Visite guidate fino a fine agosto a Villa della Pergola

Fino a fine agosto i Giardini di Villa della Pergola ad Alassio nella Riviera del Ponente ligure sono aperti tutti i giorni e accolgono i visitatori con le loro diverse fioriture, la macchia mediterranea in pieno splendore e le rigogliose piante della flora esotica.

Dopo la visita ai giardini è quasi inevitabile farsi tentare dalla cucina di Giorgio Servetto chef del NOVE ristorante che si trova all’interno di Villa della Pergola. Servetto mette al primo posto la qualità della materia prima, ricercando con attenzione i prodotti naturali del territorio e dell’orto di Villa della Pergola. La sua cucina si rifà, innovandola, alla tradizione ligure tra mare e terra e ne segue le stagionalità.

 

Perché non  programmare quindi una gita in Riviera negli ultimi giorni di agosto? Dopo una sosta in spiaggia, si può salire sulla collina di Alassio per scoprire i giardini inglesi con le loro collezioni botaniche, in primis quella degli agapanti,  ma anche i fiori di loto – coltivati nelle vasche recuperate dalle antiche cisterne che servivano per la raccolta dell’acqua piovana destinata all’irrigazione del parco – le ninfee o le Hydrangee, in particolare le Annabelle e le Quercifolie. Sono prevalentemente rosso intenso ma anche gialli e bianchi i numerosi Hibiscus rosa sinensis in fiore che non passano certo inosservati tra la vegetazione dei giardini, alcuni nomi: Ibiza, Red Satan, Hanna e Sole. Spiccano nel verde le belle siepi di Plumbago con il loro azzurro puro e intenso.

 

I giardini e il NOVE sono aperti al pubblico tutti i giorni di agosto, le visite guidate hanno inizio alle ore 9.30 – 11.30 – 15.00 – 17.00. E’ d’obbligo la prenotazione sia per le visite guidate che per il ristorante

Il biglietto d’ingresso è acquistabile sul posto – Singolo: 12 euro. Soci FAI: 10 euro. Ragazzi da 6 a 14 anni: 6 euro, gratuito per i bambini fino ai 6 anni accompagnati da un adulto.

 

Prenotazioni e informazioni +39 0182/646130 o info@giardinidivilladellapergola.comwww.giardinidivilladellapergola.it – NOVE:  +39.0182/646140 – info@noveristorante.it

 

Per una fuga di più giorni al mare si può soggiornare al relais di Villa della Pergola, 15 suites, di cui tre nuove nella Casa Wisteria, tutte diverse per stile, atmosfera, tonalità di colori, complementi d’arredo e ognuna è dedicata a uno dei numerosi personaggi che in passato hanno soggiornato a Villa della Pergola e hanno fatto parte della colonia inglese ad Alassio.

Un vero omaggio agli ospiti britannici che trova eco anche nel piccolo museo all’interno delle ville: racconta delle lunghe villeggiature delle famiglie aristocratiche inglesi e dei personaggi che hanno soggiornato ad Alassio tra fine Ottocento e i primi anni del 1900, attraverso immagini, oggetti, ritratti e dipinti di Alassio e della Liguria ottocentesca. Un museo che è in continua evoluzione, grazie alle instancabili e appassionate ricerche dei proprietari.

IL NOVE

Il debutto del ristorante NOVE avviene ad aprile 2016. Ad esaltare la genuinità della cucina, lo chef e la sua brigata attingono da ‘I Giardini di Villa della Pergola’ agrumi, erbe aromatiche e fiori eduli. Tre menù degustazione, uno dei quali interamente vegetariano e un menù à la carte, porteranno gli ospiti del NOVE in un viaggio fra il mare e le campagne della Liguria, passando per la Francia, per poi proseguire verso il Piemonte. Nel corso di pochi mesi, lo Chef riceve numerosi riconoscimenti, tra cui due cappelli nella Guida de L’Espresso, classificandosi secondo migliore ristorante della Liguria e fra i centocinquanta d’Italia; due forchette dalla guida del Gambero Rosso e altri riconoscimenti dalla guida Touring Club Italiano e dalla guida GattiMassobrio.

