Tempo di cachi

Uno dei frutti che più mi affascinano sono i cachi, anche se non li apprezzo molto come frutti alimentari. Preferisco guardarli, e lasciarmi affascinare dai loro colori, che in autunno diventano ancora più meravigliosi e intriganti. Ma perché mi piacciono i cachi? C’è qualcos’altro che non riesco ad esprimere?

Forse perché sono un frutto che non attira molto l’attenzione nei grandi supermercati. E forse perché sono un frutto di pace. I cachi sono le “mele d’Oriente”, il “loto del Giappone”, e il “frumento di Giove”. E poi, il significato dato a questo frutto è “non credere alle apparenze”. E così mi sembra – e non vogliatemene se questo mio post vi sembra una “predica” – che i cachi siano il frutto adatto per la nostra società (ma soprattutto per la psicologia umana, a prescindere dalle epoche) dove l’apparenza diventa più importante della sostanza.

Infine, l’albero dei cachi, è un bellissimo albero ornamentale. Ecco che l’ho fotografato con uno sfondo “religioso”, così per dare il significato che mi piace legare a questo frutto.

E così anch’io mi lascio affascinare dalle apparenze…

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Aspetto… [2]

Se Gennaio è un mese di inattività per il giardiniere, voglio aspettare senza dimenticare la bella stagione, lo stupefacente risveglio primaverile, il fantastico mondo della Natura. Ricordo, da piccolino, il fascino che ha saputo offrirmi un altro piccolo libercolo illustrato con bellissime foto. Non chiedetemi il nome del libercolo che non ricordo e non so se ancora possiedo. Si trattava della vita nell’artico, in particolare del periodo primaverile, quando da sotto la coltre di neve bianca cominciano a spuntare le prime forme di vita. Sognavo, da piccolino, sfogliando quelle pagine e guardando quelle foto, di essere io stesso proprio là, nell’Artico, a vedere gli orsetti svegliarsi dal letargo, i primi fiori spuntare dalla neve, i primi colori ravvivare quell’enorme distesa di bianco.

I miei dolci ricordi dell’infanzia… ma torniamo al post, che mi sto perdendo. Dicevo che mentre aspetto la primavera mi sono comperato – in offerta – quattro bulbi quattro di giacinto, stipati stretti stretti dentro un vasetto posto all’interno di un’improbabile tinozza di legno non proprio bellissima a vedere, ma tutto sommato accettabile visto che quello che mi interessa sono i fiori. E il giacinto è un classico del giardinieri che aspetta la primavera ma non vuole comunque rinunciare ai colori e ai profumi del regno vegetale anche in pieno inverno.

Quindi adesso avrò un’ulteriore attesa: i fiori del giacinto che sbocceranno.
Consigli del giardiniere? Annaffiare regolarmente, ambiente luminoso.

giacinti in vaso

Aspetto… [1]

Cosa fa il giardiniere o l’ortolano a Gennaio?
Aspetta. Rileggendo il divertente e pungente “L’anno del giardiniere” di Karel Čapek, sposo in pieno la sua frase “[…] in gennaio il giardiniere soprattutto coltiva il tempo.”

È un libercolo, quello di Čapek, divertente e spiritoso: un giardiniere neofita alla prese con manuali di giardinaggio per riuscire a sistemare il suo giardino. Ma il libro è anche un’esperienza vissuta dallo stesso autore, che nel 1925 comperò assieme al fratello una casa alla periferia di Praga, con un ampio giardino. Un po’ di ironia ci vuole nella vita, e soprattutto per noi giardinieri alle prese con semi, piante, terreni, periodi di fioritura e di potatura. Avevo già parlato in questo blog di questo libercolo, e ve lo voglio consigliare ancora una volta. Qualche lettura, se avete tempo, è buona per coltivare i propri interessi oltre il giardino, per espandere i propri confini… aspettando la primavera.

L'anno del giardiniere

Settembre

Che caldo! Non voglio tediarvi con statistiche… però che caldo ragazzi! Siamo quasi a metà settembre, e il mio nuovo termometro mi dice temperatura interna 26/28 gradi, temperatura esterna, di pomeriggio, 30 gradi!
È il caldo che sento sulla pelle appena esco in giardino.
Nella serra ho messo il vecchio termometro, anche lui con temperatura in e out. 30 gradi interna e 31 gradi esterna. Corpo di mille balene! Qui è come agosto!
Sabato sono andato ad ascoltare un quartetto a Villa Caldogno a Vicenza. Erano le 21, e anche dentro la villa faceva caldo. Sarà che forse ho troppe aspettative, o che forse sogno ad occhi aperti un settembre con temperature miti.

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Ecco, un ricordo di quando ero bambino, e mi aggiravo nell’orto in questo mese dell’anno. Le colture erano alla stato finale, e finiti tutti quei colori delle foglie e dei frutti, il mio interesse cadeva sui ragni, che tessevano la tela sui pali dei pomodori stanchi, giunti alla piena maturità. Grandi ragni crociati, che poi non ho più visto nel mio orto. Oggi invece trovo un bellissimo ragno granchio nascosto nelle gerbere, che sono state i fiori del mio orto giardino 2016. Il ragno granchio è bianco come la neve, quasi trasparente, e si nasconde nella bellezza dei fiori per avventarsi sul malcapitato insetto che capiti lì attirato da colori e profumi.

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Pensieri in una notte d’estate

Caldo… silenzio… notte.
Ma prima, questa sera, mi sono fatto una pastasciutta e l’ho condita con pomodorini, erba cipollina, un po’ di rucola, maggiorana. Tutto tagliato sottile e poi mescolato in un pentolino con un po’ di burro. Condito con un goccio d’olio e una nevicata di formaggio grana. Questo è il bello dell’orto. Non solo questo, ma anche e soprattutto questo. Scendere le scale, prendere qualche spezia e qualche verdura e portarla a tavola.

Questi sono i piccoli pensieri (e i piccoli piaceri) di un ortolano neofita di città (ONC)…

prodotti dell'orto

Ordine e bellezza

Sì, è un concetto umano, troppo umano!
Ma quando si ha un orto incolto… lo guardi e vorresti risistemarlo. A volte vorresti che qualcuno lo risistemasse per te. Ti rimbocchi le maniche – visto che non hai trovato nessuno che ti fa questo favore gratis – e cominci a estirpare-vangare-sistemare. Sudi, fai fatica. Ma dopo i primi pensieri negativi – tipo: “potevo andare a fare un giro al lago” – ecco che a vedere l’orto che si trasforma poco a poco sotto i tuoi occhi i tuoi pensieri negativi si positivizzano – e scusate per l’italiano!

Pian piano acquisti fiducia e pensi di essere in grado di modificare la Natura a tuo favore – effimera illusione in realtà. Però ci prendi gusto.
E poi rimiri e rimiri il tuo lavoro, guardi che non ci sia una foglia, dico una foglia, fuori posto. Tutto in ordine, bello e pulito…

Se la cosa vi sembra troppo grande per voi fate una prova con qualcosa di più piccolo. Ad esempio un vaso di fragole.
Ecco qui sotto il suddetto vaso prima e dopo l’intervento di pulizia.
Buoni lavori primaverili a tutti 😉

vaso di fragole

Vaso di fragole