Grandi giardini italiani: quattro nuove adesioni

Presentati i nuovi ingressi del Network: Isola Bella, Isola Madre, Rocca di Angera e Parco di Villa Pallavicino

Grandi Giardini Italiani annuncia con grande piacere l’adesione al Network di quattro giardini sul Lago Maggiore: Isola Bella, Isola Madre, Rocca di Angera di proprietà del Principe Vitaliano Borromeo, e il Parco di Villa Pallavicino che da luglio è entrato a far parte del circuito turistico Borromeo.

L’alto livello di manutenzione delle collezioni botaniche delle Isole Borromee è sempre stato garantito da personale molto qualificato, che ora avrà modo di riportare agli antichi splendori il Parco di Villa Pallavicino. Con un’offerta turistica di ben quattro giardini sul Lago Maggiore, il circuito turistico Borromeo intende avere un maggior peso nel mercato del turismo culturale, puntando anche su una strategia di marketing unica, a beneficio del territorio.

Giardini isole Borromee
Giardini delle Isole Borromee – foto di Dario Fusaro

Con l’arrivo di questi quattro splendidi giardini sul Lago Maggiore, il network Grandi Giardini Italiani annovera 125 giardini in 12 regioni, di proprietà sia privata sia pubblica. I Giardini di Castel Gandolfo, la Reggia di Caserta, Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani e i Giardini Botanici di Villa Hanbury, sono alcuni esempi delle proprietà che da tempo fanno parte del Network dei più bei giardini visitabili in Italia.

A questo link gli eventi estivi nei Grandi Giardini Italiani.

Rocca di Angera
La Rocca di Angera
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I colori dell’autunno

Se vi piacciono i colori dell’autunno, una vite americana è la pianta che potrebbe vivere felice nel vostro giardino. La mia, nata per caso e forse anche per necessità, si è arrampicata sul ligustrum.

La sorpresa nel vedere tutto quel rosso in un sempreverde mi ha fatto inizialmente temere qualche nuovo parassita venuto da chissà dove. E invece era la vite americana, che ha pensato di occupare territori altrui.

Vi confesso che vedere quei rossi fuori dalla finestra non mi fa che piacere…

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I giardini di villa della Pergola in Agosto

…ninfee, fiori di loto e macchia mediterranea per momenti di serenità e vero relax nel parco.

I mesi estivi sono il periodo migliore per visitare i giardini di Villa della Pergola ad Alassio (realizzati alla fine del XIX secolo rappresentano uno dei rari esempi di giardino inglese in Italia e, grazie all’attento restauro curato dall’architetto paesaggista Paolo Pejrone, uniscono sapientemente la tipica vegetazione mediterranea con piante rare della flora esotica), che offrono un’occasione unica per passeggiare immersi tra i colori della macchia mediterranea e della vegetazione tropicale al massimo del loro splendore.

Villa della Pergola

Ad agosto si possono ammirare le ultime fioriture dei fiori di loto (prima metà del mese), considerati fiori sacri nel Buddhismo e nell’Induismo e simbolo dell’illuminazione e delle rigenerazione spirituale: queste piante vivono infatti nelle zone stagnanti, con le radici ben salde ed ancorate alla paludi, eppure, nonostante questo, riescono a mantenersi pulite, facendo sbocciare fiori bellissimi.
Nel giardino di Villa della Pergola, i Loti sono coltivati nelle vasche recuperate dalle antiche cisterne che servivano per la raccolta dell’acqua piovana destinata all’irrigazione del parco, sapientemente restaurate nel 2006 e rese di nuovo operative come tutta la rete idrica del giardino.

Molto suggestive anche le fioriture nelle fontane e nei laghetti rocciosi delle ninfee, piante acquatiche galleggianti tra le più note, il cui diametro può arrivare fino a 120-140 centimetri. Le Ninfee, nella mitologia greca, erano considerate il simbolo dell’amore non corrisposto, ma anche dell’amore platonico.

Al suo massimo splendore nel mese di agosto è la macchia mediterranea che adorna e avvolge i giardini.

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In Agosto e settembre, poi, i giardini di Villa della Pergola vengono arricchiti dalle fioriture delle lantane, i cui fiori tendono a cambiare colore nell’arco della fioritura, degli oleandri, arbusti sempreverdi dalla fioritura rigogliosa, delle buccinatorie, piante rampicanti dai fiori a forma di trombetta, delle bignonie, piante rampicanti vigorose e rigogliose che possono raggiungere anche i 10 metri d’altezza, dei solanum a fiore viola, dei coloratissimi ibischi di origine africana e americana, delle plumbago azzurre.

Le visite guidate si tengono tutti i sabati e le domeniche – fino a fine ottobre – con visite guidate su prenotazione (9.30, 11.30, 15.00 e 17.00).
Per prenotare: +39 0182/646130 o info@giardinidivilladellapergola.com).

