Febbraio al freddo

Febbraio sta finendo. Il vento freddo della Svezia mi punge viso e mani quando vado in bicicletta. Di mattina tutte le auto sono bianche, coperte dalla brina. Ma quando c’è il sole l’aria si scalda, e i nuovi germogli non si sono fatti intimorire da questo freddo di fine mese. In serra poi, grazie alla protezione dei vetri, ieri il termometro segnava venti gradi e la differenza di temperatura tra dentro e fuori era evidente.
Anche la protezione dei doppi vetri, in casa, dà ai semi il calore necessario per nascere.
Ed eccoli i primi germogli spuntare dalla terra, sul davanzale.
Ho cominciato con i fiori.
A marzo comicio a seminare anche le prime colture per l’orto, ormai il tempo è propizio.

Emissioni zero

Sorrido non poco quando vedo queste applicazioni circolare per il web, sui giornali, in televisione. Sui giornali e in televisione queste notizie sono importanti perché riescono a prendere lo spazio di altre notizie più importanti. Sul web ho come l’impressione che l’umanità tutta sia ormai acculturabile solamente con un videogioco, una App da scaricare sul telefonico – Huizinga aveva le idee chiare quando scrisse Homo ludens (1938).

E così General Electric ha lanciato sul web l’applicazione “How much CO2 is created by” – realizzata graficamente da David McCandless: giocando a spostare il mouse ci si diverte a vedere quante emissioni di biossido di carbonio producono le nostre azioni quotidiane.

Quel che mi interessa è che facendo asciugare il bucato al sole l’emissione è zero (non ci sarei mai arrivato da solo) e anche raccogliendo una mela dal proprio albero in giardino – e questo vale per tutti i prodotti dell’orto – l’emissione è zero. Ah sì, anche facendo scaldare l’acqua del bagno con il sole l’emissione è zero.
Imparate e giocateci pure:
visualization.geblogs.com/visualization/co2
A presto.

Un’ora senza luce

Il 26 Marzo dalle 20.30 alle 21.30

L’obiettivo di Earth Hour 2011 è coinvolgere Istituzioni, Cittadini e Aziende ad andare “Oltre l’ora” impegnandosi non solo a spegnere le luci durante l’ Earth Hour ma anche, manifestando attraverso diverse azioni o attraverso degli eco-consigli, l’impegno nei confronti del pianeta.
Il cittadino che rinuncia all’ auto un giorno a settimana, una scuola che installa pannelli solari sul tetto, un comune che costruisce piste ciclabili, ed ogni piccola azione contribuisce a proteggere l’unico pianeta che abbiamo.
Ogni piccolo gesto fa la differenza.
(fonte: http://www.wwf.it/oradellaterra/)

Spuntano i tulipani / Sprouting tulips

Vogliono far concorrenza ai narcisi, e spuntano qua e là nell’orto, perché li ho sparpagliati ovunque. Sono tulipani olandesi, i bulbi li ho comperati in Olanda, al mercato dei fiori. Una bellezza garantita, che a pensarci mi vien nostalgia. Ma appunto per questo ho comperato i bulbi. Per portarmi un pochino di Olanda qui nel mio orto.

They want to compete with daffodils, and sprouting here and there in the garden, because I have scattered them everywhere. I’ve bought the bulbs in Holland, in the flower market. So I have a little bit of Holland in my garden…

L’erba cipollina è ritornata / The chive is back

Il primo anno che ho piantato l’erba cipollina, e in inverno non l’ho più vista, ho pensato: chi se l’è mangiata? Nessuno. In realtà, ogni inverno, perde la sua lunga chioma, che poi ricresce a primavera. Ed eccola lì, da qualche giorno spuntata dal terreno.
Bella in giardino e ottima in cucina. Consigliata.

The first year I planted chives, and in winter I have not seen her, I thought: who it ate? None. In reality, every winter, he loses his long hair, which then grows back in spring.
The chive is beautiful in the garden and very good in the kitchen. Recommended.

Le campanelle del muscari / Muscari’s little bells

Stanno sbocciando i fiorellini. Azzurri azzurri. Cominciano da sotto e arrivano fino a sopra. Suonano di colori le loro campanelle, e festeggiano l’arrivo prossimo della primavera.

Il muscari è un fiore che apprezzo molto. Poco appariscente, molto elegante, con dei fiori piccoli piccoli che si uniscono a formare un gruppo. L’unione fa la forza, anzi, in questo caso, la bellezza.

The flowers are blooming. Blue. They start from the bottom and go up to above. Play of colors their bells, and celebrate the arrival next spring.
The muscari is a flower that I appreciate very much. Inconspicuous, very elegant, with small little flowers that combine to form a group. Unity is strength. In this case, in unity is the beauty.

Delusioni

L’orticoltore vive anche di delusioni e di speranze. Voi casa dite? È morta questa pianta carnivora?

