Le forbici con il manico arancione / 50° anniversario

50 anni fa, in un piccolo villaggio in Finlandia chiamato Fiskars, nasceva un oggetto creato per la vita di tutti i giorni, le forbici con il manico arancione.

Da allora le forbici Fiskars con il manico arancione e lame in puro acciaio inox sono entrate in più di un miliardo di case sparse in tutto il mondo, diventando un classico del design ed esposte al Museo di Arte Moderna di New York come icona del design nordico.

Le forbici Fiskars con il manico arancione sono adatte per tutti i tipi di lavori di taglio e si possono trovare in tutto il mondo, dal cassetto della cucina, alla casa della nonna, nelle scuole e negli uffici.

Forbici Fiskars

Le forbici Fiskars con il manico arancione vengono anche utilizzate nelle sartorie di case di moda internazionali e negli studi di artisti e artigiani in tutto il mondo. Ancora oggi, le forbici Fiskars con il manico arancione, vengono costruite e collaudate una ad una nella fabbrica in Finlandia.

Il colore arancione dei manici, caratteristica che distingue le forbici Fiskars, nacque per puro caso nel 1967. Capitò che il colore arancione, rimasto nella macchina che poco prima aveva prodotto un piccolo elettrodomestico, venne utilizzato per fare una prova di colore sui manici delle forbici.

Si passò quindi alle votazioni tra gli operai della fabbrica, per decidere il colore dei manici delle nuove forbici. I colori a disposizione erano l’arancione, il rosso carminio e il nero.

Il colore arancione vinse con 9 voti a favore contro 7 contrari e divenne, così, la caratteristica distintiva delle forbici che sarebbero diventate un’icona del design nordico vendute in tutto il mondo in oltre un miliardo di copie.

Forbici Fiskars

Nel corso del 2017, Fiskars raccoglierà le storie ispirate dalle forbici arancioni raccontate da artisti, designer e influencer provenienti da tutto il mondo.

Le storie ispirate dalle forbici Fiskars con manici arancioni, si potranno trovare sul sito www.fiskars.com oltre che nel Design Museum di Helsinki, dove verrà allestita una mostra dedicata, nel mese di settembre 2017.

Fiskars celebra quest’anno il 50° anniversario delle forbici col manico arancione come una fra le più importanti pietre miliari che fanno parte di una storia di idee rivoluzionarie che continua nel tempo.


Fiskars, però, non è conosciuta solo per le forbici. La ricerca e la produzione abbraccia una vasta gamma di coltelli, di utensili per la cucina e pentole.

Coltelli, utensili e pentole Fiskars, sono stati studiati, anche a livello di design, per tutti coloro che sono appasionati di cucina ma anche per chi desidera strumenti funzionali e pratici per preparare un pasto facile e veloce ma con un pizzico di creatività. La nuovissima linea GoBaking è l’ultimo esempio della creatività Fiskars che rimane fedele al colore arancione per sottolineare a colpo d’occhio l’appartenenza al brand.


Fiskars, infine, ha una gamma molto ampia di
prodotti per il giardinaggio, famosi per l’ergonomia che li rendono pratici e maneggevoli.

Forbici per giardinaggio

Fiskars: più potenza e meno fatica in giardino

Fiskars, multinazionale finlandese tra le più antiche al mondo e leader mondiale nei prodotti di consumo per la casa, il giardino e la vita all’aria aperta, lancia una nuova linea garden: la linea PowerGearX

Da oggi, meno sforzo e più potenza con i nuovi attrezzi Fiskars PowerGear™ X: forbici e cesoie siepi per un giardino potato con cura.
La potatura richiede precisione e forza ma grazie all’
ingegnoso meccanismo ad ingranaggi, brevettato da Fiskars, tutto diventa più semplice. Gli attrezzi della nuova linea PowerGear™ X assicurano un rilevante aumento di potenza di taglio anche grazie alle lame in acciaio di alta qualità resistenti alla corrosione e ai manici in FiberComp™, leggeri, resistenti ed ergonomici.

Fiskars

La nuova serie PowerGear™ X è una gamma versatile di attrezzi che include forbici, troncarami e cesoie per le siepi, adatta a coprire la maggior parte delle esigenze di taglio in giardino.

Le forbici PowerGear™ X sono disponibili in 3 modelli: incudine L, By-pass M e By-pass L.

La massima capacità di taglio è di circa 2,5 cm permettendo tagli superiori fino a 3,5 volte rispetto ai meccanismi tradizionali.

La manutenzione è semplice perché le lame sono facili da affilare e il comfort è assicurato grazie alla maggior leggerezza e all’impugnatura ergonomica.

Infine, della nuova linea PowerGear™ X, fanno parte anche le Cesoie, ideali per rifinire facilmente siepi e cespugli. Sono resistenti alle diverse condizioni atmosferiche e gli inserti SoftGrip evitano che scivolino durante il taglio riducendo la forza necessaria per maneggiarle.

I prodotti che fanno parte della nuova linea PowerGear™ X godono di una garanzia di 25 anni.

Forbici Fiskars

Le caratteristiche delle forbici e delle cesoie PowerGear™ X sono:

  • 3 volte più potenti grazie al meccanismo ad ingranaggi PowerGear
  • Lame rivestite in materiale antiaderente PTFE per ridurre la frizione durante il taglio
  • Lame in acciaio inox
  • Arrotatura delle lame migliorata
  • Bilanciate e adatte alle mani dell’utilizzatore
  • Nuova impugnatura maggiormente ergonomica e pratico sistema di chiusura
  • Inserti SoftGrip per evitare che scivolino durante il taglio e ridurre la forza per
  • tenere in mano gli attrezzi
  • Meccanismo rotante ottimizzato con ingranaggio per ridurre lo sforzo fino a 3 volte
  • Ancora più leggere e maneggevoli

Prezzi consigliati al pubblico:

PowerGear ™ X bypass L PX94 € 47,58
PowerGear ™ X bypass M PX92 € 43,31

PowerGear ™ X incudine L PX93 € 47,58
PowerGear ™ X cesoie siepi HSX92 € 81,74

L’Azienda

Fiskars è un’azienda leader nella fornitura di prodotti di consumo a livello mondiale per la casa, il giardino e la vita all’aria aperta. Il gruppo finlandese ha un portfolio di marchi internazionali quali Fiskars®, iittala®, Royal Copenhagen®, Wedgewood® e Gerber®. Fondata nel 1649 e quotata alla Borsa di Helsinki, Fiskars, con più di 365 anni di attività alle spalle, è la più antica azienda finlandese e una delle più antiche in tutto l’Occidente.

Per ulteriori informazioni: www.fiskarsgroup.com.

In Italia è presente la sede Fiskars Italy srl a Civate (Lecco), in continua crescita in tutte le aree legate alla casa, al giardino e alla vita all’aria aperta con i marchi: Fiskars, Kaimano, iittala e Gerber.

Margherita per AIRC

Un fiore per la ricerca – dal 3 marzo al 25 aprile

AICG per AIRC con la margherita solidale italiana 100% per sostenere la ricerca sul cancro

Dal 3 marzo al 25 aprile torna la «MARGHERITA per AIRC».

Per il quarto anno consecutivo AICG (Associazione Italiana Centri Giardinaggio) e i suoi associati, che da sempre sono sensibili alle tematiche sociali e alle iniziative benefiche, rinnovano il supporto ad AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) a sostegno della ricerca oncologica.

E lo fanno ancora una volta scegliendo la margherita, fiore della purezza per eccellenza e prodotto made in Italy al 100%.

RISULTATI 2016

Lo scorso anno la “MARGHERITA per AIRC” è stata presente in 44 centri di giardinaggio AICG, per un totale di 59 punti vendita; ne sono stati venduti 18 mila esemplari, grazie ai quali sono stati raccolti 30.000 euroFondi che hanno consentito di finanziare una borsa di studio di un anno che è stata assegnata alla dottoressa Olga Tanaskovic (Istituto Europeo di Oncologia), impegnata in un progetto di ricerca sui meccanismi biologici alla base della leucemia.

MADE IN ITALY

La «MARGHERITA per AIRC», interamente italiana – proviene dalla Riviera Ligure, in particolare dalla piana di Albenga, dove ogni anno ne vengono prodotti circa 10 milioni di vasi –  e garantita da FDAI – Filiera Agricola Italiana Spa, sarà contrassegnata da un’etichetta firmata FDAI e AICG.

Si conferma quindi la grande attenzione di AICG per la produzione italiana e il made in Italy.

TESTIMONIAL

La Margherita solidale avrà quest’anno il supporto di un’altra Margherita:  la campionessa mondiale di scherma Margherita Granbassi, da anni al fianco dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro nella doppia veste di ambasciatrice e volontaria.

