Come conservare i gigli

Con i loro incantevoli boccioli, i gigli sono tra i fiori più aggraziati. Come si fa a conservare tale splendore il più a lungo possibile?

Piedistallo

Nel Medioevo il giglio rappresentava le virtù di Maria ed era quindi simbolo di purezza e innocenza. Le donne adornate di gigli venivano messe su un piedistallo. Oggi il giglio racchiude ancora gli stessi significati simbolici, ma è il fiore stesso a prendere posto su un piedistallo.

Gioia per gli occhi

Grazie ai fiori maestosi, il cui diametro può variare da 7 fino a 25 centimetri, i gigli sono una vera e propria gioia per gli occhi. Esistono gigli per tutti i gusti: puoi scegliere tra numerosi colori diversi, nonché tra varietà inodori, lievemente profumate o dal profumo intenso. Gran parte dei gigli presenta striature, bordi o punti variopinti. Inoltre esistono anche gigli privi di polline.

Cura

Dopo avere acquistato i gigli, è doveroso cercare di godere della loro bellezza il più a lungo possibile. Con le giuste cure, i gigli si mostrano in tutto il loro splendore per dieci giorni o più.

  1. Scegli gigli con boccioli in procinto di schiudersi.
  2. Elimina le foglie dalla parte terminale dello stelo che rimane immersa in acqua. Le foglie immerse nell’acqua tendono a marcire; questo provoca la formazione di cattivi odori e riduce la durata dei gigli.
  3. Rimuovi parte dello stelo praticando un taglio il più possibile obliquo con un coltello affilato. Più gli steli sono corti, più i gigli durano a lungo. 
  4. Subito dopo avere accorciato gli steli, colloca i gigli in un vaso con acqua tiepida e nutrimento per fiori recisi. Accertati che il vaso sia pulito lavandolo, se necessario, con candeggina o detergente per piatti.
  5. Cambia l’acqua regolarmente per evitare la formazione di muffa e in modo che l’acqua rimanga sempre trasparente.
  6. Colloca il bouquet lontano dalla frutta matura, ad esempio dalle banane. La frutta produce etilene, un gas che fa appassire i fiori più velocemente.
  7. Per rimuovere facilmente una macchia di polline puoi utilizzare un pezzo di nastro adesivo.

Per maggiori informazioni sui fiori da bulbo, visita il sito www.ilsysays.com.

Da sinistra a destra: Lilium Zelmira – Lilium ‘Pinn Up’ – Lilium ‘Solange’, ‘Zelmira’, ‘Pinn Up’, ‘Dancing Lady’, Dahlia ‘Café au Lait Rosé’

Fagiolini

Per la precisione: fagioli borlotti lingua di fuoco nani.

Il fagiolo borlotto è una varietà del Phaseolus vulgaris, il comune fagiolo. Contiene un fosfolipide – la lecitina – molto utile per il controllo del colesterolo. Ma oltre che per noi esseri umani, il fagiolo è utile anche per le successive coltivazioni, in quanto apporta azoto al terreno.

Mi hanno sempre affascinato i fagioli. Non sto parlando del loro asspetto culinario – comunque apprezzatissimo… lessati, con un po’ di cipolla, da accompagnare con ceci, tonno, o quello che più preferiti – quanto per la loro crescita. Cioè come improvvisamente spaccano la terra e crescono. Non so perché ma mi affascina. Sarà per i vecchi racconti quando ero piccino?

Del fagiolo esiste la meravigliosa fiaba di Giacomino e il fagiolo magico. Giacomino viveva con la sua mamma nella fattoria. Siccome erano in difficili condizioni economiche la mamma di Giacomino dà al figlio il compito di vendere le mucche al mercato. Ma quando Giacomino torna a casa, porta alla madre cinque fagioli. Non vi dico il putiferio che ne deriva. Scambiare cinque mucche con cinque fagioli? Ma ti sembra una cosa intelligente? Così la mamma di Giacomino prende i fagioli e li scaglia fuori dalla finestra. E il figlio a letto senza cena. Ma il giorno dopo le piante dei fagioli sono già nate e cresciute, e arrivano fino al cielo. Giacomino sale sulla pianta di fagioli e arriva fino al castello dell’orco Gianni, che ha una gallina che fa le uova d’oro. Con l’aiuto della bella Elisa, figlia dell’orco, Giacomino riesce a portare la gallina a casa sua, mentre l’orco fa una brutta fine.

Il racconto – e tutte le possibili varianti – deriva dal racconto popolare inglese Jack e la pianta di fagioli (Jack and the Beanstalk).

