e in inverno non tenetelo vicino a stufe o termosifoni. Essendo in natura in ambiente semitropicale, capite bene che ha bisogno di umidità.

Dulcis in fundo è un sempreverde. Per 365 giorni all’anno avrete la compagnia del verde… e vi sentirete sempre meno soli!

Ficus ginseng

Calendario 2021

Il calendario 201 dell’orto e del giardino da scaricare gratis dal sito di giardinaggiosemplice

Quasi per scaramanzia – a sperare che il nuovo anno sia migliore di questo che sta per finire – vi ho preparato non uno, ma due calendari che potete scaricare gratuitamente e stampare su foglio A4 utilizzando la vostra stampante o i vari servizi di stampa che trovate online o nelle vostre città.

Sono due calendari molto semplici, quindi già vi avverto se ne rimarrete delusi, ma per mia natura preferisco le cose semplici e poco arzigogolate.

Nel primo calendario troverete oltre ai mesi e ai giorni, con anche le festività, delle fotografie che ho fatto per ogni mese. Spero vi piacciano.

calendario 2021

Il secondo calendario invece è ancora più minimale, con dei disegni molto semplici e stilizzati di fiori e foglie. Qui però lo spazio per i giorni di ogni mese sono maggiori, così potete magari appuntarvi le vostre note.

Anche questo secondo calendario è in formato A4. 

Spero sia un piccolo e semplice regalo gradito. 🙂

Fate clic qui per andare alla pagina.

Calendario 2021

Caccia al tesoro… di Natale

Siamo lieti di invitarvi Domenica 13 dicembre ad un evento autunnale speciale all’aria aperta dedicata alle prossime feste per bambini grandi e più piccini all’Hortus Urbis, l’orto antico romano nel Parco dell’Appia Antica.

Alle ore 10, 11, 12 – CACCIA AL TESORO ALL’ORTO! Piccoli giardinieri, a cura di Hortus Urbis

Giochiamo all’aria aperta con quesiti sulla natura, da conoscere, riconoscere, contare, osservare, cercare, trovare… Ogni sfidante avrà il suo percorso da svolgere per raggiungere l’agognata meta!
Costo euro 12,00 a persona
Età, tutte! (se meno di 6 anni accompagnati, dai 6 anni in poi da soli)

 
ISCRIZIONE

È obbligatoria la preiscrizione inviando una email all’indirizzo hortus.zappataromana@gmail.comentro le ore 12.00 di venerdì 11 dicembre. Nell’email indicate l’orario, i nominativi del bambino, degli accompagnatori e un cellulare. Riceverete una email con le indicazioni per il pagamento. Il laboratorio costa 12 euro a bambino. Sul posto l’iscrizione potrà avvenire solo per gli eventuali posti rimanenti. Non sono previsti sconti con la Carta Amici del Parco.

E richiesto di indossare la mascherina.

Vedi la locandina e i dettagli del programma completo: www.hortusurbis.it

In caso di pioggia il laboratorio sarà spostato.

caccia al tesoro

Amaryllis… per le feste natalizie

Nel mese di dicembre a molti piace creare un’atmosfera natalizia in casa. Gli amaryllis sono una scelta vincente. Forse non te lo immagini, ma i bulbi vigorosi e i fiori affascinanti sono perfetti per pregustare l’emozione del Natale. Libera la tua fantasia.

Splendore

L’amaryllis è noto anche con il nome di Hippeastrum. Il termine Amaryllis deriva dal greco antico “amarusso”, che significa “io risplendo”. La metamorfosi da bulbo a fiore è di per sé una festa per gli occhi. Gli splendidi fiori si sviluppano in modo strabiliante dallo stelo vigoroso. Gli amaryllis sono bulbi maestosi che crescono fino a trasformarsi in fiori magnifici. Le varietà disponibili sono più di 70.

Fai da te

Dai libero sfogo alla tua creatività con gli amaryllis. Usare la fantasia è divertente e dà soddisfazione. Ecco ciò che ti occorre: un bulbo di amaryllis, un vecchio giornale, un vaso di vetro per contenere il bulbo di amaryllis, lacca per capelli e glitter. Stendi il vecchio giornale per evitare di sporcare. Spruzza la lacca per capelli sul bulbo di amaryllis. Cospargi abbondantemente il bulbo con i glitter. Scuoti delicatamente il bulbo in modo da eliminare i glitter in eccesso. Colloca il bulbo decorato nel vaso. Fatto!

Decisione

Ti senti a tuo agio in un ambiente dall’aspetto naturale e deciso? Allora i bulbi di amaryllis, grandi e robusti, con steli e fiori vigorosi fanno al caso tuo. Puoi esaltare l’atmosfera utilizzando un vaso in legno, in cui le venature a forma di anello siano chiaramente visibili. Completa il quadretto con un festone natalizio in tessuto dorato decorato con stelline. È affascinante assistere alla graduale crescita e fioritura dell’amaryllis nel periodo delle feste natalizie.

Glamour

La tendenza che va per la maggiore è lo stile glamour. In tale contesto l’amaryllis non può mancare. Con la sua bellezza, questo fiore suggestivo avvolge la casa in un’atmosfera scintillante. Affianca amaryllis nei colori rosso e rosa, insieme i fiori maestosi creeranno un effetto travolgente. Accosta gli amaryllis a palline di Natale dorate e una tovaglia da tavola abbinata. Dopodiché non ti resta che godere dello spettacolo.

Amaryllis

Suggerimenti per la cura

  • Affinché possa iniziare a crescere, il bulbo di amaryllis deve essere prima “risvegliato”. Collocare il bulbo in un recipiente con acqua tiepida per un’ora, in modo da favorire la formazione delle radici.
  • È possibile piantare i bulbi di amaryllis in un vaso riempito con terriccio, adagiarli semplicemente in un piatto o sistemarli in acqua.
  • Gli amaryllis amano il caldo; una temperatura ambiente compresa tra i 20 e i 24 gradi è ottimale.
  • La luce è importante. Se l’ambiente è troppo buio, gli steli diventano eccessivamente lunghi e devono essere sostenuti.

Per maggiori informazioni sui bulbi di fiore, visita il sito www.bulbidifiore.it.

Amaryllis

Crisantemi in casa?!?!?!

Perché privarsi di un fiore così bello in casa – o in giardino?, per poi reciderlo e portarlo in casa?

Assolutamente un fiore che affascina per le sue forme e i suoi colori – esistono tantissimi ibridi colorati. Ecco dunque una piccole ode al crisantemo. E se per i nostri poeti occidentali il crisantemo è molto spesso il simbolo di tristezza e dolore, lasciate che sia l’oriente ad insegnarci quanto questo fiore sia bello affascinante – non per niente è l’emblema del Giappone!

Lasciatemelo ricordare con questi due Haiku. 

Il primo del poeta giapponese Matsuo Basho (vissuto nella seconda metà del Seicento):

Sul crisantemo bianco

non si vede nemmeno

una traccia di polvere

Il secondo di Hisajo Sugita (sempre poeta giapponese, però vissuto a cavallo tra Otto e Novecento):

Profumo di crisantemi.

Arriva una piccola folla.

È un giorno felice.

E io di mio ci metto la foto qui sotto…

e anche un link ad un piccolo approfondimento, esagero 😉

crisantemo