Il taglio delle piante con il nuovo Universal Cutter della Fiskars

Il taglio delle piante, siano esse basse o alte, richiede precisione e forza al fine di ottenere un buon risultato. E Fiskars ha la giusta soluzione in un unico attrezzo!

Il nuovo Universal Cutter Fiskars PowerGear™, rende il taglio ancora più facile e meno faticoso, mentre il supporto arancione della lama è di grande aiuto per garantire precisione e maggiore visibilità.

La nuova versione dell’Universal Cutter Fiskars PowerGear™ X ha una potenza di taglio ancora superiore e permette l’utilizzo dell’attrezzo con il minimo sforzo.

Fiskars mette a disposizione due nuovi Universal Cutter:

  1. la versione telescopica regolabile che permette di raggiungere i 6 metri di altezza
  2. la versione standard che raggiunge i 4 metri di altezza.

Fiskars_Universal-Cutter_2018

Il meccanismo di taglio super efficiente del nuovo modello rende il taglio fino a 12 volte più facile rispetto ai meccanismi standard. Come già noto, la testa può essere regolata fino a 230° con un pratico sistema di blocco/sblocco della lama.

Altra particolarità del nuovo Universal Cutter Fiskars PowerGear™ X è il supporto arancione sotto la lama, che migliora la visibilità offrendo un valido aiuto durante il taglio.

E non è tutto, infatti la comoda ed ergonomica impugnatura offre una presa ottimale e migliora il comfort nell’utilizzo dell’attrezzo.

Il pomello nella parte terminale dell’attrezzo, diventa una vera impugnatura riducendo lo sforzo e aumentando la performance di taglio.

Infine, la base antiscivolo, impedisce che l’attrezzo, durante lo stoccaggio, possa cadere.

Fiskars_Universal-Cutter_2

Il nuovo Universal Cutter Fiskars Power Gear™ X è garantito per 25 anni.

Da gennaio 2018, qualsiasi ramo o albero sarà raggiugibile grazie a Fiskars!

Prezzo consigliato al pubblico:

Universal Cutter telescopico: € 157,15

Universal Cutter Standard: € 118,95

Fiskars_Universal-Cutter_3

L’Azienda

Fiskars è un’azienda leader nella fornitura di prodotti di consumo a livello mondiale per la casa, il giardino e la vita all’aria aperta. Il gruppo finlandese ha un portfolio di marchi internazionali quali Fiskars®, iittala®, Royal Copenhagen®, Waterford®, Wedgewood®, Gerber® e tanti altri. Fondata nel 1649 e quotata alla Borsa Valori di Helsinki, Fiskars, con più di 365 anni di attività alle spalle, è la più antica azienda finlandese e una delle più antiche in tutto l’Occidente.

Nel 2016 il gruppo Fiskars ha registrato vendite nette pari a 1.200 milioni di euro assicurando lavoro a 8.600 dipendenti in 30 paesi. I prodotti del gruppo Fiskars sono presenti in più di 100 paesi.

Per ulteriori informazioni: www.fiskarsgroup.com.

Incontro su potatura, innesto, coltivazione bio delle piante da frutto

Durante il corso interverranno esperti del settore tra cui Dott. Giovanni Rigo, consulente ed esperto in frutticoltura e collaboratore della rivista “Vita in Campagna” e Renzo Quarella, esperto produttore di frutta biologica.

gs917-piante_da_frutto

Domenica 20 Settembre dalle 9,30 alle 12,30 presso la splendida dimora seicentesca di Castello Quistini a Rovato in Franciacorta, avrà luogo un incontro riguardante la coltivazione e il mantenimento delle piante da frutto. Il corso è organizzato da “Dimora Creativa” (www.dimoracreativa.it) in collaborazione con “Piantebio” (www.piantebio.com), azienda con sede a S.Pietro in Cariano (Verona), specializzata nella coltivazione di decine di varietà di piante da frutto, e strutturata per la vendita online tramite il sito web http://www.piantebio.com. Relatori del corso saranno: Raffaello Giacopuzzi, titolare dell’azienda Piantebio ed esperto vivaista, Dott. Giovanni Rigo, consulente ed esperto in frutticoltura e collaboratore della prestigiosa rivista “Vita in Campagna” e Renzo Quarella, esperto produttore di frutta biologica e titolare dell’azienda “Fontana Bio” (www.fontanabio.it).

gs917-giovanni_rigo

Tra gli argomenti che verranno trattati: cosa significa coltivare piante da frutto biologiche, come fare una potatura corretta all’albero da frutto (con dimostrazioni pratiche), come si innesta una pianta da frutto e come curarla e mantenerla e quali tipi di trattamenti esistono nell’agricoltura biologica.

