Inaugurazione del Bosco del Molino

Domenica 21 novembre, a partire dalle 10.00,
sarà inaugurato Il Bosco del Molino,
13 ettari che danno dimora a 18mila piante,
accanto alla sede di Agugiaro & Figna Molini a Collecchio (Parma)

Agugiaro & Figna Molini celebra la Giornata Nazionale dedicata agli Alberi
presentando il più grande ecosistema boschivo planiziale 
realizzato su iniziativa privata

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il CINSA 
il Consorzio Interuniversitario Nazionale Scienze Ambientali
e diventerà la casa dei futuri progetti ecostostenibili
dell’azienda molitoria    

Il 21 novembre Agugiaro & Figna Molini celebra la Giornata Nazionale degli Alberi inaugurando “Il Bosco del Molino”. L’ampia area di 13 ettari sorge accanto allo stabilimento di Collecchio (Parma) e dà dimora a 18mila piante fra arbusti, alberi ed essenze officinali, permettendo l’assorbimento di 160.000 kg all’anno anno di CO2, e compensando le emissioni totali degli impianti dell’azienda nello svolgimento del processo molitorio dei quattro stabilimenti (Curtarolo, Collecchio, Magione e Rivolta d’Adda).

Il polmone verde, fortemente voluto da Agugiaro & Figna Molini e realizzato in collaborazione con il Cinsa (Consorzio Interuniversitario Nazionale Scienze Ambientali), rappresenta il più grande ecosistema boschivo planiziale realizzato su iniziativa privata. 


L’inaugurazione avrà inizio alle 10.00. Il progetto de Il Bosco del Molino sarà presentato da Alberto Figna, Presidente di Agugiaro & Figna, da Riccardo Agugiaro, Ceo di Agugiaro & Figna, dall’architetto Lisa di Marco, dello studio di progettazione architettonica e impiantistica strutturale.  Seguirà alle 11.30 la visita a Il Bosco del Molino e sarà piantato simbolicamente l’ultimo albero.  

Per celebrare questo importante momento, dal 19 al 22 novembre si alterneranno tra Collecchio e Parma, una cinquantina tra scienziati, intellettuali, politici, giovani ricercatrici appena rientrate dalla COP26 di Glasgow, esperti d’arte, docenti e studenti, leader internazionali, impegnati in due differenti convegni.

È prevista una conferenza nazionale venerdì 19 novembre, dalle 8.30 alle 13.30, ospitata all’Università degli Studi di Parma (Parco Area delle Scienze 33, Sala Congressi – Pad. 25) dal titolo: “Un bosco a supporto della biodiversità tra i mulini emiliani”.

Lunedì 22 novembre, dalle 14.30 alle 18.30, all’Università degli Studi di Parma (Parco Area delle Scienze 33 – Centro Santa Elisabetta) si svolgerà invece il seminario “Dalla conoscenza alla sapienza: Il “Centro servizi Bosco del Molino” per la scuola: il Piano Offerta Formativa Triennio 2022/2024”.

Agugiaro & Figna Molini è socio ordinario del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma: nato nel maggio 2020, il Consorzio – a cui aderiscono 55 soci, tra imprese, enti, associazioni ambientaliste – porta avanti l’ambizioso progetto di creare boschi perenni in tutto il territorio di Parma e provincia, laddove ci siano terreni, pubblici o privati, liberi e disponibili. L’obiettivo è di mettere a dimora almeno 100.000 piante entro il 2025. 

Bosco del Molino

Un giardino di bulbi fioriti

Per avere un giardino accogliente, profumato e colorato fin dall’inizio della primavera, pianta i bulbi di fiore in autunno. Piantando una grande quantità di bulbi un po’ dappertutto puoi creare un giardino meraviglioso che ti regalerà molte soddisfazioni.

Agire d’anticipo

La primavera è ancora lontana ma, per godere di un giardino variopinto fin dall’inizio della stagione, è necessario piantare i bulbi di fiore in autunno. Per creare una magnifica esplosione di colore, è consigliabile piantare bulbi in abbondanza. Il periodo ideale va da metà settembre a metà dicembre, quando la temperatura scende sotto i 10 gradi. È tuttavia importante che i bulbi siano interrati prima che si verifichino le prime gelate.

Biodiversità

I bulbi di fiore colorano il giardino diffondendo energia e vitalità. Gli insetti, come le api e le farfalle, hanno bisogno di nettare e di polline per vivere. Ma purtroppo all’inizio della primavera non ne trovano a sufficienza. Piantando i bulbi a fioritura primaverile accresci la quantità di fiori disponibili. Le piante bulbose che fioriscono per prime producono nettare e polline a partire da gennaio. 

Dove piantare in giardino

I bulbi di fiore non sono particolarmente esigenti, sebbene la maggior parte prediliga una posizione parzialmente soleggiata. Leggi le informazioni riportate sulla confezione per sapere qual è la posizione ideale in giardino. È possibile piantare i bulbi sotto gli alberi, tra gli arbusti e le piante perenni, nelle bordure e persino nel prato. La parola d’ordine è “abbondanza”: maggiore è la quantità di bulbi di fiore, più l’impatto visivo sarà spettacolare. 

Gusto personale

I bulbi a fioritura primaverile offrono un ampio ventaglio di possibilità. Grazie alle forme, ai colori e alle altezze differenti, le opzioni di accostamento sono praticamente infinite. Desideri creare un effetto sobrio e armonico utilizzando una sola tonalità o una varietà particolare, oppure preferisci ricorrere a un mix variopinto per ottenere un’esplosione di colore? Scegli secondo il tuo gusto per godere al massimo del tuo mix personalizzato.