COME E DOVE

Saranno quest’anno più di 60 i centri giardinaggio associati ad AICG (l’elenco completo è sul sito www.aicg.it) dove si potranno acquistare le piante di MARGHERITA solidale al prezzo di 4.50 euro: per ogni margherita venduta, 1.50 euro sarà devoluto ad AIRC per sostenere  il finanziamento di una borsa di studio annuale per un giovane ricercatore.

Per informazioni:

AICG Associazione Italiana Centri Giardinaggio

www.aicg.it – segreteria@aicg.it – tel. 0458241903 

margherite per AIRC

AIRC: Dal 1965 con coraggio, contro il cancro

Da oltre cinquant’anni l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro sostiene progetti scientifici innovativi grazie a una raccolta fondi trasparente e costante, diffonde l’informazione scientifica, promuove la cultura della prevenzione nelle case, nelle piazze e nelle scuole. Oggi conta su 4 milioni e mezzo di sostenitori, 20mila volontari e 17 comitati regionali che garantiscono a circa 5.000 ricercatori – 63% donne e 52% ‘under 40’ – le risorse necessarie per portare nel più breve tempo possibile i risultati dal laboratorio al paziente. Dalla fondazione a oggi AIRC ha distribuito oltre 1 miliardo e duecento milioni di euro per il finanziamento della ricerca oncologica (dati attualizzati e aggiornati al 1 gennaio 2017).  Informazioni e approfondimenti su airc.it

 

AICG

E’ un ente senza scopo di lucro – con sede a Verona – costituito nel 2012 per sviluppare una identità professionale e un processo virtuoso di sviluppo delle aziende che operano nel settore specializzato del giardinaggio e florovivaismo (centri di giardinaggio o Garden Center).

L’Associazione ha lo scopo di tutelare, qualificare, promuovere e sviluppare la cultura del verde all’interno dei centri giardinaggio.

Ad oggi i Centri di Giardinaggio aderenti ad AICG sono 109.

Successo per il quinto convegno nazionale AICG

Si è concluso con grande successo il quinto convegno nazionale di AICG (Associazione Italiana Garden Center) che si è tenuto a Venezia Mestre il 17 e il 18 gennaio: circa 320 i partecipanti, provenienti da tutta Italia, tra proprietari di Garden Center, operatori del settore, esperti e giornalisti.

“Siamo estremamente soddisfatti per l’ottima riuscita dell’evento – commenta Silvano Girelli, presidente AICG – Il nostro obiettivo era fornire ai partecipanti gli stimoli e gli strumenti per affrontare le sfide del futuro e innovare i centri di giardinaggio tra arte, natura e web. Abbiamo voluto immaginare insieme il futuro del settore, con l’aiuto e le suggestioni di relatori estremamente propositivi, e individuare alcuni dei trend che dovranno guidarci nelle prossime stagioni. Uno di questi è certamente il living garden, il giardino da vivere attraverso esperienze e stimoli sensoriali”.

Molto apprezzati gli interventi dei relatori, sia italiani che stranieri, che hanno spaziato dal marketing all’analisi dei trend del settore agli stimoli motivazionali.

Dopo i saluti istituzionali e introduttivi, il primo intervento è stato quello di Frank Van Der Heide, Direttore dell’Associazione Olandese Centri Giardinaggio, che ha presentato i trend di vendita olandesi, i tre modelli di Garden Center del futuro (Green Garden Center, Green Experience Center e Online Garden Center) e il Garden Retail Experience. A seguire il divertente e interessante intervento di Sue Allen, ex Presidente di IGCA (International Garden Centre Association) e dell’inglese GCA (Garden Centre Association), nonché titolare di tre Garden Center, con consigli ed esempi reali su cosa fare e non fare per migliorare il proprio punto vendita; di Laurens Doesborgh, responsabile marketing e sviluppo di De Haan Group BV, con indicazioni molto pratiche per ottimizzare il profitto al metro quadro. Gli ospiti internazionali aiutano gli imprenditori italiani a confrontarsi con realtà estere dove il mercato del verde è più sviluppato e radicato nel tempo.

Il pomeriggio è proseguito con il Dott. Claudio Casiraghi, esperto di marketing etico che ha stimolato a riflettere sulla sostenibilità degli obiettivi economici; di Paolo Guaitani, Partner di The Vortex, che ha illustrato le più aggiornate strategie di marketing digitale per il Gardening, e di Andrea Sales, psicologo, psicoterapeuta, formatore e docente universitario che ha stimolato in modo molto originale i presenti a “Coltivare il cambiamento” innanzitutto dentro di sè.

La seconda giornata si è aperta con l’architetto paesaggista Filippo Pizzoni che ha illustrato, da progettista del verde ma anche organizzatore di mostre e convegni, come sta cambiando l’interesse delle persone nei confronti delle piante e del verde in generale; dopo di lui, Oliver Mathys, giardiniere e maestro fiorista, consulente in Germania per i Garden Center aderenti alla VDG (Deutscher GC Verband, associazione corrispondente ad AICG) ha presentato il congresso dell’International Garden Center Association (IGCA, di cui AICG fa parte) che si terrà a settembre 2017 in Canada e il viaggio studio ai migliori Centri di Giardinaggio della Germania del Nord, a giugno 2017; Angiolino Frigoni, coach di pallavolo e vice-allenatore della nazionale di pallavolo con Julio Velasco, ha fornito la sua esperienza e le sue riflessioni su come acquisire una mentalità vincente e gestire al meglio una “squadra”; e infine Francesca Bortolotto Possati, proprietaria dell’Hotel Bauer di Venezia, che ha accompagnato i presenti in una visita per immagini e racconti tra i quattro giardini della Giudecca.

Il convegno si è chiuso con una tavola rotonda, coordinata dal giornalista Paolo Milani, direttore di Greenline, a cui hanno partecipato alcuni soci AICG – Carlo Teruzzi (Agribrianza), Fabio Rappo (Viridea srl), Andrea Bardin (Bardin Garden), Lorella Ansaloni (Vivai Morselli) – che si sono confrontati su molti temi, come l’andamento delle vendite nel 2016, l’opportunità dell’e-commerce, l’utilizzo dei social media, i rapporti con i fornitori e la concorrenza.

Chi ha voluto, ha poi potuto gioire di una breve visita con guida alla città lagunare: l’arte, la bellezza, il paesaggio del territorio italiano sono un bagaglio importantissimo per guardare alle sfide del futuro!

Per informazioni:
AICG Associazione Italiana Centri Giardinaggio
www.aicg.it

Il pronto soccorso verde

Arriva l’inverno: il pronto soccorso verde ora è anche per le piante da interno

Inverno. Come un seme il mio animo ha bisogno del lavoro nascosto di questa stagione.
Giuseppe Ungaretti

Con l’inverno alle porte e l’arrivo del primo freddo il Pronto Soccorso Verde – il servizio ideato dalla garden designer Gheo Clavarino – si amplia anche alle piante da interno, dopo il grande successo ottenuto con le piante da giardino, balcone o terrazzo.

Scarsa esposizione alla luce, ambienti secchi a causa del riscaldamento, eccessive irrigazioni, freddo… sono solo alcuni dei problemi che possono rendere le piante in casa più deboli e vulnerabili, esponendole all’attacco di malattie e parassiti.
Così le foglie cominciano a ingiallire e a staccarsi, compaiono macchie più o meno estese, il picciolo tende ad allungarsi, foglie tipicamente verdi si scoloriscono…

Cosa fare, quindi, quando ci si trova davanti una pianta malata? Semplice: scattare una foto e inviarla ad esperti in grado di dare precise indicazioni su qual è il problema, come risolverlo e come prevenirlo.

Ed è proprio questa l’idea alla base del Pronto Soccorso Verde online, un sistema “su misura”, comodo, rapido ed estremamente efficace.
Il servizio è operativo 7 giorni su 7 dalle 8 alle 21: è sufficiente mandare via email o via whatsapp una fotografia della pianta o della foglia malata per ricevere nel giro di poche ore una diagnosi eseguita da agronomi esperti, completa di indicazioni dettagliate sui prodotti da utilizzare, dove è possibile acquistarli, come e quando eseguire il trattamento e con suggerimenti per evitare le recidive.

