Un libro sugli insetti… tanto per cambiare!

Per bambini, ma anche per grandi, che di insetti poco sanno – a meno che non siano entomologi. Vi ripropongo un altro libro sugli insetti, ma era così bello che non potevo non citarlo. Realizzato in Australia e poi tradotto e impaginato in Italia da Studio Calipso di Laura Tassi e Dorotea Garozzo.
NOEL, TAIT, Insetti e ragni, De Agostini, Novara 2008, 64 pagg. colorate e illustrate.
Quanto costa? Solo 15 euro.
Molto molto bello. Consigliato.

Ma qual’è il migliore tra i due che vi ho consigliato – l’altro è Guarda dentro Insetti & ragni?
De gustibus non est disputandum. Sono entrambi belli e ben fatti, io preferisco Guarda dentro, per l’impaginazione più pulita e le pagine in acetato. In ogni caso, buona lettura.

Insetto stecco: uno sguardo ravvicinato / Stick insect: a closer look

Vediamo più da vicino l’insetto stecco, le sue abitudini alimentari, il suo comportamento.
Cosa mangia?
Foglie di ligustrum, di lamponi e di rovi. Mangia anche insalata e altre verdure dalla foglia tenera. Lavate tutto bene! È molto delicato, pulite le foglie dai ragni – sui acerrimi nemici – e da sostanze velenose come gli antiparassitari.
Come si riproduce?
Per fecondazione o per partenogenesi. Il carattere sessuale si riconosce dopo tre mute.
Cosa fa di giorno?
Sta fermo, si muove poco.
Cosa fa di notte?
Si muove. Comportamento specie specifico? Forse. L’insetto stecco preferisce muoversi di notte per evitare quelle creature che vorrebbero mangiarlo: ragni in primis.
Qual’è la sua temperatura ideale?
24° C, ma anche a 18-19° C sta bene.

Per chi desiderasse ulteriori approfondimenti visiti il sito www.insettostecco.it.
Un altro sito utile è www.lorologiaiomiope.com

Let’s look more closely at the stick insect, its habits, its behavior.
What to eat?
Leaves of igustrum, raspberries and blackberries. Also eat salad and other vegetables from the tender leaf.
Sexual behaviour?
By fertilization or by parthenogenesis. The sexual character is recognized after three mute.
What makes the day?
Stands still, moves little.
What do you do at night?
Moves. Species-specific behavior? Maybe. The insect prefers move around at night to avoid the creatures that would eat it: first of all spiders.
What is it ideal temperature?
24 ° C, but even at 18-19 ° C is fine.

Cosa avete mangiato a Natale? / What have you eaten at Christmas?

Chi ha un orto sa cosa mangia, da dove provengono i suoi frutti e le sue verdure, che prodotti usa per concimare la terra o per proteggere le colture dai parassiti. Ma per chi compera verdure al mercato, dall’ortofrutta, da un’azienda agricola, una sicurezza deve pur esserci: e non è facile districarsi tra etichette, loghi, marchi di garanzia.

Volevo presentarvi tre certificazioni europee “volontarie”, non obbligatorie, che però possono aiutarci nelle nostre scelte fornendoci ulteriori sicurezze sulla bontà non solo dei prodotti, ma anche dei sistemi di coltivazione.

Global Gap (The Global Partnership for Good Agricultural Practice)
Vi aderiscono molti soggetti della filiera agroalimentare. Unisce il rispetto dell’ambiente alla sicurezza alimentare.

Leaf (Linking Environment and Farming)
Creato nel 1991 riguarda la produzione integrata nelle aziende agricolo.

Biodiversity Friend
Associazione onlus che, come dice il nome, promuove la conoscenza e la conservazione della biodiversità attraverso la ricerca e l’educazione.

Buona navigazione

Who knows what they are eating a vegetable garden, where they come from fruit and their vegetables, products that used to fertilize the earth or to protect crops from pests. But for those who purchase vegetables in the market or from a farm, there must be security.
I wanted to introduce three voluntary European certification.

Global Gap (The Global Partnership for Good Agricultural Practice)
We join many people in the food industry. It combines respect for the environment to food safety.

Leaf (Linking Environment and Farming)
Created in 1991 concerning the integrated production on farms.

Biodiversity Friend
Non-profit association that promotes knowledge and conservation of biodiversity through research and education.

E-Blogs chiude

Peccato, era un bel progetto, mi avevano fatto partecipe, ma l’economia di mercato detta legge. Pubblico un breve resoconto della email che mi è stata recapitata.

Cari blogger,
Dopo soltanto undici mesi di esistenza lasciamo la blogosfera europea. Smettiamo le traduzioni il 31 dicembre 2010. Rimarrà per noi una bella avventura, la gioia delle scoperte condivise da un Paese all’altro e l’orgoglio di aver realizzato un progetto unico nel suo genere. Grazie per tutti gli scambi e i momenti di vita insieme.