Giorgio Servetto é lo Chef del ristorante NOVE a Villa della Pergola. La sua cucina si concentra sulla ricerca degli ingredienti locali del territorio ligure con particolare attenzione alla semplicità e la purezza dei sapori di stagione. Nato a Savona, é sempre stato in contatto con il cibo e la terra già da bambino. Si avvicina al mondo della cucina grazie al padre e grazie alla cascina di famiglia che gli permette di conoscere sapori e prodotti autentici e genuini. In questo luogo, i sapori e gli odori della tradizione ligure si mescolano a quelli piemontesi e grazie ai suoi studi, lo Chef, riceve molte influenze dalla cucina francese.

Per informazioni e prenotazioni:

NOVE, via Privata Montagu 9
17021 Alassio (Savona)
Tel. +39.0182/646140
info@noveristorante.it

Villa della Pergola. Alassio. Italy

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Agosto e Ferragosto a Villa Carlotta

Ad agosto nel parco botanico di Villa Carlotta (Tremezzina, Lago di Como) la fioritura che più di tutte le altre cattura l’attenzione dei visitatori è quella delle Ortensie, una fusione tra varietà antiche e varietà nuove e ancora poco note (60 cultivar).

Dopo la visita alla collezione di ortensie nel Giardino Botanico si potranno vistare nella Villa due particolari e curiose mostre.

Un’idea piacevole anche per una gita il giorno di Ferragosto.

Le ortensie di Villa Carlotta hanno una lunga storia: diverse specie erano infatti presenti già nel secolo scorso come ad esempio le Hydrangeae paniculata, le Hydrangeae petiolaris, le Hydrangeae quercifolia e le Hydrangeae sargentiana. Oggi i visitatori appassionati possono ammirarne una collezione molto più consistente e pregevole (circa 60 cultivar).

Per realizzare un intervento che avesse un significato dal punto di vista filologico e che fosse pertinente al contesto, perché legato alla storia del giardino, è stato coinvolto un noto vivaista specializzato nella produzione di Hydrangeae, Roberto Borgioli, a cui è stato chiesto di redigere un progetto per l’implementazione della collezione. Sono così state inserite varietà antiche che molto facilmente erano già in commercio nel periodo di costruzione della Villa e di allestimento del giardino come le Hydrangeae macrophylla, che si possono ammirare nel giardino vecchio, sul lato a monte del primo vialetto. Nella parte orientale di questo gruppo di piante si trovano anche due esemplari di Hydrangea arborescens, che tollerano bene il sole e sono quindi state collocate in posizione molto esposta.

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Il giardino botanico a Villa Carlotta

Sempre nel giardino vecchio, nel vialetto più in basso a pochi metri dal lago, un allestimento di esemplari di Hydrangea paniculata affiancati e vicini tra loro, tutti con fiori bianchi, sono disposti in modo da formare un’onda: i progettisti hanno voluto così connettere il parco all’acqua del Lario. Tra queste Hydrangeapaniculata ‘Early sensation’, con infiorescenze leggermente appiattite che dapprima sono di colore bianco puro ma successivamente si tingono di rosa chiaro e, all’arrivo dell’autunno, mostrano tinte di un intenso rosa antico/rosso e particolarmente apprezzata per la colorazione che le foglie assumono a fine stagione, nei toni del giallo-arancio e porpora.

Risalendo verso il ponticello che connette il giardino vecchio con il parco si trovano invece varietà di colori diversi come l’Hydrangea serrata ‘Beni gakyu’, di origine giapponese, documentata fin dai secoli tra il ‘600 e l’800 su dipinti e stampe di seta e che viene utilizzata come arbusto decorativo per l’allestimento della sala dove si tiene la cerimonia del tè.

Il bosco vecchio dei rododendri arborei ospita invece un campionario di Hydrangea serrata con varietà ancora poco note, a sottolineare il compito che Villa Carlotta si è data di divulgare la cultura del verde proponendo anche le novità meno conosciute che il mondo del florovivaismo specializzato è in grado di offrire.