Scelta

I bulbi di fiore più noti sono tulipani (Tulipa), narcisi (Narcissus) e giacinti (Hyacinthus). Ma l’elenco è lungo e offre innumerevoli possibilità di scelta. Giacinti a grappolo (Muscari), crochi (Crocus), bucaneve (Galanthus), aglio ornamentale (Allium), fiorestella (Ipheion), corona imperiale (Fritillaria imperialis), per citarne alcuni.

Look

Dopo avere scelto i bulbi di fiore e le rispettive posizioni, è il momento di piantarli. Per ottenere un look naturale, mescola le diverse varietà in un secchio o in un cesto e spargili sul terreno in modo casuale. Pianta quindi i bulbi nei punti in cui sono caduti. Se desideri piantare i bulbi in modo raggruppato, scava una buca piuttosto grande. Se invece preferisci piantarli singolarmente, scava più buche distinte.
Per piantare i bulbi, segui questi passaggi:

  1. Scava una buca di dimensioni adeguate per piantare un gruppo di bulbi oppure scava più buche per piantare i bulbi singolarmente. La profondità di piantagione dipende dalle dimensioni del bulbo. I bulbi grandi (5 cm e oltre) vanno piantati a una profondità di 15 centimetri, mentre i bulbi piccoli (2,5-5 cm) a una profondità compresa fra 7 e 10 centimetri.
  2. Elimina le erbacce e i sassolini, quindi mescola un po’ di terriccio al terreno per renderlo più drenante.
  3. Colloca delicatamente i bulbi nel terreno con la punta rivolta verso l’alto. Non esercitare una pressione eccessiva sui bulbi per evitare di danneggiarli. I bulbi di grandi dimensioni vanno posizionati a una distanza compresa fra 7 e 20 centimetri gli uni dagli altri, mentre i bulbi piccoli a una distanza compresa fra 3 e 7 centimetri.
  4. Copri i bulbi con la terra precedentemente rimossa.
  5. Se il terreno è secco, annaffia moderatamente.

Per maggiori informazioni visita il sito www.bulbidifiore.it.

bulbi fioriti

Bulbi per fiori da recidere in primavera

Hai una vera passione per i fiori? Creando un giardino di fiori da recidere puoi avere in casa fiori freschi di giornata. Non solo in estate, ma già dalla primavera puoi cogliere i fiori da bulbo e comporre bouquet meravigliosi.

Fioritura precoce

Quando la primavera è alle porte, i bulbi a fioritura primaverile ti fanno l’occhiolino. Puoi usare questi bulbi per creare il tuo personale giardino di fiori da recidere. Rispetto ad altre piante, le bulbose offrono il vantaggio di fiorire già ai primi accenni di primavera. Piantando i bulbi di fiore in giardino puoi prolungare il periodo di raccolta. Sono disponibili diverse varietà di bulbi di fiore dotate di steli robusti, che durano a lungo in vaso. Inoltre, con un giardino da cui attingere direttamente, puoi scegliere i tuoi fiori preferiti.


Bulbose con fiori ideali da recidere

I fiori prodotti dalle piante bulbose sono particolarmente indicati come fiori da recidere, poiché molti di essi sono robusti e sgargianti. Tra le varietà più adatte ve ne sono sia a stelo lungo che a stelo corto. Alcune varietà a stelo lungo sono: iris (Iris), candela del deserto (Eremurus), narciso (Narcissus), tulipano (Tulipa), giglio persiano (Fritillaria persica) e aglio ornamentale (Allium). Varietà a stelo corto sono: giacinto a grappolo (Muscari), giacinto (Hyacinthus) e giacinto spagnolo (Hyacinthoides).

bulbi da fiore
A sinistra: Tulipa ´Leen van den Mark´ – Al centro: Tulipa ´Prinses Irene´ – A destra: Narcissus ´Big Love´

Suggerimenti:

  • Nel folto gruppo dei tulipani, la varietà Triumph si presta ottimamente come fiore reciso. Oltre ai fiori dalla caratteristica forma a calice, gli steli vigorosi costituiscono un ulteriore pregio e ti permettono di godere più a lungo di questi gioielli della natura. Alcuni esempi sono i tulipani “Prinses Irene” e “Leen van der Mark”.
  • Tenendo conto dei diversi periodi di fioritura, potrai cogliere i fiori per diversi mesi.
bulbi da fiore
A sinistra: Allium ´Purple Sensation´ – Al centro: Eremurus – A destra: Iris

Come piantare i bulbi

Per cogliere i fiori in primavera e comporre vivaci bouquet, è necessario piantare i bulbi in autunno. I bulbi devono essere piantati a una profondità pari a tre volte la loro altezza. È consigliabile scegliere bulbi di altezze diverse e collocare quelli più piccoli sul davanti e quelli più grandi sul retro. La regola d’oro è una piantagione fitta. Riempiendo bene la bordura, i bulbi si sostengono vicendevolmente e producono una grande quantità di fiori da recidere.

Per maggiori informazioni sui bulbi di fiore, visita il sito www.bulbidifiore.it

bulbi da fiore
A sinistra: Hyacinthus ´Jan Bos´, ´Carnegie´ – Al centro: Fritillaria persica – A destra: Muscari armeniacum
bulbi da fiori
A sinistra: Tulipa ´Prinses Irene´ – A destra: Hyacinthoides

I pomodori nell’orto

Mi chiedono perché ancora tengo le piante di pomodoro nell’orto che ormai la stagione è finita e i pomodori sono privi di sapore e immangiabili…

La risposta sta nella foto d’inizio di questo post.

