La zucca è pronta!

Cinque piccole zucche stazionano nel mio orto come sacri edifici. Piccole zucche per Halloween pronte per essere decorate ed esposte davanti alla porta di casa.

Ma credo proprio che le mie zucche andranno ad incontrare un risotto dentro alla pentola della mia cucina. Come sapere se una zucca è pronta per essere colta? Guardate il tralcio sul quale è attaccata. Quando comincia a seccarsi significa che la zucca è pronta!Lo potete vedere nella foto qui sotto. In questo caso è ancora verde, ma poiché un qualche insetto aveva cominciato a mangiarsela – se la mangia di notte, quando io dormo, vedete nella foto un pertugio arancione – ho pensato bene di coglierla, per farci – appunto – un risotto, così come detto qualche riga sopra.

Zucca

Ed eccola qui la colta colta, e adesso sul tagliere. Notate come il tralcio sia per metà verde, per metà ancora secco. Quanto basta, potete coglierla e portarvela in cucina. Ora la taglio.

Zucca su tagliere

Detto fatto. Eccola qui. Bel colorito giallo-arancione, profumata e dolce.

Preparato il risotto… e mangiato! Ottimo. Il risotto con la zucca è sempre un buon risotto! 

Zucca tagliata

I frutti nascosti

Capita a volte di non vedere le cose che abbiamo davanti agli occhi, e mentre guardiamo, non vediamo quello che stavamo cercando.

Non sono impazzito – almeno credo – ma a volte può capitare di non vedere una cosa semplicemente perché siamo prigionieri dai nostri modelli mentali.

Perché avrei dovuto vedere quel cetriolo maturo tra le foglie del gladiolo? Perché non è comune andare a cercare cetrioli tra i gladioli. Altrimenti potrebbe darsi che cerchi i gladioli tra i cetrioli… Sta di fatto che quest’anno – forse anche causa Covid-19 – la semina e la piantumazione delle piante del mio orto hanno seguito un non-programma, una sorta di casualità necessaria. Così adesso mi ritrovo con un orto disordinato. E quindi il cetriolo che stavo cercando tra le piante dei cetrioli non compariva. C’erano sì cetrioli, ma ancora non pronti per essere raccolti. Poi mi giro e, sempre per caso, il mio occhio cade sui gladioli e lì mi spunta una strana forma non certo di un fiore: un cetriolo per l’appunto. Eccolo lì, pronto per essere raccolto.

cetriolo

E la zucca? Quella era proprio impossibile da trovare. Non poteva trovare un nascondiglio migliore… tra la salvia! Colpa mia, è vero. Ho lasciato piena libertà alla zucca di vagare a destra e a manca per l’orto. Così lei prima la fatto uno slalom tra le piante di melanzana, poi si è inerpicata sulla salvia. E lì ha dato vita al suo frutto, che per il peso deve essere sprofondata sul comodo giaciglio delle foglie verdi e profumate. Se non era per l’erbaccia che ho deciso di estirpare, la zucca non l’avrei trovata prima di settembre. È la terza zucca. Chissà che non ce ne sia un’altra nascosta chissà dove…

zucca

La bellezza si nasconde. O meglio, siamo noi che dobbiamo cercarla e farla apparire…

Orto fuori controllo!!!

Per un ortolano / giardiniere come me la stagione calda è un momento di gioia massima. Sono sicuro che anche per molti di voi è così.

I fiori che sbocciano ci regalano bellissime forme e colori, e i primi frutti dell’orto ci regalano le prime soddisfazioni – sì d’accordo, ci sono anche le zanzare tigre, ma sorvoliamo.