Infine, nella zona della grande palma del Cile sono state utilizzate a profusione Hydrangea paniculata‘Bombshell’, di dimensioni contenute e dalla fioritura prolungata, e Hydrangea macrophylla ‘Renate Steiniger’, dai sorprendenti colori autunnali, che vanno dal blu verde al rosa antico.

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E dopo la passeggiata tra la collezione di ortensie, il museo di Villa Carlotta accoglie i visitatori con una doppia mostra.

Nelle sale sono infatti allestite fino al 3 novembre le mostre “Splendori del Settecento sul Lago di Como: Villa Carlotta e i marchesi Clerici”, un viaggio alla scoperta della storia di Villa Carlotta attraverso l’arte e il gusto e della committenza artistica dei Clerici, una delle famiglie più facoltose e politicamente più importanti in Lombardia tra Sei e Settecento, e la mostra “Telai e trame d’autore. Da Leonardo a Maria Lai” dedicata alla tradizione tessile, che ha sempre contraddistinto il territorio lariano, e a Leonardo Da Vinci, in un percorso che si snoda tra antico e contemporaneo, tra concreto e concettuale.

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Splendori del Settecento sul lago di Como

Dopo le celebrazioni dedicate ai novant’anni di attività (1927 – 2017) l’Ente Villa Carlotta prosegue il percorso di valorizzazione del patrimonio storico-artistico e botanico del museo e giardino, rivolgendo questa volta lo sguardo al Settecento epoca d’oro in cui la potente famiglia Clerici portò a compimento l’abbellimento della sua villa di delizia sul Lago di Como.

I Clerici iniziarono la loro fortuna come mercanti di lana e seta proprio sulle sponde del Lario, ma a già a partire dal primo Seicento si trasferirono nel capoluogo lombardo, dopo una breve permanenza a Como, iniziando una vera e propria ascesa sociale. Grazie alle fortune accumulate e al prestigio ottenuto i marchesi Clerici con le loro vicende storiche, in particolare con la vita fastosa condotta da Antonio Giorgio, sono un esempio emblematico di famiglia aristocratica del Settecento.  Per dare maggiore evidenza a questa scalata sociale costruirono una straordinaria serie di ville di delizia nello Stato di Milano, decorando il palazzo di città con gli affreschi di Giovan Battista Tiepolo, il pittore più richiesto del secolo e affidando ad una serie di artisti la decorazione delle altre residenze suburbane.

Il percorso espositivo prevede un allestimento appositamente studiato che si articola in diverse sale del museo e nel giardino, invitando il pubblico a seguire la storia della famiglia e della villa di Tremezzo attraverso una serie di preziose testimonianze dai ritratti ai dipinti di soggetto sacro che sono una preziosa testimonianza della loro committenza artistica, ai gioielli dell’epoca, ricreando l’atmosfera di un secolo di fasti e di splendori.

Un progetto espositivo di particolare rilevanza che permetterà di valorizzare il patrimonio culturale non solo di Villa Carlotta, in un’ottica multidisciplinare che consente di osservare sotto una nuova luce opere d’arte poco note ma di grande qualità, disperse su tutto il territorio lombardo. Restaurate ed esposte al pubblico grazie alla fattiva collaborazione di numerose istituzioni e associazioni pubbliche e private, la Fondazione Comasca e la Diocesi di Como, che hanno contribuito alla buona riuscita del progetto.

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La conferenza Sfarzo al femminile – una cospicua dote di gioie, il primo evento collaterale alla mostra Splendori del Settecento sul Lago di Como. Villa Carlotta e i marchesi Clerici si terrà Sabato 29 giugno, alle 16.00 a Villa Carlotta, Tremezzina.

 

Le donne della famiglia Clerici ci parlano, tramite i ritratti, i carteggi e i documenti, del loro tempo attraverso la moda e i gioielli. Il patrimonio di “gioie” diventa ornamento di bellezza e strumento di lettura dell’ascesa sociale e del declino di questa illustre famiglia lombarda.

