Pon-pon

Bello tondeggiante ma con dei colori un po’ sbiaditi. Colpa delle sostanze del terreno. Non so, ma a vedere la foto della confezione di semi, il risultato è molto diverso. 

Comunque sono piacevoli nel vaso nell’orto, e personalmente non mi piacciono i colori troppo forti. Quindi la Zinnia lilliput pon-pon è stata promossa a fiore dell’orto. Piccola ma simpatica, allieta le mie giornate. Ne vorrei almeno un centinaio… ma per il momento ne ho solamente tre.

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The power of green

Un titolo così altisonante non potrebbe che parlare della capacità delle piante di auto rigenerarsi. Vi parlo delle mie due piante carnivore: la Dionea muscipola e la Drosera capensis. Ve ne parlo perché mi è capitato di ricevere domande sul fatto che delle piante carnivore acquistate nei garden, dopo un po’ erano morte. Attenzione. Potrebbero non essere morte. A differenza di altre piante, le foglie e i tentacoli di molte piante carnivore, una volta compiuto il loro scopo, che è quello di catturare insetti, appassiscono, diventano marroni / nere, si seccano e cadono. Ma nel frattempo ne escono delle altre. 

Così è successo per questi miei due esemplari, che a guardarle qualche giorno fa non ci davi la minima speranza di vita. E invece ecco la Dionea e la Capensis rigenerarsi. Spuntano nuove micidiali foglie verdi. Le foglie morte delle carnivore potete anche potarle con una piccola forbice. L’importante per la sopravvivenza di queste piante, come più spesso ricordato, è di avere il sottovaso sempre con un po’ d’acqua – piovana, mi raccomando.

Le boccucce della Dionea fanno quasi tenerezza quando sono piccoline. Quando saranno sviluppate vi prometto qualche foto.

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La Dionea muscipola sta sviluppando delle nuove trappole sui resti secchi di quelle vecchie.
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Le nuove foglie piene di colla che si sono da poco sviluppate sulla prima piantina seccata.

L’estate del cavolo

A darmi soddisfazione questa estate, sono stati i cavoli.

Sei cavoli ormai quasi tutti maturi che sono riusciti a sopravvivere all’ingordigia delle chiocciole. Poi, in questi ultimi giorni, causa sporadiche piogge temporalesca sul mio orticello, le chiocciole sono tornate e mi hanno mangiucchiato tante foglioline, lasciando però intatto il cuore.

Ho un rapporto d’odio / amore con chiocciole e lumache. Sono belle a vedersi quanto temibili per le colture del mio orto. Mangiano insalata, foglie di cavolo, piantine appena interrate, fiori. Ma tutto sommato l’invasione è contenuta, e non avendo una produzione commerciale, posso permettere che qualche fogliolina se la mangino anche loro.

Certo che andare nell’orto e non trovare più le piantine da poco interrate – e vedere l’inequivocabile scia bianca e luccicante sul terreno, segno che lì la lumaca è passata e ha cenato. In quei momenti perdo un po’ le staffe, e maledico le bestioline così lente ma così fameliche che non riesco ad immaginarmi come possano magiare tutto quel ben di dio.

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Tra qualche giorno porterò a tavola il primo cavolo. Anzi no, lo prendo subito, perché mi accorgo che se di sera ci sono le lumache, di giorno c’è anche questa cimice rossonera. Tanto vale raccoglierlo e portarlo in cucina.

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Sotto al cavolo ci trovo anche una chiocciola… casualmente.

Tolgo le varie foglie… e rimane poco. Un piccolo cavoletto da fare con l’insalata oggi. Almeno mi consolo che è cibo sano del mio orto…

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Piccole storie per ferragosto

Oggi vi parlo di quanto le piante siano più brave di noi nell’adattarsi ad ambienti diversi e di quanto siano inutili i nostri sforzi nel cercare di dominare il mondo naturale.