Forse è per questo che amo vedere i fagioli crescere nel mio orto…

Fagioli borlotti
Fagiolo borlotto

Gong Garden

28 giugno 2020, 18:00
Villa Parravicini-Revel, Como, Italy

Il bagno di gong è un’antica forma di meditazione con il suono, che unisce gong e altri strumenti: conchiglie, Shruti box, arpa di cristallo, ecc. I suoni creati producono molte frequenze tra i 4 e 14 Hz che riequilibrano le onde cerebrali, mentre l’intensità delle vibrazioni dona la sensazione di essere immersi nel suono come nell’acqua. Il percorso si svolge in forma di concerto e ricalca quelli che sono dei ritmi corporei naturali, facendo dimenticare il senso del tempo ai partecipanti.

Questo evento è assolutamente esperienziale e unico nel suo genere, grazie anche al luogo in cui è previsto il suo svolgimento: il giardino di Villa Parravicini-Revel. Affacciata sul lungolago di Como tra l’hangar e Villa Olmo, la villa è proprietà privata, ma verrà appositamente aperta per l’occasione e i partecipanti potranno godere in un contesto unico di questa esperienza sonora, che regalerà benessere ed energia anche per vari giorni dopo la serata.

The gong bath is an ancient form of meditation with sound. It combines gongs and other instruments: shells, Shruti box, crystal harp, etc. The sounds created produce many frequencies between 4 and 14 Hz which rebalance the brain waves and at the same time the intensity of the vibrations gives the feeling of being immersed in sound like in water. The experience develops as a concert and follows the natural body rhythms, making the participants forget the sense of time.

This event is absolutely experiential and unique. In fact, it will be held in the garden of Villa Parravicini-Revel overlooking Como lakefront between the hangar and Villa Olmo. As it is a private property the villa opens especially for the occasion and the participants will be able to enjoy in a unique context this sound experience that will give them wellness and a boost also for several days after the evening.


Il concerto al tramonto si svolgerà in giardino alla luce di candele. Allestiremo un materassino e un cuscino per ogni partecipante seguendo i distanziamenti, vi preghiamo di portare cuscini aggiuntivi o una coperta se lo desiderate.
Maggiori informazioni qui >

Lake Como International Music Festival

Ben arrivata estate!

Il 21 giugno è il solstizio d’estate.

Ebbene? La fine del mondo non è arrivata. Tanto meglio!

E allora, cosa dobbiamo aspettarci? Sole e caldo. Sì, non troppo per favore.

Una volta il solstizio d’estate rappresentava una festività particolare per diversi popoli. Per gli Aztechi il sole era un giovane guerriero che moriva di sera e risorgeva la mattina seguente. Che vita però!

In Italia c’era l’usanza della Festa dal suu / Festa di Òman a Canzo, in provincia di Como.

In termini più scientifici, e cito testualmente da Wikipedia:

Sulla verticale di ogni punto tra le latitudini 23° 26′ 14,44” Nord (tropico del Cancro) e Sud (tropico del Capricorno) il Sole raggiunge lo zenit due volte l’anno: ciò significa che su ogni luogo tra i due tropici, due giorni all’anno, il Sole è a perpendicolo al mezzogiorno locale; nel caso particolare in cui il Sole sia allo zenit all’equatore si parla di equinozio (in quanto i raggi solari giungono perpendicolari all’asse terrestre e la durata del periodo di luce è uguale a quella notturna). I punti sui tropici, altresì, sperimentano il sole al proprio zenit una sola volta l’anno, in corrispondenza dei solstizi (al tropico del Cancro per il solstizio di giugno, a quello del Capricorno per quello di dicembre).

Ma per me – e non so per voi – cos’è il solstizio d’estate? Il giorno più lungo dell’anno. E siccome non voglio arrampicarmi sugli specchi per farvi credere che arriverà la fine del mondo, o che quest’estate sarà troppo calda o troppo fredda o troppo normale – l’importante è mettere quel troppo, che crea notizia – ebbene per me questo giorno più lungo di tutti lo dedico a questa chiocciola buona con la sua casetta gialla con righe marroni – è buona perché non l’ho mai vista mangiarmi l’insalata.

Chissà che in questo giorno più lungo di tutti gli altri la chiocciola con la casetta gialla e le righe marroni riesca ad andare dove vuole, senza nessuna paura di arrivare in ritardo. Anche se mi mangia un po’ d’insalata non fa niente. Gliela concedo volentieri in questo lunghissimo giorno…

Ecco la foto che vi ho fatto della chiocciola con la casetta gialla con righe marroni. Bella vero?

Ah, ultima cosa. L’immagine di copertina. Non potevo che non scegliere la lavanda, che per me è l’estate. Me la ricordo soprattutto in Croazia. E oltre le lunghe file di lavanda c’era il mare…

BUONA ESTATE A TUTTI!