Non servono a me, ma c’è ancora qualcuno che li apprezza. Qualche pennuto che svolazza avanti e indietro alla ricerca di qualcosa da mangiare. E il pomodoro ciliegino piace.

E allora buon appetito!

Amaryllis

Il vento soffia forte e la pioggia batte contro le finestre… è il momento di rifugiarsi nel calore di casa propria. Gli Amaryllis sono perfetti per rendere gli spazi interni ancora più accoglienti.

Rifugio sicuro

In autunno sentiamo spesso il bisogno di rifugiarci in casa, dove ci sentiamo al sicuro. Tale sensazione può essere accentuata da un’atmosfera calda e accogliente, che aiuta a prendere le distanze dal mondo esterno. Grazie alla crescita straordinaria e ai fiori grandi e maestosi, gli Amaryllis riempiono di incanto la tua dimora, in modo naturale e affascinante.


Effetto sorpresa

Un bulbo di Amaryllis è già di per sé uno spettacolo e, date le dimensioni importanti, suscita grandi aspettative. Bisogna dire che in questo caso l’abito fa il monaco… Infatti la crescita del lungo stelo di questo glorioso bulbo è un’esperienza strabiliante, che culmina con la comparsa dei magnifici fiori.


Splendore

Il termine Amaryllis deriva dal greco antico “amarusso”, che significa “risplendo”. Niente di più vero. Esistono più di settanta varietà di Amaryllis. Il colore più diffuso è il rosso, ma sono disponibili anche le tonalità bianco, arancione, rosa e panna. Talvolta il fiore è gigantesco, talaltra sottile ed elegante, ma la metamorfosi da bulbo a fiore è sempre un’esperienza coinvolgente e affascinante.


Cura

Vuoi godere dello spettacolo offerto dagli Amaryllis il più a lungo possibile? Leggi questi suggerimenti:

  • Affinché possa iniziare a crescere, il bulbo di amaryllis deve essere prima “risvegliato”. Collocare il bulbo in un recipiente con acqua tiepida per un’ora, in modo da favorire la formazione delle radici.
  • È possibile piantare i bulbi di amaryllis in un vaso riempito con terriccio, adagiarli semplicemente in un piatto o sistemarli in acqua.
  • Gli amaryllis amano il caldo; una temperatura ambiente compresa tra i 20 e i 24 gradi è ottimale.
  • La luce è importante. Se l’ambiente è troppo buio, gli steli diventano eccessivamente lunghi e devono essere sostenuti.

Curiosità

  • Il periodo migliore per acquistare gli Amaryllis è quello compreso tra novembre e aprile.
  • Su uno stelo crescono da quattro a sei fiori di grandi dimensioni. Più il bulbo è grande, maggiore è il numero di fiori.
  • Il nome ufficiale dell’Amaryllis è Hippeastrum.

Per maggiori informazioni sui bulbi di fiore, visita il sito www.bulbidifiore.it.

Amaryllis

Un tappeto colorato

In confronto ai tulipani e ai narcisi, la gloria della neve è una bulbosa ancora piuttosto sconosciuta. È arrivato il momento di accendere i riflettori su questo piccolo grande fiore.

Tappeto naturale

La gloria della neve cresce spontaneamente sui monti della Turchia. I fiori variopinti creano splendide macchie di colore nel manto nevoso. Lo dice anche il nome botanico Chionodoxa: la parola greca “chiōn” significa neve, mentre “doxa” (δόξα) significa gloria o lustro. Questa piccola bulbosa dal carattere forte, ancora poco conosciuta, merita maggiore attenzione, poiché la sua fioritura offre uno spettacolo assai gratificante.


Inarrestabile

Anche se fuori gela o se il terreno è coperto di neve, da febbraio la gloria della neve inizia a fiorire abbondantemente. Nonostante il freddo, la crescita e la fioritura proseguono inarrestabili. I piccoli fiori vigorosi sono composti da sei petali saldati tra loro. Solitamente sono di colore blu, ma possono essere anche rosa o bianchi. Crescono raggruppati in grandi quantità, formando tappeti colorati nel giardino.


Moltiplicazione

La gloria della neve è ideale per l’inselvatichimento, che praticità! Questo non avviene attraverso il bulbo, bensì tramite i semi dei fiori appassiti. Le escrescenze dei semi contengono una sostanza zuccherina di cui le formiche sono ghiotte. Questi insetti trasportano i semi altrove, per gustare la prelibatezza. Essendo amaro, il seme non viene mangiato e rimane sul terreno. Da esso l’anno successivo la gloria della neve rinasce e fiorisce.

Accostamenti

I toni blu della gloria della neve creano splendidi contrasti con i narcisi gialli e bianchi e con i piccoli tulipani rossi a fioritura precoce. La varietà bianca e rosa si accosta magnificamente ai narcisi gialli e al bossolo dei dadi. La gloria della neve trova una collocazione perfetta accanto alle piante e agli arbusti caducifogli. Inoltre può essere piantata nel prato, proprio come i crochi e i bucaneve.

Gloria della neve
Chionodoxa forbesii ´Pink Giant´
Chionodoxa luciliae

Cose interessanti da sapere sulla gloria della neve:

  • Se desideri ottenere un tappeto colorato in giardino non lesinare in termini di quantità. Utilizza almeno cinquanta bulbi per un metro quadrato.
  • La gloria della neve cresce quasi dappertutto e non è molto esigente. Bastano un terreno ben drenato, uno spazio aperto esposto al sole o parzialmente ombreggiato e un po’ di gelo.
  • I bulbi hanno bisogno del freddo invernale per crescere, ma sono talmente forti da sopportare con vivacità persino una primavera secca e un’estate torrida.
  • La gloria della neve resiste persino all’aria salmastra, quindi cresce rigogliosa anche vicino al mare.
  • Molti tipi di fiori si chiudono quando non splende il sole. Invece i fiori a forma di stella della gloria della neve rimangono sempre aperti, anche in assenza di luce solare.

