Mark Handforth White-Light-Whirlwind

San Carlo è felice di annunciare Mark Handforth, White-Light-Whirlwind, seconda mostra del progetto San Carlo ospitata all’interno della seicentesca chiesa di San Carlo di Via Bissolati 33 a Cremona. La personale di Mark Handforth è in programma dal 18 marzo al 31 maggio 2022.

White-Light-Whirlwind è un monumentale disegno di luce. In equilibrio precario su un unico punto, la scultura sale, si snoda e si espande per 16 metri nella cupola barocca della chiesa di San Carlo. Diritta eppure fluttuante, bilanciata eppure sospesa, la scultura si sposta percettivamente tra una visione irreale e la sua massiccia realtà di lampadario. Il vortice, forse una metafora del nostro strano stato di essere degli ultimi anni, è sempre stato visto come la manifestazione fisica della terra che tocca il cielo.
Nella scultura, le luci fluorescenti appartenenti al nostro quotidiano disegnano linee frastagliate di luce elettrica bianca, bianca sporca e bianca-viola, per descrivere un vortice monumentale che si erge e gira dal pavimento della chiesa all’arco della cupola. In parte sublime, in parte simbolo di Times-Square. Con il suo significato doppio e ambivalente, la scultura rispecchia la propria e la nostra realtà. Anche noi, come il vortice di luce, siamo esseri effervescenti, sublimi, felicemente attaccati al suolo. La bellezza esiste in questa dualità, l’una è visibile solo attraverso l’altra.

Lo spazio interno della chiesa di San Carlo diventa un paesaggio metafisico, una conversazione aperta tra la gloria architettonica, la sua profonda risonanza come casa spirituale e la scultura che sta a cavallo tra queste due realtà. Un incontro, una conversazione, una dualità che tocca sia la scultura in sé sia il luogo che la ospita.

In collaborazine con Galleria Franco Noero, Torino.

Mark Handforth

Mark Handforth nasce nel 1969 a Hong Kong, Cina. Attualmente vive e lavora a Miami. L’artista è noto sul panorama internazionale per le sue sculture di grandi dimensioni che nascono dal confronto con le proporzioni stranianti delle metropoli americane e gli elementi del paesaggio urbano. Alterando i materiali e i rapporti di scala, il suo lavoro sviluppa una ricerca scultorea che è insieme seria e ironica, Minimal e Pop, monumentale e melanconica. L’intervento dell’artista sui simboli del quotidiano genera un repertorio di oggetti assurdi, dotati di una fisicità irruente e inaspettata.
Il lavoro di Mark Handforth è stato oggetto di esposizioni personali presso istituzioni pubbliche e private internazionali, tra le quali: MOCAD – Museum of Contemporary Art Detroit, Detroit (2020); Qatar Museums commission, Doha (2020); Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova (2016); Governors Island, New York (2013); Bard College (CCS Bard), New York (2011); MoCA – Museum of Contemporary Art Miami (2011); MCA – Museum of Contemporary Art, Chicago (2011); Kunstnernes Hus, Oslo (2009); Dallas Museum of Art, Dallas (2008); Fondation Vasarely, Aix-en-Provence (2005); Kunsthaus Zürich, Zurigo (2005); PAMM – Perez Art Museum Miami (2004); Le Consortium, Dijon, Francia (2003); Hammer Museum, Los Angeles (2002). Ha partecipato a numerose mostre collettive in istituzioni internazionali, tra le quali: Parco d’Arte, Fondazione Sandretto Rebaudengo, Guarene (2020); MOCAD – Museum of Contemporary Art Detroit, Detroit (2020;2017); The Bass Museum of Art, Miami (2018); ICA Miami, Miami (2017); Palais de Tokyo, Parigi (2015); MOCA – Museum of Contemporary Art, Los Angeles (2013); Palazzo Grassi/Punta della Dogana, Venezia (2009); Whitney Museum of American Art, New York (2004).

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