Il biglietto d’ingresso è acquistabile sul posto ed è comprensivo di accompagnamento guidato.
Singolo: 12 euro
Soci FAI: 10 euro
Ragazzi da 6 a 14 anni: 6 euro, gratuito per i bambini fino ai 6 anni accompagnati da un adulto.
Scolaresche (visita parco): 6 euro.
Agibilità: i Giardini sono visitabili in gran parte anche da persone disabili. Solo alcune zone non sono accessibili a causa della morfologia del terreno e per la presenza di brevi scale in pietra.
Gli animali non possono entrare.

A Villa della Pergola è possibile poi fermarsi al nuovo ristorante, Nove, diretto dallo chef Giorgio Servetto. Qualità della materia prima, ricerca di prodotti del territorio e importanza della stagionalità sono le caratteristiche che contraddistinguono il ristorante. Vengono utilizzati prodotti a Km Zero: agrumi, erbe aromatiche e fiori eduli infatti provengono direttamente dai giardini e dall’orto di Villa della Pergola. La cucina di Giorgio Servetto è fatta di sapori che ricordano la sua infanzia, legata a una forte tradizione di cucina ligure con influenze piemontesi e francesi, rivisitata in chiave moderna.

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Per informazioni e prenotazioni:
Villa della Pergola, via Privata Montagu 9, 17021 Alassio (Savona)
Tel. +39.0182.646130 – +39.0182.646140
www.giardinidivilladellapergola.comwww.villadellapergola.com

Quando in giardino fiorisce la tecnologia

Il giardino cresce sempre più… in verticale!

La manifestazione annuale My Plant & Garden, svoltasi dal 23 al 25 febbraio scorsi, da poco conclusasi, che si svolge ogni anno nel contesto di Fiera Milano City, è un importante appuntamento internazionale per fare il punto della situazione a proposito delle ultime novità, innovazioni, mirabilia del settore florovivaistico, architettura paesaggistica, green building, e di tutto quello che orbita intorno al settore.

Fiera My Garden

Fiera My Garden

Una tecnologia scoperta durante questa mostra, davvero impattante, è la Green Block, brevettata, che permette di costruire pareti green verticali, muri divisori e recinzioni con funzione di barriere al rumore, rivestimenti esterni verdi e vivi per edifici sia privati che commerciali.

La tecnologia è stata messa a punto dalle aziende Senini, attiva da anni nel settore dei blocchi e manufatti in calcestruzzo e Paghera Group, leader mondiale nella progettazione di giardini, che hanno collaborato per arrivare a questo risultato.

Parete verticale giardino

La tecnologia parte dal brevetto di un modello singolo di Green Block 492cm X 24cm X 20 cm, composto da uno spazio concavo al suo interno nel quale si alloggia il terriccio, con fori attraverso cui passa un’ala gocciolante per irrigare le piante al suo interno. I singoli blocchi si incastrano gli uni negli altri, come mattoni, e formano un blocco strutturale che può contenere al suo interno un’infinita varietà di essenze in monocoltura o miscellanea.
Il Green Block permette di raggiungere due o tre piani molto agilmente, e anche oltre.

I principali, straordinari vantaggi di questa tecnologia sono la riduzione dell’impatto ambientale, dovuto alla copertura dell’elemento strutturale con la vegetazione, la notevole riduzione del rumore al di là della parete per effetto della sua grande massa, la riduzione della temperatura nelle zone limitrofe, con conseguente miglioramento del comfort per chi vi transita o soggiorna, come invece avviene per le normali pareti degli edifici, visto che la vegetazione non accumula calore. Un altro importante effetto della tecnologia Green Block, quando usata come rivestimento esterno degli edifici, è quella di riduzione della temperatura interna degli edifici, per non parlare dell’impagabile effetto di miglioramento della qualità dell’aria e della sensazione di benessere che ne deriva. Usando essenze adatte, la parete segue il ciclo delle stagioni rinnovandosi continuamente nei colori e nell’aspetto. Il sistema è di facile irrigazione e, ultimo ma non ultimo per importanza, elimina il problema dei graffiti in città.

Questa innovazione del Green Block troverà applicazione in moltissimi contesti che lo richiederanno sempre più per migliorare gli spazi urbani, strutturare giardini all’avanguardia, dare volto alle città del domani.

In giardino questa volta è fiorita innanzitutto la tecnologia, è il caso di dirlo.

Fiera My Garden

I Bulbi di Evelina Pisani

Dal 14 marzo al 15 aprile installazione creativa di 6000 variegati e colorati tulipani olandesi nel parco della storica Villa Pisani Bolognesi Scalabrin (Vescovana – Padova)

Mariella Bolognesi Scalabrin, l’ideatrice: «Il parco sarà un variegato tappeto di tulipani olandese»

Manifestazione realizzata in collaborazione con Grandi Giardini Italiani, con il patrocinio del Regno dei Paesi Bassi
e della Presidenza dell’Europa Unita, in collaborazione con iBulb e MIRacoli,

Progetto creativo e con la supervisione di Jacqueline van der Kloet, garden designer di fama internazionale, nota paesaggista olandese

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Il giardino di Villa Pisani Bolognesi Scalabrin a Vescovana (Padova) si veste di un coloratissimo ed elegante patchwork e si trasforma ne “Il Giardino dei Tulipani”.