Per maggiori informazioni sui bulbi di fiore, visita il sito www.bulbidifiore.it.

Gloria della neve

I colori d’autunno del FAI

Piante, fiori e idee per terrazzi e giardini a Villa Necchi Campiglio, Milano) sabato 6 e domenica 7 novembre 2021, dalle ore 10 alle 18. Per partecipare all’evento è consigliata la prenotazione su http://www.coloridautunno.it

Dal giallo arancio delle distese di larici in montagna al giallo oro dei ginkgo biloba nelle nostre città, passando per le inconfondibili tinte di zucche, melagrane e cachi, fino alle fioriture dei ciclamini nei boschi e alle bacche rosse delle rose selvatiche in campagna, i caldi e avvolgenti colori dell’autunno, con le loro mille sfumature, sono indiscutibilmente una delle più grandi meraviglie che la natura ci regala. Una magia che si ripete ogni anno davanti ai nostri occhi e che sempre riesce a sorprenderci e a trasmetterci positività ed energia, a cui il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano  ha deciso di dedicare un evento speciale.

Dopo aver dovuto rinunciare lo scorso marzo all’organizzazione della manifestazione “Soffio di primavera” a causa dell’emergenza sanitaria, il FAI è felice di poter inaugurare, sabato 6 e domenica 7 novembre, una nuova mostra mercato dedicata a piante, fiori e tutto il necessario per il giardinaggio – dal titolo “Colori d’Autunno” – che vedrà negli spazi della splendida Villa Necchi Campiglio la presenza di circa trenta espositori accuratamente selezionati che porteranno nel cuore di Milano quanto di bello offre la natura in questa stagione. Per l’occasione i visitatori potranno ammirare e acquistare camelie autunnalipiante da fruttoarbusti da bacca e da fiore, roseerbacee perennipiante rampicanti, tipiche di questo periodo dell’anno, ma anche libri, vasi, attrezzi da lavorocasette per uccellicesti in castagno, arredi da giardino, acquerelli botanici e oggetti di brocantage. Inoltre, il vivaista Davide Chiaravalli, esperto di agrumi, porterà a Milano il profumo della Sicilia con le piantine da lui prodotte attraverso l’innesto del “Limone dolce” delGiardino della Kolymbethra, Bene del FAI nella Valle dei Templi di Agrigento. 

In più, il pubblico avrà la preziosa opportunità di chiedere consigli sugli acquisti da fare e di apprendere le migliori tecniche di coltivazione, grazie alle indicazioni dei giardinieri del FAI che condurranno visite speciali al giardino della Villa e agli stand, e potrà partecipare a interessanti laboratori di composizione floreale.

colori d'autunno

La manifestazione avrà un ospite d’eccezione: il noto giardiniere, musicologo compositore Walter Branchi, che ha insegnato Composizione Musicale Elettronica presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma e al Conservatorio “Gioacchino Rossini” di Pesaro ed è anche uno dei maggiori esperti nel mondo delle rose, specialmente nelle classi Tè, Cinesi e Noisette. Sabato 6 novembre alle ore 16 proporrà nel giardino della Villa una performance molto particolare che, armonizzando suoni della natura, colori d’autunno e note, stimolerà il pubblico a sviluppare un legame emotivo con l’ambiente, mentre domenica 7 alle ore 11.30 converserà sul mondo delle rose con la vivaista Anna Peyron, famosa per le sue rose antiche e botaniche e autrice del libro Il romanzo della rosa (ADD Editore).

Questo il programma delle attività previste nei due giorni di evento:

Sabato 6 novembre:

  • Ore 10.30 A zonzo per il giardino con i giardinieri del FAI Luca Dell’Acqua e Umberto Giolli;
  • Ore 11.30 Consigli per gli acquisti: visite ragionate agli stand con il giardiniere del FAI Umberto Giolli;
  • Ore 12 Laboratorio di composizioni autunnali con l’artista varesina Maura Milani;
  • Ore 15 Consigli per gli acquisti: visite ragionate agli stand con il giardiniere del FAI Umberto Giolli;
  • Ore 16 “Ascolto” musicale del compositore e rodologo Walter Branchi nel giardino di Villa Necchi dove i colori dell’autunno, i suoni della natura e le note dell’autore si coniugano per dar vita a una performance molto speciale.
colori d'autunno

Antonio Vivaldi: Seasons

Il nuovo album di Floraleda Sacchi accompagnata da Asolo Chamber Orchestra è un progetto ambizioso e originale che ripropone le celebri “Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi per arpa e orchestra d’archi.

“Le quattro stagioni” è il titolo con cui sono noti i primi quattro concerti dell’opera “Il cimento dell’armonia e dell’inventione” Op. 8 di Antonio Vivaldi, pubblicata ad Amsterdam nel 1725.

Ogni concerto si riferisce a una delle stagioni: Primavera, Estate, Autunno e Inverno. Si tratta di uno dei primissimi esempi di musica a carattere fortemente descrittivo ed infatti i concerti sono accompagnati da altrettanti sonetti scritti da un poeta anonimo (probabilmente da Vivaldi stesso).

