Nell’Otello di Shakespeare…

“Dipende da noi essere in un modo piuttosto che in un altro. Il nostro corpo è un giardino, la volontà il giardiniere. Puoi piantare l’ortica o seminare la lattuga, mettere l’issopo ed estirpare il timo, far crescere una sola qualità di erba o svariate qualità, lasciare sterile il terreno per pigrizia o fecondarlo col lavoro. Il potere e l’autorità dipendono da noi.”

William Shakespeare

[…]

Immagine in evidenzaThe Chandos Portrait of William Shakespeare, 1600 ca., olio su tela, 55,2 x 43,8 cm, attribuito a John Taylor, National Portrait Gallery, Londra.

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Pelle di spine – romanzo manuale

Ci saranno giorni, lo so, durante i quali sarà difficile stare nel vaso. Altri invece saranno stupendi. Perfetti. Io sola nel mio vaso, con la mia terra intorno. E tutti gli altri fuori”.

Come spesso accade, il punto di partenza è un amore, un grande amore, quasi una mania, perché attendere anni per vedere un fiore spuntare da un mucchio di spine, sì, è un chiodo fisso, un’ossessione. Il punto di arrivo: un libro, una storia, una donna. Pelle di spine è un Romanzo Manuale, uno scritto appassionato che, pagina dopo pagina, svela come è possibile impostare la propria vita aspettando un evento incredibile: la fioritura di un cactus. E di come riempire il tempo negli anni della attesa.

La passione per le piante grasse è per la prima volta trattata in modo personale, non nozionistico né didascalico. Pelle di spine è un lavoro corale scritto a quattro mani e a sei occhi, quelli di Annarita Manera, Matteo Ragni e Saverio Chiappalone: è un Romanzo Manuale che mette al centro della storia, la biografia di un’imprenditrice, l’amore per le piante di uno scrittore e le immagini di un fotografo ignaro.

L’idea del libro è quella di intrattenere, educare e divertire gli appassionati di piante, così come tutte le persone che vogliono leggere ma che non lo fanno, perché i libri troppo scritti spaventano.

SINOSSI

L’argomento guida è come coltivare e usare le piante grasse. Nozioni e tecniche di coltivazione, manutenzione e di gestione delle piante. Pelle di spine – Romanzo Manuale rende accessibile a tutti il mondo delle piante, in particolare le piante grasse che sono una mania per molti appassionati. Raccontare di piante e di persone che vivono con le piante. Belle ed evocative immagini in bianco e nero completano il testo e anticipano il quarto capitolo, dedicato a delle pratiche schede tecniche corredate da fotografie a colori “rubate” dalla vita vera di un collezionista di piante grasse.

AUTORI

Matteo Ragni è un tecnico delle piante, uno scrittore di piante e nel suo blog si definisce “La voce delle piante”. Ha all’attivo più di 200 articoli sulla produzione e sulla commercializzazione delle piante. Ha un’insana passione per la scrittura e per le chiacchiere. Collabora con diverse aziende israeliane, olandesi e italiane per le quali si occupa di pianificazione della produzione e consulenza commerciale. matteoragni.eu

Annarita Manera è un’imprenditrice e una tennista che gestisce l’azienda Cactusmania. La sua grande passione e conoscenza l’hanno resa una delle principali produttrici europee di piante grasse e succulente. Il suo tempo libero lo dedica al tennis con lo stesso impegno che usa per gestire un’azienda agricola con 20 dipendenti. I risultati in entrambi gli ambiti non mancano. Gestisce la pagina Facebook aziendale e altri media con decine di migliaia di appassionati. cactusmania.it

Saverio Chiappalone è nato a Sanremo nel 1966, vive e lavora come fotografo a Ventimiglia. Ha all’attivo molte mostre e svariate collaborazioni nel mondo dell’arte, della moda e del giornalismo. saveriochiappalone.it

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Pelle di spine – Romanzo Manuale

di Matteo Ragni e Annarita Manera

Fotografie di Saverio Chiappalone

Prefazione Moritz Mantero, presidente Orticolario

Edizioni Laboratorio Verde, 160 pagine colori. 14,90€

Distribuito da EDIZIONI LABORATORIO VERDE S.R.L.S.