Ho un sentimento di delusione a pensare di averla fatta morire per poche attenzioni, perché con un inverno così rigido avrei forse dovuto portarla in casa. Ma ho anche una speranza, piccola per la verità, che da quell’uniforme colore marrone possa, tra qualche settimana, spuntare qualcosa di verde…

Estasi di spine

Forse i fiori delle cactacee sono i fiori più importanti tra tutti gli altri. Dico “forse” perché la mia scala di valori ha poco da spartire con il regno vegetale, essendo più orientata ai modelli della società dove vivo: lavoro, soldi, salute… dimenticando che esiste la bellezza, l’altruismo, la misericordia. La logica del sacrificio ci spinge all’odio e alla vendetta, ma questo è un altro discorso. Ritorniamo invece al cactus, perché i suoi fiori sono così importanti da essere protetti da spine, tanto da sembrare dei rubini lì gelosamente custoditi. Intoccabili.

Girano attorno al cactus come una corona, ma la natura non necessita di sacrificio e da quel labirinto di spine non esce sangue, ma fiori. Appunto.

I colori del mondo – National Geographic Italia

Chi abita a Roma non si lasci scappare questa mostra. Novantacinque fotografie scattate da quarantotto grandi fotografi collaboratori del National Geographic. Quattro i colori attorno ai quali ruota tutto il fascino di questa bellissima mostra: rosso, verde, bianco, azzurro.
Dal 12 febbraio fino al primo maggio al Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Consigliata.

Fasanenstrasse 87

Made in Germany. Berlino. No Italia. Berlino. Made in Italy? No, made in Germay.
Perché noi in Italia abbiamo il design, i giardini, il fashion, la moda e la bellezza, che tutti ci invidiano. In Germania hanno la funzionalità. Idee e brevetti. La Germania è la locomotiva dell’Europa, come ho letto in un post nel blog di Beppe Grillo. Ma senza scomodare un comico, che la Germania è la locomotiva d’Europa è lapalissiano.
E così a Berlino, in Fasanenstrasse 87, nasce la casa che dovrebbe produrre più energia di quella che consuma, e il governo federale su questo progetto ha deciso di investire dai 2,5 ai 3 milioni di euro. Ci credono… e guardano al futuro.
Con così tanta energia ti ricarichi anche la macchina. Elettrica. Werner Sobek, lo studio ingegneristico vincitore del concorso ha già preso contatti con Volkswagen, BMW, Mercedes, Opel.

In Italia è uscita la nuova Ferrari FF, per la famiglia. Quattro posti. Non voglio neanche sapere quanti chilometri – o quanti metri? – fa con un litro di benzina.

Il costo rimane sempre da capogiro, anche se lievemente ridotto: circa 250 mila euro. Una nuova rivoluzione, quindi, per una Ferrari che non può non lasciare a bocca aperta e destare ammirazione. (Fonte: LuxuryOnline)

Forse dovevo leggere il resto dell’articolo, ma quale sarebbe la nuova rivoluzione? Che è a quattro posti?
[…]

E basta! (sfogo lirico)

E questa volta non ne posso più. Basta. Cito testualmente:

Gli hobby farmer rappresentano un mercato potenziale apparentemente ampio e da scoprire, affamato di offerte e di informazioni.

Ma basta con questo marketing d’assalto! Io non rappresento un mercato potenziale, è già tanto se riesco a rappresentare me stesso. Non sono affamato né di offerte né di informazioni, ne ho così tante a mia disposizione che se non sto attento rischio di fare indigestione. Sulla cassetta della posta ho scritto “No pubblicità” e le offerte che mi mettevano dentro gratis, ogni giorno, sei giorni su sette, adesso – con il cartellino che ho fatto a mano – sono diminuite dell’80% – capita che qualcuno non vede il cartellino, o non lo sa leggere o apposta per ché c’è scritto che non voglio pubblicità allora me la mette nella cassetta delle lettere.

Io per il mio orto uso sì attrezzi nuovi, ma anche vanghe e rastrelli che saranno del 1952! Io capisco che le aziende devono vendere, che se non ci sono incentivi statali i trattori rimangono là in esposizione (Cfr. Vita in Campagna di Gennaio), ma io non sono un mercato potenziale. Basta con queste stupidaggini! Chi si fa un orto, forse se lo fa anche per risparmiare.
RI-SPAR-MIA-RE. Questa parola ora poco di moda. Se ho bisogno di una cosa e la posso acquistare, allora l’acquisto. Ma se non ne ho davvero bisogno, perché devo consumare?
Ecco, finisco qui. Q.B. Quanto Basta. Piccolo sfogo. Fine.
Ah, un momento, vi metto la foto del mio cartellino, è il mio filtro anti-spam – e il mio vicino mi ha chiesto come lo avevo fatto e se lo è fatto anche lui. Bello, no? Buon contagio, lasciatemelo dire.
A presto,
Davide