Di questi argomenti esiste una vasta biografia, che si è sviluppata molto in questi ultimi anni, ma che non sto ad approfondire con impegno e serietà, perché questo vuole essere un post molto “leggero”, a mo’ di quelle letture estive non impegnative, tipo Novella 2000 o cose simili. Un post da leggere sotto l’ombrellone, senza paura che non ci vengano pensieri profondi. Il post sarà accompagnato da varie foto d’esempio, che ho scattato io quando mi si è presentata l’occasione. E anche in questo caso l’esempio saranno quelle riviste molto “leggere, tipo Novella 200 o cose simile, che non fanno venire pensieri profondi e impegnativi, e quindi si possono leggere anche sotto l’ombrellone, o in riva ad un lago, senza paura di rovinarci la giornata con pensieri più grandi di noi. Siccome queste riviste, che vengono definiti anche “frivole”, mettono sempre delle foto a prova dei fatti che raccontano – tipo un personaggio famoso maschio che bacia un personaggio famoso femmina, o un personaggio famoso in costume, o una femmina famosa che si vede un po’ sotto il vestito e cose del genere, ecco che anch’io metterò delle foto, che ho scattato nel corso del tempo, quando si è presentato il caso.

Dicevo che il tema di questo post è il potere delle piante. Sembra banale, e basta un po’ di buon senso per notare che le piante esistevano su questo pianeta prima degli esseri umani e anche prima degli scimmioni che dovrebbero essere i nostri antenati. Insomma, se le piante sono sopravvissute per tutto questo periodo, sono state brave ad adattarsi. E forse, anche dopo la paurosa guerra atomico-nucleare-globale che ha riempito centinai di romanzi e film di fantascienza, dopo questa guerra dicevo, probabilmente le piante troverebbero dei nuovi modi di adattarsi.

Adesso passo subito a degli esempi concreti, così non vi annoio troppo con le mie parole.

Stavo andando in bicicletta, abbastanza veloce, ma quando vedo quello che ho visto freno di colpo, e torno indietro. Mi son detto «questa la devo fotografare», e infatti ho preso dalla tasca il telefono e ci ho fatto due o tre foto. È una piantina che è cresciuta sul  lato guidatore di una macchina. Chissà da quanto tempo era lì ferma la macchina, e chissà che fine ha fatto il proprietario. Forse è morto, ma forse anche lui ha visto la piantina sulla portiera e ha pensato di lasciarla lì per vedere quanto può crescere una piantina su una portiera di una macchina.

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La seconda foto riguarda una pianta grassa, trovata a casa mia. Io di certo non ho messo lì i semi per farla crescere, e quando l’ho vista ho strabuzzato gli occhi perché pensavo fosse uno scherzo, E invece no, era proprio vero. Questa piccola pianta grassa è cresciuta su un piccolissimo spazio di muschio, grande come una moneta da un euro. Solitamente noi piccoli giardinieri cittadini siamo abituati a vedere crescere in posti impossibili le cosiddette “erbacce cattive”, quelle che non vorremmo mai vedere nel nostro orto o nel nostro giardino, ma che invece troviamo sempre e diventano tema di discorso quando incontriamo altri giardinieri cittadini. E via a lamentarsi, dalle erbacce al tempo, agli insetti che ci rovinano fiori e colture. E invece questa volta è cresciuta una pianta “buona”. E bella. Tuttavia “buono” e “bello” sono categorie culturali. Le piante, secondo me, hanno altri universi di valori, e magari non esiste neanche il concetto di “buono” e “bello”. Ma, scusatemi, non voglio continuare su questo tema, altrimenti perdo di vista il mio punto di riferimento che sono le riviste come Novella 2000 o cose simili, letture estive non impegnative che non fanno venire pensieri profondi che ci incupiscono la giornata di sole estivo. Eccola la piccola succulenta. Adesso sto pensando di toglierla di lì e di metterla nel vaso. Ma se lei lì invece ci vivesse bene? Che faccio la sposto o la lascio dov’è adesso? […]