I partecipanti avranno l’importante occasione per approfondire le conoscenze tecniche per una corretta gestione delle piante da frutto e dei frutteti con i più importanti esperti del settore in Italia.

“Piantebio” è un ‘azienda vivaistica giovane e dinamica nata dall’esperienza da chi produce piante a radice nuda da più di 80 anni e che fornisce importanti produttori di frutta professionisti. Dopo un’attenta osservazione di una decina di anni “Piantebio” ha messo a punto un assortimento di piante da frutto a radice nuda, di varietà resistenti e tolleranti alle principali malattie crittogame quali: ticchiolatura, corineo, bolla, oidio. In tutto il processo di crescita e sviluppo delle piante si usano prodotti naturali, per il rispetto del nostro ambiente. Tutto questo viene fatto per ottenere piante felici e soprattutto frutta sana.

gs917-003

Il corso prevede una quota di partecipazione di 25,00 euro e si svolgerà dalle ore 9,30 alle ore 12,30. Per info e iscrizioni potete consultare il sito web di Castello Quistini www.castelloquistini.com/corsi.

Argomenti affrontati durante il corso
– Cosa significa coltivare piante da frutto biologiche (Renzo Quarella)
– La potatura (Dott. Giovanni Rigo)
– L’innesto (Dott. Giovanni Rigo)
– Cura e mantenimento (Renzo Quarella)

Informazioni e iscrizioni: www.castelloquistini.com/corsi/

gs917-002

Qualche piccolo lavoro utile e necessario

Non per pigrizia, ma per lasciar corso alle cose, sempre seguendo il motto di Fukuoka del chiedersi cosa si può non fare, non mi affanno come un ossesso sulla produzione intensiva del mio orto. Guardo le cose procedere secondo natura. Poi qualche volta, anch’io dò un aiuto.

E così, dopo un’estate calda, ma soprattutto senza precipitazioni temporalesche, è venuto il momento di metter un po’ d’ordine alle colture, e di aiutarle nella crescita togliendo quelle foglie, tralci, rami e rametti secchi e avvizziti, che più non servono alla pianta, ma anzi, le tolgono energie. Quindi, cesoie alla mano, mi son messo a potare di qua e di là le piante di pomodoro, melanzana, zucchino, e un poco anche il ligustro che cresce ogni anno come un gigante verde davanti alla finestra della cucina – e la cosa è buona: ombra d’estate con la sua folta chioma, luce d’inverno con una netta e decisa potatura. Lui è sempre ricresciuto. Almeno fin’ora.
Mi son sentito un piccolo e novello barbiere dell’orto.

Un nuovo taglio e un nuovo look.

Sulla potatura. Altri errori… frequenti? [VII]

Le piante d’alto fusto non richiedono potature, se non piccoli interventi di diradamento. Eppure, girando per le città, è frequente vedere alberi potati in modo brutale. Le conifere non si dovrebbero mai potare – a parte i minimi interventi di pulizia del secco, rami morti, piccoli diradamenti, etc.

Chi progetta il verde, chi pianta alberi lungo le strade o nei giardini pubblici, deve prevedere il diametro della chioma e la crescita dell’albero in funzione dello spazio attorno. Ma chi progetta il verde? E chi si occupa della potatura? Non sempre chi taglia gli alberi è un giardinere. Come ho già scritto in un precedente post alcune volte è sufficiente uno o due camion, una motosega, una scala… e tutti sono giardinieri.

Sulla potatura. Periodi [V]

I piccoli interventi di potatura si eseguono lungo tutto il periodo dell’anno senza problemi.
Attenzione agli interventi più consistenti, perché il periodo sbagliato può compromettere la fioritura o la fruttificazione.

La potatura dipende da specie a specie, ma solitamente si pota:
– a fine inverno, quando è passato il rischio gelate;
– d’estate, al raggiungimento del massimo sviluppo delle foglie;
– per alberi in vivaio il periodo più adatto per la potatura è la tarda primavera. In questo modo è possibile guidare la crescita di rami e foglie secondo una precisa forma;

Attenzione alle giornate umide e al mese di ottobre, quando molti alberi perdono le foglie e il rischio di infezione da parte di funghi (spore patogene) è più elevato.

Sulla potatura. Tipi di taglio [IV]

Un altro post noiso? Un pochino, spero non troppo. Quindi cominciamo subito:
taglio a filo tronco, da evitare, soprattutto se poi si va a sbucciare anche la corteccia. Gli elementi patogeni vanno ad insediarsi lì, e il povero albero non ha difese sufficienti per difendersi – le difese dell’albero sono contenute nel collare che con questo tipo di taglio viene eliminato;
spuntatura, si effettua sulla parte apicale del ramo, per evitare l’accrescimento e favorire l’irrobustimento;
speronatura, è un taglio di raccorciamento delle parti basali di rami e branche – le prime ramificazioni del fusto. L’asportazione della vegetazione lì presente favorisce l’afflusso di linfa nelle parti di ramo rimaste. L’effetto – su alberi vecchi o deboli – è la generazione di cacciate vigorose, dunque un rinnovo della vegetazione;
diradamento, come la speronatura anche il diradamento apporta linfa ai rami rimasti e contribuisce alla rigogliosa crescita di nuova vegetazione.