 

 

Villa Carlotta – Via Regina, 2 22016 Tremezzina (CO)

Info: eventi@villacarlotta.it

Prenotazione: www.villacarlotta.it

Costo: conferenza inclusa nel biglietto di Ingresso al museo e ai giardini come da listino prezzi

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Sogno di una notte di mezza estate

Venerdì 21 giugno, giorno in cui si celebra il solstizio d’estate, verrà organizzata a Villa Carlotta una serata all’insegna della magica atmosfera che le erbe spontanee, la luna e i sogni possono regalare.

Si inizia con una Passeggiata alla ricerca delle erbe spontanee per saperle riconoscere ed apprezzarne le virtù, a cui seguirà una degustazione di prodotti con erbe spontanee: tutte prelibatezze preparate dagli studenti di ENAIP Como che, a seguito di un percorso educativo-formativo non solo nl cucina ma direttamente nei campi del comparto agricolo di Villa Carlotta, hanno assimilato una buona pratica di riconoscimento e di utilizzo di quello che troviamo nei nostri campi.

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Per famiglie, ma anche adulti sognatori è previsto poi il momento della Lettura animata in collaborazione con l’Associazione Fata Morgana: scopriremo l’opera del grande drammaturgo William Shakespeare “Sogno di una notte di mezza estate”, la commedia ideale in cui collocare sogni, sortilegi, giardini incantati e magici fiori.

La serata non può che concludersi con lo sguardo rivolto alla volta celeste con un’osservazione astronomica, introdotta dal conosciuto astrofisico tremezzino Corrado Lamberti e condotta dal Gruppo Astrofili di Sormano.

Ad accompagnare la serata, anche un’esposizione temporanea: “Un battito d’ali” di Marta Allegrezza in collaborazione con ANFFAS Centro Lario e Valli. Non resta che portare coperta e cesto da pic-nic, scarpe comode, una pila e poi lasciarsi trasportare dal mood di una serata piena di eventi per tutti i gusti per adulti e bambini.

In collaborazione con la Rete degli Orti Botanici di Lombardia.

Dalle ore 18.00

Costo: 20 euro adulto | 15 euro residente a Tremezzina o Griante | 10 euro bambini

Con la collaborazione dell’associazione di ENAIP, Associazione Fata Morgana, Gruppo Astrofili di Sormano, l’astrofisico Corrado Lamberti.

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Villa Carlotta, museo e giardino botanico a Tremezzina (Lago di Como)

Oltre trecento anni di grande collezionismo connotano la storia di Villa Carlotta, dove l’arte dialoga con la natura in un contesto paesaggistico di grande fascino. Affacciata sulle rive del Lago di Como la Villa venne edificata alla fine del Seicento dai marchesi Clerici di Milano. Nel 1801 la proprietà passò a Giovanni Battista Sommariva, un grande collezionista di opere d’arte, in particolare di scultura, che acquistò una serie di capolavori dei maggiori artisti della sua epoca, trai quali Antonio Canova, Berthel Thorvaldsen e Francesco Hayez.

Nel 1843 la villa fu venduta dagli eredi Sommariva alla principessa Marianna di Prussia che, nel 1850, donò la dimora alla figlia Carlotta in occasione delle sue nozze con il duca Giorgio II di Sassonia-Meiningen. Nonostante la precoce scomparsa della principessa Carlotta nel 1855, Giorgio II continuò a frequentare la dimora sul Lago di Como arricchendo il parco di numerose essenze botaniche rare che si possono ammirare ancora oggi. Nel corso della Prima Guerra Mondiale la villa venne confiscata dallo Stato italiano e affidata in gestione all’Ente Villa Carlotta, istituito con Regio Decreto nel 1927.

Villa Carlotta non è solo arte ma è anche un luogo dove è possibile trascorrere una giornata immersi nella natura. Il suo parco (circa otto ettari visitabili) è luogo di grande fascino, non solo per la posizione panoramica particolarmente felice, ma anche per l’armonica convivenza di stili, la ricchezza di essenze, le suggestioni letterarie che ne fanno una meta imperdibile per chi giunge sul Lago di Como.