Per informazioni http://www.gheoclavarino.itpsv@gheoclavarino.it

 
 
Nata a Genova, Gheo Clavarino porta nei suoi progetti i colori e la luce tipici della Liguria abbinandoli a visioni sempre contemporanee: tra i primi in Italia ad utilizzare le tecniche del giardino pensile in ambito privato e a intuire le potenzialità delle graminacee ispirandosi ai giardini inglesi, Gheo è animata da una vivace curiosità per tutto ciò che succede nel mondo, da cui raccoglie spunti e influenze.
Dopo una lunga collaborazione con Susanna Magistretti, guru del giardinaggio italiano, nel 2007 apre un suo studio a Milano.
Luce, colore, movimento sono gli elementi che contraddistinguono i suoi lavori, insieme alla particolare attenzione che viene data all’approfondimento botanico, elemento chiave di tutti i suoi interventi.
I suoi progetti sono unici e realizzati su misura e partono da un’accurata analisi del luogo, nel pieno rispetto delle sue caratteristiche e del terreno. Le piante e la vegetazione vengono scelte con molta cura, con una particolare attenzione ai fogliami e alle essenze, in modo da garantire una continua alternanza delle fioriture. Il giardino – o il terrazzo – avrà così un suo fascino duraturo per tutto l’anno.
Con l’aiuto di un team di esperti formato da tecnici e professionisti qualificati – che portano competenze tecniche e botaniche all’avanguardia, Gheo Clavarino realizza e gestisce l’intero progetto in ogni sua fase, senza tralasciare alcun dettaglio.

 
L’idea in più: la manutenzione personalizzata, anche d’inverno

Non è facile avere un bel giardino: è difficile come governare un regno”
Hermann Hesse

 
Per dare il meglio di sé in tutte le stagioni, un giardino richiede attenzioni e cure costanti, oltre che interventi mirati. La manutenzione diventa quindi una fase delicata e fondamentale per conservare forma, armonia, proporzioni e colori dello spazio verde, ed è indispensabile prevederla anche in inverno, quando si mettono le basi per lo sviluppo primaverile.
Il servizio di manutenzione proposto da Gheo Clavarino non lascia nulla al caso: il programma annuale personalizzato e su misura prevede nel dettaglio, stagione per stagione, mese per mese, gli interventi di manutenzione, le potature, i rinvasi, le concimazioni, le nuove fioriture e i trattamenti.
Questo grazie a un rapporto molto stretto, quasi personale, che Gheo instaura con il giardino, grazie a frequenti sopralluoghi, indagini e molto studio. Il giardino vive, si trasforma, deve adattarsi alle intemperanze del clima e all’ambiente circostante: Gheo, con estrema cura e sensibilità, ne registra caratteristiche e necessità e adatta gli interventi in una continua messa a punto della progettazione iniziale.
 

Per informazioni
www.gheoclavarino.it
tel. +39 345 84 60 642
email: info@gheoclavarino.it

gheo-clavarino

Il parco più bello d’Italia 2016

Verranno premiati Sabato 15 Ottobre 2016 con cerimonia pubblica alle ore 11:30 presso Villa Litta a Lainate i vincitori della XIV edizione del concorso che premia le bellezze verdi italiane. Oltre ai due iridati verrà assegnato inoltre il Premio “Giuria Popolare” al Parco di Villa Sorra di Castelfranco Emilia (Modena), vincitore del sondaggio tra gli utenti del network www.ilparcopiubello.it

Il Comitato Scientifico del Premio Il Parco Più Bello d’Italia ha selezionato anche quest’anno i due parchi vincitori della XIV edizione del concorso “Il Parco Più Bello d’Italia”, entrambi in Lombardia ma diversi per la loro storia e per l’emozione che offrono al visitatore.
Questi due gioielli naturalistici sono stati selezionati tra gli oltre 1.000 partecipanti al concorso, iscritti al network dei Parchi Più Belli d’Italia e presenti nella guida online www.ilparcopiubello.it, che da oltre tredici anni è promotrice di un turismo verde alla scoperta dei gioielli del patrimonio paesaggistico e botanico italiano.

Ecco dunque i due vincitori della XIV edizione del Premio Il Parco Più Bello d’Italia:
Villa Visconti Borromeo Litta a Lainate (Milano)
è Il Parco Più Bello d’Italia 2016 per la categoria “Parchi Pubblici”

Villa Melzi d’Eril a Bellagio (Como)
è Il Parco Più Bello d’Italia 2016 per la categoria “Parchi Privati”

Due parchi facilmente visitabili entrambi nel corso di uno stesso weekend: il Giardino di Villa Melzi d’Eril, affacciato sul Lago di Como, sapientemente curato e gestito dalla proprietà della famiglia Gallarati Scotti, e Villa Visconti Borromeo Litta, un vero polo culturale e botanico riportato agli antichi splendori dal Comune di Lainate.

A circa 70 chilometri, a Lainate, troviamo invece Villa Visconti Borromeo Litta, una delle più suggestive residenze nei dintorni di Milano, con un giardino tardocinquecentesco di circa tre ettari aggiornato nel Settecento e impreziosito dalla carpinata, che con i suoi ottocento metri di lunghezza, rappresenta l’esempio più lungo d’Europa, un “corridoio verde” utilizzato dai signori come passeggiata soprattutto nella stagione estiva. Altri punti di interesse sono la settecentesca fontana di Galatea decorata con otto statue rappresentanti divinità protettrici dei lavori agricoli, il prezioso patrimonio botanico con splendidi esemplari arborei appartenenti a 56 specie differenti tra cui il raro Ginkgo biloba che pare risalire all’Ottocento; da ultimo, l’articolato Ninfeo (un unicum nel suo genere), riccamente decorato con mosaici, stucchi, pitture e giochi d’acqua, dove erano esposte le pregiate collezioni del proprietario, il conte Pirro I: un capolavoro unico nel suo genere. Dal 1971 la villa è proprietà del Comune di Lainate che ha promosso diversi interventi di restauro, tra cui la riqualificazione delle ottocentesche serre delle orchidee, di recente inaugurate. La villa è un riuscito esempio di gestione e valorizzazione di un bene pubblico, con il positivo coinvolgimento di volontari.

Motivazioni della giuria
Il complesso di Villa Litta fu ideato dal conte Pirro I Visconti Borromeo, che alla fine del XVI secolo – avvalendosi della collaborazione di alcuni fra i migliori artisti lombardi – volle conferire ai propri possedimenti i caratteri ludici delle residenze nobiliari dell’Italia centrale, con giardini “all’italiana” e il meraviglioso Palazzo delle acque. Fulcro del giardino, il Ninfeo è un capolavoro del Manierismo, articolato in più vani, rivestiti di conchiglie, adorni di sculture e mosaici; in esso sono stati ripristinati gli originari giuochi d’acqua, così come riportate a nuova vita, di recente, le antiche Serre delle orchidee.

Alla bellezza e importanza del Ninfeo e del parco, restaurati con sapienza e rigore filologico, si aggiunge una gestione del complesso da parte dell’Associazione ‘Amici di Villa Litta’, con la regia del Comune di Lainate, proprietario del bene. Molto incisivo, ai fini della fruizione, è il coinvolgimento della comunità locale, non solo mediante visite guidate (anche destinate alle scuole) ma anche attraverso numerose attività creative che uniscono il diletto alla conoscenza.

Informazioni di visita Villa Visconti Borromeo Litta
Largo Vittorio Veneto 12, 20020 Lainate (Milano) Italia
www.villalittalainate.it

Villa Melzi d’Eril a Bellagio nacque come residenza estiva di Francesco Melzi d’Eril, vicepresidente della Repubblica Italiana al tempo di Napoleone (1801-1803). Il progetto, affidato all’illustre architetto Giocondo Albertolli, fu eseguito dal 1808 al 1810.
La costruzione, perfetta espressione dello stile neoclassico, è circondata da incantevoli giardini dove campeggiano statue classicheggianti e piante secolari ed esotiche. La passeggiata a lago lungo il viale dei platani, la cappella affacciata sul porticciolo di Loppia, il padiglione museo nell’aranciera adiacente alla villa, si ispirano anch’essi ai canoni eleganti, equilibrati, rigorosi dell’arte neoclassica.
Autentico spirito romantico emana invece dai gruppi di rododendri giganti e di azalee sparsi sui prati e lungo i pendii, verso l’idilliaco laghetto.
Non a caso qui trovarono ispirazione il musicista Lizst e lo scrittore Stendhal, ospiti della villa come altri celebri personaggi del mondo della cultura e della politica. La dimora e il giardino – oggi Monumento Nazionale nell’insieme – sono tuttora di proprietà privata ma in gran parte accessibili al pubblico.

Motivazioni della giuria
Il giardino e il parco di Villa Melzi, che circondano su tre lati la residenza neoclassica progettata da G. Albertolli sfruttando le peculiarità dell’incantevole sito esteso tra la riva del lago e la retrostante collina, hanno conservato intatto l’assetto paesaggistico conferito loro due secoli orsono da L. Canonica e L. Villoresi grazie all’esemplare e ininterrotta manutenzione del complesso da parte della proprietà, passata per via ereditaria dai Melzi d’Eril ai Gallarati Scotti. Particolare attenzione merita la componente botanica che, nonostante gli inevitabili avvicendamenti, ha rispettato e valorizzato nel tempo l’originario rapporto tra pieni e vuoti e tra specie autoctone ed esotiche, tra cui le pregiate collezioni di camelie e di aceri giapponesi, mentre l’ampio viale rettilineo, delimitato da platani pluricentenari abilmente potati, asseconda la riva del lago esaltandone le visuali.

