Uno strano frutto / A strange fruit

Verde ma maturo. Pieno di piccole spine.
Proviene da un altro mondo? No.
Da Paesi tropicali? Forse.

Quando avevo dodici anni mia zia di Francia mi aveva portato questo frutto e alcune piantine, prontamente interrate da mio nonno. Ricordo le piantine che crescevano e producevano questi strani frutti. Avevo timore a prenderli in mano.

Ieri mia moglie è tornata a casa con questo alieno verde. Come si chiama? Non lo sapeva, e io non lo ricordo. Un frutto senza nome, per il momento…

Green but mature. Filled with small spines.
It comes from another world? No.
From tropical countries? Maybe.

When I was twelve years old, my aunt took me to France this fruit and some plants. I remember the plants that grow and produce these strange fruits. I was afraid to take them in hand.

Yesterday my wife came home with this green alien. What’s his name? He did not know, and I do not remember. A fruit with no name, for the moment …

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8 pensieri riguardo “Uno strano frutto / A strange fruit

  1. E’ la zucca centenaria (Sechium edule Swartz)!!!
    Si coltiva in zone a temperatura calde ed è originaria dell’America centrale.
    Qui, a Roma, da qualche anno la trovo al mercato. Cìè un produtttore che ogni anno le coltiva e quando gli chiedono come si cucina risponde:… a signò,come le patate!
    Attento alle spine perchè io ho ancora i segni delle punture sulle mani. Se le fai lessare a vapore insieme alle patate e poi le ripassi in padela antiaderente tagliate a pezzi con abbondante olio, rosmarino, salvia, aglio e sale,facendogli fare la crosticina, sono molto buone. Da sole mi sembrano insipide.
    Ciao e buon appetito!
    Silvana

  2. In Sudamerica la chiamano chayote. Io la chiamo zucchina spinosa. Mi diceva una signora colombiana che al suo paese cresce spontaneamente e le usano come foraggio per le mucche.
    L’abbiamo coltivata anche noi per alcuni anni (in Ticino, Svizzera). E’ staordinariamente produttiva. Una sola pianta ti può dare anche 300 frutti. Ho preferito lasciar perdere la coltivazione per due motivi. Le spine sono un problema grosso. Esistono varietà con meno spine, quasi lisce, ma non le ho mai viste. E il gusto non è eccezionale. E’ davvero un po insipido.
    La riproduzione delle chayote è molto particolare. Va interrato un pò obliquo il frutto intero, dal quale crescerà il germoglio della nuova pianta, come si vede nella bellissima foto.
    Se avete lo spazio per coltivarla su di una pergola provateci!

  3. confermo: chayote. però io trovo che il suo sapore delicato sia la cosa eccezionale di questa “zucchina” che a me piace molto proprio perché consente degli interessanti contrasti gustativi. tagliata a metà e scavata diventa un contenitore insolito per forma e bellezza del colore che mantiene in cottura.

  4. Grazie Sandra, ci voleva un commento un poco “fuori dal coro” per questo frutto che già dall’aspetto sembra poco invitante. Sicuramente una professionista come te saprà come “trattarlo”. Corro subito nel tuo sito a cercar suggestioni culinarie.
    😉
    A presto,
    Davide

  5. @ sandra
    Grazie Sandra, contraccambio con piacere, navigare nel tuo blog è quasi come un invito a pranzo, e si respira una semplice e piacevole eleganza, ma non solo nella forma, anche nella sostanza. Per ovvie questioni di gola visiterò il tuo blog lontano dai pasti. 😉
    A presto,
    Davide

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