La pazienza del cactus

… e del suo giardiniere.
Se è vero che chi non ha il pollice verde può iniziare un’esperienza di giardinaggio a partire dalle succulente, che di pochi cure hanno bisogno, e altrettanto vero che queste piante grasse sanno regalare delle bellissime sorprese, a distanza di anni.

Ecco finalmente sbocciati i fiorellini di questo piccolo cactus. Gialli, alcuni già appassiti. Una volta sbocciati per la prima volta, le prossime primavere mi regaleranno ancora tanti piccoli fiorellini, a formare una bellissima corona gialle.

Quindi se avete un’amica o un amico che vorrebbero dedicarsi al giardinaggio, ma temono per la loro poca esperienza di non saper coltivare i fiori, regalategli una o più piante succulente. 😉

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Le radici dell’aloe

È stato un caso, non del tutto fortunato, ma cerco di gestirlo a mio favore.
È successo che sabato scorso si è alzato un vento furioso, ma davvero tanto furioso, perché ha fatto volare via la sedia vi vimini – che sì, non è pesante, ma non è poi nemmeno così leggera! La sedia ha sbattuto contro il vaso con l’aloe dentro che è caduto sfracellandosi da un’altezza di circa 10 centimetri. Poco, sì, ma quanto basta perché andasse in una ventina di pezzi.

Accidenti che guaio! Però guarda che belle radici l’aloe.
Non l’avrei mai immaginato.
,-)

Aloe radici

Fiore di cactus

È stato qualche giorno fa che ho notato una piccola protuberanza scura e pelosa uscire dalla mamillaria – uno dei generi più diffusi di cactacee.
Poi, l’altro giorno, entrando in casa, vedo sull’étagère il cactus con la protuberanza pronunciata, quasi volesse uscire dalla finestra. Ci faccio una foto, mi sono detto, e clic.
Tra parentesi, le piante sono così lente a crescere, che a volte nemmeno ti accorgi quanto si sono sviluppate… potrebbe sembrare un ossimoro, ma è la velocità della lentezza…
Ritornando a noi e alla nostra succulenta, in men che non si dica – il giorno dopo, per la precisione – ecco il fiore bellissimo di un rosa delicato, quasi ad acquerello, guardare fuori dalla finestra. Un’altra foto. Clic.
Eccole in sequenza.

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Dicevo delle cactacee, apparentemente dal carattere spinoso… rivelano tutta la loro bellezza quando meno te lo aspetti. Non per fare paragoni, ma una volta mi hanno regalato una cactacea per associarla, divertiti, al mio carattere. Ma chi sa se chi me l’ha regalata aveva valutato la possibilità che questa fiorisse… non è poi così importante, ma è utile sapere che, una volta giunte a maturazione – anni ci vogliono! – le cactacee ci regalano dei bellissimi fiori. E penso ai deserti, alle steppe semi-aride… anche lì può sbocciare un fiore.

Il fantastico mondo delle succulente

Su Giardinaggio Semplice delle nuove pagine con argomento “Le succulente”, con consigli sulla cura, manutenzione, propagazione.

Un invito a prendersi cura di queste piante, facilissime da coltivare, e allestire un piccolo giardino in casa – in giardino per chi può permettersi temperature miti per tutto l’anno!

Ecco il link alla pagina: le succulente.

succulente e cactacee

Non piove…

Qui, a Vicenza, ancora niente pioggia. E anche nel mio piccolo orticello le colture ne risentono:
– alcune piantine di basilico, ancora piccole, han già fatto i fiori;
– alcuni pomodori hanno un cerchio marrone sotto;
– le zucchine stentano a crescere;
– alcune melanzane hanno un colore che tende al bronzo e un gusto non buono;
– devo annaffiare spesso.
È che sono stato via qualche giorno e al mio ritorno ho trovato tante piante esauste, con le foglie a terra, che gli mancava acqua. Assetate che così mai le avevo viste.

Consolazioni? Poche.
Le piante grasse resistono e ne nascono di nuove.
Così mia moglie – ufficialmente addetta al reparto piante grasse – ha fatto dei nuovi vasetti.