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Ecco infine una terza foto, anche questa mi ha fatto sobbalzare, inchiodare forte con la bici e tornare indietro. Qui il fico – perché di questa pianta si tratta – è cresciuto dentro un tombino e lo ha distrutto, è uscita fuori e si è fregata un pezzo di strada, tanto che gli uomini delle Aziende Municipalizzate di Vicenza hanno pensato di mettere delle transenne e un segnale di pericolo, perché se uno va addosso alla pianta poi chiede i danni al Comune perché ha permesso che la pianta crescesse lì dove voleva lei senza seguire le regole del buon vivere sociale. Questa della pianta cresciuta dentro al tombino che poi si è presa un pezzo di strada mi è piaciuta molto. Primo perché è una bella pianta, che a lasciarla lì può diventare un bell’albero, poi perché c’è un pezzo della Bibbia dove Gesù dice ad un fico che non avrà più frutti. E questo pezzo della Bibbia, devo essere sincero, non l’ho mai capito – e se c’è un esegeta tra quelli che mi leggono e volesse spiegarmelo io lo ringrazio di cuore, e anzi se passa per Vicenza gli/le regalo una delle mie piante carnivore a cui sono molto affezionato.

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Però devo confidarvi anche la teoria di mia moglie su questo fico cresciuto ai bordi della strada. Secondo lei nella strada c’era già un buco, e da questo buco è cresciuto il fico. Quindi non è il fico che ha rotto il tombino. Ma io le ho risposto: «Ma che siamo a Roma? Qui non siamo a Roma, per fortuna a Vicenza le buche sulle strade le riparano subito.» A parte questa diatriba interna, quello del fico che si apre una strada sull’asfalto e cresce mi sembra la storia migliore.

Poi ci sono tanti altri esempi di piante che crescono in luoghi impensabili, e sono sicuro che se guardate con più attenzione intorno a voi troverete tanti esempi: come le piante che crescono sui campanili, le piante che crescono tra le micro crepe del cemento, le piante rampicanti che invadono case e lampioni, e via di seguito.

Ecco un ultimo esempio. Il cancello elettrico che non si chiude più. Eppure lo avevo fatto aggiustare recentemente. Proprio non si vuole chiudere! Che sia il telecomando? No, è una piantina cresciuta anche lei tra l’asfalto della via dove abito, la cui foglia è andata proprio davanti alla fotocellula!

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Bene, spero che il post vi sia piaciuto e vi auguro una bellissima estate. Non un’estate calda, che già è troppo caldo per augurarvi una calda estate.

Fiori di melograno… a fine luglio?

È stata una settimana fa, forse qualche giorno di più, che ho visto svettare sul melograno, sopra al ramo più alto, dei fiori rossi. Fiori rossi di melograno a fine luglio?

Pare proprio di sì. E adesso, al posto dei fiori, ecco tre piccoli frutti, che matureranno un po’ alla volta, fino a diventare grossi e pesanti, da piegare il ramo che li sorregge.

Che il mio melograno facesse dei fiori anche a fine luglio proprio non ne ero a conoscenza, e non so bene se esserne felice o preoccuparmi…

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100 sfumature di viole

Viola, lilla, porpora… e poi giallo-viola, viola occhio bianco, blu lavanda, terracotta cangiante, ma anche miele, pesca melba, giallo oro, arancio violetto, rosa fragola, sole di mezzanotte, denim…

Sono solo alcuni dei colori della Viola, uno dei fiori più amati e apprezzati per la sua bellezza, la sua delicata profumazione e la facilità di coltivazione.

Le “100 sfumature di Viole” torneranno in mostra dal 22 settembre al 21 ottobre: un’occasione unica per ammirare più di cento varietà di viole di ogni colore, differenti e originali, tutte fiorite contemporaneamente.

Giunta alla seconda edizione, la mostra itinerantesi terrà in diversi Centri di Giardinaggio del nord e centro Italia.

Viole, violette, miniviole e viole del pensierofioriscono in primavera, nei colori più svariati, ma è trapiantandole in autunno che si ottengono le migliori fioriture. Grazie a loro è possibile avere balconi rigogliosamente fioriti anche in inverno.