Dell’età seicentesca resta l’ampio giardino all’italiana con alte siepi a taglio geometrico, parapetti a balaustrate, statue e giochi d’acqua; del periodo romantico è ancora percepibile la struttura del giardino all’inglese, ricco di alberi pregiati di proporzioni eccezionali e di scorci di grande suggestione; alla fine del XIX secolo risale invece la grande architettura vegetale delle imponenti masse di rododendri, azalee e di specie rare, che fanno del parco di Villa Carlotta un vero e proprio giardino botanico.

Apertura stagione 2019: 22 marzo – 3 novembre

Come and Grow

L’intero mondo del gardening: questo e altro attende gli operatori internazionali di tutto il mondo dal 1 al 3 settembre 2019 a Colonia alla spoga+gafa.

Circa 2.100 aziende da 60 paesi presenteranno tutto quello che ha attualmente da offrire il mondo del verde su una superficie di 230.000 metri quadrati. Quasi il 98% della superficie prevista è già occupata (dati aggiornati a maggio). La spoga+gafa è la più grande fiera di gardening al mondo, senza pari per internazionalità (si prevede l’85% di espositori internazionali), offerta espositiva e specificità tematica. La spoga+gafa propone innovazioni, ispirazioni e impulsi non solo grazie alla varietà e specificità dell’offerta, ma anche alle numerose isole tematiche e aree speciali in continua evoluzione.

Presentare i trend del mondo del verde in piccoli spazi e con una forte carica ispirazionale. Le POS Green Solution Islands mostreranno per il terzo anno come farlo e affronteranno anche il tema trend in vetta alla classifica: al City Gardening sarà dedicata una POS Green Solution Island specifica. Con esempi pratici per le grandi superfici e la rivendita specializzata volti a incrementare domanda e fatturato offriranno un reale valore aggiunto per la comunicazione verso i clienti finali. Oltre al tema chiave City Gardening, le POS Green Solution Islands di quest’anno saranno dedicate a ‘Wellness in Nature’, ‘Kids Garden’, ‘Flower Power’ e ‘Living with plants – My Tiny Coffee Shop’.

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Smart Gardening e attrezzi a batteria

Le isole tematiche lanciate con successo alla ultima spota+gafa saranno replicate nel 2019 con qualche novità: nel padiglione 6 saranno riproposte IVG Power Place Akku e Power Place Smart Gardening. Qui saranno esposte tecnologie innovative e soluzioni smart per illuminazione da esterni, cura del prato e irrigazione. Dopo la fortunata prima edizione dello scorso anno inoltre le aziende dei segmenti terre, torba, concimi, substrati, piante e protezione delle piante si proporranno al pubblico nel passaggio 4/5 sotto l’egida di IVG Power Places Green.

Sonderfläche IVG Power Place Akku 2018, Halle 6

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È tempo di rose a Villa Carlotta

Dopo le imponenti fioriture di azalee e rododendri che rendono tanto famoso il nome di Villa Carlotta, adesso è il tempo delle rose.

Ci accolgono da subito nel giardino all’italiana, poste sulle spalliere colorano le scale che salgono al museo. Amiamo i loro fiori, sia quelli semplici che le forme più complesse e voluttuose, ci dilettiamo con il loro profumo e vi abbiamo attribuito significati che consentissero anche a noi uomini di comunicare messaggi (bianca l’innocenza, rosa l’amicizia, gialla la gelosia..). In realtà, come ogni fiore che sia impollinato da animali, quelli delle rose costituiscono, dal punto di vista della botanica, un sistema di comunicazione con gli insetti impollinatori. Già, perché il colore e le soavi note del loro profumo non sono stati inventati per noi, ma bensì per richiamare al lussuoso banchetto gli insetti, ingordi di nettare e polline, che in cambio di un lauto pasto assicureranno l’incontro del polline con gli ovuli e quindi il futuro sviluppo dei semi.

Ecco quindi che le rose, osservate da un punto di vista meno ‘antropocentrico’ non possono essere considerate altro che l’organo sessuale di una pianta che, nell’impossibilità di muoversi per incontrare un partner, affida il complicato processo della fecondazione ad un organismo animale in grado di promuovere l’incontro fra sessi differenti. La rosa, come tanti altri fiori, non è altro che un frutto in potenza, ossia il futuro contenitore della progenie di un organismo afferente ad una determinata specie.