Il melograno fiorito

Sole, poi pioggia, poi alcune nuvole, di nuovo sole, di nuovo pioggia. Le temperature che sembrano andare in altalena: 16 gradi, poi 21, poi 28, poi 18… un giugno un po’ pazzerello. L’estate si intravvede tra gli squarci delle nuvole.

La cosa positiva di questa fine primavera è vedere il melograno super fiorito. La cosa meno bella, è che queste piogge, anche con forti raffiche di vento, mi mandano a terra tanti fiori. Sull’albero ne sono rimasti molti però, quindi sono ottimista per i frutti che verranno dopo l’estate.

melograno in fiore
fiori di melograno
frutto di melograno

Nuove immagini…

Mi piace la piaggia, il suo profumo, il ticchettio sui vetri. Ma ormai è da qualche giorno che qui piove. Visto che siamo a Giugno… potrebbe bastare 🙂

Se vi sentiti un po’ tristi da questa pioggia, allora forse ho qualcosa per voi… una nuova galleria di immagini – ovviamente con tema orto, giardino e insetti – sul sito giardinaggiosemplice.com

Spero vi piaccia. per vederla fate clic qui!

BUONA VISIONE

Abbraccia l’estate con i fiori

Non vedi l’ora che arrivi l’estate? È giunto il momento di farla entrare in casa. E quale modo migliore se non con i fiori estivi?

Colore e profumo

Cosa c’è di più piacevole della sensazione di camminare a piedi nudi, essere scaldati dal sole e stare distesi su un’amaca in giardino? Vivi questa sensazione di libertà dentro casa utilizzando i fiori estivi. Un mazzo vivace e variopinto riempie di sole la tua dimora. Unitamente ai deliziosi profumi estivi, i fiori ti salutano ogni giorno con allegria.

L’estate in un vaso

Per esaltare l’atmosfera estiva puoi comporre mazzi di fiori di campo. A tale scopo, combina a piacere molti tipi diversi di fiori estivi o chiedi al fiorista di farlo per te. Se invece preferisci un ambiente più sobrio, scegli fiori di un solo tipo e collocane più esemplari della stessa lunghezza in un vaso. Per un effetto più giocoso, puoi riempire alcuni vasetti con diverse varietà di fiori estivi.

Energia

Dalie, calle, gladioli, gigli e nerine sono tra i fiori estivi più comuni. Scegli fra questi per creare un’atmosfera estiva in casa. Ognuno di essi diffonde energia. Puoi accostarli in diverse tonalità di rosa e viola, inframmezzati da fiori bianchi. Inoltre il giusto abbinamento di vasi e fiori farà risaltare i colori.

estate con i fiori
A sinistra: Dahlia ´Café au Lait´, ´Pink Magic´, ´Diana’s Memory´, ´Genova´, Nerine ´Sofie´, Lilium ´Felicia´ – A destra: Calla ´Pink Melody´, Gladiolus ´Elvira´, Lilium ´Litouwen´, Dahlia ´Wizard of Oz´, ´Stratos´, ´Genova´

Suggerimenti:

  • Aggiungi erbe secche o fresche ai mazzi, per creare un’atmosfera giocosa e ariosa.
  • Per un’alternativa originale puoi creare un quadro con i fiori estivi. Per mantenerli freschi, colloca i fiori in tubicini o vasetti con acqua, quindi incolla questi ultimi sul quadro.
  • Impilare va di moda: ad esempio puoi inserire un vaso in una fruttiera o adagiare più vasetti su un piatto da portata.
  • Per maggiori informazioni visita il sito www.ilsysays.com.

estate con i fiori
A sinistra: Dahlia ´Wizard of Oz´, ´Diana’s Memory´, ´Pink Magic´, ´Polar Ice´, ´Stratos´ – A destra: Gladiolus ´Elvira´, Calla ´Pink Melody´, Agapanthus, Allium ampeloprasum, Dahlia ´Pink Magic´

Villa Carlotta riapre al pubblico

In seguito al nuovo Decreto emanato dal Presidente del Consiglio per la Fase 2, Villa Carlotta sta definendo gli ultimi dettagli per adeguarsi alle linee guida e poter finalmente riaprire i suoi cancelli ai visitatori.

La data fissata per questo avvio di stagione è il prossimo venerdì 22 maggio e da quel giorno saranno visitabili sia il parco botanico che gran parte della casa museo.

Già durante la pausa invernale erano stati programmati alcuni interventi importanti che – ora più che mai – si rivelano molto utili nella gestione degli ingressi.