La mostra ha quindi un duplice obiettivo, divulgativo e culturale: raccontare le possibilità che la viola offre anche in autunno e far scoprire tante curiosità su questo fiore apparentemente semplice, oltre alle informazioni sulla sua coltivazione.

Importante novità di questa edizioneè la presenza della “Viola odorosa”, una specie recuperata dal passato e dalla tradizione popolare. Da molti conosciuta come Violetta di Parma, è una specie dai cui fiori si ottengono le essenze fondamentali per creare profumi a base di violetta.

Si tratta di una pianta perenne, che fiorisce in primavera. In mostra se ne troveranno di diversi colori, dal bianco al porpora passando per diversi gradi di blu e rosa.

Oltre alla Viola odorosa, saranno quattro le principali famiglie in esposizione:

– Miniviole ricadenti, straordinarie nella fioritura (una pianta può arrivare a portare 250 fiori contemporaneamente a pieno sviluppo), ottime nella capacità di fiorire anche in inverno, resistenti al gelo, sono perfette per i balconi che vogliono rimanere fioriti anche in autunno-inverno.

Le varietà si potranno trovare in più di 20 colori: quattro saranno quelli nuovi presenti in mostra, tra i quali lo Strawberry (Fragola). Si troveranno sia in vaso sia in cestino e sacche da appendere, queste ultime sono perfette per decorare pilastri, colonne, pareti o anche balconi e porte d’ingresso.

– Minivioleche, insieme alle miniviole ricadenti, sono le uniche viole capaci di fiorire anche in inverno. Sono perfette per chi vuole godere della vista delle proprie aiuole anche nella stagione fredda: non temono il gelo e resistono fino a -30C°!

L’origine di queste varietà è in buona parte frutto del lavoro di aziende italiane e in mostra queste piante saranno riconoscibili grazie al vaso di colore rosa.

– Viole cornute: è il comparto con il più grande assortimento di colori e disegni del fiore. Bellissime le faccette, ovvero quelle viole che hanno una macchia centrale di colore che sembra guardare l’osservatore. Una curiosità: tutte le viole tendono a orientare la maggior parte dei fiori verso sud, verso il sole, perciò un’aiuola guardata da sud avrà un effetto estetico notevole e sicuramente più fiorito che se osservata da un altro lato. Anche questa varietà resiste al gelo.

Viola del pensiero, la famiglia più importante e più diffusa di viole. Bellissime in autunno, straordinarie in primavera. Resistono al gelo e, grazie alla gamma di colori disponibili, permettono di realizzare le aiuole quasi come se fossero dipinte, uscite dalla mano di un pittore allegro ed elegante. Bellissime le classiche giallo o giallo con occhio, incredibilmente luminoso il bianco puro, ma elegantissimo anche il colore blu, blu con occhio, porpora e, novità di quest’anno, il nero. La varietà si chiama Halloween ed è magnifica da abbinare con il bianco o con il giallo, interessante per decorare spazi dove il nero può risaltare, per esempio vialetti di pietrisco bianco o grigio.

Tutte le viole in mostra potranno essere acquistate.

Sul sito www.100sfumaturediviole.itè disponibile il catalogo completo delle viole.

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Come un ciclamino rosa…

Il Ciclamino sarà il protagonista indiscusso della terza edizione del Garden Festival d’Autunno promosso da AICG (Associazione Italiana Centri Giardinaggio), in programma dal 22 settembre al 21 ottobre nei Centri di Giardinaggio soci di AICG in tutta Italia.

Fiore autunnale per eccellenza, prolunga la fioritura per tutto l’inverno, ha infinite tonalità e sfumature di colore – dal bianco al rosa, al rosso più acceso al lilla, al violetto – robusto e resistente al freddo, è particolarmente semplice da coltivare per tutti, grandi e piccoli, esperti e principianti del verde, ed è adatto sia per colorare davanzali, balconi e terrazzi.