A voler essere precisi, però, quello della rosa è definito dai botanici un falso frutto, perché – a differenza di tanti altri frutti – non ha origine dall’ingrossamento dell’ovario, la struttura che contiene gli ovuli, ma deriva invece dall’ingrossamento del ricettacolo, ovvero quell’elemento su cui sono inseriti petali e stami, oltre che l’ovario. E la stessa cosa vale per alcuni parenti della rosa, appartenenti alla medesima famiglia, le rosacee, che noi conosciamo molto bene: mele, pere, albicocche e pesche sono infatti dei falsi frutti.

Nel 2018 un nuovo allestimento è stato realizzato vicino alla caffetteria di Villa Carlotta, dove sono state inserite diverse cultivar di rose inglesi. Queste ultime, meritano un posto di riguardo nella storia dell’ibridazione delle rose, perché è grazie ad ibridatori britannici come David Austin che oggi possiamo apprezzare l’eleganza e i caratteri ‘nobili’ delle rose antiche e la rifiorenza delle rose moderne. Le rose inglesi, infatti, sono state prodotte a partire dalla seconda metà del secolo scorso con l’intento di riunire la bellezza, lo charme, la fragranza e il portamento cespuglioso delle rose antiche (come Rosa gallica, Rosa damascena e Rosa alba) al carattere rifiorente delle rose moderne oltre che alla maggior varietà di tinte cromatiche che esse offrivano.

Tra le rose rampicanti allevate a spalliera sulle scalee che conducono alla Villa ci piace raccontarvi di Rosa x hybrid ‘Rosanna’, selezionata dalla nursery del famoso ibridatore tedesco Kordes nel 2002.  Ha fiori grandi, a forma di coppa, composti da più di 40 petali color rosa salmone, leggermente profumati. Molto rifiorente e resistente alle malattie, ha foglie larghe, lucenti, molto dense. Questa varietà ha vinto numerosi premi.

‘Harlekin’ è un’altra delle rose che incontrerete sulle terrazze del giardino all’italiana. Tipicamente rifiorente, con grandi fiori a coppa che compaiono sui rami singolarmente o in gruppo fino a cinque, petali profondamente venati di un brillante color cremisi su sfondo bianco crema o rosa pallido: questi colori vengono mantenuti finché i petali cadono. Una caratteristica interessante di questa cultivar è che i fiori tendono a reclinare leggermente verso il basso, caratteristica apprezzata nelle rose rampicanti.

Per quanto riguarda le rose inglesi inserite nella nuova aiuola situata nei pressi della caffetteria sicuramente da ricordare è ‘Jertrude Jekyll’ che, riunisce i caratteri tipici di questo gruppo: il rosa delle rose antiche (che era quasi scomparso quando furono ottenute le prime rose moderne tra gli ibridi di Tea) e il profumo, forte ma ben bilanciato, uno tra i più gradevoli fra le rose inglesi, ereditato dal progenitore da cui si ricavò il polline nel processo di ibridazione, ovvero la rosa Portland ‘ Comte de Charmbord’, insieme alla rifiorenza, che ci consente di mostrarvi i suoi bellissimi fiori da maggio fino a fine stagione.

Un cenno, infine, merita il cespuglio che quasi nessuno nota – e proprio per questo vogliamo raccontarvene – nei pressi del museo degli attrezzi agricoli: si tratta di una Rosa chinensis ‘ Mutabilis’, ibrido nata in Italia probabilmente agli inizi del ‘900 (le sue origini sono oscure, pare sia stata introdotta nei giardini Borromeo sull’Isola Bella) e oggi molto popolare nei giardini delle zone a clima temperato. Un piccolo cespuglio sul quale i fiori non mancano mai: i boccioli sono arancioni o gialli, quando si aprono diventano rosa e al termine della loro esistenza acquisiscono tinte di un bellissimo color cremisi pallido; questa caratteristica, unita alla rifiorenza, fa sì che sulla pianta siano presenti fiori e boccioli di colori differenti nello stesso momento, rendendola interessante in ogni momento della bella stagione.