Via Pasubio 16, 21020 BREBBIA (VA)

Tel: 0332 98 92 11 Email: info@laboratorioverde.net

CALENDARIO MARZO MAGGIO 2018

Domenica 18 marzo alle 17.30 a Agricola in occasione di Varese Cactus 2018, via Pisna 1, Varese.

Mercoledì 4 aprile alle 18:00 a Rinascente Roma Tritone in occasione di The Green Life

Mercoledì 18 aprile alle 18:00 a Rinascente Milano in occasione di The Green Life

Lunedì 7 maggio presso Flo’ Fiori a Bologna

 

Il giardino dei fiori segreti

Cristina Caboni, autrice del bestseller Il sentiero dei profumi, ci regala un nuovo romanzo emozionante e avvincente, dove il giardino e i fiori sono la cornice del mistero che Iris e Viola devono riuscire a svelare.

Iris e Viola, due gemelle che sono state separate nella prima infanzia, per vent’anni non hanno saputo dell’esistenza l’una dell’altra. Tutte e due amano i fiori e il giardinaggio e, in una fiera vivaistica a Londra… si incontrano. Non si riconoscono subito, ma capiscono che quella loro somiglianza non è casuale, e che c’è qualcosa che va riportato alla luce. Nasce così un desiderio di conoscere meglio se stesse e il loro passato.

L’intreccio del romanzo è avvolgente e ricco di colpi di scena, di segreti e di forti sentimenti.
Il giardino della famiglia Donati, dove si svolge gran parte della storia, racchiude il segreto che deve essere svelato, perché è lo stesso giardino – che non regala più nessuna fioritura – a dover “guarire” grazie alle cure delle gemelle. Solo Iris e Viola possono salvarlo e allo stesso tempo capire il profondo di loro stesse.

Ogni capitolo si apre con la descrizione di una pianta o di un fiore e il giardino diventa il luogo magico dove curare l’anima. Il percorso narrativo ed emotivo che le due sorelle si apprestano ad intraprendere sarà difficile e faticoso, ma porterà ad una nuova consapevolezza di se stesse e del loro destino, perché “tra le spine ogni rosa cresce più forte”.

Vi consiglio di cuore questo appassionante racconto che ci mostra come la cura di fiori e piante non sia un semplice passatempo, ma possa diventare un modo per conoscere e riflettere su noi stessi e, insieme, un dialogo interiore tra noi e il mondo.

CABONI, CRISTINA, Il giardino dei fiori segreti, Garzanti, Milano 2016, pp. 360.

Il giardino dei fiori segreti

Aspetto… [1]

Cosa fa il giardiniere o l’ortolano a Gennaio?
Aspetta. Rileggendo il divertente e pungente “L’anno del giardiniere” di Karel Čapek, sposo in pieno la sua frase “[…] in gennaio il giardiniere soprattutto coltiva il tempo.”

È un libercolo, quello di Čapek, divertente e spiritoso: un giardiniere neofita alla prese con manuali di giardinaggio per riuscire a sistemare il suo giardino. Ma il libro è anche un’esperienza vissuta dallo stesso autore, che nel 1925 comperò assieme al fratello una casa alla periferia di Praga, con un ampio giardino. Un po’ di ironia ci vuole nella vita, e soprattutto per noi giardinieri alle prese con semi, piante, terreni, periodi di fioritura e di potatura. Avevo già parlato in questo blog di questo libercolo, e ve lo voglio consigliare ancora una volta. Qualche lettura, se avete tempo, è buona per coltivare i propri interessi oltre il giardino, per espandere i propri confini… aspettando la primavera.