Dal 14 marzo al 15 aprile 2016, il parco della storica Villa alle porte di Padova, ospita “I Bulbi di Evelina Pisani”: seimila bulbi, delle specie più differenti, orneranno e coloreranno il prato del parco di Villa Pisani con una spettacolare installazione di tulipani che sarà visitabile ed aperta al pubblico. La fioritura e l’installazione sarà un colpo d’occhio: variopinta, ricca, creativa e poetica. Perché i fiori, piantati in lunghe file sul vasto prato del parco, fioriranno mescolati ai fiori, all’erba teneramente verde e ai colori spontanei del prato a primavera. Questa originale opera d’installazione di tulipani nel giardino di Evelina è l’edizione primaverile di Giardinity, il Garden show che si tiene ogni autunno, il quarto weekend di ottobre, nel parco della storica Villa.

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A rendere possibile il progetto, “Giardinity Primavera”, è stato il generoso omaggio dei bulbi da parte di iBulb dall’Olanda, (impegnato alla promozione e al finanziamento di progetti che hanno come obiettivo lo studio e la commercializzazione dei bulbi) e la preziosa collaborazione con Grandi Giardini Italiani e il patrocinio del Regno dei Paesi Bassi e della Presidenza dell’Europa Unita. I bulbi sono stati piantati all’inizio di Dicembre dello scorso anno, su progetto creativo e con la supervisione di Jacqueline van der Kloet, garden designer e nota paesaggista olandese: il disegno consiste in 10 strisce parallele di varie lunghezze da 10 a 25 metri, larghe 80 centimetri, dense di variopinti tulipani a fioritura differenziata in base alla loro specie, precoce, media e tardiva e ciò renderà possibile ammirare i tulipani fioriti per un mese. Tra le varietà piantate: Ben van Zanten, Jacqueline, Bastogne, Upstar, Miranda, Blue Parrot, Black Jack, Pretty Woman, Maytime,Blue Diamond, Red princess, Uncle Tom.

Sarà come avere un piccolo pezzo di Olanda in Italia. L’installazione ha ottenuto il Patrocinio del Regno di Olanda e della Presidenza Olandese dell’Unione Europea e, osservata da differenti punti di vista, offrirà sempre una visione differente e meravigliosi colori. «Ho avuto da anni il Patrocinio del Regno di Olanda – afferma la Signora Mariella Bolognesi Scalabrin proprietaria della Villa e organizzatrice della manifestazione – grazie all’intensa collaborazione e al rapporto di amicizia con la Dottoressa Miriam Welsing, straordinaria conoscitrice e storica dell’arte italiana, titolare dell’agenzia MIRacoli con sede a Firenze e Amsterdam, punto di riferimento del turismo olandese in Italia, che intrattiene i rapporti di collaborazione con l’Ambasciata Olandese in Italia e con lo sponsor iBulb».

«L’Ambasciata di Olanda – continua la Signora Mariella Scalabrin Bolognesi proprietaria di Villa Pisani e curatrice della mostra – mi consente di avere un rapporto di cooperazione molto importante che mi onora. Da questo evento si attende un successo di pubblico per rafforzare la visibilità dell’eccellenza dei coltivatori e ibridatori olandesi presso gli appassionati di fiori. L’Olanda è la Patria delle bulbose ed è noto che furono i Bulbi a dare avvio alla Borsa finanziaria. La Borsa nasce proprio con la quotazione dei bulbi dei tulipani in Olanda».

La manifestazione è dedicata ad Evelina van Millingen Pisani, donna di elevata cultura, genius loci della storica Villa Pisani, protagonista nella storia di questa dimora perché è ideatrice dell’importante ed ecclettico giardino dell’800. Mariella Bolognesi Scalabrin ha studiato la figura di Evelina risalendo al suo amore per il giardino e venendo così a conoscenza della passione e della storia che la legava ai tulipani, delle varie interpretazioni creative che diede al parco della villa contribuendo a creare un disegno che ricorda l’influenza di una larga cultura Europea.

«Le due prime edizioni del Garden Show GIARDINITY di Ottobre, – spiega Mariella Scalabrin – avevano come titolo “I Bulbi di Evelina Pisani”, proprio perché la mostra era dedicata ad Evelina e rappresentava la narrazione della sua vita e della sua storia in quanto personaggio di altissimo fascino e cultura e consuetudine cosmopolita. Ed io amo sostenere che “le storie dei giardini sono sempre storie di persone”: di chi li ha creati, curati, amati e conservati. Perché il giardino è un luogo dell’anima, ovvero dell’anima di chi li ha voluti. La manifestazione dei tulipani è il tributo ad Evelina: di origine fiamminga, un personaggio di elevata caratura culturale che amava profondamente le piante ed i fiori».