Informazioni di visita Villa Melzi d’Eril
Via Lungolario Manzoni 22021 Bellagio (Como) Italia
I Giardini si possono visitare da marzo a novembre tutti giorni dalle 9.30 alle 18.30
Biglietto singolo 6.50 €, gruppi min. 15 persone: 5.00 €, gruppi scuola 4 €, minori di 12 anni: gratuito.
Possibilità di visite guidate su prenotazione, accessibilità alle sedie a rotelle.
 

Si è svolta inoltre quest’anno la seconda edizione della “votazione popolare” tra gli utenti del network e i visitatori dei Parchi e Giardini d’Italia, che hanno potuto votare il loro preferito tra i 10 finalisti 2016. La votazione è avvenuta tramite la pagina Facebook “Il Parco Più Bello” e ha riscosso un ottimo interesse da parte dell’utenza.
Il vincitore del Premio Giuria Popolare Il Parco più Bello d’Italia 2016 è:
Villa Sorra (Castelfranco Emilia, Modena)
Premio Giuria Popolare Il Parco Più Bello d’Italia 2016
Un giardino settecentesco trasformato a partire dal 1827 in giardino all’inglese con gli elementi di arredo alla moda ad opera del friulano Giovanni de Brignoli di Brunnhoff. Il risultato è l’esempio più significativo di giardino romantico dell’Ottocento estense, il più importante dei giardini informali presenti in Emilia Romagna, con i suoi caratteristici canali, l’alternarsi di zone a prato e a boschetto, gli specchi d’acqua, i tortuosi sentieri e le false rovine.

Per la selezione dei vincitori, anche quest’anno il Comitato scientifico ha valutato i seguenti parametri: l’interesse storico-artistico e botanico, lo stato di conservazione, gli aspetti connessi con la gestione e la manutenzione, l’accessibilità, la presenza di servizi, le relazioni con il pubblico e la promozione turistica.

La giuria si compone di sei esperti del settore: Vincenzo Cazzato (presidente, Università del Salento, per anni coordinatore del Comitato ministeriale per lo studio e la conservazione dei giardini storici), Alberta Campitelli (già Dirigente dell’Ufficio Ville e Parchi Storici della Sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma), Marcello Fagiolo (già Presidente del Comitato nazionale per lo studio e la conservazione dei giardini storici), Ines Romitti (architetto paesaggista AIAPP-IFLA), Luigi Zangheri (già Presidente del Comitato scientifico internazionale per i paesaggi culturali ICOMOS-IFLA, presiede l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze), Margherita Azzi Visentini (Politecnico di Milano).

Il Parco Più Bello da oltre quattordici anni seleziona i parchi e i giardini pubblici e privati visitabili per promuovere a livello nazionale e internazionale un “turismo verde” di qualità che permetta al grande pubblico di scoprire questo prezioso patrimonio ad oggi ancora poco conosciuto. Il network “Il Parco più Bello d’Italia”, che conta ad oggi oltre 1000 luoghi incantevoli in tutta Italia, è attivo con tutte le informazioni di visita, eventi e molto altro, nella guida online www.ilparcopiubello.it e sulle pagine Facebook e Twitter “Il Parco Più Bello”.

Cos’è Il Premio “Il Parco Più Bello d’Italia”
“Il Parco Più Bello” è un concorso nazionale dedicato a parchi e giardini, che ha lo scopo di valorizzare l’inestimabile patrimonio di parchi e giardini presenti nella nostra penisola, contribuendo a stimolare l’interesse e la sensibilità verso il verde nelle sue forme più eccelse.
Al concorso partecipano tutti i Parchi affiliati al Network dei Parchi più Belli d’Italia (www.ilparcopiubello.it), ad oggi oltre 1.000 realtà, tra le quali vengono ogni anno selezionate le eccellenze tenendo conto degli aspetti storico-artistici, botanici, dello stato di conservazione, del programma di manutenzione e gestione, della presenza di adeguati servizi, dell’accessibilità e delle informazioni all’utenza.

Il Premio intende promuovere la cultura e la conoscenza di questo nostro inestimabile patrimonio, per rendere questi beni apprezzabili non solo da una ristretta cerchia degli specialisti, ma soprattutto dai giovani e da un vasto pubblico nazionale e internazionale.
Il concorso è ormai giunto alla quattordicesima edizione e, poiché è l’unico premio in Italia nel settore parchi e giardini, sta riscuotendo un interesse e un successo sempre più ampi. Lo dimostrano sia il numero che la qualità dei giardini partecipanti, sia l’attenzione da parte della stampa e dei media nazionali, in costante crescita nel corso degli ultimi anni.

Ricordiamo i vincitori delle precedenti edizioni: il Giardino di Villa Barbarigo a Valsanzibio (2003), il Giardino de La Mortella a Ischia (2004), i Giardini del Castel Trauttmansdorff a Merano (2005), Villa d’Este a Tivoli (2006), l’Isola Bella sul Lago Maggiore (2007), Villa Pisani a Stra (2008), la Reggia di Caserta (2009) il Parco del Castello di Racconigi (2010), il Giardino di Villa Lante (2011), il Vittoriale degli Italiani (2012), Il Parco Giardino Sigurtà (cat. Parchi Privati 2013) e il Giardino della Villa Medicea di Castello (cat. Parchi Pubblici 2013), Villa San Michele a Capri (cat. Parchi Privati 2014) e il Real Bosco di Capodimonte a Napoli (cat. Parchi Pubblici 2014), il Giardino di Ninfa a Latina (cat. Parchi Privati 2015) e Villa Medici a Roma (cat. Parchi Pubblici 2015) – Vincitore popolare 2015 Villa Serra (Sant’Olcese, Genova) .

Il Concorso “Il Parco Più Bello” è un’iniziativa dell’architetto Leandro Mastria, Presidente della Segreteria Organizzativa, con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, del Ministero dell’Ambiente, dell’UNESCO, dell’ACI e con l’adesione del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) e dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio).

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Oltre 23.000 visitatori per l’VIII ed. di Orticolario

Con oltre 23.000 visitatori, Orticolario si conferma uno degli eventi più apprezzati e amati dagli appassionati di giardino.

“In questa ottava edizione, Orticolario ha confermato la sua vocazione internazionale – commenta Moritz Mantero, presidente di Orticolario -: non solo per la presenza di vivaisti ed espositori stranieri, ma anche per il crescente numero di visitatori provenienti dalla Francia, dalla Svizzera tedesca e dall’Inghilterra. Senza dimenticare che il vincitore del premio “La Foglia d’Oro del Lago di Como” è giapponese: Satoru Tabata (di Enzo), che con lo Spazio Floema ha realizzato il progetto “Vedere con le orecchie, ascoltare con gli occhi”. Anche il paesaggista spagnolo Fernando Caruncho, insignito del premio “Per un giardinaggio evoluto”, è rimasto affascinato da Orticolario. Evidentemente il progetto di Orticolario, che unisce la passione per la natura, l’arte e il design in una cornice di bellezza ed eleganza, riesce a suscitare grandi emozioni”.

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Qualche curiosità dell’ottava stagione…
Nei tre giorni di evento, dal 30 settembre al 2 ottobre, i visitatori di Orticolario hanno potuto scoprire i circa 250 espositori e le loro “storie che stanno dietro alle foglie”, ammirare le aiuole del parco di Villa Erba con oltre 20 varietà di anemoni, i fiori del vento, protagonisti di questa edizione, vivere gli otto spazi creativi selezionati attraverso il concorso internazionale, incuriosirsi grazie alle opere d’arte e alle installazioni di artisti e designer, ascoltare i racconti e i consigli di scrittori, studiosi, esperti di giardinaggio. Anche i bambini hanno potuto conoscere la natura divertendosi grazie ai numerosi laboratori organizzati per loro.

Alcune curiosità da segnalare sull’ottava edizione appena conclusa:
Nel corso di Orticolario è stata presentata in anteprima “Smeralda Green Show”, la rosa “verde” senza spine ideata da Twelve Energy, società italo-indiana che ha avviato il più grande parco di serre fotovoltaiche al mondo in Sardegna, a Villasor. La Smeralda Green Show è caratterizzata da una fronda verde e folta, senza spine; viene coltivata in pieno suolo (raggiunge tre metri di altezza) e cresce un centimetro al giorno dopo la raccolta dello stelo. L’innovazione della Smeralda Green Show è data dai rami decorativi (derivati dalla varietà Corallo Eretta™ – Patfru) che non hanno spine e possono essere lavorati facilmente grazie anche alla loro flessibilità.

