Rinvaso delle carnivore

Approfitto dei miei giorni di ferie per dedicarmi alle carnivore.
Dopo aver seminato circa 250 semi di varie specie di Drosera che sono cresciute, mi sono messo d’impegno per iniziare a rinvasarle. Piccoli piccoli i semi delle drosere, difficile disporli come si vorrebbe nel vaso. Così sono cresciute tutte vicine, sparse a caso, senza un ordine preciso. E a star così vicine ne potrebbero soffrire. Bisogna diradarle.

Vasetti nuovi, torba di sfagno biondo, acqua piovana, un coltellino… e si comincia.
Vi ho preparato un video.
Per le riprese mi hanno aiutato Filippo (9 anni) e Gian Marco (6 anni). Devono migliorare ancora un poco nella tecnica di ripresa, ma tutto sommato il video è guardabile. Spero vi piaccia e – agli amanti delle carnivore – possa essere anche utile.
Per la musica, mix mio – devo migliorare ancora 🙂

Buona visione > guarda il video

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Piante carnivore

Sono così affascinanti che ho pensato di farci qualche paginetta a carattere didattico. Non di tutte le piante carnivore in circolazione, né tanto meno un’esaustiva trattazione di tutte le specie presenti, ma semplicemente di quelle che mi sono capitate per mano, e che ho curato con amore e attenzione: dionea muscipola, drosera, nepenthes, sarracenia, pinguicola.

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Ecco il link alle pagine dedicate alle carnivore in Giardinaggio Semplice.
Clic qui e buona lettura.

Sotto, foto di due piccole pinguicole che stanno crescendo.

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L’attacco dei merli

E pensare che ti ho salvato dalle grinfie di un gatto che ti voleva mangiare. Gli ho tirato contro il primo oggetto che mi è capitato tra le mani: il gatto è scappato via e tu sei rimasto lì immobile nell’orto, impaurito, tra l’insalata e il rosmarino. E adesso, cosa mi combini? Cosa cerchi tra la torba di sfagno delle mie due pinguicole?

L’ho colto in flagrante, il piccolo merlo che cercava tra la terra qualcosa da mangiare.
Per fortuna nessun danno alle carnivore, solo la terra sparsa e una piccola voragine nel vaso.

Se non avessi visto il merlo indaffarato avrei potuto incolpare i miei due bambini.
«Sei stato tu, Gian Marco?»
«Sei statu tu, Filippo?»
No, è stato il merlo.
E alla natura non si comanda.

La straordinaria crescita della pinguicola

Non so se sbaglio nello stupirmi di fronte alla crescita delle piante, sta di fatto che uno sviluppo di questo genere non me lo aspettavo: dunque lo definisco straordinario.
All’inizio di questa primavera ho rinvasato la pinguicola, che mi sembrava stretta nel suo vasetto originario. Così ho preso della torba di sfagno, ne ho colmato un vasetto nuovo, ho messo lì tutta la pianta carnivora, senza toccarne le radici.
Lei, zitta zitta, cibandosi di qualche moscerino e qualche zanzara un po’ alla volta è cresciuta, e adesso, a guardarla così maestosa, sembrerebbe voler essere trasferita su un nuovo vaso, ancora più grande.
Non è che finirà con il mangiarmi?

pinguicola

Genitori e figli

Metto a confronto queste due piante, così, per gioco.
Si tratta della pinguicola, carnivora dall’aspetto mansueto.
La più grande l’ho rinvasata in primavera. Lo scorso anno, da una foglia della pinguicola grande, è nata quella più piccola. La grande ha anche fatto quattro fiori dal lungo stelo, per evitare che gli insetti impollinatori cadano nella sua trappola mortale.
Quella piccola cattura tanti moscerini che nemmeno ti accorgi che ci siano, se non quando li vedi incollati sulle sue foglie fameliche.
Che ve ne pare?
Può essere la rappresentazione di una bella e felice famigliola?

