Orto fuori controllo!!!

Per un ortolano / giardiniere come me la stagione calda è un momento di gioia massima. Sono sicuro che anche per molti di voi è così.

I fiori che sbocciano ci regalano bellissime forme e colori, e i primi frutti dell’orto ci regalano le prime soddisfazioni – sì d’accordo, ci sono anche le zanzare tigre, ma sorvoliamo.

Quanto bello è cogliere il cetriolo maturo, i pomodori ciliegino, le melanzane, ecc. direttamente dalle nostre piante dell’orto? Stupendo! Quei piccoli e semplici piaceri di cui si nutre il nostro corpo e la nostra mente – e sarei tentato di azzardare che sono piaceri più grandi anche dei nuovi aggiornamenti di iOS. Scherzo, suvvia…

Ma. Ma. Mannaggia la miseria! Se non stai attento la vegetazione ti sfugge di mano. Ed è quello che sta succedendo al mio orto. La zucca che sta circumnavigando la salvia, i cetrioli che si arrampicano sui pomodori, i pomodori – che quest’anno sono cresciuti spontaneamente – che lanciano le loro ramificazioni a destra e a sinistra e hanno coperto un cappuccio, l’erba luigia che ha ramificato e foglificato – che neologismi poco interessanti che nascono in me! – e ha sbarrato il camminamento da una parte all’altra del mio piccolo orticello.

La crescita vegetativa è così veloce nella sua lentezza che non te ne accorgi. E poi un giorno ti ritrovi con l’orto che sembra assumer i connotati della foresta amazzonica! Qui bisogna intervenire con forbici e cesoie da giardinieri… eppure mi piace così tanto questo ordine disordinato che lo lascio ancora così… crescete e moltiplicatevi… preferisco un orto all’inglese.

Ed ecco alcune foto di questo melting-pot vegetale – ah, tra parentesi, anche tutte le possibili e utili consociazioni sono andate a farsi benedire.

fiori spontanei e pomodoro
Fiori spontanei cresciuti vicino al pomodoro… o forse pomodoro che è cresciuto vicino ai fiori spontanei? Non so…
cetriolo e gladiolo
Il cetriolo che si arrampica sulle foglie del gladiolo
pomodoro e melanzane
Il pomodoro ha invaso lo spazio delle melanzane
zucca e salvia
La zucca che cammina sopra la salvia. Per andare dove… non è dato sapersi

Home Kitchen Garden di Sandra Longinotti

Questo bellissimo libro di Sandra Longinotti è il felice trait d’union tra il nostro orto e la nostra cucina. Ovvero: semina e coltiva nel tuo orto, raccogli i frutti e portali nella tua cucina, con ricette semplici e accessibili che, oltre al buon cibo, porteranno nella tua tavola l’Arte e la bellezza della Natura.

“Perché una foglia o un fiore coltivati da noi sono sempre speciali, e da oggi non rimangono più relegati al fuori, ma entrano nelle nostre case per aggiungere bellezza alle nostre tavole, profumo e gusto alle nostre preparazioni.”

Home Kitchen Garden

Il senso di Home Kitchen Garden è proprio questo: tante ricette per portare in tavola quello che il nostro orto ci può regalare. Con uno scambio simbiotico tra il “bello” e il “buono”, dove i prodotti dell’orto principalmente deputati alla cucina , come ad esempio la cipolla, possono diventare dei bellissimi fiori, e all’opposto dei fiori bellissimi, come la lavanda, possono “[…] profumare lo zucchero per un dolce speciale o essere delicatamente intrecciati per creare segnaposti particolari”.

Quattordici varietà di piante comuni e molto diffuse sono le protagoniste di questo libro – Acmella, Amaranto, Begliuomini, Begonia, Borragine, Carciofo, Cipolla, Crisantemo, Finocchietto, Lavanda, Nasturzio, Rosa, Rosmarino e Viola. Per ognuna di queste, delle schede con informazioni sulla coltivazione, le ricette, idee living, curiosità. Il tutto accompagnato dalle bellissime foto di Marino Visigalli, uno dei maestri della fotografia food italiana.