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450 varietà di rose

450 varietà di rose profumate e 1600 rosai: la visita allo Chateau du Rivau tra fine maggio e giugno è uno spettacolo per gli occhi e l’olfatto!

Tutte le rose dei Giardini, infatti, sono state selezionate in base al loro profumo, come le rose inglesi di David Austin con i loro profumi di mirra, mele, miele, muschio…

Al Rivau si trovano sia rose antiche, come ‘Madame Hardy’, ottenuta nel 1832, dai fiori bianchi doppi ma piatti che lasciano intravedere il cuore verde, sia rose moderne, come la ‘Jacqueline du Pré’, dai fiori madreperlacei quasi trasparenti. I visitatori possono passeggiare ammirando anche le rose ‘Golden Wings’, dai larghi petali color canarino schiariti da lunghi stami gialli, così lunghi che si direbbe siano ciglia, le rose a fiore doppio come la ‘Petite Lisette’ o la ‘William Lobb’ e la particolarissima rosa ‘Rhapsody in Blue’, viola con riflessi blu e dal profumo intenso.

 

Le rose sono le vere protagoniste al Castello che, per la ricchezza e varietà di specie ospitate, ha ricevuto il titolo di “Conservatorio della Rosa Profumata” e che a questo fiore dedica la “Festa delle Rose” che si terrà l’1 e 2 giugno. Un appuntamento imperdibile con passeggiate botaniche, artistiche, ludiche e dedicate ai sapori tenute da diversi esperti. In programma anche laboratori creativi per famiglie, un atelier di creazione di profumi e una mostra mercato con più di 50 espositori tra cui coltivatori di rose, collezionisti e vivaisti.

Il tema della Festa di quest’anno sono i giardini europei e protagoniste saranno le rosee europee della collezione del Rivau: tedesche, inglesi, irlandesi e italiane come la Rosa ‘Carla Fineschi’ – a fiore semi-doppio con un colore rosso carminio – creata da André Eve e dedicata alla moglie del professor Gianfranco Fineschi ideatore del roseto privato più grande del mondo, il “Roseto Botanico Carla Fineschi” di Cavriglia (Ar) che ospita più di 6000 rosai. Per biglietti e informazioni: www.chateaudurivau.com

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La fioritura delle rose è l’occasione perfetta per visitare il Rivau, castello medievale che in passato ha ospitato molti personaggi illustri (anche Giovanna d’Arco e Rabelais sono passati di qui…), circondato da 14 giardini classificati come “Jardin Remarquable” dal Ministero della Cultura francese eccellenze botaniche ispirate dalle fiabe e dalla mitologia come l’Orto di Gargantua, la Foresta Incantata, il Giardino dei Filtri d’Amore o il Giardino della Principessa Raperonzolo – e arricchito da 20 opere d’arte monumentali dislocate nel parco.

Immerso in un’atmosfera da sogno, il Castello di Rivau è stato trasformato dall’amore e dall’impegno della famiglia Laigneau in un luogo magico, stravagante e fatato che soddisfa l’interesse degli appassionati di botanica, di cibo naturale,  di storia e di arte.

Alla Tavola delle Fate, il ristorante biologico curato da Caroline Laigneau, si possono degustare gli ortaggi e le varietà di verdure locali della Regione del Centro coltivati nell’Orto di Gargantua, come il Cavolo rapa giallo di St. Marc, il Fagiolo del Barangeon, la Lattughina del Berry, la Zucca di Touraine… Tutti questi ortaggi sono poi proposti ai visitatori, a seconda delle stagioni, nel ristorante La Tavola delle Fate, che propone piatti semplici, freschi e sani come insalate, quiches e zuppe ma realizzati solo con i prodotti del Castello o delle fattorie vicine. Non mancano i buoni vini di Chinon (Rivau, Donjon e Fée du Rivau) prodotti dalla cascina del castello.