Quanto bello è cogliere il cetriolo maturo, i pomodori ciliegino, le melanzane, ecc. direttamente dalle nostre piante dell’orto? Stupendo! Quei piccoli e semplici piaceri di cui si nutre il nostro corpo e la nostra mente – e sarei tentato di azzardare che sono piaceri più grandi anche dei nuovi aggiornamenti di iOS. Scherzo, suvvia…

Ma. Ma. Mannaggia la miseria! Se non stai attento la vegetazione ti sfugge di mano. Ed è quello che sta succedendo al mio orto. La zucca che sta circumnavigando la salvia, i cetrioli che si arrampicano sui pomodori, i pomodori – che quest’anno sono cresciuti spontaneamente – che lanciano le loro ramificazioni a destra e a sinistra e hanno coperto un cappuccio, l’erba luigia che ha ramificato e foglificato – che neologismi poco interessanti che nascono in me! – e ha sbarrato il camminamento da una parte all’altra del mio piccolo orticello.

La crescita vegetativa è così veloce nella sua lentezza che non te ne accorgi. E poi un giorno ti ritrovi con l’orto che sembra assumer i connotati della foresta amazzonica! Qui bisogna intervenire con forbici e cesoie da giardinieri… eppure mi piace così tanto questo ordine disordinato che lo lascio ancora così… crescete e moltiplicatevi… preferisco un orto all’inglese.

Ed ecco alcune foto di questo melting-pot vegetale – ah, tra parentesi, anche tutte le possibili e utili consociazioni sono andate a farsi benedire.

fiori spontanei e pomodoro
Fiori spontanei cresciuti vicino al pomodoro… o forse pomodoro che è cresciuto vicino ai fiori spontanei? Non so…
cetriolo e gladiolo
Il cetriolo che si arrampica sulle foglie del gladiolo
pomodoro e melanzane
Il pomodoro ha invaso lo spazio delle melanzane
zucca e salvia
La zucca che cammina sopra la salvia. Per andare dove… non è dato sapersi

Il caldo, il sole, l’orto

Trentadue gradi all’esterno. Ventisette dentro a casa.

È luglio, e non me ne stupisco. Anzi ringrazio. E l’orto ringrazia con me. Con il lockdown dei mesi scorsi non ho seminato o piantato come avrei voluto. Ma la terra mi ha fatto dei regali. Tanti pomodoro. Quando son nate le prime piantine, un po’ qui un po’ là, senza un ordine prestabilito, non sapevo che tipo di pomodoro fossero, ma adesso che i primi frutti sono nati li riconosco. Bellissimi pomodoro ciliegio, ancora verdi, ma dei bei grappoli che penzolano dai robusti steli della pianta.

Pomodoro cieligino

Il segreto perché i pomodoro nascano spontanei? Semplice. Lasciateli cadere, quei pochi che nn raccogliete. Poi la natura fa il resto. L’unico inconveniente e che non potete immaginare il posto esatto dove nasceranno. Così nel mio orto uno è cresciuto pericolosamente vicino al filo dove si stende il bucato – e le foglie del pomodoro macchiano, attenzione! Altre son cresciute sotto alle melanzane, che queste sì ho comperato al consorzio agrari. Un altro ancora è cresciuto accanto ai gigli, ma poco male, lo spazio c’é.

Con il caldo anche qualche cetriolo sta maturando e le zucche sono due. Piccoline ma belle. Chissà se ne matureranno altre…

Raccomandazioni? Annaffiare, alla sera, così il caldo non fa evaporare l’acqua. Sia la zucca che il cetriolo sto colture che necessitano di acqua. Il pomodoro resiste anche se non lo annaffiate, ma un po’ d’acqua anche a lui, per non fare torti nell’orto 😉

Cetriolo
Zucca

La zucca e l’autunno

Oggi ho raccolto la zucca dal mio orto.

E questo è normale.

Ma domenica c’erano anche 20° C. E questo, scusatemi, non è il massimo della normalità. Ma non voglio tediarvi con argomenti troppo seriosi, e preferisco raccontarvi delle doti della zucca e della sua bontà in cucina.

Di tradizione povera e contadina, la zucca ha tuttavia riscontrato con il passare del tempo sempre più ammiratori, tanto che sarebbe anche il momento che qualcuno fondasse il Partito della Zucca, visti i tempi.

Detto questo continuo con il mio racconto.

