La moltiplicazione del papiro

Il papiro (Cyperus papirus) è una bellissima pianta… ornamentale. E pensare che tanto tempo fa – sì, al tempo dell’antico Egitto – il papiro veniva coltivato anche per produrre copricapi, sandali, funi… e la carta. Ahimé, l’economia la fa da padrona quando il valore principale è il denaro, così adesso il papiro è esclusivamente pianta ornamentale. Lo stesso discorso potrebbe valere per un’altra pianta, la canapa. In Italia, fino alla prima metà del Novecento, con la canapa si facevano funi (resistenti e durature). Non è perché qualcuno ha iniziato a fumarla (la sativa, non l’indica, vi rimando per approfondire a Wikipedia) che se ne è vietata la coltivazione. Ma per lasciar posto alla plastica e alla sua industria. Oggi è possibile trovare abiti e accessori in canapa – in canapa io ho la fodera del materasso -, ma se trovo un cappellino di papiro me lo compero!
Mi sto dilungando un po’ troppo…

Ritorniamo al tema: questo post vuole mostrarvi come moltiplicare una pianta di papiro. L’operazione è molto semplice. Si taglia lo stelo a circa 10-15 centimetri dalle foglie – anche queste possono essere tagliate a metà -, lo si capovolge e lo si mette in una bacinella d’acqua, finchè non cresceranno i nuovi germogli. A questo punto sono pronti per essere interrati. Se avete amici che hanno una pianta di papiro fatevi prestare una forbice e – dopo aver gentilmente chiesto – tagliate uno stelo e portatevelo a casa.
Come potete vedere dalla foto il mio stelo ha già fatto i germogli.
Adesso devo solo interrarlo in vaso.
Ricordatevi infine che l’habitat naturale del papiro è la palude. Ha quindi bisogno di acqua, umidità, e di una temperatura superiore ai 15° C.
Buon lavoro.

Nota = non sono mai stato molto bravo in matematica, ma ho imparato che le moltiplicazioni le potevo fare anche in altre maniere. 😉