Un libro che vi consiglio, perché potrete scoprire quanta bellezza e bontà può esserci nelle cose più semplici, quelle che coltiviamo nel nostro orto di città…

LONGINOTTI, SANDRA, Home Kitchen Garden. Orto in città, Nomos Ed., Varese 2016, 240 pagg. a colori, 24,90 euro.

Home Kitchen Garden

Sandra Longinotti, giornalista freelance e food stylist, scrive di food&wine dal 1992, dopo aver lavorato per anni nel fashion come addetto stampa per Romeo Gigli e Gianfranco Ferrè. Ha pubblicato migliaia di ricette e articole su magazine italiani e internazionali curando la cucina di Vanity Fair e Myself e realizzando servizi per D la Repubblica, Grazia, Elle Italia, Flair, Gardenia, l’Uomo Vogue, L’Espresso, Sale & Pepe, Anna in Cucina, La Cucina Italiana Online. Ha frequentato i tre corsi per la preparazione alla professione dell’AIS (Associazione Italiana Sommelier) e corsi di aggiornamento nelle più quotate scuole di cucina, come L’Ecole de Gastronomie Francaise Ritz Escoffier a Parigi. Il suo blog www.sandralonginotti.it dal 2009 è un punto di riferimento del settore.

Marino Visigalli, dal 1972 è uno dei maestri della fotografia food italiana, co-founder dello studio ADNA, dove sono nati professionalmente molti dei grandi food photographer della generazione attuale. Insieme ad un dominio tecnico assoluto, i suoi scatti riflettono una grande sensibilità nell’accostamento di forme e colori e la sua passione per i fiori e per tutto ciò che è bello. Le sue immagini sono apparse sulle pubblicazioni di Arnoldo Mondadori, Giorgio Mondadori, Rizzoli, Hachette Group, Gruppo Editoriale L’Espresso / Repubblica e Cairo Editore con una pluriennale collaborazione per Gardenia, ha lavorato per grandi agenzie pubblicitarie come McCann Ericksonn e industrie alimentari come Van der Berg e Nestlé. Oggi si occupa solo di progetti speciali.

Una primavera… un po’ freddina

Quando il sole non fa capolino tra le nuvole, qui a Vicenza non è poi quel tepore che ricorda la primavera, e se non fosse per tutti quei gialli e quei bianchi dei fiori che sbocciano qua e là, dei tulipani che si alzano dalla terra, dalle piccole gemme verdi dei frutti di bosco e del pero coscia… direi che non siamo a primavera. O forse è un pesce d’aprile?

Inverno caldo e primavera fredda. Sarà strampalata la mia teoria ma ormai da qualche anno a questa parte sono convinto che i mesi arrivino in ritardo e che quello che è stato marzo sia in realtà febbraio. Mie divagazioni di poco conto.

Sta di fatto che Pasqua e Pasquetta le ho trascorse tra il mio orto e le mie stanze, evitando la classica gita fuori porta. Avrò tempo di rifarmi, pazienza.

tulipani

Dell’orto che diventa giardino

Alla natura non si può comandare, almeno fino ad un certo punto. Poi è lei che prende l’iniziativa, e ti lascia interdetto e basito.

Così adesso il mio orto sta diventando giardino. Ci ho messo un po’ del mio, perché come saprete quest’anno è stato particolare: il tempo meteorologico e la passione del giardiniere hanno lasciato a desiderare, e uno dei quadranti del mio orticello (i quadranti del mio orticello sono quattro, uno per elemento, e al centro il vuoto), dicevo uno dei quadranti del mio orticello non è stato “accolturato”, cioè è rimasto privo di colture, anche se sempre mi ero ripromesso di piantare qualcosa. Sta di fatto che l’erba che ho nel giardino di fronte a casa si è spostata nell’orto.

prato-orto

Come ha fatto non chiedetemelo, non saprei rispondervi. E la cosa interessante è che è cresciuta bene, compatta e di un verde brillante. Se avessi voluto raggiungere un risultato di tal sorta, so per certo che non ci sarei riuscito. E così mi son detto: «Lasciamola così, ché alla natura non si può comandare…».

Qui sotto un particolare del praticello nell’orto.