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Orticolario ha anche voluto anche rendere omaggio a Villa Erba con la ri-messa a dimora di due Salix babylonica “Pendula” (di Piante Mati dal 1909 di Pistoia), salici piangenti che già tanti anni fa abitavano la zona del Laghetto delle carpe e che erano scomparsi una volta finito il loro tempo. Proprio lì, nello stesso magico luogo, Orticolario ha voluto riportare la vita là dove un tempo già esisteva: un portale per il nostro sesto senso. Salix babylonica ‘Pendula’, più conosciuto come salice piangente, appartiene alla famiglia delle Salicaceae ed è originario del Medio Oriente, fra il Tigri e l’Eufrate. Si narra che abitasse i Giardini pensili di Babilonia. È una pianta legata all’acqua, che ama vivere sulle rive di fiumi e laghi.
Orticolario è per Giardinaggio Evoluto: per questo ripeterà il rito di messa a dimora di nuove piante, per ricostituire il patrimonio botanico del Parco di Villa Erba, con grande attenzione e rispetto per il suo genius loci.

Per le dimostrazioni floreali coordinati da Rudi Casati, docente a Fondazione Minoprio, sono stati utilizzati i primi anemoni della stagione, 800 esemplari inviati dai floricoltori della Riviera Ligure.

Due visitatori di cui vale la pena di segnalare la presenza, tra gli oltre 23.000 di questa edizione: Luc Noël, autore e presentatore del programma “Jardins et loisirs” della tv belga RTBF, e Louis Benech, noto paesaggista francese tra i cui lavori c’è il restauro dei Giardini delle Tuileries a Parigi.

I Premi di Orticolario 2016
Nella giornata di venerdì 30 settembre sono stati consegnati i premi che le giurie internazionali hanno assegnato alle migliori proposte tra tutti gli espositori di questa edizione.
Eccoli nel dettaglio.

La giuria tecnica ha valutato l’ampiezza della collezione, l’attenzione alla ricerca e la rarità delle essenze proposte dai vivaisti.
Il “Premio Collezione”, alla migliore collezione, è stato assegnato all’Azienda Agricola Zanelli Mauro & C (Montichiari – BS) per la notevole collezione comprendente 35 varietà di anemoni giapponesi (ibridi di Anemone japonica) corredati da un supporto divulgativo.
Due le menzioni speciali: a Pépiniere Figoli per la collezione di germoplasma di fico (Ficus carica) raccolti nel bacino mediterraneo e a Vivai Tara, per la proposta di più di 30 varietà di melograno (Punica granatum) dai frutti dalle forme, colori e sapori diversi.
Il “Premio Ricerca” alla migliore ricerca è stato assegnato a Donna di Piante, per l’impegno e la passione impiegata nell’introdurre e far conoscere arbusti come Buddleja non invasive e arbusti inusuali.
Menzioni speciali a Vivai Piante Omezzolli per la selezione di uve da tavola interessanti e pure per un utilizzo ornamentale e all’Associazione Vivaio per l’assortimento di alberi e arbusti poco conosciuti.
Il “Premio Rarità” alla migliore pianta (novità o rarità) è stato invece conferito a Geel Floricoltura, con Moringa oleifera, pianta dai molteplici usi, in particolare per l’alimentazione umana e animale.
Menzioni speciali a Riboni Alfredo Floricoltura, con l’orchidea Mexipediumxerophyticum come particolarità botanica, e a Florservice “Cactus Lago Maggiore” con Euphorbia multifolia per il notevole esemplare proposto.

La giuria estetica ha valutato gli allestimenti degli spazi espositivi, comprese le soluzioni illuminanti, premiando il miglior allestimento.
Il “Premio al miglior allestimento”, per il miglior allestimento giardino o presentazione di prodotti nell’ambito di un allestimento strutturato, è stato assegnato al paesaggista Alexandre Thomas (Francia) per il progetto di un giardino che armonizza arbusti ed erbacee da foglia con ricercata e raffinata eleganza.
Tre le menzioni: a Minari Buxus (Parma)per l’allestimento di un giardino formale in Carpinus e Buxus topiari, dall’aspetto sontuoso, giocato su diverse tonalità di verdi, al magazine Dove (Milano) per aver ricreato negli interni il concept di un giardino inclusivo che invita a entrare nello stand e vivere momenti di quiete e all’installazione Sofia di Francesco Mazzola | iFlame (Capriate San Gervasio – Bg) per l’emozionante impatto scultoreo.
Il “Premio migliore esposizione prodotti”, al miglior spazio espositivo non vivaista, presentazione semplice ma curata e armonica dei prodotti esposti per la vendita è stato assegnato a All’Origine (Imola – BO), con la paesaggista Silvia Ghirelli, per la poetica ambientazione che valorizza contenitori ed elementi vintage nell’atmosfera di un bosco fatato.
Menzioni speciali anche a Museo della Merda (Gragnano Trebbiese) per la collezione in merdacotta®, con vasi e complementi d’arredo realizzati artigianalmente con attenzione al riciclo e alla grande sostenibilità, ad Anna Flower Designer (Cassano Magnago – VA) per le magnifiche composizioni floreali in frutti e foglie, che hanno come protagonisti i colori autunnali: “Nature Morte Viventi”, e a Tillandsia di Michieli Floricultura (Vescovana – PD) per l’innovativa esposizione di bromeliacee aeree e tillandsie che suggerisce la realizzazione di pareti verdi sostenibili da interno, con minima manutenzione.
Il “Premio miglior esposizione piante” al miglior spazio espositivo vivaista, presentazione semplice ma curata e armonica delle piante per la vendita è stato assegnato all’Azienda Agricola Zanelli Mauro & C. (Montichiari – BS) per l’armoniosa esposizione di una ricca varietà di erbacee perenni a fioritura autunnale, che suggerisce una bordura vivace ad alta biodiversità.
Menzioni speciali ad Aromatiche ClaGia (Sciacca- AG) per l’esposizione di piante officinali insolite che coinvolgono pienamente i 5 sensi e alludono anche al “sesto senso”, tema di Orticolario 2016, al Vivaio Anna Peyron di Saskia Pellion di Persano (Castagneto Po – TO) per l’esposizione di sobria eleganza che valorizza una ricca collezione di piante da bacca nelle più belle coloriture autunnali e a Floricultura Federico Billo (Merlara – PD) per l’accattivante proposta e riscoperta di Dianthus inglesi presentati in cassette di legno, come garofani da balcone e da giardino.
Fuori concorso, la giuria ha segnalato la bellezza del giardino permanente in stile giapponese “Suono dell’anima” del maestro Yasuo Kitayama (Kitayama Zouen), nel Golfo Platani, realizzato da Orticolario nel 2013, un luogo di meditazione dove contemplare la vera magia del genius loci.

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La giuria giardini ha valutato la qualità della realizzazione, l’armonia dell’installazione, la scelta botanica, la qualità delle piante, la fattibilità (in un giardino reale), l’innovazione, la corrispondenza tra il progetto presentato e la realizzazione, la corrispondenza tra le piante dichiarate e le piante dimostrate.
I premi e le menzioni speciali sono stati assegnati tra i vincitori del concorso internazionale “Spazi creativi” per la realizzazione di giardini a tema e installazioni artistico-paesaggistiche nel parco di Villa Erba.
Vincitore del premio “La Foglia d’oro del Lago di Como” è Spazio Floema “Vedere con le orecchie, ascoltare con gli occhi” di Satoru Tabata (Enzo, Giappone), un giardino dove il dialogo tra arte e natura ha creato un vero luogo aperto alla dimensione spirituale, con una riuscita sintesi tra l’ispirazione giapponese e la realizzazione artigianale italiana.
Ideato e realizzato in esclusiva per Orticolario da Gino Seguso della Vetreria Artistica Archimede Seguso, il premio è un sinuoso vaso creato sull’isola di Murano (Venezia) sul quale “ondeggia” una grande foglia al cui interno brillano “accenni” d’oro zecchino (24K). Il Premio è unico e sarà custodito dal vincitore per un periodo limitato, per essere successivamente esposto nella splendida Villa Carlotta in Tremezzina, sul Lago di Como, fino alla prossima edizione. Il nome del vincitore sarà inserito nell’Albo d’oro esposto accanto al premio.
L’anno scorso la Foglia d’Oro del Lago di Como è stata vinta dal giardino “Concluso con tatto” di Roberto Benatti di Giardini Benatti, Cusano Milanino (MI) e da Luca Bonoldi di F.lli Bonoldi, Carate Brianza (MB).
Una speciale menzione agli allievi della Fondazione Minoprio e ai maestri di lavoro per l’allestimento del Padiglione Centrale, la realizzazione dell’Orto Sonoro e dello spazio “Dove”.