Al loro arrivo, i visitatori troveranno una nuova e modernissima area di accoglienza, uno spazio molto ampio a garanzia di ulteriore distanziamento e sicurezza, con tornelli che serviranno al monitoraggio delle entrate e saranno in grado di fornire in tempo reale le informazioni sulla quantità di persone già presenti all’interno della struttura.

E’ stata prevista una postazione di rilevamento della temperatura corporea, procedura obbligatoria e imprescindibile in questo momento, e una “fast track” riservata a tutti coloro che avranno acquistato i biglietti online, procedura consigliata per arrivare al momento giusto ed evitare code e assembramenti all’ingresso.

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Per quanto riguarda la visita vera e propria, sono stati predisposti tre percorsi a senso unico, differenziati per durata, che vanno dai 20 ai 90 minuti e tengono conto di eventuali difficoltà motorie dei visitatori garantendo loro la più ampia accessibilità.

L’Ente Villa Carlotta ha attuato tutte le misure richieste dai diversi decreti ministeriali e regionali, quindi l’apertura avverrà nel pieno rispetto delle norme e in grande serenità.

L’intento è quello di mettere a disposizione un giardino per chi non ce l’ha, soprattutto dopo un così lungo e innaturale periodo di isolamento domiciliare che ha costretto intere famiglie a rinunciare anche alle più semplici passeggiate all’aria aperta.

A lato però di tutti gli obblighi e le limitazioni imposti da questo momento particolare, Villa Carlotta ha continuato a pensare e agire in modo propositivo: per quanto riguarda il parco, sono stati piantati nuovi alberi, alcuni dei quali sono parte del progetto “Adotta una pianta, salva la Bellezza”, la campagna di fundraising lanciata la settimana scorsa su media tradizionali e web.

Molti eventi che prevedevano aggregazione sono stati gioco-forza sospesi ma si stanno organizzando alcuni live streaming  per concerti da tenersi durante l’estate e, per esempio, per la consegna del Premio Foglia d’Oro, rito che si compie ogni anno e al quale non si vuole rinunciare.

Sono stati previsti inoltre alcuni punti di ristoro che permetteranno l’asporto di cibo e bevande da consumarsi in aree definite e aprirà anche il bookshop situato all’ingresso della Villa, accanto alla nuovissima area di accoglienza.

Insomma, tutto è pronto per l’avvio di questa stagione tardiva; l’augurio è che i dati di questi giorni proseguano nel loro trend positivo e che – all’insegna della gradualità – si riesca a tornare a godere della Bellezza di cui tutto il nostro Paese è così ricco.

Villa Carlotta, Como

Atmosfera estiva con i fiori

L’estate è in arrivo e porta con sé colori brillanti, tempo di vacanze e allegre grigliate in compagnia. Non indugiare oltre, crea fin d’ora una fantastica atmosfera estiva in casa con i fiori più belli.

Attesa

I bouquet di fiori estivi ti aiutano ad entrare nell’umore vacanziero. I colori brillanti e le forme esotiche dei fiori ti trasportano verso una destinazione tropicale immaginaria. Contribuiscono a farti pregustare la stagione estiva, piena di sole, divertimento, libertà e spensieratezza. Cosa vuoi di più? Inforca fin d’ora gli occhiali da sole!

Aloha

Gigli, dalie, calle e gladioli infondono luce nella tua casa, poiché sono fiori estivi caratterizzati da forme particolari. Riempiendo la casa di questi fiori, potrai immaginare di essere su isole variopinte e spiagge bianche. Puoi scegliere tra i fiori di grandi dimensioni di gigli e dalie o i fiori più delicati di calle e gladioli. Questi fiori sono disponibili sia in colori accesi che in tinte tenui.

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A sinistra: Lilium ‘Maldano’, Gladiolus, Dahlia – A destra: Lilium ´Mandalay Bay´, Gladiolus, Calla ´Captain Promise´, Dahlia

Notizie interessanti

  • Desideri fare un incontro romantico? Secondo la tradizione tahitiana, quando esci devi mettere un fiore dietro l’orecchio destro. Se provi attrazione nei confronti di qualcuno, devi sventolare il fiore dietro la testa. È il segnale che fa capire all’interessato che è giunto il momento di seguirti…
  • I gigli sono originari dell’Asia, dove crescono in natura, ma si trovano anche in Europa e in America. Sono dunque veri e propri giramondo.
  • I Greci e i Romani associavano la Calla alle feste e al piacere, perché la forma del fiore ricorda quella di un calice utilizzato per brindare.

Per maggiori informazioni sui fiori da bulbo, visita il sito www.ilsysays.com.