L'anno del giardiniere

Peperoncini 32+1 varietà da scoprire

Vi piacciono i cibi piccanti? Questo libro fa per voi!
Tante ricette con tante diverse specie di peperoncini e, aggiungo, tanta acquolina in bocca!
Il libro è di Sandra Longinotti, food stylist, blogger e giornalista freelance – visitate il suo blog per scoprire tutta l’Arte della cucina!

Peperoncino

Un linguaggio chiaro ed essenziale e un libro pratico, da tenere in cucina e utilizzare per preparare piatti unici che desteranno l’ammirazione dei vostri ospiti – dagli stuzzichini, ai primi piatti, ai secondi, alle insalate, per finire con … tre dolci speciali.

Dopo alcune pagine di introduzione, nelle quali si parla della storia e delle proprietà dei peperoncini, della scala Scoville (che ritroverete nel libro sotto forma di fasce colorate per determinare il grado di piccantezza della ricetta), iniziano subito le ricette! Due pagine con descrizione della pianta e foto della specie del peperoncino (tra parentesi, foto bellissime del fotografo Marino Visiballi, uno dei maestri della fotografia food italiana), e altre due pagine con gli ingredienti e la ricetta – corredata da foto che ci mostra il piatto finito. Le bellissime foto sono di Marino Visigalli, uno dei maestri della fotografia food italiana.

Utilissimi, a fine libro, l’indice dei peperoncini e delle ricette, e gli indirizzi di vivai e mercatini dove potete trovare le varie specie di peperoncino presenti nel libro.

Quello che poi ho apprezzato di questo libro sono i suggerimenti pratici non solo su come scegliere le varie specie di peperoncino, ma su come coltivarlo e poi portarlo in cucina. Chi vive nel sud Italia ovviamente è avvantaggiato, ma non disperino gli orticoltori del freddo nord, perché vi posso garantire che anche nelle nostre regioni le piante di peperoncino possono crescere vigorose e darvi degli ottimi frutti… da usare in cucina!

LONGINOTTI, SANDRA, Peperoncini 32 + 1 varietà da scoprire, Nomos Edizioni, Varese 2015, pp. 166, ill. Euro 14,90

Peperoncini

Una seconda natura

Per dire tutta la verità, questo libro l’ho trovato un po’ difficile da leggere, e per essere sincero non l’ho letto tutto. L’ho letto a tratti, saltando di pagina in pagina. La prosa l’ho trovato un po’ pesante, non fluida come piace a me. Ma comunque è un libro che vi consiglio. Perché l’ho voluto leggere? Per avere l’opinione su orti e giardini da una persona che vive oltre l’Oceano, in America, e che considera il giardino (e l’orto) in modo diverso da noi europei. A cominciare dalla recinzione. Agli americani non piace l’hortus conclusus.

“Per i puritani , tutto il paesaggio americano era una terra promessa, uno spazio sacro, e tracciare confini intorno ad alcune sue parti equivaleva a mettere in discussione questa idea fondamentale.” (p. 57)

Il libro ruota attorno ai concetti di cultura e di natura. Essendo il giardino una seconda natura, creata dall’uomo ad emulare la Natura stessa (e il concetto che di questa abbiamo), il rapporto che viene a crearsi può essere di diversi tipi: di scontro, di emulazione, ideologico, o addirittura politico. L’ordine che vogliamo dare al nostro giardino è l’ordine della natura? O è un ordine creato dalla società, di cui rispecchia ideologie e valori?

Questo rapporto viene vissuto in prima persona dall’autore, che ha deciso di sistemare l’orto e il giardino nella sua proprietà nel New England. Le più belle intenzioni si scontrano con la forza stessa della natura – erbacce in primis che invadono orto e giardino – e gli ospiti che banchettano con le primizie dell’orto, delle testarde e combattive marmotte che devastano le colture appena piantate dal nostro autore. Orto e giardino diventano il pretesto per ripensare al rapporto uomo/natura, tanto da chiedersi se le erbacce siamo noi (Cfr. cap. VI). Le ideologie e i più buoni propositi cominciano a scontrarsi con la realtà delle cose, e ogni gesto del giardiniere diventa spunto per una riflessione teorica e filosofica, fino al punto in cui l’autore formula una ipotesi (quasi) definitiva:

“[..] d’ora in poi coltiverò carote bellissime senza un attimo di riflessione […]. Può darsi perciò che il pollice verde sia proprio questo, una forma particolare di memoria: un compendio di piccole storie, distillate fino al punto in cui il giardiniere può attingere i loro insegnamenti senza nemmeno pensarci.” (p. 149)

Per riassumere, un libro che vi consiglio a metà. Interessante per certi aspetti, poco o per nulla interessante per altri. Mi ha comunque fatto piacere avere letto anche un punto di vista da oltre Oceano 😉

POLLAN, MICHAEL, Una seconda natura, Adelphi, Milano 2016, pp. 309 (tit. orig. Second Nature. A Gardener’s Education, 1991.

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Il grattacielo verde di Milano

UN BOSCO VERTICALE: IL GRATTACIELO VERDE DI MILANO RACCONTATO DA STEFANO BOERI

Sabato 14 maggio, ore 17
Villa del Grumello – Como
Via per Cernobbio 11

Stefano Boeri dialoga con Michele Pierpaoli, Roberta Peverelli e Tommaso Sacchi
Coordina Salvatore Amura

Prosegue il cammino verso la sedicesima edizione di Parolario, la manifestazione dedicata ai libri e alla lettura che si terrà dal 16 al 25 giugno a Como: sabato 14 maggio alle 17 presso Villa del Grumello a Como Stefano Boeri presenterà “Un bosco verticale” (Corraini, 2015), libro dedicato al celebre grattacielo verde di Milano, riconosciuto a livello internazionale.
Durante l’incontro, organizzato da Parolario con l’Accademia di Belle Arti Aldo Galli IED, l’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della Provincia di Como e la collaborazione della Associazione Villa del Grumello, l’autore dialogherà con Michele Pierpaoli, presidente dell’Ordine, Roberta Peverelli, architetto e project manager di Peverelli srl e Tommaso Sacchi, consigliere del Comune di Firenze per gli eventi culturali e responsabile di Estate fiorentina. Coordinerà Salvatore Amura, presidente e amministratore unico di Accademia di Belle Arti Aldo Galli IED di Como.

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Il libro

“Un bosco verticale” è il libro in cui Stefano Boeri racconta il progetto di quello che è diventato, persino prima di essere terminato, uno degli edifici più emblematici di Milano; un tentativo di introdurre nell’architettura un concetto fino ad ora estraneo: la biodiversità. Il bosco verticale non è infatti un edificio pensato unicamente per essere abitato dagli uomini ma anche da altre specie (uccelli, insetti) che l’inarrestabile predominio del cemento ha allontanato dalle nostre città. Il libro è diviso in quattro parti: “Alberi e umani”, un testo che racconta la nascita e lo sviluppo del progetto; “Storie dal Bosco Verticale”, con alcuni piccoli racconti illustrati da Zosia Dzierżawska; il “Dizionario illustrato del Bosco Verticale in 100 voci”, che raccoglie i concetti chiave del progetto e infine “Bosco Verticale: Imparare dal I BV”, che modellizza l’esperienza per permettere la riproduzione altrove di progetti analoghi.

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Stefano Boeri
È architetto e Professore di Progettazione Urbanistica presso il Politecnico di Milano, dove dirige il laboratorio di ricerca multiplicity.lab. Dal 2004 al 2007 è stato direttore della rivista “Domus” e da settembre 2007 dirige la rivista “Abitare”. Lo studio Stefano Boeri Architetti si occupa di progettazione di edifici e spazi aperti in aree urbane europee da valorizzare o recuperare. Boeri ha fatto parte, insieme a Richard Burdett, Jacques Herzog e William MacDonough, della Consulta architettonica internazionale nominata per sviluppare il Concept Masterplan dell’Expo Milano 2015.

Ingresso libero.