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Il progetto scuole. Saranno organizzati laboratori didattici per diversi ordini di scuole che permetteranno un approccio adeguato alla conoscenza dei bulbi, alla loro storia e al loro significato (Info. 0425.920016).Ad esempio gli alunni delle scuole primarie elementari, avranno la possibilità di conoscere il mondo dei tulipani attraverso i racconti: “Dalla Turchia all’Olanda” i simboli, ma anche le interpretazioni, il culto e le favole di questa specie di fiori. «È fondamentale accompagnare i ragazzi ad ammirare la natura, il colore e una fioritura multicolore, che si moltiplica in uno spazio verde e spontaneo. Credo – conclude la signora Mariella che s’impegna a trasmettere ai ragazzi l’amore per i fiori, le piante e la natura -, che la conoscenza e il rispetto della natura sia sempre uno compito di importanza indiscutibile, migliora lo spirito: il laboratorio è essenzialmente un mezzo per stimolare nei ragazzi la fantasia che si esprime nella scrittura creativa, nel disegno, nella creatività descrittiva e nell’educazione al rispetto dell’ambiente. È un modo per sviluppare nei futuri adulti il rispetto e l’amore per la natura e la bellezza che essa dona».

ORARI, PRESSI, INFORMAZIONI

• Apertura dal 14 marzo al 15 aprile 2016
• Orari Dalle 9,00 alle 18,00 – Orario continuato
• Biglietti di ingresso.
• Adulto euro 8,00 – Bambini sotto i 5 anni gratis – Da 6 anni a 10 anni euro 6,00
• Gruppi di famiglia – genitori e 2 figli 4 persone – euro 25,00 / genitori e 1 figlio euro 20,00
• Gruppi di 20 persone insieme con pullman – €. 7,00Visite guidate – supplemento di €. 25 ,00 – Su prenotazione.Su prenotazione anche i Laboratori didattici e su prenotazione e costi da concordare.

Dov’è Villa Pisani – Bolognesi Scalabrin, via Roma 25, 35040 Vescovana PD

Come arrivare dalla A13 BO-PD: uscita Boara – Rovigo nord, dal casello proseguire a sinistra, girare dopo circa 500 mt nuovamente a sinistra seguendo le frecce direzionali verso Vescovana. Passare due rotonde continuando dritti, alla terza girare a destra, al secondo semaforo girare a sinistra sulla piazza alberata, l’ingresso della villa è sulla sinistra.

Contatti Villa Pisani ora Bolognesi Scalabrin, via Roma 25, 35040 Vescovana PD – tel/fax 0425.920016 336.496.470 – info@villapisani.ithttp://www.giardinity.ithttp://www.villapisani.it

La Villa – Nel luogo di un’antica rocca estense vecchia più di mille anni, sorge la villa palladiana commissionata dal Cardinale Francesco Pisani, patrizio veneziano. Il palazzo cinquecentesco palladiano con affreschi di Paolo Veronese, Gian Battista Zelotti, Dario Varotari e il fiammingo Ludovico Toeput, detto il Pozzoserrato, nasce come sede amministrativa delle proprietà fondiarie acquisite nel 1478 nella Bassa Padovana. Evelina van Millingen nata a Costantinopoli da una famiglia inglese di origine fiamminga, dove visse la sua prima infanzia, e cresciuta a Londra e a Roma, crea il giardino e parco nello stile gardenesquedel tempo, con influssi islamici, inglesi e fiamminghi. Così come li lascia Evelina ammiriamo oggi villa e giardino, restaurati e amorevolmente curati dall’attuale proprietaria, Mariella Bolognesi Scalabrin.

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Quando l’arte è in giardino

Il giardino è uno spazio materiale e allo stesso simbolico la cui funzione è quella di portarci oltre la quotidianità.

Abbiamo parlato in questo blog di tante funzioni del giardino e del modo di intenderlo: giardino interiore, giardino decorativo, giardino romantico, giardino del ricordo… la lista potrebbe continuare. Dalle descrizioni del giardino dell’Eden, ai giardini orientali, ai labirinti di siepi dei nostri giardini italiani, ognuno di noi sogna il suo giardino ideale e, a prescindere dallo spazio che ha a disposizione, realizza il suo sogno di giardino.

Oggi vi racconterò di una delle arti che più mi affascina del giardinaggio, la cui caratteristica principale è quella di utilizzare come materiale le piante e gli alberi stessi. È la cosiddetta arte topiaria. Nata nell’antica Roma, ha trasformato e trasforma i giardini del passato e del presente: dai giardini reali, ai parchi, alle ville private, l’arte topiaria sfrutta le piante – principalmente sempreverdi a crescita contenuta – per regalarci tante forme e figure diverse, tutte di estremo fascino e di rara bellezza.

Naturalmente serve un attento studio in fase progettuale, le abili braccia di un artista-artigiano e, nel caso di opere di grandi dimensioni, l’utilizzo di supporti metallici o addirittura di piattaforme aeree. Il risultato sarà un’opera d’arte di straordinaria bellezza e di un fascinoso incanto, perché quelle forme ottenute dalle piante danno una vita magica ai giardini e permettono alla nostra fantasia di andare oltre l’apparenza delle cose.

Ecco alcune tra le più belle opere di arte topiaria.

Cominciamo dal Salto di Antonio Rafanelli, architetto di Viareggio conosciuto per le sue tante opere di arte topiaria. Nel salto due bambini giocano lanciandosi sopra ad un morbido materasso… di foglie

Il Salto

In Portogallo il bellissimo giardino botanico di Funchal (dal 1982 riserva naturale) ospita dei bellissimi esempi di arte topiaria – oltre a 2.000 specie di piante. Se siete in vacanza a Madeira andate a visitarlo, ne rimarrete incantati!