Sulla potatura. Tipi di potatura [III]

Possiamo dividere i tipi di potatura in due gruppi distinti:
a) la potatura a secco – solitamente invernale;
b) la potatura verde – tra luglio e agosto, per ridurre le cacciate della pianta e mantenerne la forma.

La potatura a secco comprende vari interventi – ordinari e straordinari, quando ad esempio la pianta è invasa da parassiti o si trova in condizioni vitali critiche. Vediamoli brevemente:
– potatura a secco di trapianto, dal vivaio alla messa a dimora;
– potatura secca di allevamento, dove vanno solitamente eliminati i rami malformati o eccessivi, prima della messa a dimora;
– potatura secca di mantenimento, va fatta solitamente ogni 5-7 anni;
– potatura secca di contenimento, si effettua nel caso la pianta vada contro a elementi architettonici come tettoie, fili dell’elettricità, etc.;
– potatura di risanamento, nel caso straordinario che la pianta sia attaccata da parassiti o insetti defogliatori;
– capitozzo, aiuto, il capitozzo spero non lo dobbiate mai fare, è un intervento straordinario che prevede l’asportazione di tutta la chioma. Eppure in varie città ho già visto alberi a cui han tagliato tutti i rami. Questo tipo di potatura può provocare la morte dell’albero stesso.

La potatura verde riguarda principalmente le conifere, le siepi e gli arbusti, le piante da fiore. Avrete ad esempio visto siepi potate con forme stravaganti, geometriche, etc. I giardini all’italiana – rispetto ai giardini all’inglese – prevedono non solo forme specifiche e curate per le siepi, ma una disposizione geometrica delle siepi stesse.

Un po’ noioso questo post, me ne rendo conto…

Sulla potatura [II]

Nella prima puntata: abbiamo scelto gli attrezzi adatti alle nostre esigenze, che abbiamo pulito e affilato le lame.
Adesso abbiamo una scala, dei guanti, e di fronte a noi… il soggetto da potare. Da dove partiamo?

Cominciamo da alcuni concetti base.
Come crescono le piante? Un primo ramo, che diventerà quello principale, cresce in altezza (fig. 1).

Se lo tagliamo come in fig. 2 cosa accadrà?

Ai lati cresceranno due nuovi rami (fig. 3).

E se tagliamo anche quelli? Ne cresceranno altri (fig.4).
Prima regola: più si potano i rami e più ne crescono – cosa che non accade per i capelli di noi maschi!

Vedremo in un post successivo i vari tipi di potatura. Per adesso accontentiamoci di questi concetti basilari e poniamoci una seconda importante domanda: se la mia pianta/albero è già grande, quali rami devo tagliare?
Alcune regole fondamentali:
• innanzitutto si potano i rami vecchi: alla pianta non servono più, le tolgono semmai forze e risorse;
• si potano i rami che si incrociano tra loro: le foglie respirano meglio, e i raggi del sole raggiungono meglio i frutti;
• i rami abbastanza grossi – diametro di 5 cm circa – vanno tagliati rispettando il collare, mai a filo tronco (fig. 5). Nel collare sono concentrare le difese della pianta dagli agenti esterni patogeni – muffe e parassiti;
• nelle piante da frutto eliminate i rami che hanno fruttificato;
• molte piante ad alto fusto – come le conifere – non hanno bisogno di essere potate, ma necessitano al massimo di piccoli interventi di ripulitura e diradamento.

Spero di esservi stato d’aiuto. Pur sapendo della complessità dell’argomento, non esauribile in poche righe, spero comunque di essere riuscito a fornirvi alcuni concetti chiave, che potete già applicare.

Sulla potatura [I]

Se avete letto l’introduzione a questo blog vi sarete accorti che nell’affrontare i temi di orto e giardino io intenda partire dalle cose semplici, perché è da queste che si arriva alla complessità.
Come anche ci ricorda Page Russel ne L’educazione del giardiniere:

Qualsiasi inizio può andar bene – una pianticella in un vaso di dieci centimetri può diventare una pianta di fagiolo su cui ci possiamo arrampicare per aprire un cancello ed entrare in un’altra dimensione di questo mondo.