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L’orto vivo (o la vita nell’orto)

Ecco arrivate le belle giornate. E l’orto si anima di api, bombi, farfalle, formiche, cimici…
È molto rilassante sedersi e guardare queste minuscole creature fare il loro lavoro, sentire nel silenzio della città – sì, in certi orari c’è il silenzio – il rumore delle api in volo o vedere rincorrersi le farfalle.

ape su lavanda

Le cimici “milaniste” – Graphosoma lineatum, come mi insegna Zoropsis – stazionano calme ed assorte sui fiori del prezzemolo. Muovono lentamente piccoli passi. Sembra che stare lì sopra gli piaccia molto.

cimice

È ritornata anche la locusta. Se ne sta comoda su un rametto e si pappa le tenere foglie. Se penso alle invasioni di locuste avvenute in Australia mi vengono i brividi, ma per fortuna qui da noi arrivano solitarie e non c’è da preoccuparsi – per questo non la scaccio.

locusta

Rimanere seduti in prima fila ad osservare la Natura che si prodiga di conservare e trasmettere la vita è uno spettacolo a cui non rinuncio. Per niente noioso, come a qualcuno potrebbe apparire. Molto rilassante, forse anche istruttivo nella sua apparente semplicità. È questo il senso della vita? Andare di fiore in fiore? Accumulare provviste per l’inverno?
Aiuto! Sento che il mio discorso sta andando in una direzione di difficile argomentazione, dove domina l’indicibile – ciò che non si può dire, né descrivere con parole adeguate.

Uomo e donna si interrogano sul senso della vita, a volte complicandosela.
Ogni tanto, senza porci troppe domande, la vita è meglio viverla, come fanno i nostri amici insetti…

Grow The Planet – il nuovo social network per chi vuole coltivare il proprio orto



Cari amici del blog, oggi vi parlo – e lascerò parlare – di un sito amico di noi coltivatori di orti. Il plus di questo sito è la stretta correlazione che stabilisce con i social network e le applicazioni che ha sviluppato – e che presumibilmente continuerà a sviluppare – per aiutare la conoscenza e lo scambio di informazioni non solo a livello globale, ma soprattutto a livello locale, grazie alla geolocalizzazione (GeoIP). Grow the Planet è un sito da poco realizzato ma che – non ne dubito – ha molte possibilità di sviluppo e di intelligente utilizzo.

Grow the Planet è una nuova startup made in Italy e vuole aiutare tutti, dai professionisti ai principianti, a coltivare il proprio orto in maniera semplice, intelligente e divertente mangiando meglio, sano e in armonia con l’ambiente.
Grazie a un metodo step-by-step personalizzato, Grow the Planet accompagna e aiuta l’utente dalla semina al raccolto. È quindi possibile apprendere in modo facile e veloce tutti i segreti per coltivare al meglio ogni tipo di ortaggio anche se si ha poco tempo, non si ha molto spazio o si vive in una grande città.

Questo è possibile grazie alla completa geolocalizzazione del sistema che permette di personalizzare l’attività a seconda del clima della zona o dello spazio a disposizione. Sempre grazie alla geolocalizzazione sarà possibile per tutti gli iscritti scambiare i propri ortaggi in eccesso, ma anche semi, attrezzi e consigli. Oltre a un buon raccolto c’è quindi anche la possibilità di conoscere nuove persone della propria città rendendo l’esperienza dell’orto anche qualcosa da condividere con i propri amici o vicini.
Viene da se che sarà possibile interagire online con una comunità di appassionati e scambiarsi informazioni, consigli, aiuti e quant’altro possa servire a migliorare le proprie competenze, oltre ovviamente a poter condividere con gli altri i propri risultati.

Nel sito poi si può andare nella sezione Better World per leggere news e curiosita sul mondo degli orti e del green, mentre la sezione Impara è un contenitore di consigli, tecniche e aiuti generali per tutti i principianti, e comprende tra le altre cose, le schede tecniche di tutti gli ortaggi della piattaforma con tutti i dati necessari per la coltivazione. Se poi si ha bisogno di un qualsiasi consiglio si può andare anche su “discussioni” e chiedere aiuto alla comunità con una domanda specifica.