Il Premio “Stampa”, per uno spazio che racconta… comunica… ed emoziona, è stato assegnato a Spazio Floema “Vedere con le orecchie, ascoltare con gli occhi” di Satoru Tabata (Enzo, Giappone), per la capacità di mostrare con semplicità un uso dello spazio molto sofisticato ed emozionante, che invita a entrare.
Il Premio “Giardino dell’Empatia”, per la qualità delle piante e per la spiccata funzione sociale dell’allestimento a “Giardini interiori” di Studio Zero, Como perché, pur nella sua semplicità, delinea un percorso dal razionale al naturale attraverso le forme e la tipologia delle piante.
Il Premio “Giardino d’artista”, uno spazio in cui convive l’equilibrio fra arte e natura, dove diversi linguaggi trovano efficace sintesi, a Spazio Floema “Vedere con le orecchie, ascoltare con gli occhi” di Satoru Tabata (Enzo, Giappone), perché sono stati capaci di creare un’aura di artisticità anche attraverso la performante presentazione dell’opera.
Il Premio “Grandi Giardini Italiani”, uno spazio di luci e forme che comunica tradizione e innovazione, è stato assegnato a Spazio AM Casali “Inside Nature” di P’ARCNOUVEAU (Milano) perché sono riusciti a creare un luogo dove il pubblico andrebbe volentieri.
Il Premio “Essenza”, per la miglior combinazione delle essenze arboree, è stato assegnato a “Disconnect to Reconnect” di Verde Passione (Vedano al Lambro – MB), per la ricerca di varietà anche nuove, per l’adeguatezza dell’abbinamento e per la precisa cartellinatura.

Il premio speciale “Per un Giardinaggio evoluto” è stato assegnato quest’anno all’architetto paesaggista spagnolo Fernando Caruncho “per l’armonia che sa infondere ai suoi progetti di paesaggio, nei contesti più diversi, trovando sempre stimolanti punti di contatto fra filosofia e arte dei giardini, storia e botanica, cultura e natura”. Il premio è realizzato da iFlame in collaborazione con HortensiaGardenDesigners.

Il Premio “Giuria Popolare”, votato dai visitatori di Orticolario, verrà assegnato nelle prossime settimane, dopo l’estrazione del vincitore e lo spoglio delle schede di votazione.

Archiviato l’evento 2016, il Comitato Strategico già è al lavoro per la nona edizione, che si terrà il 29, 30 settembre e 1 ottobre 2017.

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La corona imperiale racchiude in sé molte storie

Sapevi che la corona imperiale (Fritillaria imperialis) è una delle prime piante coltivate al mondo? Grazie alla sua lunga storia, questa pianta regale racchiude in sé molte storie interessanti.

Corona imperiale, una pianta secolare
La corona imperiale trova le sue origini in Turchia, nella zona sud-orientale e occidentale dell’Iran, in Afghanistan, in Pakistan e nelle zone montuose del Kashmir. Verso la metà del sedicesimo secolo la corona imperiale fu introdotta in Europa; i primi esemplari di corona imperiale vennero piantati a Leida dal botanico Carolus Clusius. Già allora il maestoso bulbo godeva di un’enorme popolarità e a partire dal 1610 i suoi fiori cominciarono a essere raffigurati in numerosi dipinti e mattonelle.

Da dove deriva il nome di questa pianta?
Il nome ‘corona imperiale’ deriva dalla traduzione letterale del nome latino (Fritillaria imperialis) nonché dall’aspetto del fiore. Fritillaria deriva da ‘Fritilus’, che significa bussolotto per dadi, mentre imperialis deriva da ‘Imperium’, che significa impero. Questo, unitamente all’aspetto del fiore che ricorda la corona di un imperatore, ha suggerito l’appropriato nome ‘corona imperiale’.

Corona imperiale nel ruolo di protagonista
Esistono diverse leggende in cui la corona imperiale la fa da protagonista. Una di queste racconta l’ammonizione da parte di Gesù. Secondo la leggenda, i fiori della corona imperiale erano bianchi e fiorivano nel giardino del Getsemani sul Monte degli Ulivi, dove Gesù fu fatto prigioniero. Tutti i fiori del giardino piegarono le loro teste in segno di compassione, tranne la corona imperiale che rimase fieramente eretta. Quando Gesù la ammonì gentilmente, la corona imperiale piegò il capo, arrossì per la vergogna e dal suo maestoso fiore uscirono lacrime… La seconda leggenda narra di una regina persiana incredibilmente bella. A causa della sua bellezza straordinaria, il re divenne diffidente e accusò la regina di infedeltà. La cacciò quindi dal palazzo e lei, convinta della propria innocenza, iniziò a vagare per i campi profondamente afflitta. A forza di piangere il suo corpo si restrinse fino ad assumere le dimensioni di una piccola pianta. Quando smise di camminare, i suoi piedi si radicarono nel terreno e la regina si trasformò allora in una corona imperiale…

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Come piantare le corone imperiali
Piantare questi maestosi bulbi è una piacevole attività da svolgere in giardino. Dopo avere acquistato i bulbi, è consigliabile non aspettare troppo a lungo prima di estrarli dalla confezione. Le radici iniziano a crescere già all’interno della confezione e questo può provocarne il danneggiamento. È quindi opportuno piantare i bulbi subito dopo l’acquisto. Il bulbo della corona imperiale ha un aspetto particolare, poiché presenta un piccolo foro al centro. Questo è assolutamente normale. Il foro costituisce il punto in cui si trovava il vecchio stelo. Le corone imperiali fioriscono in tutto il loro splendore in luoghi soleggiati o parzialmente in ombra e vanno piantate a circa 20 cm di profondità. Il foro presente nel bulbo deve essere rivolto verso l’alto.

Cose interessanti da sapere
I fiori di corona imperiale emanano una fragranza muschiata. Ciò è dovuto a una sostanza solforosa prodotta dalla pianta stessa, che si rivela utile per allontanare talpe, topi e arvicole.
I fiori producono grandi gocce di nettare molto apprezzato da api e farfalle. È possibile gustare il delizioso sapore di miele dando un colpetto al fiore la mattina presto.

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Informazioni su iBulb
iBulb è l’agenzia di promozione del settore dei bulbi da fiore. iBulb promuove l’uso di bulbi da fiore, fiori da bulbo e bulbi in vaso attraverso attività di PR e campagne pubblicitarie in tutto il mondo. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.ibulb.org.

Animali supereroi contro il TTIP

Gli animali diventano supereroi contro il TTIP nell’edizione limitata di Real Shit realizzata da Laurina Paperina

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Real Shit torna a stupire. Dopo aver portato sugli scaffali di tutta Italia il suo iconico barattolo di letame, presenta un’edizione limitata firmata dalla dissacrante artista Laurina Paperina a favore della campagna #STOPTTIP.

Real Shit, la startup che produce letame biologico di campagna per contadini di città, unisce le sue forze con Laurina Paperina per combattere il Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), il discusso trattato commerciale di libero scambio in corso di negoziazione tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti d’America.

Real Shit e Laurina Paperina credono che il TTIP metta a rischio la salute degli animali, abbassando gli standard sul benessere animale negli allevamenti, e, più in generale, favorisca l’interesse delle multinazionali dell’industria alimentare a discapito dell’agricoltura sostenibile dei piccoli coltivatori.

Nell’edizione limitata del barattolo (500 ex. numerati), Laurina Paperina dà voce proprio ai diretti interessati, mucca e gallina, che boicottano a loro modo il TTIP.

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I proventi della vendita del barattolo in questa nuova veste saranno devoluti in favore della Campagna Stop TTIP Italia.

Real Shit è stata fondata da Federico Lodolini, Riccardo Mercati e Alan Dindo con l’obiettivo di aiutare i sempre più numerosi contadini urbani a coltivare i propri ortaggi in modo sano e naturale. Il letame biologico proveniente da allevamenti non industriali e il processo di maturazione tradizionale sono gli unici ingredienti della ricetta di Real Shit.

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Laurina Paperina è un’artista visiva nata a Rovereto nel 1980. Il suo lavoro si confronta prevalentemente con l’immaginario della cultura pop contemporanea. Non esistono temi tabù per Laurina: dal sesso alla morte, passando per i mostri sacri della storia dell’arte, il suo sguardo ironico non risparmia niente e nessuno.

Federico Lodolini, Co-Founder of Real Shit, racconta:

“Trattati come il TTIP ed il CETA mettono a serio repentaglio il nostro patrimonio agroalimentare e i nostri valori fondativi. Infatti, nel nostro piccolo abbiamo sempre cercato di promuovere un rapporto con la terra autentico e rispettoso della tradizione. Lavorare con Laurina Paperina in questo progetto è stato molto stimolante. La semplicità del suo tratto e la forza comunicativa delle sue opere erano esattamente ciò che cercavamo per esprimere la nostra visione.”