Funchal

Famosissima anche l’opera dell’architetto James T. Mason presso il Topiary Park.

Su richiesta di sua moglie Elaine, che voleva un’opera topiaria nel suo giardino, l’architetto reinterpretò la famosa tela di Seurat “Un dimanche après-midi à l’Île de la Grande-Jatte”. Iniziò a lavorarci nel 1988 e in quattro anni portò a termine il lavoro. Oggi, camminando in quel parco, si ha l’impressione di essere dentro il quadro di Seurat!

Topiary Garden

Ecco che ancora una volta – o ancora di più! – il giardino diventa luogo dell’immaginario, luogo dell’oltre, dentro il quale perdersi, ritrovarsi, trascorrere una straordinaria esperienza estetica e sensoriale.

La bellezza del giardino nell’ultima stagione

Il giardino d’inverno, l’ultima stagione dell’anno, è uno dei simboli della natura dormiente e del riposo delle piante, dei mille colori caldi in una stagione fredda, degli agrumi e delle Feste.

Un’immagine contradditoria della natura, solitamente vista come l’insostituibile rappresentazione della vita stessa, il giardino d’inverno non è solamente un luogo sonno per le piante ma una delle sue molte caratteristiche: tante piante sono spoglie ma molte altre fioriscono o nascono proprio in questa stagione, una continua miriade di colori e profumi. Basti pensare alle rose in boccio fino a Natale e alle camelie, alle viole che donano allegria con i loro fiori per tutto l’inverno, all’iris e ai narcisi che annunciano la primavera, all’immancabile ciclamino colorato o candido ai profumatissimi aranci, l’inverno è tutt’altro che sonno e riposo.

La stagione fredda trasforma il giardino anche in un laboratorio sperimentale dove ognuno di noi può provare a far crescere diverse tipologie di piante, le ampie condizioni climatiche dell’Italia permettono diversi periodi di fioritura invernale: la stessa pianta al Sud potrebbe sbocciare due mesi prima che nella Pianura Padana mentre non è escluso che possa trovarsi a suo agio in Liguria o Toscana, grazie al microclima.

La progettazione dei giardini nei terrazzi di casa, grandi o piccoli che siano, li trasformerà in angoli di casa allegri e colorati, ponendo l’accento sul senso d’irrealtà del giardino invernale fiorito, soprattutto nelle città del Nord dove una macchia di colore sorprende, come se il grigio e il bianco fossero gli unici colori possibili in questa stagione.

[Nella foto sotto, Jacob Grimmer, I preparativi per l’inverno in un paesaggio panoramico, olio su tavola, 28,5 x 38,5 cm, collezione privata, Preparations for Winter]

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Come il lavoro in giardino in tutto l’arco dell’anno, le operazioni e la cura richiedono impegno, tempo, costanza e passione; il giardino e i suoi elementi assumono più valore, sono sempre più preziosi col passare del tempo per la dedizione dedicata e per la conoscenza acquisita ma anche perché, come gli affetti, le piante nel giardino di casa crescono all’interno del proprio spazio privato.

Da ricordare rimane anche il fatto che i mesi invernali sono quelli più adatti per osservare la struttura delle piante nel giardino, stabilire la fisionomia da dare allo spazio e intervenire a diradare le forme. In inverno la frequenza e la severità della potatura sono quelle che regolano il futuro sviluppo delle piante, aumentandone il vigore con tagli decisi che ritardano le fioriture primaverili, permettendo di ottenere effetti sorprendenti, armoniosi ed esuberanti.

I colori di fine novembre

Se vi piace fotografare sicuramente saprete che tutte le stagioni ci possono regalare stupendi paesaggi e la luce giusta per catturare attimi di vita, di forme e di colori. Tra novembre e dicembre, se capitano le belle giornate di sole, lo spettacolo è unico e indimenticabile. Andate in campagna, sulle rive di un lago, in montagna… ma anche, perché no, in città. Provate a cercare il bello anche tra le cose più banali, tra gli angoli dimenticati di strade e tangenziali (lo so, apparentemente è difficile), nei parchi pubblici o tra la vegetazione spontanea che cresce tra l’asfalto e il cemento.

Se avete del tempo da dedicare alla fotografia… sicuramente vi sarà ripagato 😉

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Il lavoro in giardino e le sue rappresentazioni artistiche

Il giardino, imitazione della bellezza della natura selvaggia in tutto il suo splendore, ha affascinato l’uomo sin dalle sue origini; vero è anche il fatto che il giardino rappresenta la prima dimora dell’uomo, il Giardino dell’Eden, secondo quanto racconta la Bibbia.

Il piacere della coltivazione delle piante nasce con l’agricoltura; il giardino deriva dagli orti e dai frutteti, dall’hortus conclusus. Dai giardini medievali che sorgevano all’interno delle mura dei castelli, sul retro delle case in cui venivano coltivati orti con erbe aromatiche e le verdure di prima necessità, ai giardini e agli orti di oggi, l’uomo è sempre stato affascinato dal giardino e dalla coltivazione delle piante.

