Un gradito regalo

Eccola qui la zucca che mi hanno regalato!

Felicità 😉

zucca gialla

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Zucca quasi pronta

Quest’anno l’orto mi ha regalato solo due zucche. Non troppo grandi, ma spero gustose, perché una è quasi pronta.

Non mi lamento perché una zucca mi basta. Due, tre, forse anche quattro risotti. È cresciuta adagiata sull’origano, e ha preso anche una grandinata. Ma se all’esterno non è proprio bella… speriamo che dentro sia gustosa.

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Spunta la zucca

Improvvisamente me ne accorgo. Come sempre la flora è più veloce di me. E l’orto mi ha regalato questa zucca che spero cresca bene. Finalmente l’orto si colora di frutti. Ne avevo proprio bisogno di vederli.

La zucca mi dà l’idea di qualcosa di addormentato. Un dolce e squisito sonno nell’orto. Anche se so che non è così, ma esattamente l’opposto. Eppure a vederla lì adagiata tra l’origano, mi sembra proprio la testa di una sorta di gigante buono che fa il suo pisolino.

In realtà si trasformerà in carrozza. Mah…

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Il mese della zucca

Ottobre è il mese della zucca. Anche Settembre lo è. Ma Ottobre sembra concludere un ciclo, e il giorno di Ognissanti ne è la celebrazione. Avete presente Jack in “Nightmare before Christmas” (1993) di Tim Burton? Dove Jack Skeletron è il signore delle zucche?
Eccolo qui sotto, per chi non l’avesse mai visto – e ve lo consiglio vivamente!

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Ecco le nostre povere zucche della nostra civiltà contadina aver assunto la forma di frutti di paura! Un po’ maltrattate queste zucche. Da cibo dei poveri, snobbati dai nobili, alla loro celebrazione nel secondo Novecento, quando tutte le tradizioni rurali sono state riqualificate perché contrarie all’anonimato e all’alienazione della società industrializzata della catena di montaggio. Sta di fatto che non potevo non farvi partecipe di questo post, perché le zucche di cui vi parlo sono molto dolci – e già la zucca lo è di sua natura. Ma queste sono zucche dolcetti. Dolcetti o scherzetti? Dolcetti. E molto buoni! Potete vedere a destra la nostra amata zucca arancione, e a destra un fantasmino bianco che gli fa compagnia.
Non vi auguro un buon Halloween, ma un delizioso ottobre di cose dolci, dal cibo ai paesaggi autunnali, che sono cibo per gli occhi con i loro splendidi colori.

E per chi fosse interessato, se ancora non lo ha letto, vi faccio un dono di un ebook sfogliabile che racconta della zucca e dei suoi significati simbolici nell’Arte occidentale e orientale. Cliccate qui, se volete, e buona lettura!

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Una zucca, un piccolo melone, una zucca piccolissima

Questi sono gli ultimi regali del mio orto.
Sabato pomeriggio grandi pulizie, perché nell’orto era tempo di togliere le colture che più non possono rendere. E sarà bene, nei prossimi giorni, scegliere cos’altro piantare, perché non voglio rinunciare a qualche frutto invernale.

Un consiglio per finire: se annaffiate – le giornate sono ancora abbastanza calde – non bagnate le foglie delle vostre piante nell’orto. I primi freddi e soprattutto l’umidità possono far comparire l’oidio. Bagnate solo la terra, non le foglie.

E felice autunno a tutti voi…

zucche e melone

Un piatto semplice… ma prelibato!

L’unica zucca del mio orto mi ha dato una soddisfazione culinaria.
L’ho tagliata e dentro era bella arancione, come quelle di Halloween. Pochi semi che in parte ho tenuto per il prossimo anno. Buona e saporita dopo averla assaggiata in due maniere. Con il risotto e in forno.

Tagliate la zucca in tanti piccoli quadratini. Preparate un soffritto con olio e cipolla. Quando la cipolla è un po’ rosolata buttate la zucca. Poi buttate il riso. Mescolate a fuoco lento e fate cucinare per 20 minuti circa o quanto basta. Servitela in tavola e buon appetito!

Nota: di ricette con la zucca ce ne sono tantissime. Io purtroppo non sono un bravo chef e faccio piatti semplici, ma se avete l’estro… approfittatene! La zucca è sempre una delizia.

zucca

Sarà commestibile? …

Dimenticavo l’altra zucca maturata nel mio orto. Raccolto misero comunque. Due zucche sono davvero poche. Questa ha una forma ancora più strana della prima. Di una tonalità di giallo e un poco bitorzoluta, a forma di fiaschetto, un po’ come quelle che vedete in alcune tele del Quattrocento, utilizzate per portare acqua. Adesso non ricordo di preciso quale sia la qualità e il nome di questa zucca, da qualche parte l’ho scritto nella bustina dei semi, ma non ho voglia di cercarlo e preferisco la prova di persona. La taglio, la cucino, l’assaggio. Sono sicoro all’87% che è una qualità commestibile. Il rimanente 13% è la possibilità che in un momento di smarrimento abbia mischiato dei semi di zucche ornamentali con quelli delle zucche commestibili.

Se l’atra zucca del mio orto si è trasformata – nella favola – in una carrozza, non saprei proprio pensare a cosa questa potrebbe trasformarsi… ci penso per un attimo. Ma sì, forse diventerebbe un sommergibile, uno strano sommergibile sicuramente, di quelli che possono arrivare fin sotto negli abissi dei mari e incontrare altre strane creature, i pesci degli abissi, La vita è un gioco di trasformazioni di forme e colori, che all’apparenza possono sembrare anche buffi, ma nascondono al nostro sguardo inesperto delle specifiche funzioni, fisiologiche ma anche sociali, che proprio per svolgere bene una certa funzione hanno assunto colori e forme particolari. Questa è un po’ la regola anche del design – industriale o artigianale che sia – quella appunto di associare la forma e i colori più consoni per esercitare quella funzione. Accidenti. È complicato curare un orto. Si rischia davvero di porsi troppe domande. Ma, come ci ha insegnato Freud, l’essere umano prova piacere dai suoi meccanismi mentali. E quindi, per oggi, davanti alle mie uniche due zucche, lasciatemi divertire così.

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