Ma un bel temporale d’agosto… questo sì che mi manca!

piante grasse

Incontrando giardini

Sono io che cerco le piante grasse o sono loro che trovano me?
L’importante è incontrarsi…

Cammina cammina, sabato scorso a Jesolo arrivo in piazza Brescia. E chi incontro? Un bellissimo giardino di piante grasse. Nuovo nuovo, perché l’anno scorso non c’era. Al centro della piazza, ben visibile girandoci intorno.

Disposte scenograficamente in maniera canonica. Le più basse all’esterno, le più alte al centro del giardino.

Una domanda però mi sorge spontanea.
È vero che siamo al mare, è estate e fa molto caldo, ma siamo sempre nell’Italia del nord, e l’inverno che arriverà sarà freddo…
Cosa succederà a queste piante a Dicembre-Gennaio-Febbraio?
Le copriranno con un telo o le trasporteranno in luogo più caldo e al coperto?

A proposito dei fiori delle piante grasse

Dopo i fiori dell’aloe, ecco questo bellissimo fiore, sbocciato di notte.
Il fatto risale a più di due settimane fa, quando una sera… alle 22.30… mi accorgo che il fiore è sbocciato!

Stupore! Di notte. Non di giorno.

Una sorpresa, perché sono uscito non per il fiore. E invece chi mi trovo? Il fiore, appunto, con uno stelo lungo, i petali spalancati, una grande “bocca” aperta che risuona nella notte.
Così mi sono armato di cavalletto e l’ho fotografato, perché il giorno dopo il fiore sarebbe già appassito.

Ora vi dico quello che la foto non può farvi sentire: un profumo intenso e forte.

Non smetto più di controllare le piante grasse, alla ricerca di possibili nuovi fiori…

Piante grasse, di F. J. A. de la Paz

Un buon libro che si occupa soprattutto delle tecniche per far crescere al meglio succulente e cactus.

Se la parte con le schede di alcune tra le più conosciute piante grasse non è molto esaustiva – del resto non era neppure nell’intenzione della collana -, la parte riguardante le tecniche di coltura è ben fatta sia per quanto riguarda i testi che per le immagini che illustrano didatticamente come eseguire talee, innesti, propagazioni, etc.

Mi sento di consigliarlo a quanti/e abbiano voglia di provare per la prima volta a coltivare queste straordinarie piante, dai bellissimi e sorprendenti fiori. Anche non disponendo di ampi spazi o di un clima caldo per tutto l’anno, le succulente possono venire coltivate anche in piccole ciotole, a formare un piccolo giardino da mettere sul balcone o all’interno di casa.

Unica accortezza… attenzione a non pungersi! 😉

FRANCISCO JAVIER ALONSO DE LA PAZ, Piante grasse. Un manuale pratico e facile per diventare esperti giardinieri, Girasole Editore, 2008, 96 pagg. ill.

Il fiore dell’aloe

Quando una pianta grassa fa dei fiori è sempre una sorpresa.
Sorpresa perché non ho idea di come saranno questi fiori.
Questi dell’aloe mi hanno stupito. Così non me li sarei immaginati.

E poi i fiori delle piante grasse, quelle con le spine, sono belli perché ti danno l’idea di quanto siano importanti per la pianta, e di come le spine sembrano siano state messe apposta per non cogliere il fiore. Una protezione efficace. Un filo spinato naturale, e dunque bello, felice… perché il filo spinato fatto dagli esseri umani ti fa venire in mente sempre brutti ricordi. Dell’infanzia, quando una volta nel filo spinato mi ci sono impigliato. Il sangue che usciva. I nonni che avevano paura mi fossi preso il tetano.

Dell’età adulta i ricordi sono ancora più cupi. Carceri, luoghi ghettizzati, sia per non far uscire le persone – carceri, centri di accoglienza, basi militari – sia per non farle entrare – certe case in Sud Africa e in Brasile, dove ti proteggi dai pericoli esterni rinchiudendoti in una prigione che chiami casa – ma che società è questa? Un ritorno al medioevo post-contemporaneo, dove il castello è il guscio che ti ripara dalle scorribande di barbari, unni, visigoti, normanni… tu il ricco che vive nel suo fortino, e fuori masse di poveracci disposti a tutto per sopravvivere. Il progresso tecnologico non produce dei miglioramenti a livello etico, al massimo introduce la società delle buone maniere. Il divario tra ricchi e poveri si accentua, come nel Medioevo.

Possibile che mi vengano questi pensieri guardando il fiore dell’aloe?