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A sinistra: Lilium ‘Donato’, Gladiolus ´Green Star´ – A destra: Lilium, Gladiolus ´Adrenalin´, Dahlia ´Cafe au Lait´

Iris Hotel – part II

Vi avevo promesso che avrei osservato meglio la situazione dell’Iris, e così ho fatto domenica scorsa.

Un gran movimento d’insetti tra gli iris, un va e vieni di api, sirfidi, formiche… il pienone…. e tante sorprese.

Ma prima di iniziare un ringraziamento ad Alessandra che mi ha scritto – chiedendomi il nome di quell’insetto nero con le macchioline bianche – e mi ha spronato a documentarmi bene. Così adesso posso dirvi che si tratta di uno scarabeo, precisamente il o la Oxythyrea funesta, che uno si chiede ma perché “funesta”? Perché gli piace così tanto il polline che rischia di far danni al fiore, non è che sia cattiva, perché dall’altro verso svolge la buona funzione di impollinatrice, ma il polline le piace così tanto che non bada a delicatezze e può rovinare il fiore. Pazienza dico io. È un insetto abbastanza comune. Fastidio sugli iris non me ne dà. E ancora grazie ad Alessandra.

Ma vediamo adesso chi ho trovato su e tra gli iris. Innanzitutto il famigerato ragno granchio, ma ne parlo dopo perché è stata propria una rivelazione.

Cominciamo dalle formiche. Vanno su e giù per gli iris, non so a cosa cercare, ma le vedi scalare le alte vette bianche, e sembrano tanti omini neri che cercano un qualche record nel raggiungere la punta più alta. Le formiche – pur nella loro piccolezza – secondo me son megalomani. Avete mai visto i formicai di montagna? Sembrano la torre di Babele. E tutte che lavorano a ritmi forsennati. Su, giù avanti, indietro. Anche sugli iris, ispezionano, lanciano i messaggi ferormonali alle altre del formicaio, e per gli iris è un continuo andare avanti e indietro di queste piccole formiche.

Formica sul fiore di Iris

Poi ci sono le mosche. Le mosche ci sono dappertutto.

Molti si domandano «Ma chi le ha inventate le mosche? Era proprio necessario?» Non so rispondere, però la mosca che ho trovato era più graziosa delle altre – non voglio dire meno brutta, mica voglio offenderla – piccola, sembrava anche un pò sperduta lì tra il verde delle foglie e il bianco dei fiori. Poi infatti è volata via.

Anche la mosca – che fa schifo a tutti, soprattutto alle vacche che hanno sempre delle nuvole di mosche che vanno sempre a rompergli le scatole mentre pascolano – anche la mosca, dicevo, ha bisogno di un pò di bellezza. E così si è appoggiata alla foglia dell’iris e si lasciava un pò dondolare.

Mosca su foglia di iris

Api e sirfidi? Certo, quelle non devono mancare, e non mancano mai tra gli iris. Ti diverti anche a vederle entrare tra i petali dell’iris a rubare il polline e poi subito volano via verso un altro fiore. Ecco una foto, giusto per non fargli torto e documentare anche loro. 

Forse mancava il calabrone, che so che arriva, ma quella domenica evidentemente era in altri lidi. Il calabrone quando svolazza lo senti molto bene. Penso agli insetti più piccoli che subito lo riconoscono. Tutto nero, un rumore incredibile.

Mamma mia chissà che paura… 

Sirfide su iris

Poi la prima sorpresa: un ragno saltatore un pò più grande di quelli che sono abituato a vedere. Ormai con i ragni saltatori ho un rapporto privilegiato.

Sono molto gentili e ci guardiamo negli occhi. Lui dirà «guarda questo qui, ne ha solo due», perché lui ne ha quattro davanti e due sulla testa. Sei occhi ha il ragno saltatore.

Dicevo che ci guardiamo negli occhi, mi avvicino, gli faccio anche 2-3-4 foto, lui sta tranquillo anzi forse gli piace farsi fotografare, si gira anche di lato a mostrarmi il suo fisico atletico. Però è un pò troppo spettinato. Devo dirglielo.

Ragno saltatore su iris

ragno saltatore

Ah… dimenticavo. Le cimici. Anche loro sugli iris. In luna di miele. Le cimici non è che siano simpatiche, ma almeno sono di quelle nostrane. Spero di non vedere quelle asiatiche come lo scorso anno. Quelle asiatiche sono terribili per i frutti della terra – neanche quelle nostrane non scherzano.

Per capirci è come dire: ci sono le zanzare normali… e la zanzara tigre.

Bella differenza!