Il legame con la natura e i paesaggi sonori tipici di ogni stagione si dispiegano uno dopo l’altro contribuendo a creare la ricca tavolozza di colori che ha reso così unici e celebri questi concerti.

Floraleda Sacchi ha realizzato un arrangiamento delle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi mantenendo inalterata la parte orchestrale, affidando all’arpa la parte del violino solista e del continuo. Ha eseguito questa versione in Canada, Polonia, Austria e Spagna con grande apprezzamento del pubblico.

La partitura si adatta incredibilmente bene alla trasposizione, lasciando inalterati temi e virtuosismi, ma arricchendo con ulteriori colori tipici dell’arpa gli spunti descrittivi della partitura vivaldiana.

Pubblicato da Amadeus Arte in formato fisico e digitale, l’album è corredato da un ampio libretto di 50 pagine.
Il master e missaggio è stato affidato al produttore Filadelfo Castro che ha firmato anche numerosi altri dischi di Floraleda.

Phisical Copy: CD + deluxe booklet + download HD audio files

Antonio Vivaldi Seasons

Come piantare i bulbi da fiore

Le bulbose a fioritura primaverile, come i tulipani, i narcisi e i crochi, portano allegria nel giardino. Già ai primi accenni di primavera i fiori colorano gli spazi esterni, oltre a salvaguardare la biodiversità. Ma come si piantano i bulbi di fiore?

Periodo

I bulbi di fiore vanno piantati in autunno, da metà settembre in poi. È importante che siano interrati prima che si verifichino le prime gelate. I bulbi devono essere piantati in autunno poiché hanno bisogno del freddo invernale per poter fiorire in primavera.


Passaggi

Per piantare i bulbi di fiore bastano pochi semplici passaggi. Una volta che hai imparato come fare non lo scordi più.

  1. Allentare il terreno con una pala nel punto in cui si desidera piantare i bulbi. In questo modo sarà più facile lavorare il terreno.
  2. Se i bulbi vengono piantati in una bordura già esistente, aggiungere eventualmente del concime organico, ad esempio del compost.
  3. Scavare una buca utilizzando una pala o un pianta-bulbi, quindi collocarvi i bulbi con la punta rivolta verso l’alto e il lato bombato rivolto verso il basso.
  4. I bulbi vanno piantati a una profondità pari a tre volte la loro altezza. Un narciso di 5 cm deve quindi essere piantato a una profondità di 15 cm.
  5. Riempire la buca con la terra precedentemente rimossa, pressandola.
  6. Se il terreno non è umido annaffiare i bulbi subito dopo averli piantati, per stimolare lo sviluppo immediato delle radici.

È talmente facile che è impossibile sbagliare. Anche se vengono accidentalmente piantati con la punta rivolta verso il basso, i bulbi trovano il modo di svilupparsi verso l’alto, in direzione della luce.

piantare bulbi da fiore

Posizione

Le informazioni riportate sulla confezione indicano se i bulbi prediligono il sole o l’ombra. Puoi piantare i bulbi dove preferisci, secondo il tuo gusto personale, dando libero sfogo alla tua fantasia. Non riesci a deciderti? Leggi i seguenti suggerimenti:

  • Colloca i bulbi di fiore a stelo corto, come i giacinti, davanti ai bulbi a stelo lungo, come i tulipani.
  • Per ottenere un effetto di grande impatto, pianta i bulbi di fiore in gruppi.
  • Se desideri conferire al giardino un aspetto naturale, pianta i bulbi a fioritura precoce, come i crochi, i bucaneve o la gloria della neve, nel prato.

Per maggiori informazioni sui bulbi di fiore, visita il sito www.bulbidifiore.it.

Caccia al tesoro all’Hortus Urbis

Siamo lieti di invitarvi Sabato 23 ottobre ad un evento autunnale speciale all’aria aperta dedicata alle prossime feste per bambini grandi e più piccini all’Hortus Urbis, l’orto antico romano nel Parco dell’Appia Antica.

Alle ore 10, 11, 12 – CACCIA AL TESORO ALL’ORTO! | Piccoli giardinieri, a cura di Hortus Urbis
Giochiamo all’aria aperta con quesiti sulla natura, da conoscere, riconoscere, contare, osservare, cercare, trovare… Ogni sfidante avrà il suo percorso da svolgere per raggiungere l’agognata meta!

  • Età, tutte! (se meno di 6 anni accompagnati, dai 6 anni in poi da soli)

ISCRIZIONE
È obbligatoria la preiscrizione inviando una email all’indirizzo hortus.zappataromana@gmail.com, entro le ore 12.00 di venerdì 22 ottobre. Nell’email indicate l’orario, i nominativi del bambino, degli accompagnatori e un cellulare. Riceverete una email con le indicazioni per il pagamento. Il laboratorio costa 10 euro a bambino. Sul posto l’iscrizione potrà avvenire solo per gli eventuali posti rimanenti. Non sono previsti sconti con la Carta Amici del Parco.

Vedi la locandina e i dettagli del programma completo: www.hortusurbis.it

In caso di pioggia il laboratorio sarà spostato.

Le erbacce dell’Appia Antica

Vi proponiamo una passeggiata durante la quale verranno indicate le proprietà e gli usi di erbe un tempo adoperate nelle cure del corpo e nell’alimentazione, proprietà spesso confermate dagli studi moderni.

Seguirà un approfondimento su come realizzare un piccolo orto dei semplici bello e utile per avere sempre a disposizione le piante che ci aiutano a mantenere un buon equilibrio psicofisico. Quali piante scegliere in base alle proprie esigenze, ma anche al luogo in cui possono essere piantate.