Laurina Paperina aggiunge:

“All’inizio ero un po’ disorientata, non avendo mai fatto una cosa simile, ma quando ho visto il packaging originale di Real Shit tutto mi è sembrato chiaro. Ho deciso di collaborare a questa iniziativa principalmente perché anche io sostengo questa causa, ma devo anche ammettere che disegnare l’etichetta per un scatola di cacca, per me che ho creato un personaggio di nome “Shitman”, era un’occasione troppo allettante e non potevo perderla.”

L’edizione limitata di Real Shit firmata da Laurina Paperina è disponibile su real-shit.com, Eataly e numerosi concept stores.

Fiskars e il verde domestico.

Erbe aromatiche fresche e rigogliose ogni giorno grazie alle nuove serre e agli strumenti per il giardinaggio urbano.

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Più sapore in cucina
Le erbe aromatiche sono ingredienti apprezzati in cucina sia per il loro colore che per il loro profumo, rendendo più saporite le pietanze e ancora più piacevole la preparazione del cibo in cucina. Spesso però, nonostante tutti gli sforzi per mantenerle, le piantine acquistate al supermercato appassiscono e muoiono facilmente.
Per assicurarsi di avere a disposizione erbe aromatiche sempre fresche, sane, rigogliose e profumate, Fiskars ha ideato un’innovativa linea di serre domestiche ispirate alle tecniche di coltivazione professionali che funzionano con moderne lampade LED ad alta efficienza energetica. La nuova linea di Fikars per il giardinaggio urbano consente sia la crescita di piante pre-coltivate in un ambiente perfetto, sia la crescita completa coltivando direttamente i semi in condizioni di luce e umidità ottimali. Fiskars offre diverse soluzioni di serre domestiche pratiche, silenziose e a basso consumo, per avere sempre a portata di mano una raccolta di erbe aromatiche fresche e assortite direttamente dalla cucina alla tavola.

Fiskars KitchenGarden
Per coltivare le erbe aromatiche con la serra Fiskars KitchenGarden è sufficiente trasferire le piante direttamente nei supporti arancioni in dotazione, aggiungere nella base la quantità di acqua indicata, accendere la lampada LED al centro e richiudere la cupola protettiva. In questo modo le piantine sono libere di crescere sane e rigogliose in condizioni ottimali e al riparo da correnti d’aria.

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KitchenGarden è disponibile in due versioni: Basic, che dispone di una luce bianca a spettro completo, ottimizzata per la coltivazione di tutte le piante, e Premium fornita di un nucleo LED con sei diverse luci incorporate a spettro bianco, rosso e blu. KitchenGarden Premium è dotata di un telecomando che permette di regolare il livello e l’intensità della luce, oltre ad impostare il ciclo di illuminazione (8 o 16 ore), consentendo quindi di ottimizzare le condizioni per le varie erbe che si desidera coltivare.

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Fiskars giardinaggio urbano
Fiskars ha pensato anche a chi intende avvicinarsi alla cura del verde domestico sviluppando una soluzione più semplice, ma allo stesso tempo gradevole e soddisfacente. Per avere un approvvigionamento costante di erbe, basta inserire le piante nella base di Fiskars HerbGarden, riempire con acqua fino al livello indicato sulla base lavabile e accendere la lampada centrale LED che produce una luce bianca a spettro completo, ottimizzata per la coltivazione di tutte le piante. E’ importante riporre le piante negli appositi vasetti arancioni dotati di feltro capillare, per un supporto perfetto e per ricevere l’idratazione necessaria dalla base, garanzia di una crescita costante e uniforme.

Vaso Fiskars per piante aromatiche
L’annaffiatura dal basso costituisce il segreto per avere piante aromatiche rigogliose e in salute, favorendo una forte crescita delle piante partendo dalle radici. Per chi ama cucinare in modo gustoso e salutare, Fiskars propone l’intelligente Vaso per piante aromatiche che incorpora tappetini assorbi-acqua e doppio serbatoio, consentendo alle radici di ricevere un’irrigazione costante con una quantità ottimale di acqua sempre a disposizione.

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Il Vaso si compone di un vaso bianco esterno e un vaso arancione interno dotato di tappetini in feltro. È sufficiente travasare la piantina nel vaso arancione e posizionarla in un luogo ben illuminato e al riparo da correnti d’aria. L’acqua viene immessa nel vaso bianco attraverso l’apertura vicino alla maniglia, la quale garantisce la corretta quantità d’acqua e raggiunge successivamente il vaso interno arancione contenente il tappetino che funge da filtro e, assorbendo l’acqua, fornisce un’idratazione costante.
Il Vaso Fiskars per erbe aromatiche è disponibile in due misure S (diametro vaso interno 90 mm) e L (diametro vaso interno 120 mm).

Forbici per piante aromatiche
Per garantire che le erbe vengano raccolte nella maniera corretta, Fiskars propone le forbici per erbe aromatiche, con lame in acciaio inox sottili e affilate, dotate di chiusura per riporle in sicurezza quando non vengono utilizzate.
Il taglio preciso garantisce il minimo danno alle erbe durante la raccolta e una potatura selettiva stimola la fioritura delle erbe. Le forbici Fiskars per erbe aromatiche sono inoltre un ottimo strumento per la raccolta di fiori delicati e per le potature leggere.

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Il giardino in casa
Con il nuovissimo Set per il giardinaggio urbano, Fiskars propone un kit di strumenti essenziali per piantare e coltivare il proprio angolo verde in città, seguendo un approccio al giardinaggio urbano che è diventato di tendenza.
Il set include tridente, trapiantatore e un coltello pieghevole proposti in un’elegante custodia tessile per riporre il tutto con la massima sicurezza.

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Per maggiori informazioni: www.fiskarsgroup.com

Otto nuovi giardini entrano a far parte dei Grandi Giardini Italiani

Il network dei più bei giardini visitabili in Italia arricchisce l’offerta del turismo culturale italiano con oltre 700 eventi l’anno e 8 milioni di visitatori.

Siamo lieti di annunciare che sono entrati a far parte del Network Grandi Giardini Italiani otto nuovi splendidi parchi per il 2016: Parco Nocivelli (Verolanuova, BS), Villa Badia (Sezzadio, AL), Villa Grock (Imperia) Palazzo Colonna (Roma), Fondazione La Verde La Malfa – Parco dell’Arte (S. Giovanni La Punta, CT), Casa Cuseni (Taormina, ME), Villa Tasca d’Almerita (Palermo) e Tenuta Regaleali (Sclafani Bagni, PA).

Nella foto sotto: Fondazione La Verde La Malfa
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Si tratta di una notevole conquista non solo per Grandi Giardini Italiani, il network dei più bei giardini visitabili in Italia, ma per l’intero settore dell’Horticultural Tourism. Un nuovo trend turistico che viene riconosciuto come fonte di valore, configurandosi come elemento di stimolo per la crescita dell’economia dell’Italia, ricca di straordinari giardini visitabili unici al mondo.

Con 120 giardini visitabili in 12 regioni italiane, Grandi Giardini Italiani è dunque un protagonista di quel Turismo Culturale che è oggi in crescita esponenziale: rappresenta una nuova forma di slow tourism che offre una miglior accoglienza e più servizi grazie alla promozione dei giardini storici e contemporanei attraverso l’appartenenza al network e al loro graduale ammodernamento in termini di ricezione turistica. Nel 99% delle proprietà, infatti, oltre al giardino è possibile visitare Palazzi, Ville storiche e collezioni d’arte. Nel 40% dei giardini aderenti al network è possibile anche pernottare e nell’80% si organizzano meeting, congressi e matrimoni. Poco meno della metà dei Grandi Giardini Italiani (40% circa) ha un percorso didattico e propone laboratori per bambini e studenti.

Nella foto sotto: Villa Tasca d’Almerita, Palermo
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Nel 2015 il network ha registrato circa 8 milioni di visitatori: dato molto positivo, a cui hanno contribuito la forza promozionale di Expo 2015, e l’entrata nel network dei due giardini dello Stato Vaticano: Castel Gandolfo e Giardini Vaticani. L’aumento di circa il 30% del numero dei visitatori rispetto al 2014 è da attribuirsi, inoltre, anche al numero crescente di eventi creati e prodotti nel network, oltre 700 l’anno nei 120 giardini aderenti alla rete.

Il buon tempo registrato nel 2015 ha allungato la stagione turistica a beneficio delle gite delle famiglie che sono durate fino alla fine di ottobre, confermando la tendenza per cui il volume di visite registrato in autunno sta arrivando a pareggiare quello primaverile. Questo dato conferma un cambiamento radicale nell’offerta turistica dei Grandi Giardini Italiani che non sono più un’esclusiva di botanici ed esperti di architettura del paesaggio – sono divenuti una vera e propria meta turistica per un pubblico interessato al verde, ma non necessariamente specialista.