Le raffigurazioni artistiche che hanno come oggetto il lavoro in giardino, nascondono a volte dei significati simbolici e allegorici: oltre alla coltivazione di frutta e verdura, in giardino si coltivano anche particolari interessi intellettuali come la letteratura e la filosofia.

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Nella foto sopra: Christine de Pizan lavora il giardino, La città delle dame, 1457 circa, Londra British Library

L’illustrazione si riferisce al prossimo nascere della Città delle dame, una città dedicata esclusivamente alle donne, bella, forte, popolata e fertile. Christine scava con la pala, la metafora della sua intelligenza, il giardino delle lettere.

Un’importante testimonianza iconografica italiana, in Allegoria del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti (1338), parte di un ciclo di affreschi, offre una visione di vita quotidiana e del lavoro in giardino e soprattutto le particolarità e le caratteristiche dell’orto medievale e come questo veniva coltivato: erbe officinali e aromatiche, ortaggi, legumi e fiori per la chiesa. L’orto medievale viene visto non solo come autoproduzione di vegetali e piante a uso alimentare e medicinale, ma è inteso anche come luogo dove l’armonia della natura permetteva un lieto vivere, un luogo sacro in cui le armonie vegetali richiamano quelle dell’universo seguendo il ciclo delle stagioni.

Pietro de Crescenzi teorizza nel suo Liber Ruralium Comodorum, l’enciclopedia agricola che rappresenta una vera sintesi agronomica del tempo, le tecniche di coltivazione e offre una ricca visione sul mondo del giardino e di come si svolgeva il lavoro legato al lavoro dell’orto, le tecniche di potatura, la concimazione e la realizzazione dei giardini. Il trattato era indirizzato non all’élite aristocratica ma ai lettori della borghesia che investivano nella coltivazione e mercatura.

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Nella foto sopra: Pietro de Crescenzi, Il Giardino medievale, Liber Ruralium Comodorum, 1304-1309

Il giardino barocco ha invece delle caratteristiche che rendono il lavoro in giardino un lavoro faticoso e assiduo: l’ambiente è ordinato, la crescita della vegetazione viene tenuta sotto controllo grazie alla costante potatura delle piante e degli alberi. Dalle forme ricercate e artificiose, il giardino seicentesco è il luogo dove la mano dell’uomo e la sua bravura modellano la natura, arricchendola e trasformandola a suo piacimento in un paesaggio geometricamente definito e condizionato dalla relazione con gli elementi architettonici.

Coltivo il mio giardino, e il mio giardino mi coltiva.
Robert Brault

La vita quotidiana in giardino e le sue rappresentazioni artistiche

(a cura di M.C.)

Microcosmo nel quale tutto è realizzabile, luogo magico recintato e appartato, il giardino è lo spazio creato dall’uomo per l’uomo. Non per nulla la parola “paradiso” ha origine dal termine persiano “pairidaez”, parola che significa giardino. Non per nulla l’Eden è sempre rappresentato come un giardino straripante di piante lussureggianti, uno spazio idilliaco, dove vivere in eternità.

Una forma d’Arte in tutti i sensi, il giardino è soprattutto l’espressione della creatività umana ed è connesso ai fattori economici, politici e sociali che sono caratteristici a tutte le epoche della storia e a ogni società. L’immagine della vita quotidiana in giardino è collegata sin dal Medioevo alla dimensione conviviale e ai piaceri: la classe elevata, se non addirittura il re, viene rappresentata spesso nei dipinti appartenenti a varie epoche mentre banchetta, consuma il caffè, passeggia o gioca in giardino. Un luogo quindi, il giardino, che è riservato a una stretta élite, un luogo nel quale hanno luogo diversi riti che scandiscono la vita quotidiana, un vero e proprio rito del giardino.

La più alta interpretazione di vita vissuta nel giardino, in ogni suo aspetto, si ha nei Giardini di Versailles, immenso teatro di corte che ruota intorno alla figura del re: i Giardini di Versailles assumono i connotati simbolici di uno stato in miniatura e simbolo del potere e della gloria. Il parco giardino è dedicato al piacere e al divertimento; natura, artificio dell’uomo e modello dello spazio idilliaco.

Sempre nel Seicento, accanto alla rappresentazione della vita della collettività nel giardino, nasce anche una dimensione più intima della vita delle persone comuni: il giardino viene rappresentato in modo differente, uno spazio dove l’amore per la famiglia viene espresso e dove avvengono fatti della vita di tutti i giorni. L’ambiente quindi si anima di scene che mostrano il pranzo in famiglia o la cura delle piante e dei fiori – momenti di quiete e silenzio, lontani dalle fastose scenografie del giardino barocco o l’assoluta magnificenza dei Giardini di Versailles.

Sebastian Vrancx

Esempi di tali giardini sono le rappresentazioni dei giardini di Amsterdam che racchiudono tutti gli elementi tipici come statue, aiuole fiorite e fontane e, anche se rendono l’idea del benessere materiale delle famiglie, sono di piccole dimensioni, a misura d’uomo e delle sue necessità, l’evocazione dell’hortus conclusus.