Due cimici

E veniamo adesso alla rivelazione della giornata. Il ragno granchio, crab spiders in inglese. Se ne sta tra gli iris dalla parte opposta del giardino, a mezz’ombra. L’ho guardato per buona parte della mattinata.

Si muoveva agile ma con atteggiamento circospetto sulla foglia dell’iris, tessendo anche la ragnatela – dovreste vederla dalla foto qui sotto. 

Ragno granchio

Quasi un detective questo ragno granchio, che non vuole farsi né vedere né tantomeno riconoscere. Però tu sei bianco, la foglia è verde… ti vedono subito, o no? No, l’esperto è lui, io non ho diritto di replica. Guardo cosa fa e al massimo scatto qualche foto.

A un certo punto mi accorgo che il ragno granchio tutto bianco è sotto la foglia, e apre le sue zampe proprio come farebbe un granchio, tanto che a guardare la foglia adesso si vedono spuntare due zampette bianche da quella strada verde. Quindi per fare una foto che si capisca bene che è un ragno granchio devo andare sotto alla foglia.

Faccio anch’io con circospezione. Ecco la foto, non è bellissima ma si capisce al volo perché a questo piccolo e bianco aracnide gli hanno affibbiato l’epiteto di ragno granchio.

Ragno granchio

Ecco la storia finirebbe qui. Nel senso che poi io sono andato via tutto il pomeriggio e sono ritornato di sera. Di sera tutto è finito, le api e le sirfidi sono andate via dall’iris, lo scarabeo nero con le macchie bianche dorme tra i petali degli iris… però io vado comunque a fare quattro passi in giardino. E cosa trovo? 

Ecco la sorpresa, che proprio non me lo aspettavo… il ragno granchio ha catturato una preda! Un’ape molto grande rispetto a lui che è piccino. Non ci ha pensato due volte ad agguantarla di scatto, a stordirla con il suo veleno.

Sarà piccino il ragno granchio ma è micidiale. Ecco l’ape grande vittima del ragno granchio, morire tra le foglie bianche del bellissimo iris.

Ragno granchio

Subito ho pensato all’Ofelia di Shakespeare: 

Una disgrazia incalza alle calcagna

un’altra, tanto presto si succedono.

Laerte, tua sorella s’è annegata.

Finale [da dimenticare per la poca poesia]

Ecco, fine. Mi dispiace anche lasciarvi con questa immagine macabra, che non sembra un bel finale. Ma cosa volete farci, la natura è un cerchio che ruota. Si muore, si nasce, si vive, si muore di nuovo. L’importante è che tutto continui a ruotare. Guardate le stelle… per questa storia della rotazione hanno anche messo al rogo delle persone…

Una casa + accogliente…

Alcuni tipi di fiori si prestano particolarmente bene a rallegrare la casa. Ma in generale tutti esercitano un influsso positivo. I fiori sono vivaci, variopinti e animano la tua dimora.

Risalto

La funzione principale della tua abitazione è farti sentire a tuo agio. Un luogo dove hai tutto sotto controllo e in cui puoi ritirarti in sicurezza. Un luogo al quale ti senti legato e con cui puoi identificarti, provando la gradevole sensazione di “essere a casa”. I fiori estivi hanno la capacità intrinseca di rafforzare tale sensazione, poiché accentuano il tuo gusto che si rispecchia negli ambienti interni.

Gusto

Il vantaggio dei fiori estivi è che sono disponibili in ogni colore, forma e altezza. Le dalie presentano vigorosi fiori tondi o eleganti fiori ligulati. I gladioli offrono diversità con i fiori raccolti in magnifiche spighe lunghe. I gigli si fanno notare facilmente e con naturalezza. Le calle conferiscono un tocco di classe. Esattamente quello di cui hai bisogno per rendere la tua dimora più accogliente.

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A sinistra: Gladiolus ´Vivaldi´, Dahlia – A destra: Lilum Latino orange, Dark Secret, Calla ´Captain Romance´

 

Suggerimenti

  • Utilizza un vaso pulito. Se nel vaso sono presenti batteri provenienti dal mazzo precedente, i fiori freschi potrebbero venirne danneggiati.
  • Prima di collocare i fiori nel vaso, rimuovi le estremità degli steli praticando un taglio obliquo. Così facendo l’area ingrandisci la parte inferiore dello stelo, per consentire ai fiori di assorbire l’acqua in modo ottimale.
  • Accertati che nell’acqua non vi siano foglie. I batteri si riproducono facilmente sulle foglie, causando la putrefazione degli steli e abbreviando di conseguenza la durata dei fiori.
  • Cambia l’acqua regolarmente, poiché i fiori si ravvivano nell’acqua pulita.
  • Scegli la collocazione adatta. I fiori durano meno se sono posizionati in un luogo esposto a spifferi o vicino a frutta matura.