Nella foto sotto: Palazzo Colonna, Roma
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Il turismo culturale ed il cosiddetto Horticultural Tourism (o Turismo Verde) hanno inoltre alimentato un circuito economico virtuoso all’interno del network. Sempre più numerosi, infatti, sono i Grandi Giardini Italiani che reinvestono i propri utili nella proprietà, dotandosi di servizi di ristorazione e pernottamento, marketing e comunicazione. Dove i giardini visitabili non sono dotati di queste infrastrutture, ne beneficiano le strutture di ricezione turistica situate nelle immediate vicinanze. In questo modo, il network ha registrato anche un notevole aumento del personale dipendente, che cresce proporzionalmente rispetto all’aumento delle visite registrate e dei lavori di ristrutturazione e accessibilità operati dai giardini aderenti alla rete.

Il 2015 è stato un ottimo anno anche per la distribuzione della Guida annuale bilingue (italiano – inglese) Grandi Giardini Italiani che ha raggiunto le 100.000 copie. La Guida, edita dalla Casa Editrice Grandi Giardini Italiani, è venduta nei giardini aderenti al network, on line e – da quest’anno – anche all’estero.

Si conferma come miglior mezzo di promozione di Grandi Giardini Italiani il sito ufficiale www.grandigiardini.it. Sempre maggior rilevanza è rappresentata anche dal dialogo del network con una comunità online in costante crescita tramite i Social Networks (Facebook, Twitter, You Tube…).

Secondo i dati pubblicati dall’ENIT, l’anno in corso è iniziato in modo positivo per il settore turistico italiano: la spesa dei viaggiatori stranieri nei primi due mesi è stata pari a 3.620 Mln di euro, con un incremento del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2015 (dati Banca d’Italia). L’inizio positivo del 2016 ha già fatto registrare un aumento della domanda di visite ai Grandi Giardini Italiani, marchio d’eccellenza che certifica l’alto livello di manutenzione e l’interesse storico-artistico dei giardini visitabili italiani – sempre più conosciuto tanto a livello nazionale, quanto a livello internazionale.

Per ulteriori informazioni:
Grandi Giardini Italiani – www.grandigiardini.it

Nella foto sotto: Tenuta Regaleali, provincia di Palermo
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Diamo un aiuto ad Hortus Urbis

Cari lettori,
vi chiedo, a vostra discrezione naturalmente, un aiuto, ovvero un voto, per questa comunità romana che tanto fa per sensibilizzare la comunità alle tematiche del verde e di Madre Natura.

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Ci aiutate? Chiediamo il vostro sostegno con un voto

Abbiamo deciso di partecipare a un bando di Aviva Community Fund per finanziare l’Hortus Urbis. La gestione dell’orto con piante selezionate fra quelle utilizzate ai tempi dell’antica Roma, è affidata a volontari che curano uno spazio pubblico aperto a tutti nella magnifica cornice del Parco dell’Appia Antica. Nonostante sia uno spazio pubblico non riceve finanziamenti di sorta e quindi ci diamo da fare.

La procedura dell’Aviva Community Fund prevede che vi sia una fase di votazioni sul web per i progetti selezionati e poi un vaglio di quelli più votati da parte di una giuria. Ci hanno accettato il progetto e da oggi inizia la fase di votazione aperta a tutti che dura fino al 8 marzo. È importante raggiungere più voti possibile. Aiutaci subito!

Hai 10 voti a disposizione che puoi darci, ecco il link diretto al progetto https://community-fund-italia.aviva.com/voting/progetto/vista/14

Vai alla pagina del link, ti registri con una email e una password, voti e spargi la voce tra amici e contatti!

GRAZIE

Hortus Urbis: nuovi appuntamenti e sostegno popolare

Nel Comune di Roma il 68% del territorio è non costruito. Questo “vuoto” è dato dal paesaggio, il famoso “agro romano” che purtroppo in 10 anni ha perso oltre il 20% di superficie, e dallo spazio pubblico, il cui grado di cura è conosciuta da ognuno di noi nella sua esperienza quotidiana. Il risultato è l’abbandono. Molti cittadini romani davanti a questa situazione e all’inerzia delle istituzioni si sono rimboccati le maniche facendo.

Zappata Romana è una mappa degli orti e giardini condivisi on line. La mappa censisce orti condivisi, giardini condivisi e giardini spot (la cosiddetta guerriglia gardening) a Roma. È una mappa basata su icone, per ogni icona una finestra con una foto, una descrizione e un riferimento. Dal 2010 sul sito di Zappata Romana (www.zappataromana.net) e grazie ai social network (Facebook, Twitter, Instagram) abbiamo raccontato le storie di questi cittadini che fanno, mettendo a disposizione gli strumenti per fare. Il messaggio che abbiamo cercato di veicolare è uno, “si può fare”. Tutto ciò è possibile grazie all’articolo 118 della costituzione: la sussidiarietà.

A Roma vi sono oltre 200 orti e giardini condivisi (aggiornamento 2016), luoghi di cittadinanza attiva, dove si restituiscono spazi abbandonati a tutta la cittadinanza e si risponde ai bisogni dei cittadini: autoconsumo, cura del verde, rapporto con la natura, costruzione di relazioni, ecc.
La mappa ha reso una realtà frammentata (i molti orti e giardini condivisi) un paesaggio coerente con una differente e nuova coscienza urbana. Questi luoghi sono preziosi perché sono beni comuni. Beni comuni che generano altri beni comuni: partecipazione, socializzazione, relazioni intergenerazionali, cura dell’ambiente, scambio di saperi, recupero di tradizioni, cultura, ecc.

A seguito di questa esperienza dal 2012 abbiamo avviato l’Hortus Urbis (www.hortusurbis.it), un orto didattico condiviso con piante selezionate fra quelle utilizzate ai tempi dell’antica Roma che tutte le domeniche da marzo a giugno e da settembre a novembre vede l’organizzazione di laboratori per bambini.

La gestione dell’Hortus Urbis è affidata a volontari che curano uno spazio pubblico aperto a tutti nella magnifica cornice del Parco dell’Appia Antica. Questo spazio pubblico non riceve finanziamenti di sorta.

Il progetto è stato condiviso con il Parco dell’Appia Antica e questo rapporto ha permesso di sperimentare una collaborazione tra istituzioni e società civile che non abbiamo riscontrato in molti progetti a Roma dove Municipi e Comune hanno come obiettivo prioritario quello di scaricare la manutenzione di proprietà pubbliche sui cittadini senza necessariamente creare innovazione sociale.

Se non ora quando? Oggi dopo Mafia Capitale, lo scioglimento del consiglio comunale e l’esperienza commissariale con le nuove elezioni ci auspichiamo che si ridisegni una città diversa, più innovativa, più giusta, più bella.
E’ tempo perché a Roma si parli di spazi di innovazione sociale, beni comuni e pratiche collaborative. Una storia che si può scrivere solo tutti insieme per rispondere a domande semplici. Come utilizzare le tante energie positive presenti a Roma per il bene comune? Come avviare pratiche collaborative tra amministrazione, cittadini e privati?

In attesa che la politica si muova continuiamo a far da soli.

Per l’Hortus Urbis abbiamo deciso di partecipare a un bando di Aviva Community Fund per attivare un finanziamento dal basso.
La procedura dell’Aviva Community Fund prevede che vi sia una fase di votazioni sul web per i progetti selezionati e poi un vaglio di quelli più votati da parte di una giuria.
Il progetto Hortus Urbis è stato accettato da oggi, 18 febbraio inizia la fase di votazione aperta a tutti che termina l’8 marzo.
È importante raggiungere più voti possibile.
Per chi ci volesse aiutare ecco il link diretto al progetto: https://community-fund-italia.aviva.com/voting/progetto/vista/14. Nella pagina del link, ci si registra con una email e una password, e si hanno 10 voti a disposizione da assegnare.

Il 20 marzo partiranno i laboratori per bambini che proseguiranno fino a giugno, mentre in questi mesi si sistema l’orto coinvolgendo i cittadini. Dopo i corsi di cesteria e giardinaggio, sabato 27 marzo vi sarà il corso popolare sulle potature degli alberi da frutto e ornamentali a partecipazione gratuita e successivamente un appuntamento sulle potature delle rose.

Due iniziative che mirano a condividere i saperi presenti nelle eccellenze della nostra città (saranno coinvolti i tecnici giardinieri dell’Orto Botanico e del Roseto Comunale) rendendoli questi saperi accessibili a tutti per aumentare la sensibilità verso l’ambiente e avvicinare Istituzioni e cittadini.

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