Ecco, la zucca è pronta quando il suo picciolo comincia a seccarsi. come si vede dalla foto qui sotto.

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Quindi ha preso le mie forbici da giardinaggio e zac-zac ho tagliato il gambo e estirpata la radice. Era l’unica e l’ultima zucca dell’orto.

Passiamo adesso altre operazioni. Per prima cosa bisogna pulirla dalla terra, lavarla ed asciugarla e portarla in cucina. Qui si prende coltello ben affilato e grande perché la zucca è dura da tagliare. La taglio a metà e poi divido le due metà in altre due metà così da fare quattro parti quattro.

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Cosa ci possiamo fare con la zucca? Tante cose. Io vado sul classico, un buon risotto, con riso Carnaroli, che per me è il più buono.

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Tra le quattro parti della zucca tagliata, ne scelgo una che andrà a cuocere insieme al riso. Quindi tolgo la buccia, sempre con un buon coltello affilato.

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Adesso pulisco la zucca e tolgo tutti i semi. Che faccio li butto? No, almeno non tutti. Un po’ ne tengo. Li lavo e li faccio asciugare. Quando saranno ben asciutti li posso mettere in un sacchettino di carta, dentro ad una scatola di fiammiferi, e conservarli per la prossima primavera, quando li pianterò.

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Passiamo ora alla preparazione vera e propria della zucca.

Prepariamo su un bel pentolone un soffritto con cipolla. Taglio la zucca in tanti quadratini. La zucca dell’orto ha un bell’aspetto. Che sia anche buona e saportita? Spero di sì. Il colore è un gradevolissimo arancione. Riempio un piatto.

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Metto i pezzi di zucca nel soffritto e mescolo. Poi aggiungerò un po’ di brodo vegetale e – naturalmente – il riso Carnaroli.

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Quindici minuti e dovrebbe essere cotto. Ecco il piatto: risotto alla zucca. Veloce, semplice, ma soprattutto piacevole. Ottimo gusto.

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Variante: taglio un altro quartino delle zucca in 4/5 strisce e metto in forno per un 15/20 minuti. Ottima anche questa. Provare per credere.

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E i due quartini che rimangono? Non è che si può mangiare zucca per una settimana. Quindi taglio anche questo in quadratini, prendo dei sacchetti di plastica specifici per prodotti alimentari, metto dentro i quadratini di zucca e metto tutto in congelatore. Un risotto a settimana ci sta. Magari di domenica, quando ci sono tutti i negozi aperti, ed io provo invano a girare in centro per cercarne uno di chiuso… 

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Buon appetito a tutti. E mi raccomando, visti i tempi, se nasce il Partito della Zucca, votatelo, non si sa mai che ci possa essere zucca gratis per tutti! 😉

L’autunno si vede… dal calendario!

Proprio così, guardo il calendario e scopro che tra due giorni (23 settembre) sarà autunno. Altrimenti, da solo, non ci sarei arrivato. Qui al nord il clima è più che mite, è caldo, siamo in piena estate.

Sudo a vangare l’orto, le gocce che mi scendono dalla fronte, copiose, come se fosse estate. 

Ho piantato un pò di cavoli. Per l’inverno. Se mai arriverà.

È caldo anche a camminare, mi diceva una mia amica domenica, che era stata a fare una passeggiata in centro città.

Va bene, prendiamo le cose come vengono. A metà settembre, quasi autunno, fa caldo che sembra quasi estate. Anzi, togliamo il quasi.

E allora mi riguardo l’orto, a vedere cosa si può raccogliere quando le stagioni sembrano arrivare in ritardo. Con questi pensieri spero di consolarmi un pochino.

Ecco allora la zucca, sta maturando bene – anche se ha il mal bianco, cioè le foglie da verdi diventano bianchicce, poi appassiscono e si seccano. Il mal bianco può causare anche la morte dell’intera pianta, ma fortunatamente non è il mio caso. 

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I cavoli piantati invece hanno subito l’attacco delle chiocciole. Qualche foglietta è andata. Pazienza, spero non si mangino tutta la pianta.