Lezione su campo tenuta da Valentina Petrioli, coltivatrice e raccoglitrice di erbe officinali, produttrice presso la propria azienda agricola “I Semplici e le Selvatiche”, amica di Hortus Urbis.

Si consiglia di portare una bottiglietta di acqua e scarpe comode e adatte al clima.

  • Sede: Hortus Urbis, via Appia Antica 42/50, Roma
  • Costo: donazione suggerita di 25 euro a persona
  • Per partecipare occorerà avere la tessera dell’Hortus Urbis che potrete fare gratuitamente sul posto o avere la Carta Amici del Parco dell’Appia
  • Posti limitati
  • Sabato 23 ottobre 2019, dalle 15.00 alle 17.30
  • Iscrizioni: entro le 12 di venerdì 22 ottobre o in loco fino ad esaurimento posti: hortus.zappataromana@gmail.com

Il corso si svolge all’aperto, le attività potranno subire variazioni in relazione alle condizioni climatiche.

Vedi la locandina e i dettagli del programma completo: www.hortusurbis.it

Erbacce del'Appia Antica

A Collecchio sta nascendo il Bosco del Molino

Il Presidente Alberto Figna spiega com’è nato il progetto: «I 18mila alberi piantatinel terreno adiacente allo stabilimento di Collecchio, rappresentano il nostroatteggiamento virtuoso: i miei nonni mi hanno insegnato che l’azienda non è nostra,siamo semplici traghettatori che hanno il dovere morale e l’obbligo professionale dilasciare il Molino in condizioni migliori a chi, in futuro, se ne prenderà cura»

Un bosco che nasce dall’amore, dal rispetto per la terra, per la natura e dalla passione per il grano. Il Bosco del Molino è un ambizioso progetto visionario, scaturito dalla pulsione e dall’attenzione all’ambiente che i mugnai di Agugiaro&Figna Molini trasmettono da padre in figlio, da generazione in generazione. Il rispetto per la terra coltivabile e il suo utilizzo, rivestono una grande importanza per la storica azienda molitoria che trova le sue radici nell’impegno di salvaguardare l’ambiente attraverso una serie di atteggiamenti virtuosi. «Viviamo dei frutti della terra e per questo siamo ad essa riconoscenti», spiega Alberto Figna, Presidente dell’Azienda molitoria. «Nel DNA delle nostre famiglie (sia Agugiaro sia Figna, ndr) è insita l’attenzione profonda verso l’ambiente, la passione e una grande volontà di far bene il nostro lavoro puntando alla compatibilità fra lo sviluppo delle attività economiche e la salvaguardia del mondo agricolo». Una passione, quella di Alberto Figna, nata già nel periodo della sua infanzia quando le giornate si dividevano fra molino, i campi di grano e la casa paterna. «Il bosco rappresenta per me un rifugio – continua – È un luogo di rigenerazione: camminando in mezzo agli alberi trovo pace, benessere e giovamento; racchiude proprietà curative per la mente e ogni persona dovrebbe essere grata all’ambiente naturale che lo circonda. Ciascuno di noi dovrebbe prendere coscienza di ciò assumendo atteggiamenti più responsabili, limitando, il più possibile, l’impatto ambientale». Aumentare il senso di responsabilità verso ciascun individuo: anche questo è uno degli obiettivi de Il Bosco del Molino, 13 ettari di terreno che stanno dando dimora ad arbusti, alberi ed essenze officinali, in un habitat naturale per la biodiversità vegetale e ambientale. Il Bosco sta sorgendo nel terreno adiacente allo stabilimento aziendale di Collecchio (Parma) e nel concreto il nuovo polmone verde sarà in grado di assorbire tutta la CO2 emessa dagli impianti di Agugiaro & Figna Molini nello svolgimento del processo molitorio dei quattro stabilimenti (Curtarolo, Collecchio, Molini Fagioli a Magione e Rivolta D’adda a Cremona in Lombardia). L’iniziativa di riqualificazione ambientale, portata avanti e ideata da Agugiaro&Figna Molini attraverso la collaborazione con il CINSA (Consorzio Interuniversitario Nazionale Scienze Ambientali) è una delle tappe del viaggio dell’azienda per sostenere il territorio e la sua biodiversità, impegnandosi in scelte sempre più eco-sostenibili.