Sotto alla pinguicola cresce una nuova pinguicola / Under the pinguicola that a new pinguicola

La Natura non smette mai di stupirmi, e la pinguicola non è da meno.
Una di quelle due piantine che avevo ottenuto per talea mi ha regalato una inaspettata sorpresa. Una nuova pinguicola cresciuta sotto alle sue piccole foglie.

Non chiedetemi come ha fatto perché non lo so, e mi limito a constatare che il mio parco di pinguicole ha raggiunto quota quattro. Mi accingo dunque a preparare un nuovo vasetto con torba bionda di sfagno, e a mettere qui una pinguicola.

Tra parentesi annoto che queste piantine che ho ottenuto per talea sono quasi prive di radici: il nutrimento lo prendono dagli insetti che catturano con le loro foglie appiccicose… ma che le radici fossero quasi inesistenti non lo credevo proprio.

Ecco allora che mi sorge un sospetto. Qualche mese fa, causa mia sbadataggine, mi cade il vasetto di pinguicola. Altezza minima, la terra rimane dentro, ma la piantina salta fuori. La riposiziono al suo posto, facendo finta di niente. Non è, per caso, che in quel frangente, un pezzetto della pianta si è staccato e per talea ne è nata un’altra? Mah…

Bando alle domande, prepariamo il vasetto per la nuova arrivata!

Nature never ceases to amaze me, and pinguicola is no exception.
One of those two plants from cuttings that I got I got an unexpected surprise. A new pinguicola grown under its small leaves.

Do not ask how he did it because I do not know, and I just found that my pinguicola park has reached four. So I am going to make a new pot with peat moss, and put a pinguicola here.

Incidentally I note that these maps that I got cuttings are almost devoid of roots: it take food from catching insects with their sticky leaves … but the roots were almost non-existent not think so.

So here I located a suspect. A few months ago, due to my carelessness, I fell the jar pinguicola. Minimum height, the land remains inside, but the plan turns out. The repositioned in its place, pretending nothing. It is not by chance that at that moment, a piece of the plant was removed and another as that is born?

I prepare the pot for the new arrival!

Il letargo delle pinguicole

Da una talea per foglia della pinguicola sono nate tutte queste piccole pinguicole, che adesso sono in riposo vegetativo. Nate dal meristema della foglia, in seguito io le ho separate – per sbaglio, se devo essere sincero: ho spostato la tenda, questa ha sfiorato la talea e tutte le piccole piantine sono cadute per terra. Accidenti! Che guaio! Subito a raccoglierle e a risistemarle nel vasetto di torba di sfagno.

Ho osservato che le pinguicole – non solo queste piccoline, ma anche quelle più grandi – hanno una radice quasi inesistente. Se gli dò l’acqua con l’annaffiatoio invece che con lo spruzzo, corro il rischio di far galleggiare le piantine, che navigano nel vasetto in balia del flusso d’acqua. È vero, questa pianta prende le sostanze nutritive dagli insetti che cattura e non dal terreno, ma a vedere una radice sottile come un filo da sarta mi sono stupito.

La pinguicola

Oggi vi presento un’altra mia pianta carnivora.

Si chiama pinguicola e, a differenza della dionea e delle drosere, ha un aspetto “meno carnivoro”, consentitemi l’espressione.

Le sue foglie sono verdi, ma con un po’ di sole si abbronzano e diventano di tonalità rosa-rosso.

Vista da lontano sembrerebbe, come ho detto, una pianta dall’aspetto innocuo – quasi una pianta grassa -, ma avvicinandosi si possono vedere sulle foglie tante palline bianche di colla vischiosa. È grazie ad esse che la pinguicola riesce a catturare gli insetti e a digerirli.

Attualmente tutte le mie piante carnivore – ad eccezione della Dionea nata per talea – vivono in piccoli vasetti del diametro di otto centimetri.

Qui sotto il particolare più ravvicinato dell’ingannevole foglia della pinguicola, dove si possono vedere più chiaramente le goccioline di colla vischiosa.