Adesso è arrivato il momento di affrontare un tema complesso: la potatura.
Cercherò comunque di presentarvelo nel modo più semplice possibile, passo dopo passo.
Nell’economia del giardino la potatura è un importante argomento: una potatura mal eseguita può compromettere non solo la fruttificazione o la fioritura, ma la stessa salute e conservazione della pianta.
Cominciamo con ordine. Perché dovremo potare una pianta? In fondo, il regno vegetale è su questo pianeta da molto più tempo di noi esseri umani, e fino adesso se l’è cavata benissimo – il pericolo, in realtà, siamo noi. So anche che qualche lettrice di questo blog di potatura non ne vuole proprio sapere 😉 ma andiamo avanti comunque.
La potatura è un’operazione culturale che ci permette di modificare una pianta in senso estetico (forma) e funzionale (produzione di fiori e frutti). Una buona potatura significa più fiori, più frutti, maggiore senso estetico – ma qui ricordo che Gustibus non est disputandum, e certi alberi non potati stanno bene come sono.

Se dunque potare può essere cosa buona e giusta, la prima domanda che si pone è: con che cosa potare? Risposta: con gli attrezzi adatti, e sul mercato avete l’imbarazzo della scelta. Tra gli attrezzi basilari:
– forbici;
– cesoia;
– seghetto.
Poi a seconda delle proprie esigenze si sceglie l’attrezzo adatto: una cesoia per siepi, una motosega, uno svettatore telescopico, un coltello a falcetto, etc.
Non dimenticate la scala.

Ma quello che spesso si dimentica – e non è cosa da poco – è che tutti questi attrezzi, a lavoro ultimato, devono essere puliti, e se è il caso oliati e affilati. Con lame non ben affilate rischiate di slabbrare un ramo – il taglio invece deve essere netto. Così come con una sega sporca si rischia di portare muffe e parassiti da un albero ad un altro. Basta uno straccio, dell’alcool o della candeggina diluita con acqua per evitare questi evitabili inconvenienti.
Riepilogo sintetico per punti:
• importanza della potatura per la crescita della pianta;
• attrezzi adatti alle esigenze, puliti ed affilati.

Come potare il melograno

Con questo post spero di riuscire a comunicare il giusto modo di potare un melograno affiché possa produrre frutti. La vedo come un’impresa difficile, forse più facile a fare che a spiegare, vuoi perché ogni albero merita una cura personalizzata, vuoi perché altri fattori contribuiscono alla crescita e alla fruttificazione di un melograno – temperatura, esposizione alla luce, terreno ben drenato, ecc. Tuttavia ci provo e ringrazio già adesso chi vorrà commentare questo post con ulteriori consigli che posso aver dimenticato. Cominciamo.

Forma e funzione
Lo scopo della potatura è quello di permettere alla pianta di fruttificare e di dargli una forma desiderata, che permetta un buon raccolto. La luce solare deve raggiungere tutti i frutti così da portarli a maturazione – tagliare in questo caso i rami che sfregano tra loro e non lasciano passare abbastanza luce.

Quando potare?
La potatura va eseguita prima della ripresa vegetativa. Mesi come ottobre o novembre sono i più indicati.

Come potare?
La potatura non deve essere nè scarsa, nè eccessiva. Nel primo caso si produrrebbe un’eccessiva fruttificazione, stancando l’albero. Inoltre si corre il rischio che alcuni rami, dato l’eccessivo peso dei frutti, si spezzino. Nel caso di una potatura eccessiva, il risultato è una crescita vegetativa vigorosa a discapito della produzione di frutti. State nella via di mezzo – come dicono i saggi.

Cosa potare?
Scegliete alcuni rami principali che costituiranno la struttura portante della vostra pianta. Andate poi a togliere quei rami secchi o che non hanno dato frutto, quelli che si incrociano sfregandosi tra di loro, quelli che crescono verso l’alto. Andranno tagliati anche quei rametti che hanno fruttificato. Tenete presente che i fiori e poi i frutti del melograno si formano proprio sui rametti corti delle ramificazioni laterali. Se quindi avete un ramo dritto e lungo potatelo un po’, così da limitarne lo sviluppo in altezza e fare in modo che nascano ramificazioni laterali dalle quali spunteranno fiori e frutti.
La potatura va fatta con un angolo di taglio di circa 45°.
Se tagliate un ramo grosso con una sega non danneggiate lo sperone di corteccia o il collare.

I polloni ai piedi della pianta
Il melograno è un albero che può assumere anche fore di arbusto. Ai piedi della pianta crescono numerosi polloni che, se lasciati crescere, daranno alla pianta una forma ad arbusto. Se volete che il vostro melograno abbia una forma ad albero è necessario tagliarli. Questa operazione darà anche più vigore per la crescita della pianta nel periodo vegetativo.

Ecco alcuni esempi visivi per la potatura. Le linee rosse indicano il punto del taglio.

———————————————————————————-

———————————————————————————-