Alcune brevi considerazioni sul post precedente (l’orto di plastica)

i) Non sono contrario all’uso della plastica. Sono contrario all’abuso della plastica.
ii) I bambini giocano con tutto. Uno schiacciapatate può essere un’astronave spaziale… con molta fantasia. E i bambini hanno molta fantasia!
iii) Certi giochi piacciono più ai grandi che ai piccoli. E in effetti la talpa è proprio carina.
iv) Il processo di miniaturizzazione degli oggetti operato dagli adulti ha un significato psicologico di ritorno all’infanzia – vedi tutti i lavori di modellismo, dal galeone in legno ai soldatini di piombo. Freud chiamava questo processo “sublimazione”. Un desiderio inconscio – ritornare bambini, nel nostro caso – attraverso il processo artistico-artigianale viene riportato (sublimato) nel mondo adulto rispettando tutte le regole e i valori della società. Queste creazioni vengono anzi valorizzate perché riescono a mantenere inalterato l’equilibrio sociale, la sua struttura e i valori sottesi, riaffermando le distinzioni tra mondo degli adulti e mondo dei bambini – e non è un caso che proprio ai bambini venga negato di toccare le opere giocattolo (i modellini) degli adulti, perché potrebbero romperle e perché non sono più giocattoli, ma modellini da collezionismo, costosi e delicati.

Visto che le feste sono quasi terminate ne approfitto per esporvi il pensiero di Claude Lévy-Strauss sulla funzione di Babbo Natale, a cui gli adulti non credono, ma incoraggiano i bambini a crederci. Chi è o cos’è dunque Babbo Natale?

È […] l’espressione di un codice differenziale che distingue i bambini dagli adolescenti e dagli adulti. (Cfr. C. Lévy-Strauss, Babbo Natale giustiziato, Sellerio Editore, Palermo 1995).

Buona epifania a tutti.