I primi frutti del melograno

Da fiore a frutto. Per adesso ancora piccolo, ma ogni giorno sempre più grande. Finirà per diventare rosso e per esplodere, spinto dalla forza dei tanti frutti rossi.

Quest’anno il melograno ha fatto tanti fiori, e tanti frutti. Peccato molti siano caduti, causa le forti piogge del mese di luglio.

Il rischio afidi è stato in buona parte contrastato e mi piace riguardare l’albero e vedere un pò alla volta maturare i frutti.

Tra le altre cose, altri melograni sono cresciuti, spontanei. Adesso ne ho ben cinque, di cui uno in vaso. Certo non posso tenere cinque melograni. Con mia ammirazione ho visto un fiore spuntare su uno di questi melograni cresciuti da soli. Chissà se maturerà anche il frutto…

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Quanti fiori ha il melograno?

Difficile contarli tutti, ma a vista d’occhio, guardandolo dalle scale d’entrata, lo vedo fiorito come non mai. Un centinaio di fiorellini? Non so, ma lo spettacolo è davvero piacevole. Quando il neofita ortolano giardiniere vede così tanto colore rosso si chiede perché questo sia dovuto e soprattutto se ciò potrebbe essere ripetibile all’infinito.

Dalla mia poca esperienza ho imparato che nel giardinaggio anche la matematica può essere un’opinione, e che se qualcosa è prevedibile, questo non è mai così chiaro.

Un pò come con le previsioni del tempo. Prevedibile a distanza di alcune ore, ma non sempre a distanza di giorni o settimane. A dirla tutta vi confido che le previsioni del tempo mi sembrano un rito della nostra società occidentale. Quando diminuiscono le certezze, su qualcosa dobbiamo pur credere. E le previsioni del tempo possono diventare il nostro mantra, anche attraverso app, per cui crediamo ancora di avere qualche certezza. Ma poi le cose vanno diversamente, quindi lascio volentieri questa sfida tra essere umano e Natura ad altri blog…

Ritorniamo al melograno e ai suoi tanti frutti rossi. Dicevo che mi piacerebbe capire bene il motivo di questo suo comportamento, per riprodurlo anche l’anno prossimo, ma i fattori in causa sono così tanti che posso solo fare delle labili ipotesi.

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Innanzitutto il tempo sembra averlo aiutato. Una primavera in ritardo e tante piogge è sicuramente meglio di un caldo torrido e senza piogge, che avrebbe dato una mano a cimici e afidi.

Poi ci sono le cimici, che sono notevolmente diminuite rispetto allo scorso anno, soprattutto quelle asiatiche. Quest’anno ne ho viste, certo, ma ho visto ricomparire anche le nostrane cimici verdi.

Soprattutto gli afidi, vera tragedia per i fiori e i frutti del melograno. Quest’anno sno intervenuto in maniera preventiva, con un prodotto della Naturen ammesso in agricoltura biologica, e il numero di questi insetti, è notevolmente diminuito. Anche le coccinelle mi hanno dato un grande aiuto. Queste non le ho acquistate, ma ho visto tempo addietro diverse larve sui rami del melograno.

Non dimentichiamo le api e le sirfidi, che adesso danzano tra i fiori rossi e li impollinano. Bene, ottimo lavoro.

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E veniamo alla potatura. Quest’anno è stata solo di contenimento, davvero leggera – mentre l’anno passato avevo fatto una potatura notevole. Questa mi aveva portato ad avere pochi frutti l’anno scorso, ma quest’anno… sembra ripagarmi. Staremo a vedere. Vi lascio con una foto di un bel fiore fiorito e due boccioli. Rosso melograno.

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Desideri d’autunno

Sono lì, sull’albero pieno di spine.

Rossi tra le foglie che ingialliscono. I melograni quest’anno non sono tantissimi. Ma mi basta guardarli per immaginarmi il giorno – ormai vicino  – in cui andrò a prenderli dall’albero, ad aprirli, a mangiare tutti quei chicchi rossi.

Ho un debole per le melagrane…

E questo post – frutto incluso – ci sta bene nel primo giorno d’autunno.

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Fiori di melograno… a fine luglio?

È stata una settimana fa, forse qualche giorno di più, che ho visto svettare sul melograno, sopra al ramo più alto, dei fiori rossi. Fiori rossi di melograno a fine luglio?

Pare proprio di sì. E adesso, al posto dei fiori, ecco tre piccoli frutti, che matureranno un po’ alla volta, fino a diventare grossi e pesanti, da piegare il ramo che li sorregge.

Che il mio melograno facesse dei fiori anche a fine luglio proprio non ne ero a conoscenza, e non so bene se esserne felice o preoccuparmi…

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Il primo melograno

Dopo un giorno di burrasca mi diletto a vedere la situazione del mio melograno. Vari fiori caduti, immobili sull’erba. Sono previste piogge nei prossimi giorni, e guardo il cielo quasi a supplicarlo di essere gentile con le piante. Per carità, niente grandine!

Poi riguardo la pianta del melograno e scorgo, tra le folte foglie vedi, un piccolo melograno. Eccolo il primo, evviva. Ci faccio una foto, come sempre, e già mi pregusto i frutti, la buccia che si squarta, i chicchi rossi belli maturi.

Ma è presto per questi pensieri. Lascio che la Natura faccia il suo corso, e intanto guardo con soddisfazione il primo melograno. E guardando meglio l’albero trovo un altro piccolo melograno, e un altro ancora, e infine un quarto. Poi smetto di guardare e mi dirigo nelle alte stanze, tra le mie sudate carte…

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Larve di coccinella

Ne ho trovate tante sulle foglie del melograno.

A contarle, a colpo d’occhio, una ventina. Ma altre erano nascoste dietro alle foglie. Per fortuna sono arrivate le coccinelle: come sapete, le coccinelle sono gli antagonisti naturali degli afidi. Ma c’è da dire che anche gli afidi non sono in pochi. Ed anzi ero un po’ preoccupato, perché il melograno ha tanti fiori quest’anno, ma anche tanti afidi. Così mi sono avvicinato all’albero munito di una cesoia per togliere i rami inutili che crescono alla base della pianta. Ma poi mi sono fermato, perché proprio sulle foglie di quei rami inutili… le larve di coccinelle.

larve di coccinella

Adesso staremo a vedere se le coccinelle riusciranno a sconfiggere tutti gli afidi, o se dovrò adottare altri sistemi. Ma mi consola non poco sapere che ho un aiuto… naturale.

Quest’anno ho piantato sotto al melograno un po’ di semi di fiori che attirano le coccinelle. I fiori non sono ancora sbocciati, ma le coccinelle ci sono.

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Larve di coccinella