Per maggiori informazioni sui fiori da bulbo, visita il sito www.ilsysays.com.

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A sinistra: Lilium, Dahlia, Gladiolus, Calla, Gloriosa – A destra: Dahlia ‘Café au Lait’, Gladiolus ‘Adrenalin’, Calla

Adotta una pianta, salva la Bellezza

L’avvio della tanto attesa Fase 2 porta con sé programmi concreti di ritorno graduale ad abitudini di vita sospese da quasi due mesi, oltre che previsioni di riapertura per musei e istituzioni culturali.

A Villa Carlotta non si sono mai fermati i lavori di manutenzione, sia nel museo che soprattutto nella sua anima più viva e pulsante, lo straordinario giardino monumentale.

In questo periodo dell’anno le alchimie della Natura danno spettacolo e il giardino esplode in un tripudio di colori e mille sfumature di verde. Complici le temperature miti e le tante giornate soleggiate di aprile – le fioriture di rododendri e azalee stanno regalando istantanee meravigliose di un paesaggio unico e impareggiabile.

L’amara differenza è che nessuno quest’anno ha potuto assistere alla magia dei colori, meravigliarsi percorrendo i viali ombreggiati, ammirare gli scorci più belli del lago di Como da una finestra della Villa o dalla Terrazza delle Camelie.

Entro poche settimane Villa Carlotta riaprirà le porte al pubblico: è stato studiato, e sarà messo in atto, ogni possibile accorgimento per rendere sicura e serena la visita alle persone che sceglieranno di trascorrere qui una giornata. Ma i due mesi di ritardo sull’avvio della stagione hanno costituito una perdita gravissima per un’istituzione come l’Ente Villa Carlotta, che riesce a mantenere, da quasi 100 anni, i tesori del museo e del parco unicamente grazie alla vendita dei biglietti d’ingresso al pubblico.

Ecco perché si è pensato di chiamare a raccolta tutti gli amici e sostenitori con un’iniziativa volta a supportare questa piccola meraviglia del nostro Paese, un progetto che rimarrà attivo nel tempo anche dopo il periodo di emergenza che stiamo vivendo, al fine di preservare al meglio un patrimonio comune.

Così è partita l’idea di “Adotta una pianta, salva la Bellezza”.

Villa Carlotta

Quasi 300 piante del parco sono state classificate, è stato attribuito a ognuna un valore simbolico e sono divenute “adottabili”.

Dall’imponente glicine secolare, alle magnolie, sequoie, robinie, platani e betulle: l’elenco degli alberi e dei cespugli è lunghissimo e vario.

Per un anno a partire dalla donazione, l’albero o la pianta di cui il donatore si prenderà virtualmente cura sarà a lui intitolata e gli verranno riconosciuti alcuni benefit rispetto all’aiuto offerto.

Il 5% di ogni donazione di qualunque importo (100, 250, 500, 1.000, 5.000 Euro) sarà versato in un fondo che andrà ad azzerare il costo del biglietto d’ingresso (in occasione di gite scolastiche/attività didattiche) per bambini con difficoltà economiche. Le scuole saranno informate di questa possibilità e potranno segnalare l’esigenza permettendo così l’inclusione.

Per donare, basta visitare il sito istituzionale (www.villacarlotta.it) e andare sulla pagina dedicata al progetto a cui si viene reindirizzati direttamente dall’homepage.

Villa Carlotta da anni accoglie centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo e tantissimi sono quelli che mantengono il contatto attraverso il sito e le piattaforme social e la portano nel cuore; l’auspicio è quello di sensibilizzare chi ha goduto delle sue bellezze e ha potuto constatare la dedizione con cui l’intera struttura viene curata e mantenuta, ma anche chi non ha avuto ancora l’occasione di farlo e approfitterà di un’estate tutta italiana per programmare un nuovo Grand Tour sul Lago di Como e riscoprire una zona tra le più amate nel mondo del nostro Bel Paese.

