Genitori e figli

Metto a confronto queste due piante, così, per gioco.
Si tratta della pinguicola, carnivora dall’aspetto mansueto.
La più grande l’ho rinvasata in primavera. Lo scorso anno, da una foglia della pinguicola grande, è nata quella più piccola. La grande ha anche fatto quattro fiori dal lungo stelo, per evitare che gli insetti impollinatori cadano nella sua trappola mortale.
Quella piccola cattura tanti moscerini che nemmeno ti accorgi che ci siano, se non quando li vedi incollati sulle sue foglie fameliche.
Che ve ne pare?
Può essere la rappresentazione di una bella e felice famigliola?

Il letargo delle pinguicole

Da una talea per foglia della pinguicola sono nate tutte queste piccole pinguicole, che adesso sono in riposo vegetativo. Nate dal meristema della foglia, in seguito io le ho separate – per sbaglio, se devo essere sincero: ho spostato la tenda, questa ha sfiorato la talea e tutte le piccole piantine sono cadute per terra. Accidenti! Che guaio! Subito a raccoglierle e a risistemarle nel vasetto di torba di sfagno.

Ho osservato che le pinguicole – non solo queste piccoline, ma anche quelle più grandi – hanno una radice quasi inesistente. Se gli dò l’acqua con l’annaffiatoio invece che con lo spruzzo, corro il rischio di far galleggiare le piantine, che navigano nel vasetto in balia del flusso d’acqua. È vero, questa pianta prende le sostanze nutritive dagli insetti che cattura e non dal terreno, ma a vedere una radice sottile come un filo da sarta mi sono stupito.