Nicolas Lancret

Oggi il giardino rimane l’anello che lega l’uomo alla natura: la progettazione dei giardini oggi è un’arte complessa in cui si tiene conto di tutti i cinque sensi, uno spazio addomesticato che rappresenta il punto intermedio tra l’aspetto spontaneo della terra e la creatività umana. Oltre che luogo di riposo e intimità, il giardino oggi ha anche un aspetto sociale e funzioni estetiche ed è di fondamentale importanza per le nostre città, un bene pubblico che produce benefici per l’intera collettività. Il giardino contemporaneo è ancora un luogo di vita quotidiana che esprime l’antico desiderio umano al rifugio. Oggi, come ieri, il giardino è il luogo che riesce a salvaguardare l’intimità e allo stesso tempo non preclude i rapporti con il mondo esterno.

L’iconografia e la rappresentazione nei dipinti della vita quotidiana nei giardini di diverse epoche ci insegna che questo è il luogo che riflette la sensibilità, i valori della società e le aspirazioni delle singole persone. Uno spazio strutturato e progettato per ritrovare la bellezza della Natura in un rapporto di equilibrio ed armonia tra forme, colori, profumi, dove intessere un più stretto e intimo rapporto tra noi stessi e il mondo.

Tre nuovi giardini d’eccellenza…

Grandi Giardini Italiani, rete che unisce più di 120 giardini di eccellenza in tutta Italia, fondata nel 1997 da Judith Wade, si amplia con l’ingresso di tre nuovi giardini: il Parco Botanico Angelo e Lina Nocivelli di Verolanuova (BS), Villa Tasca d’Almerita di Palermo e la Tenuta Regaleali di Palermo.

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Grandi Giardini Italiani è un marchio di qualità e, grazie agli elevati standard di manutenzione e gestione richiesti ai giardini per entrare a far parte del network, è anche sinonimo di eccellenza e sensibilità alla cultura del verde. Non solo: Judith Wade, dopo un’esperienza ventennale nel settore del marketing e della comunicazione, ha voluto creare un modello italiano di gestione dei beni culturali, con un’attitudine attiva e non passiva che mette a disposizione e fa circolare tra i proprietari e i curatori dei giardini della rete il know how per mettere a reddito i loro beni ottimizzandone la gestione, sviluppando servizi e organizzando eventi.
Judith Wade crede fermamente nelle potenzialità del settore dei Beni Culturali in Italia:

Parco Novicelli

“Questa è però l’ultima possibilità che abbiamo per gestire e sviluppare il turismo culturale in Italia. La congiuntura socio-economica è favorevole e l’imprenditoria privata sta investendo nei beni culturali perché scorge delle opportunità importanti. Non possiamo permetterci di perdere questa occasione, dobbiamo imparare a gestire con professionalità, know how e competenze il patrimonio culturale pubblico e privato italiano. I giardini che fanno parte della nostra rete lo stanno già facendo, anche grazie al supporto, alle conoscenze e alla visibilità che offriamo ai proprietari. Non riceviamo sovvenzioni pubbliche: Grandi Giardini Italiani è un’impresa che vuole valorizzare altre imprese nell’ambito del turismo culturale”

Anche i nuovi giardini aderiscono al progetto “100 Giardini per EXPO 2015”: un itinerario progettato da Grandi Giardini Italiani in occasione di EXPO Milano 2015, che guiderà i visitatori alla scoperta dei più bei giardini visitabili d’Italia e Canton Ticino con orti, vigneti e frutteti.

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Villa Litta nella Top Ten

Siamo entrati nella finalissima delle ‘meraviglie verdi’ d’Italia. Il parco storico di Villa Visconti Borromeo Litta è stato selezionato tra i primi 10 parchi migliori d’Italia scelti tra gli oltre 1.000 giardini visitabili e affiliati al network “Il Parco Più Bello d’Italia”.

Si tratta di un patrimonio storico e botanico di inestimabile valore, di proprietà pubblica (come quello di Villa Litta) e privato, costituito da splendidi giardini all’italiana e all’inglese, parchi, orti botanici, distese verdi progettate e impreziosite da tappeti di fioriture, sculture vegetali, labirinti di siepi e filari alberati di ogni specie.
Nel caso di Villa Litta fanno da contorno ad uno splendido e unico Ninfeo e giochi d’acqua.

Villa Litta

“Abbiamo accolto con grande soddisfazione la notizia della selezione del nostro parco tra i 10 migliori d’Italia nell’edizione di questo concorso di prestigio edizione 2015 – commenta il Sindaco Alberto Landonio – Lo riteniamo il riconoscimento del grande impegno che in questi anni abbiamo rivolto alla riqualificazione del parco storico. Dopo il ripristino della galleria dei carpini più lunga d’Europa e del patrimonio vegetale, il restauro della fontana del Tritone e degli antichi viali, ora sono in corso gli interventi più impegnativi: il risanamento conservativo delle serre delle orchidee, in stile liberty, che dalla prossima stagione di visite potremo riaprire alla fruizione pubblica con grandi sorprese per gli amanti dei fiori… e della natura”.