Informazioni pratiche

Biglietti: Adulti: 11 € – Bambini dai 5 ai 18 anni: 7,00 € (gratuito per i bambini di età inferiore ai 5 anni)

Studenti, disoccupati: 8,50 €

Per i gruppi su prenotazione: visite guidate (1h-1h30) disponibili anche in italiano.

Contatti: Tel: +33 02 47 95 77 47  –  e-mail: info@chateaudurivau.com  –  www.chateaudurivau.com

 

MOSTRA “OMAGGIO A LEONARDO” (fino al 5 novembre)

La mostra “Omaggio a Leonardo” (‘Hommage à Léonard’), in programma allo Chateau du Rivau fino al 5 novembre 2019, traspone in arte contemporanea l’eredità del maestro del Cinquecento morto nella Valle della Loira 500 anni fa.

La mostra è concepita in maniera tale da catturare la curiosità dei visitatori verso i differenti contributi di Leonardo, grande spirito universale nella storia dell’arte in Europa, interpretato o “prolungato” da trenta artisti contemporanei che operano sulla scena internazionale e che in questa mostra evidenziano il loro debito nei confronti di Leonardo e del Rinascimento in generale.

L’esposizione mostra anche gli scambi tra Italia e Francia dall’inizio del Sedicesimo secolo fino ai nostri giorni, con i lavori di artiste italiane come Antonella Bussanich, Alessandra Capodacqua, Giulia Andreani e Alessandra Ragionieri.

La mostra, dislocata nelle sale storiche del castello, fa eco al sistema di pensiero del maestro, genio polivalente per il quale la realizzazione non costituisce il fine ma il mezzo della riflessione

Come nei capitoli di un libro, ogni sala illustra i diversi temi studiati da Leonardo: l’autoritratto, il dipinto storico, l’anatomia, i macchinari, il paesaggio, il codice (annotazioni, appunti e disegni ), il ritratto femminile e il drappeggio.

Le opere esposte sono, tra gli altri, dei seguenti artisti: Pierre ARDOUVIN, Adel ABDESSEMED, Delphine BALLEY, Katia BOURDAREL, Catherine BRET-BROWNSTONE, ChangKi CHUNG, Céline CLERON, Nicolas DARROT, Laurent GRASSO, Christian HIDAKA, Ange LECCIA, Wolfe von LENKIEWICZ, Fabien MERELLE, Jean-Luc MOERMAN, ORLAN, PANAMARENKO, Laurent PERBOS, Antoine ROEGIERS, Daniel SCHLIER, Andres SERRANO, Jean-Luc VERNA.

Il 1 giugno è inoltre in programma la conferenza “Il visibile e l’invisibile nei lavori di Leonardo Da Vinci esposti agli Uffizi” con Giovanna Giusti, direttore onorario della Galleria degli Uffizi a Firenze.

 

SOGGIORNARE AL RIVAU

I visitatori possono anche scegliere di soggiornare al Rivau, nelle 7 camere situate nelle Scuderie Reali, ognuna dedicata a grandi re, regine e figure del passato. Le camere sono una diversa all’altra, realizzate con materiali tradizionali come quercia, piastrelle e pietre di tufo, e ciascuna ospita opere di arte contemporanea affiancate a quadri antichi raccolti da Patricia Laigneau, proprietaria con la famiglia del Castello e collezionista d’arte da 40 anni, con la precisa volontà di condividere con gli ospiti la propria collezione personale dislocandola nei saloni, nelle camere e nel parco.

Si può scegliere tra la camera “Henri II”,  la camera del “Cardinale”, la camera di “Caterina de’ Medici” con le fotografie di Marc Riboud, la camera “Riccardo Cuor di Leone” che ospita un’opera di Amy o’Neill che simboleggia l’albero più grande del mondo, la camera del “Signore di Beauveau” che ospita una natura morta di Vincent Olinet a cui si contrappone l’occhio acceso del cavallo dell’opera fotografica di Eskko Männikkö della Scuola di Helsinki, la camera di “Eleonora d’Aquitania” e la suite “Roi René”, dedicata al Re Renato di Valois-Angiò detto Il Buono, con fotografie di Valérie Bellin e Peter Müller.

Chateau du Rivau, morning light in the rose garden