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Poi c’è il vecchio bosso di mia cognata, che me lo ha regalato tanti anni fa, e già a quell’epoca era tanto vecchio. Una specie di oggetto che si tramanda di generazione in generazione quando si fanno i lavori alla casa e bisogna togliere il bosso da lì. Anche il bosso è stato attaccato dai parassiti. Il bruco del bosso, più correttamente la  piralide del bosso, scientificamente il Cydalima perspectalis, che crea gravissimi danni, anche su grandi estensioni di bosso. Lo riconosci subito perché le belle e verdi foglioline del bosso da un giorno all’altro cambiano colore, diventano marrone chiaro. Se sei in vacanza e arriva il bruco del bosso, quando torni a casa ti ritrovi il bosso tutto seccato, con i rametti pieni di simil ragnatele e ridotti a filetti sottili. In realtà la colpa è delle larve, che si mangiano le foglie per diventare poi bruchi e nuovamente farfalle. Per la precisione storico-geografica, il bruco del bosso si è propagato dal Friuli nel 2012, per poi scendere nelle regioni del nord e arrivare fino in Toscana. Viaggiano questi bruchi, non c’è da scherzare. Poi quando ti ritrovi il tuo bosso da verde a marrone chiaro, non è che ti importa molto sapere da dove si è propagato questo bruco, non è che puoi andare in Friuli e chiedere i danni al Comune. Figurati. Te la devi cavare da solo. E come si fa? Se sei in tempo taglia tutti i rametti infetti e bruciali – meglio se li bruci. Poi guarda ogni giorno il bosso e aspetta che ricominci la sua attività vegetativa. E, per fortuna, così è stato per il mio bosso, regalatomi da mia cognata che l’aveva ricevuto da sua nonna, che l’aveva ricevuto da chissà chi. Ecco una foto felice con il bosso che dai vecchi rami fa uscire tante foglioline verdi.

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Quando vedi una pianta mezza morta riprendere a germogliare sei sempre felice. Ti dimentichi anche dell’estate calda, dell’autunno che non arriva, delle temperature alte dopo la metà di settembre.

Ecco, ho finito. Vi auguro un buon autunno… fresco… mah…

Una zucca è nata

La pianta della zucca invade il mio orto come un polipo.

Si sviluppa in ogni direzione superando anche ostacoli verticali. A volte cercare il frutto diventa un’impresa. Ma eccolo, appoggiato sopra una delle piastrelle che costituiscono il vialetto del mio orto.

Guardo meglio e vedo un’altra piccola zucca che sta per crescere. Ma è presto per dirlo. Potrebbe marcire. Quindi attendo. Il mio rapporto con l’orto è sempre un rapporto di attesa. Bisogna dargli il tempo perché tutto cresca. E questo tempo non si può accorciare o allungare. Lasciate alle colture dell’orto il tempo di maturare. Abbiate un po’ di pazienza e poi tutto si aggiusterà nel migliore dei modi.

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Guardo questa piccola e ancora immatura zucca, e già penso ad un risotto… il tempo glielo lascio per crescere, è che il mio desiderio va troppo veloce…

Poi, inchinandomi per scattare una foto, vedo un’altra zucca, più piccola, con il suo fiore chiuso perché è pomeriggio e fa caldo – e se dovete raccogliere i fiori di zucca, fatelo di mattina presto.

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Tolgo qualche erbaccia ed ecco spuntare una zucca ancora più piccola, che ancora non ha fatto sbocciare il suo fiore. Bene, se avete un orto ma non volete passare troppo tempo  nella sua cura, la zucca (e il pomodoro) la potete piantare. Ci pensa lei a fare tutto. Dategli solo dell’acqua, che ne ha bisogno…

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Zucca quasi pronta

Quest’anno l’orto mi ha regalato solo due zucche. Non troppo grandi, ma spero gustose, perché una è quasi pronta.