UN PO’ DI STORIA
Nell’Ottocento qui si coltivavano anche gli ananas! Fin dalla prima metà del XVIII secolo, all’interno del Parco di Villa Visconti Borromeo Litta, si riscontra, un complesso sistema di serre fredde e calde, destinate a diversi tipi di coltura. Ma solo all’inizio del XIX secolo la costruzione delle serre si completa: erano un elemento di arredo, ma anche uno spazio per arricchire e sostituire stagionalmente la vegetazione presente. Nei primi decenni dell’800 esistevano nel parco di Villa Visconti Borromeo Litta almeno dieci edifici a serra: c’erano serre per camelie, serre mobili e fisse per limoni e cedri, serre per ananas, serre calde e tiepide per accogliere specie tropicali. La fragilità delle strutture e le guerre hanno fatto sì che oggi rimangano solo alcune tracce del grande sistema di edifici per le coltivazioni coperte. Sono sopravvissute le due ‘Orangeries’ in muratura di mattoni ed arcate vetrate, presenti nella parte nord del parco e, nell’area ovest del parco, davanti alla fontana del Tritone le grandi serre angolari e curvilinee in ferro e vetro in Stile Liberty, oggetto del piano di restauro.

VILLA VISCONTI BORROMEO LITTA sorge sul territorio di Lainate, occupando una superficie di tre ettari. Ideatore dell’intero complesso fu il Conte Pirro I Visconti Borromeo il quale nel 1585 diede una funzione prevalentemente ludica al suo possedimento agricolo lainatese, trasformandola in un luogo di delizie. L’attrazione maggiore è costituita dal Ninfeo, edificio di fine ‘500, costituito da stanze completamente decorate a mosaico di ciottoli bianchi e neri e ciottoli dipinti a tempera. In alcuni di questi ambienti si possono ammirare spettacolari giochi e scherzi d’acqua, completamente ripristinati. Aperta per le visite guidate nei weekend da maggio a ottobre, durante tutto l’anno Villa Litta ospita un ricco programma di manifestazioni e iniziative di vario genere.

Maggiori info: www.villalittalainate.it

Villa Litta

Emozioni mediterranee: il giardino

Le grandi civiltà classiche nate sulle rive del Mediterraneo hanno lasciato il segno sull’architettura e sul design del giardino, quindi anche sulla morfologia della villa mediterranea e il suo svolgimento all’aperto. Si tratta per lo più di tipologie di dimore pensate per le famiglie al potere che risiedevano per l’estate in città e per le quali venivano allestiti lussuriosi giardini d’impronta mediterranea.

Gli antichi romani amavano moltissimo il giardino che deriva da hortus, l’orto nel quale ogni famiglia coltivava le piante destinate alla tavola e alla cura, all’estetica e all’aromatico che diventa viridarium arricchendosi di piante ornamentali, di arredi creati specialmente per essere usati all’aperto, sculture e fontane. La grande ricchezza dei romani permette la costruzione di enormi giardini la cui fama arriva fino ai giorni nostri che loro destinavano all’ozio e alla contemplazione. I giardini delle ville romane avevano delle caratteristiche tipiche come il patio, l’elemento centrale che poteva essere una statua o una fontana, le aperture delle colonne e tavoli e ornamenti in marmo e nella sua evoluzione, la casa romana tende ad avere un’apertura sempre maggiore verso il giardino, che diventa così uno dei luoghi irrinunciabili di una casa.

Villa romana

Il design del giardino mediterraneo nei secoli si arricchisce avendo influenza sia araba che greca, culture che aggiungono elementi culturali e visivi alla già ricca architettura romana e che viene tramandata attraverso i secoli della storia fino ai nostri giorni. Il giardino mediterraneo viene esaltato dalla luce e dal sole, dai colori del mare che gli donano intensi cromatismi, un’atmosfera nella quale immergersi piena di profumi e fragranze, spazi nei quali tutti i sensi sono stimolati.

A differenza del giardino barocco monumentale e ricco di dettagli geometrici o il giardino neoclassico naturalistico e severo, il giardino mediterraneo non ha degli elementi fissi e quindi non può essere caratterizzato stilisticamente in modo concreto ma corrisponde alla natura, valorizzando l’ecosistema del Pianeta e la spontaneità. I colori, le fioriture e la moltitudine delle varietà botaniche della macchia mediterranea, note verdi che compongono volumi lussuriosi, le piante aromatiche, gli agrumi e gli ulivi – il giardino mediterraneo è l’espressione della fantasia, solarità e felicità che caratterizza i popoli sul Mar Mediterraneo.

Giardino Paghera

Nella progettazione del tradizionale giardino all’italiana si usano elementi che non intaccano l’equilibrio nativo dei posti, elementi naturali come piante, acqua, pietra, luce e profumi mettendo l’accento sul carattere mutevole delle piante e valorizzando il loro normale ciclo organico.

Visitate www.paghera.com per informazioni sulla progettazione di giardini all’italiana.