Bosco del Molino

L’inaugurazione è prevista il 21 novembre, in occasione della giornata nazionale dedicata agli alberi. È stata dello stesso Figna l’idea di acquistare, nel 2005, il grande terreno adiacente al Molino di Collecchio: «Non ho mai avuto grandi velleità – spiega il presidente – Quando mi affacciavo ad una delle finestre dello stabilimento e osservavo il terreno adiacente vuoto e spoglio, pensavo a quanto bello sarebbe stato lavorare accanto ad un bosco per lanciare un monito alle future generazioni: i miei nonni mi hanno insegnato che l’azienda non è nostra, siamo semplici traghettatori che hanno il dovere morale e l’obbligo professionale di lasciare il Molino in condizioni migliori a chi, in futuro, se ne prenderà cura». Il progetto del Bosco, in realtà, rappresenta soltanto uno dei principi perseguiti dall’azienda verso i lavoratori, l’ambiente e la collettività. L’impegno di Agugiaro&Figna all’assunzione di un atteggiamento responsabile non è volto soltanto direttamente all’ambiente, ma anche alle persone. Infatti, l’azienda ha ottenuto la certificazione etica attraverso la quale s’impegna al rispetto della persona e delle pari opportunità, all’imparzialità, alla trasparenza e correttezza delle informazioni, alla tutela della riservatezza anche nell’uso dei sistemi informatici e telematici, alla garanzia di una buona e corretta governance verso i dipendenti e la collettività. «Acquistiamo energia elettrica soltanto da fonti rinnovabili certificate, ad esclusione del fotovoltaico – continua Figna – Premesso che la sostenibilità bisogna farla, invece che parlarne soltanto, noi abbiamo acquistato il terreno adiacente allo stabilimento esattamente 16 anni fa; da allora abbiamo studiato accanto a professionisti, scienziati, geologi, ingegneri e paesaggisti il futuro polmone verde di Collecchio». Si è trattato di uno studio continuo che fino ad oggi non si è mai fermato e che non si fermerà con l’inaugurazione del 21 novembre: «Perché speriamo – ha concluso Figna – che questo progetto sia soltanto l’inizio e possa servire da esempio ad altre persone, non soltanto aziende, capaci di avere una visione lungimirante e di aiutare il nostro pianeta».  Il rispetto per l’ambiente è stato applicato nei più piccoli particolari. La pacciamatura (ovvero l’operazione attuata in agricoltura e giardinaggio che si effettua ricoprendo il terreno con uno strato di materiale, al fine di impedire la crescita delle malerbe) è stata realizzata attraverso l’utilizzo di paglia. Mentre, ad esempio, per le protezioni delle piante è stato utilizzato materiale naturale, evitando così l’utilizzo della plastica.  Infine, gli spazi fra le piante sono stati sviluppati, studiati e realizzati nel rispetto delle biodiversità per permettere la sua salvaguardia e favorire il suo sviluppo.

Bosco del Molino

C’è molta curiosità da parte dei clienti di Agugiaro&Figna, degli abitanti della zona, ma anche da parte di altre aziende di settori differenti a quello molitorio per il progetto che sta “sorgendo” a Collecchio.  Il percorso di sostenibilità aziendale raggiunge con Il Bosco del Molino una tappa fondamentale, confermando l’impegno ad attuare scelte sostenibili a livello locale che hanno altresì un’influenza e una ricaduta positiva sul sistema globale. «Chi vive a stretto contatto con la terra – continua Figna – sa bene che essa restituisce quello che le viene dato: un atteggiamento scorretto può essere un boomerang». Per questo l’idea che ispira “Il Bosco del Molino” è di strutturare l’azienda dando ad essa la capacità di guardare al futuro con rispetto verso il territorio locale e verso chi ci vive, proteggendo l’ambiente come un patrimonio non rinnovabile. “Il Bosco del Molino”, una volta ultimato sarà patrimonio di tutti. Come? Per esempio, attraverso l’ideazione e costruzione di appositi spazi che saranno destinati all’utilizzo delle scuole, della ricerca didattica, destinati a divenire punti di riferimento per generare ed ospitare conoscenza, cultura e arte. Tra i progetti in fase di realizzazione anche alcuni itinerari formativi tematici nel settore agroalimentare da realizzare all’interno del Bosco, destinati agli alunni e ai Dirigenti scolastici della Regione Emilia Romagna. «Spero che la realizzazione de Il Bosco del Molino possa insegnare alle persone ad ascoltare ed imparare dalla natura. Perché gli alberi insegnano a chi sa capire, a chi ha il cuore per ascoltare. Ogni bosco ha la capacità di aprire la mente di ciascuna persona: ora è tempo che ognuno di noi faccia qualcosa per la vita e la salvaguardia della natura».

Bosco del Molino

I numeri. 
Alberi: 18.000 tra arbusti, alberi ed essenze officinali 
Ettari: 13 in totale, 10 di bosco naturale e 3 di pioppeto
CO2: fino a 220.000 kg / anno, compensando le emissioni totali degli impianti dell’azienda nello svolgimento delle attività di trasformazione del grano.

Chi è Agugiaro & Figna Molini
Dal XV secolo il Gruppo Agugiaro&Figna si prende cura e macina il grano. «Ogni singolo chicco di grano, così come ogni varietà, racchiude il senso del viaggio che esso percorre, partendo dal campo con la semina, per poi, attraverso un processo lento e gentile, arrivare alle nostre tavole». Questa è la filosofia che guida e anima il lavoro dell’azienda che da ben sei generazioni si dedica con passione, conoscenza, tecnica e dedizione alla molitura.

Secondo Agugiaro&Figna la farina racconta una storia, anzi differenti storie tra loro unite da un unico elemento: la farina. Questa è la magia del grano racchiusa nella capacità di parlare delle persone che lo lavorano con rispetto, coscienza e tecnica in un continuo dialogo fra tradizione e innovazione; ma esso ci racconta anche del territorio e delle sue qualità, della storia e delle sue caratteristiche. Da qui, proprio dal campo inizia l’impegno per il rispetto dell’ambiente, del lavoro, dell’alimentazione e delle persone.

L’attenzione dell’Azienda verso gli aspetti funzionali della farina l’ha portata ad essere la prima a sviluppare una linea specifica per la pizza e a produrre lievito madre. È stata realizzata una gamma di prodotti per ciascun settore alimentare: cucina, pasticceria, panificazione, pizzeria, sperimentando caratteristiche e interazioni con altri ingredienti. I valori guida dell’Azienda puntano a preservare la genuinità del grano, a garantire prestazioni tecniche rilevanti e ad assicurare un ambiente sostenibile. La macinazione è gentile e graduale, di mono varietà di grano, per rispettare le qualità native. La qualità tecnico-funzionale è assicurata dalla miscelazione delle farine in prodotti bilanciati di diverse caratteristiche.  La passione per la qualità e per la naturalità che dirige le scelte verso l’adozione di energia da fonti rinnovabili, verso farine biologiche, verso nuove estrazioni che esaltano l’autenticità del grano.