Villa Carlotta

 

Qui sotto alcune delle piante/zone del parco selezionate per le diverse soglie di importo donato:

 

– 5.000 Euro:

I bersò tra le azalee con vista Bellagio
L’aiuola topiaria della fontana davanti al cancello principale
I mille colori della scogliera grande
Uliveto
– 1.000 Euro:

La valle delle felci arboree
Il giardino dei bambu
Le grotte del giardino
La fontana dei nani
Il belvedere sotto il cedro del Libano
succulente
Roseto caffetteria
Pergola rose caffetteria
Platano a tetto biglietteria
Camellie Paolina Maggi biglietteria
La torretta

– 500 Euro

Phoenix canariensis
Washingtonia filifera
Phoenix canariensis
Phoenix sylvestris
Calocedrus decurrens
Araucaria araucana
Rhododendron arboreum

 

– 250 Euro:

Magnolia grandiflora
Cinnamomum camphora
Sequoia sempervirens
Cupressus lusitanica
Cryptomeria japonica

– 100 Euro:

Ilex aquifolium
Cedrus deodara
Prunus laurocerasus
Taxus baccata
Pinus strobus
Euonymus lucidus
Chamaecyparis lawsoniana
Magnolia grandiflora
Quercus ilex

Villa Carlotta

Chi siamo

L’Ente Villa Carlotta nasce nel 1927 per volontà di un gruppo di benefattori che salvano il complesso monumentale dalla demolizione e frazionamento della proprietà a opera dello Stato Italiano, che ne era venuto in possesso confiscandolo – a titolo di risarcimento dai danni di guerra – a privati tedeschi dopo la Prima Guerra Mondiale.

Da allora l’Ente gestisce museo e giardino monumentale, che comunque rimangono di proprietà pubblica. E’ costituito da 30 soci (che non godono né di emolumenti né di rimborsi spese) che sono in parte discendenti dei primi benefattori e ha come impegno statutario la conservazione del bene, rendendolo visitabile a tutti.

Il suo sostentamento economico deriva esclusivamente dalla vendita dei biglietti d’ingresso e nessun finanziamento arriva da parte dello Stato o altre istituzioni pubbliche.

L’ente impiega circa venti persone fisse più alcuni stagionali, con il lavoro delle quali l’anno scorso sono stati accolti più di 230.000 visitatori.

In novantatré anni di storia, l’Ente Villa Carlotta non ha mai generato una perdita e ha sempre provveduto a tutte le manutenzioni sia ordinarie che straordinarie senza pesare sulle casse statali e senza mai sospendere la sua attività, nemmeno durante tutto l’ultimo conflitto mondiale.

 

E’ possibile seguire l’attività di Villa Carlotta sul sito https://www.villacarlotta.it/it/mostre/il-racconto-delle-collezioni/

sulla pagina facebook: https://www.facebook.com/villacarlottalakecomo

e su instagram: https://www.instagram.com/villacarlotta_lakecomo/

Villa CArlotta

Iris Hotel

Per noi esser umani l’iris è un fiore – simbolo di fede nell’iconografia cristiana, per via del ricorrere del numero tre: tre petali in verticale, tre quelli che guardano verso il basso. Ma anche simbolo di saggezza, perché è tutto proteso verso il cielo questo fiore, e sembra che aneli a provare a toccarlo e a comprendere il divino.

Ben diversamente la pensa il ragnetto dal candido colore tendente al bianco che sotto ai suoi petali si nasconde e trova la sua casa. Non solo quindi l’insetto nero con le macchiette bianche, ma anche il ragnetto trova nell’iris la giusta comodità. Dovrò anzi starci più attento agli iris del mio giardino, e guardar bene tra le foglie, ché sicuramente ci trovo qualche altra piccola creatura che utilizza il bianco fiore come un hotel. Molto alla moda, e chic direi, con forme dal design avanguardistico che svettano su nel cielo e si fanno un baffo del Burj Khalifa (828 metri), del Princess Tower (413 metri), del Marina 101 (425 metri) o degli altri grattacieli degli Emirati.

L’iris bianco è bello abbastanza per il ragnetto che se ne sta lì nascosto tra i petali. Dev’essere uno di quei ragni che non fanno la ragnatela, ma catturano la preda con l’astuzia e la pazienza. Nel mio caso non credo si tratti della specie dei Thomisidae – i cosiddetti ragni granchio – e quindi lascio al parere di qualche lettore interessato all’entomologia, se non ad un entomologo vero e proprio – che mi farebbe grande onore a visitare questo blog – il favore di scrivermi il nome di questo simpatico aracnide.

Ragno nell'iris

E adesso? Il tempo di ritornare ai piani alti, prendere la fotocamera, rifiondarmi in giardino e fare diversi tentativi di scatto. A volte, anch’io mi sento come un ragno quando impugno la fotocamera. Pazienza ci vuole, anche in questo caso. E qui mi fermo e non scrivo più. Lascio alle immagini il compito di farvi sorridere – e spero anche di farvi apprezzare ancor più la bellezza di queste cose apparentemente semplici, che sono appunto i fiori…

Ragno nell'Iris
Qui il ragnetto allungava le zampette, ma non per stiracchiarsi. Probabilmente stava tessendo una ragnatela, come poi si vede nella foto più sotto

ragno-iris-03