Non mi lamento perché una zucca mi basta. Due, tre, forse anche quattro risotti. È cresciuta adagiata sull’origano, e ha preso anche una grandinata. Ma se all’esterno non è proprio bella… speriamo che dentro sia gustosa.

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Spunta la zucca

Improvvisamente me ne accorgo. Come sempre la flora è più veloce di me. E l’orto mi ha regalato questa zucca che spero cresca bene. Finalmente l’orto si colora di frutti. Ne avevo proprio bisogno di vederli.

La zucca mi dà l’idea di qualcosa di addormentato. Un dolce e squisito sonno nell’orto. Anche se so che non è così, ma esattamente l’opposto. Eppure a vederla lì adagiata tra l’origano, mi sembra proprio la testa di una sorta di gigante buono che fa il suo pisolino.

In realtà si trasformerà in carrozza. Mah…

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Il mese della zucca

Ottobre è il mese della zucca. Anche Settembre lo è. Ma Ottobre sembra concludere un ciclo, e il giorno di Ognissanti ne è la celebrazione. Avete presente Jack in “Nightmare before Christmas” (1993) di Tim Burton? Dove Jack Skeletron è il signore delle zucche?
Eccolo qui sotto, per chi non l’avesse mai visto – e ve lo consiglio vivamente!

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Ecco le nostre povere zucche della nostra civiltà contadina aver assunto la forma di frutti di paura! Un po’ maltrattate queste zucche. Da cibo dei poveri, snobbati dai nobili, alla loro celebrazione nel secondo Novecento, quando tutte le tradizioni rurali sono state riqualificate perché contrarie all’anonimato e all’alienazione della società industrializzata della catena di montaggio. Sta di fatto che non potevo non farvi partecipe di questo post, perché le zucche di cui vi parlo sono molto dolci – e già la zucca lo è di sua natura. Ma queste sono zucche dolcetti. Dolcetti o scherzetti? Dolcetti. E molto buoni! Potete vedere a destra la nostra amata zucca arancione, e a destra un fantasmino bianco che gli fa compagnia.
Non vi auguro un buon Halloween, ma un delizioso ottobre di cose dolci, dal cibo ai paesaggi autunnali, che sono cibo per gli occhi con i loro splendidi colori.

E per chi fosse interessato, se ancora non lo ha letto, vi faccio un dono di un ebook sfogliabile che racconta della zucca e dei suoi significati simbolici nell’Arte occidentale e orientale. Cliccate qui, se volete, e buona lettura!

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Una zucca, un piccolo melone, una zucca piccolissima

Questi sono gli ultimi regali del mio orto.
Sabato pomeriggio grandi pulizie, perché nell’orto era tempo di togliere le colture che più non possono rendere. E sarà bene, nei prossimi giorni, scegliere cos’altro piantare, perché non voglio rinunciare a qualche frutto invernale.

Un consiglio per finire: se annaffiate – le giornate sono ancora abbastanza calde – non bagnate le foglie delle vostre piante nell’orto. I primi freddi e soprattutto l’umidità possono far comparire l’oidio. Bagnate solo la terra, non le foglie.

E felice autunno a tutti voi…

zucche e melone

Un piatto semplice… ma prelibato!

L’unica zucca del mio orto mi ha dato una soddisfazione culinaria.
L’ho tagliata e dentro era bella arancione, come quelle di Halloween. Pochi semi che in parte ho tenuto per il prossimo anno. Buona e saporita dopo averla assaggiata in due maniere. Con il risotto e in forno.

Tagliate la zucca in tanti piccoli quadratini. Preparate un soffritto con olio e cipolla. Quando la cipolla è un po’ rosolata buttate la zucca. Poi buttate il riso. Mescolate a fuoco lento e fate cucinare per 20 minuti circa o quanto basta. Servitela in tavola e buon appetito!

Nota: di ricette con la zucca ce ne sono tantissime. Io purtroppo non sono un bravo chef e faccio piatti semplici, ma se avete l’estro… approfittatene! La zucca è sempre una delizia.

zucca