Il Garden Festival d’Autunno è un’iniziativa nazionale che coinvolge tantissimi Centri di Giardinaggio in tutta Italia – membri dell’associazione AICG – e prevede iniziative ed eventi comuni: l’aperitivo “verde” per salutare l’arrivo dell’autunno a base di erbe aromatiche, sciroppo d’acero, sambuco e zenzero (22 e 23 settembre), attività per i bambini come “I nonni raccontano” (un laboratorio con letture in occasione della Festa dei Nonni nel weekend del 6 e 7 ottobre), una grande festa finale aperta a tutti (20 e 21 ottobre).

 

Non solo i ciclamini verranno utilizzati nei laboratori e nelle aiuole dimostrative allestite all’interno di ogni singolo Garden. Verranno forniti anche molti stimoli a conoscere piante nuove, varietà insolite e suggerimenti per realizzare composizioni originali per ottenere anche in autunno effetti sorprendenti abbinando tra loro piante differenti per colori, forme, fioriture e fogliame. Tutti, anche i meno esperti, potranno partecipare a corsi ed eventi per scoprire le attività di giardinaggio più utili del periodo autunnale: la piantumazione dei bulbi a fioritura primaverile (tulipani, narcisi, giacinti, crocus, anemoni, muscari, iris, nerine, zantedeschia, scille, frittilarie…) e la messa a dimora delle piante che consenta un corretto sviluppo radicale per un’esplosione della crescita con la bella stagione.

Il Garden Festival d’Autunno ha anche uno spirito formativo: ha l’obiettivo di sviluppare negli adulti una cultura del verde e, attraverso la didattica, coinvolge in maniera attiva anche i bambini. Verrà riproposto il laboratorio “Pianta un bulbo” che si rivolge proprio ai piccoli giardinieri in erba, che nell’affidare alla custodia della terra un piccolo bulbo, resteranno sorpresi in primavera da un’incredibile esplosione fiorita imparando il valore dell’attesa e delle cure da dedicare a ciò a cui si tiene.

 

“Il Garden Festival d’Autunno è un’iniziativa che si amplia di anno in anno coinvolgendo un numero sempre crescente di Garden Center soci di AICG che ne condividono lo spirito: lo scorso anno sono stati oltre 80 i Centri di Giardinaggio che hanno aderito all’evento e per questa edizione contiamo di coinvolgerne un numero ancora maggiore. E’ costantemente in aumento anche il pubblico che prende parte agli eventi avvicinandosi al mondo del giardino e riscoprendo l’autunno come stagione ideale e non scontata per potersi dedicare alla cura degli spazi verdi” commenta Silvano Girelli, presidente di AICG.

Anche quest’anno l’iniziativa sarà infatti l’occasione per raccontare e far scoprire a curiosi e appassionati di giardinaggio l’importanza dei mesi autunnali per mettere a dimora le piante e i bulbi e, in generale, per la cura e la bellezza dei propri spazi verdi – piccoli o grandi che siano -, svelando i segreti delle piante di questa stagione e facendo conoscere la bellezza di nuove varietà di piante. Perché il fascino di un giardino è racchiuso nel suo continuo mutamento di forme e colori, in tutte le stagioni.

Per l’elenco di tutti i Centri Giardinaggio aderenti all’iniziativa Garden Festival d’Autunno 2018 consultare il sito www.aicg.it (online a breve e in continuo aggiornamento).

AICG
E’ un ente senza scopo di lucro – con sede a Verona – costituito nel 2012 per sviluppare una identità professionale e un processo virtuoso di sviluppo delle aziende che operano nel settore specializzato del giardinaggio e florovivaismo (centri di giardinaggio o Garden Center).

L’Associazione ha lo scopo di tutelare, qualificare, promuovere e sviluppare la cultura del verde all’interno dei centri giardinaggio.

Ad oggi i Centri di Giardinaggio aderenti all’AICG sono 119.

Per informazioni:

AICG Associazione Italiana Centri Giardinaggio

www.aicg.itsegreteria@aicg.it – tel. 031/301037

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