L’azienda sviluppa la sua filosofia del “saper fare” partendo da una convinzione: per costruire il futuro bisogna prima immaginarlo. Così si evolve e nascono idee innovative: creando nuove vie illuminate per raggiungere traguardi che non rappresenteranno mai la fine di un viaggio, ma soltanto l’inizio di una rivoluzionaria ricerca.  È questa la filosofia che ispira il “fare impresa” di Agugiaro & Figna Molini.

Storia ed evoluzione, incontro e confronto sono gli elementi propulsori dai quali nasce MIA, acronimo di Macinazione Integrata® Autentica, il cui brevetto è stato ottenuto nel 2018 e concepita attraverso l’utilizzo di un innovativo processo che associa due tipi di molitura: la più tradizionale a pietra con la moderna a cilindri. La macinazione integrata concilia quanto di meglio la tradizione e la tecnologia insieme offrono per ottenere sfarinati integrali o semi-integrali di granulometria mirata e precisa, igienicamente più sicuri, con prestazioni sempre costanti e stabili, con una shelf life superiore alla media e nel pieno rispetto delle caratteristiche native del chicco. I sapori e gli aromi sono intensi, con un alto grado d’igienicità e salubrità non riscontrabili nei processi tradizionali. MIA sprigiona il sapore della farina rivoluzionario, non solo per il metodo innovativo con il quale si sviluppa il processo molitorio, ma anche e soprattutto per il bouquet aromatico che essa racchiude.

Il processo molitorio ha inizio con la selezione delle migliori qualità di grano, in seguito esso viene analizzato in laboratorio per garantire l’integrità, prima di essere processato. Attraverso una decorticazione sapientemente calibrata, il chicco viene pulito delle impurità esterne: la leggera abrasione che avviene attraverso il processo di decorticazione garantisce elevati livelli igienico-sanitari. Una volta spogliato dalle impurità esterne, il chicco viene macinato con un tradizionale molino a pietra. In questo modo si mantengono i profumi e i sapori autentici del grano. Il processo d’integrazione è completato con la macinazione a cilindri: viene calibrata la granulometria della farina, così da garantire grandi prestazioni e costanza nel tempo.

Per un giardino fiorito… la prossima primavera

Tutti amano i fiori primaverili, che per primi portano allegria nel giardino. I bulbi di fiore hanno una capacità ineguagliabile di diffondere vibrazioni positive, mentre il resto del giardino è ancora immerso nel sonno invernale. L’autunno è il momento giusto per piantare i bulbi.

Preparazione

L’inverno è alle porte e cresce la voglia di rintanarsi in casa. Tuttavia è piacevole concludere la bella stagione allestendo il giardino, la terrazza o il balcone per i mesi invernali, un’attività che include anche i preparativi in vista della primavera. Piantando i bulbi in questo periodo potrai infatti godere degli incantevoli fiori primaverili fin dai primi mesi dell’anno. Praticamente ti fai un regalo ora per trarne il massimo beneficio in primavera. Non è un’idea meravigliosa?


I migliori bulbi a fioritura primaverile

Esistono decine di bulbose a fioritura primaverile, disponibili in un’ampia varietà di forme, colori e dimensioni. Abbiamo selezionato cinque bulbi primaverili che spiccano in modo particolare e che, grazie ai colori vivaci e ai fiori grandi, ti regalano una sensazione di benessere. Si tratta di: tulipano (Tulipa), narciso (Narcissus), giacinto (Hyacinthus), croco (Crocus) e corona imperiale (Fritillaria imperialis).


Tulipano

Il tulipano, famoso in tutto il mondo per la sua bellezza, è portatore di allegria. Non appena sboccia, questo fiore primaverile emana un fascino irresistibile. La varietà è enorme: sapevi che ne esistono ben quindici gruppi distinti? Ce n’è per tutti i gusti.

Narciso

Il narciso è un autentico foriero di primavera e, come il tulipano, è molto variegato; ne esistono infatti dodici gruppi distinti. Una caratteristica interessante del narciso è che i bulbi possono rimanere nel terreno per rifiorire ogni anno in primavera. Sono dunque particolarmente adatti all’inselvatichimento.


Giacinto

Se desideri avere un giardino profumato, oltre che colorato, i giacinti sono la scelta giusta. Gli innumerevoli fiorellini creano un tripudio di colori strepitoso. Le tonalità più diffuse sono bianco, rosa e blu. Inoltre i giacinti emanano una fragranza deliziosa, infatti vengono utilizzati anche per la produzione di profumi.


Croco

Questo bulbo a fioritura precoce è simbolo di primavera e di gioia. Ai primi raggi di sole primaverili i boccioli si schiudono. Sapevi che le api vanno matte per i crochi? Non appena i fiori fanno capolino, sopraggiungono numerose per cibarsi del delizioso nettare.


Corona imperiale

La maestosa corona imperiale fa sfoggio di sé nel giardino con i suoi fiori stupendi. Questi emanano una fragranza muschiata, che tiene lontani talpe, topi e arvicole. Inoltre producono grandi gocce di nettare molto apprezzato da api e farfalle.

Ti è venuta voglia di piantare dei bulbi? Scegli i tuoi fiori primaverili preferiti e mettiti subito all’opera. Per maggiori informazioni sull’assortimento e sulla piantagione dei bulbi di fiore, visita il sito www.bulbidifiore.it.

bulbi per la primavera
A sinistra: Narcissus ´Dutch Master´ – Al centro: Hyacinthus – A destra: Fritillaria Imperialis