Omaggio alla natura

Gli effetti del cambiamento climatico ci fanno capire quanto la natura sia importante nella nostra vita. La consapevolezza che se salviamo il pianeta salviamo anche noi stessi crea un senso di urgenza. L’epoca in cui viviamo suscita angoscia, ma allo stesso tempo infonde energia. Questo si riflette nel giardino che tende ad assumere un aspetto selvatico.

Atmosfera naturale

Alla natura viene concessa maggiore libertà e il giardino assume un aspetto selvatico. La biodiversità viene migliorata grazie all’uso di numerose piante appartenenti a specie diverse. Le mattonelle e altri tipi di pavimentazione lasciano posto al verde. Tutt’al più sarà presente un vialetto che si snoda tra la vegetazione.

Piccolo spazio esterno

Un giardino piccolo o un balcone non è più una scusa per rinunciare al verde, ma è anzi uno stimolo per circondarsi di natura. In ogni spazio esterno, per quanto esiguo, è possibile creare un vivace ambiente naturale con una vegetazione ricca e variegata. A tale scopo, è possibile utilizzare vasi attaccati alla ringhiera o posizionati in verticale contro il muro, preferibilmente gli uni vicini agli altri. La natura è ovunque.

Simbiosi organica

Prevalgono i colori naturali ed equilibrati, nei toni del verde e del marrone, inframmezzati da note di bianco, viola delicato e rosso tenue, senza alterare l’aspetto naturale. I fiori e le piante vengono utilizzati in modo fantasioso e spontaneo. Le piante non stanno più rigidamente nei vasi, ma formano un tutt’uno armonico con diversi elementi della natura.

Composizione poetica in giardino

I bulbi di fiore valorizzano l’aspetto selvatico del giardino. Tulipani, narcisi, muscari e giacinti arricchiscono il verde. Particolarmente indicate sono le varietà botaniche, come i tulipani, i narcisi e i giacinti selvatici. Puoi utilizzarli per creare una composizione poetica naturale in cui i bulbi di fiore si fondono armoniosamente con le piante circostanti.

Per maggiori informazioni sui bulbi di fiore, visita il sito www.bulbidifiore.it.

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La metamorfosi della pigna

Quando si dice che “la Natura è viva” non si prende in considerazione che, forse, nel regno della Natura, non valgono le nostre dicotomie e i nostri sistemi di valori. Nero versus bianco, morte versus vita. Credo che quest’ultima differenziazione semplifichi oltremodo quello che è il corso degli eventi naturali, cercando di associare alla Natura i nostri universi di valori.

Ora, riguardando queste pigne di magnolia – che non sono proprio le preferite di Maddalena, che le chiama “vecchie signore vanitose con gli orecchini di corallo” – staccate dall’albero qualche settimana fa, mi accorgo che pur private della linfa vitale, mutano e, tutt’altro che morte, si prodigano alla ricerca della vita. I semi stanno uscendo dalla pigne – povere signore, tra poco senza i loro orecchini. Processo che si vede bene nella pigna marrone, ma anche in quelle ancora verdi.
La Natura, dunque, non riconosce un confine così netto tra vita e morte. Piuttosto è un movimento e un processo di continuità.

… e non ho le parole per definire questo percorso – tra parentesi, il linguaggio struttura la realtà, ma a volte la realtà va oltre alle parole e ci lascia a bocca aperta, meravigliati, in un sentimento che conosciamo solo quando lo viviamo, ma che difficilmente riusciamo a descrivere e a trasmettere con il linguaggio parlato. E allora cerco altri mezzi per trasmettervi le mie emozioni. Ci provo con il linguaggio fotografico…