Grow the Planet

L’orto in default

Lo vedo come in default il mio orto, con lo spread che sale, le ultime colture dell’estate lì a funghire, abbandonate dal loro ortolano che in questo fine di stagione è stato un poco pigro. Chissà come sono gli orti in Germania… me li immagino tutti ben ordinati, con delle piccole serre approntate alla perfezione per nuove colture che si alternano alle precedenti: tutto perfettamente programmato per costruire certezze probabili.

A vederlo così, in balia del caso e degli elementi naturali, il mio orto mi sembra lo specchio dell’Italia della crisi.
E allora bando alle chiacchiere e ai pensieri fatui. Preparo cesoie, rastrello vanga.
Tabula rasa diventerà. Inutile aspettare che quei pomodoro maturino, perché non matureranno. Coraggio, diamoci da fare!

Febbraio al freddo

Febbraio sta finendo. Il vento freddo della Svezia mi punge viso e mani quando vado in bicicletta. Di mattina tutte le auto sono bianche, coperte dalla brina. Ma quando c’è il sole l’aria si scalda, e i nuovi germogli non si sono fatti intimorire da questo freddo di fine mese. In serra poi, grazie alla protezione dei vetri, ieri il termometro segnava venti gradi e la differenza di temperatura tra dentro e fuori era evidente.
Anche la protezione dei doppi vetri, in casa, dà ai semi il calore necessario per nascere.
Ed eccoli i primi germogli spuntare dalla terra, sul davanzale.
Ho cominciato con i fiori.
A marzo comicio a seminare anche le prime colture per l’orto, ormai il tempo è propizio.

Inverno / Winter

Questa piccola brochure, 18 x 18 centimetri, dedicata all’inverno, la potete sfogliare dal sito di Issuu. Un piccolo dono post-natalizio per tutti i lettori del mio blog.
Cliccate qui per leggerlo.

This small brochure, 18×18 cm, dedicated to winter, you can browse from Issuu. A little post-Christmas gift to all readers of my blog.
Clic here to read it.

La moda dell’orto

Di positivo c’è che nasce un interesse verso l’orto e le colture. Di negativo – forse – che è una moda. E la moda – le mode? – per loro stessa definizione, non possono durare a lungo. Anzi, devono durare poco. Una stagione, forse mezza. Poi via, un’altra moda.

Ma quella dell’orto è una moda o una tendenza? Un nuovo stile di vita? Anche le tendenze passano… ma come può qualcosa di vecchio come l’orto – da quando Dio scacciò Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre (un giardino!) e gli disse: tu dovrai lavorare la terra con sudore e fatica – essere qualcosa di nuovo?

Trovo sempre più spesso in internet articoli, citazioni, foto, sulla moda dell’orto. Inaugurata da Michelle Obama – possibile che in America siano sempre più avanti? – è penetrata anche nel Vecchio Mondo. Dove c’era già. Solo che non ce ne accorgevamo. Fare del vecchio il nuovo. Ecco cos’è – anche – la moda.

Così oggi si parla di giardini e di orti verticali – perché in orizzontale probabilmente non c’è più spazio – di permacultura, di agricoltura biologica, di autosufficenza alimentare ed energetica, di riciclo. Ben vengano questi temi che ci invitano a riflettere sul significato di parole come “progresso”, “crescita”, “sostenibilità”, “futuro”. Ma dell’orto non fatene una moda passeggera. Ad ogni stagione ci regala una nuova collezione. Sempre uguale e sempre diversa. Piuttosto intendete la moda come un orto. Colori vivaci in estate, colori pastello per l’autunno, chiaro e scuro per l’inverno, disegni eccentrici per la primavera.

P.S. = era da qualche mese che rimuginavo, riscrivevo, mi documentavo, su questo post della moda dell’orto, o dell’orto di moda, o della moda nell’orto. Poi mi sono sentito come il gatto che cerca di mordersi la coda. E così vi lascio questi brevi, corti, troppo sintetici pensieri. Che siano almeno – questo il mio modesto augurio – di stimolo per una ricerca più esaustiva.