Perché aver fatto E-Blogs?
Il punto di partenza di E-Blogs: mostrare “il meglio” della blogosfera europea. Selezionare post di qualità in 5 Paesi e 5 lingue: Italiano, Tedesco, Spagnolo, Inglese, Francese, farli tradurre nelle stesse 5 lingue. […]

Perché smettere E-Blogs?
Selezionare contenuti, adattarli per ogni Paese, farli tradurre dai traduttori remunerati e infine diffonderli in 5 lingue su 5 Paesi… Tutto ciò costa denaro. […] pensavamo di trovare una audience naturalmente forte nei blogger e in internet in genere. Sfortunatamente, non abbiamo incontrato l’eco, […]

Grazie infine ai 38 traduttori e ai 500 blogger che ci hanno dato il permesso di tradurre… Ci hanno fatto sognare.
[…]

Catherine Nivez
Responsabile E-Blogs presso WIKIO

Inverno / Winter

Questa piccola brochure, 18 x 18 centimetri, dedicata all’inverno, la potete sfogliare dal sito di Issuu. Un piccolo dono post-natalizio per tutti i lettori del mio blog.
Cliccate qui per leggerlo.

This small brochure, 18×18 cm, dedicated to winter, you can browse from Issuu. A little post-Christmas gift to all readers of my blog.
Clic here to read it.

Report coccinelle

Come stanno le coccinelle nel bagno? Da quando le abbiamo liberate dal barattolo di vetro, dopo appena un giorno… scomparse. Dove siano andate non ne ho idea – forse dietro lo specchio?

Ma ogni tanto ne vedo qualcuna camminare lungo le piastrelle, anche a notte fonda. No no, non sto sognando. Questa sera una coccinella saliva sulla porta del bagno, un’altra sul dentifricio alla fragola…

Una nota sulla categoria del post: storie nell’orto. Forse sarebbe più corretto dire “Storie nel bagno”, ma preferisco la prima categoria. L’orto può essere trasportato anche in bagno – non tutto, ci devo poter entrare anch’io.
Uno dei miei sogni ricorrenti è quello di avere una casa con dentro pezzi d’orto: insalata che cresce sulle pareti, pomodoro ciliegino che penzolano dai lampadari, fagiolini che si arrampicano sugli attaccapanni. Che male ci sarebbe? Del resto tutte le piante da interno sono quasi esclusivamente tropicali, prese da una foresta pluviale, trasportate per migliaia di chilometri in Europa e rinchiuse da quattro muri di cemento o di pietra – come i miei.

Non ci vedo nulla di strano a trasportare un poco di orto in casa. Ormai la definizione di casa borghese è un concetto antiquato, così come ritengo obsoleto la divisione delle camere – soggiorno, salotto, sala da pranzo, entrata – l’entrata poi! Non capisco a cosa serve. A entrare direte voi. Sì, ma non basta la porta? Mah… e battaglie con mia moglie a spiegarle questi miei nuovi concetti… niente da fare, non molla! Casa borghese vuole che sia! Eppure se cambiano i valori, devono cambiare anche le funzioni. Ecco, sento il bisogno impellente di teorizzare questa idea di “nuovi valori = nuove stanze per l’abitazione”, ma sarà per un prossimo post – e rischio anche di uscire dal tema, come mi capitava alle scuole medie e superiori, di fare di questo blog sull’orto un blog su casa e arredamento – confini inutili, io penso. Basta. Esco dal sogno. Ritorno alla realtà.
A presto

Cappellini naturali / Natural hats

Forse per noi umani sarebbero un po’ scomodi, ma per le ghiande sono giusti e gli donano una naturale simpatia.
Dei bellissimi copricapi. Anche la texture ha il suo fascino e forse, per chi è brava/o a maglia, potrebbe essere uno spunto per fare un cappellino simile… a quello della ghianda.
Natura insegna, noi copiamo.

Who knows knitting could be inspired by these beautiful hats. Nature tech… we copy.

CITES (Convention on International Trade in Endangered Species)

Comunicazione di servizio (o quasi).
A proposito dei bulbi che possiamo trovare nel loro habitat naturale, è giusto sapere che, per garantirne la sopravvivenza, è stato sancito l’accordo internazionale CITES, che ha lo scopo di risolvere il problema della raccolta indiscriminata di piante dal loro naturale habitat e quindi di preservare le specie e garantirne la sopravvivenza. Senza una licenza CITES è illegale portare in coltura generi presi in natura cone Narcissus, Cyclamen, Galanthus, Sternbergia. I bulbi coltivati e propagati da ceppi non selvatici non sono invece soggetti al CITES. In questo modo si garantisce la sopravvivenza in natura delle specie ma non ci si priva neppure della soddisfazione di veder fiorire le bulbose nei nostri giardini.
Per maggiori info: www.cites.org (in inglese).

Nel mio orto spoglio / In my bare garden

A dicembre il mio orto è spoglio. A consolarmi, le colorate foglie delle fragole. Non le tolgo quelle marroni, le lascio a coprire la terra e le radici, a proteggerle dal gelo dell’imminente inverno.
Non ho pensato ad un riparo per le fragole, perché non ne hanno bisogno. E ogni anno, a primavera, risorgono più verdi e vive che mai.

In December, my garden is bare. Only the colorful leaves of the strawberries. Do not take off the brown ones, I leave to cover the earth and roots, to protect them from the impending cold winter.
I have not thought about a shelter for the strawberries, because they need it. And every year, in spring, resurrected and lives greener than ever.