Fiore di cactus

È stato qualche giorno fa che ho notato una piccola protuberanza scura e pelosa uscire dalla mamillaria – uno dei generi più diffusi di cactacee.
Poi, l’altro giorno, entrando in casa, vedo sull’étagère il cactus con la protuberanza pronunciata, quasi volesse uscire dalla finestra. Ci faccio una foto, mi sono detto, e clic.
Tra parentesi, le piante sono così lente a crescere, che a volte nemmeno ti accorgi quanto si sono sviluppate… potrebbe sembrare un ossimoro, ma è la velocità della lentezza…
Ritornando a noi e alla nostra succulenta, in men che non si dica – il giorno dopo, per la precisione – ecco il fiore bellissimo di un rosa delicato, quasi ad acquerello, guardare fuori dalla finestra. Un’altra foto. Clic.
Eccole in sequenza.

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Dicevo delle cactacee, apparentemente dal carattere spinoso… rivelano tutta la loro bellezza quando meno te lo aspetti. Non per fare paragoni, ma una volta mi hanno regalato una cactacea per associarla, divertiti, al mio carattere. Ma chi sa se chi me l’ha regalata aveva valutato la possibilità che questa fiorisse… non è poi così importante, ma è utile sapere che, una volta giunte a maturazione – anni ci vogliono! – le cactacee ci regalano dei bellissimi fiori. E penso ai deserti, alle steppe semi-aride… anche lì può sbocciare un fiore.

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Qualche parola sulle piante grasse

… quando le hai notate e osservate meglio, e hai potuto apprezzarne i fiori, ecco che sei rapito dalle piante grasse. E allora mi documento.
Innanzitutto, che pianta è quella del post precedente, che mi ha fatto un bellissimo fiore?
Si tratta di una Echinopsis multiples, cacto perenne sferico con 14 costole.
Temperatura minima di sopravvivenza 5° C.

Cactacee e succulente, sono originarie delle zone pre-desertiche di Stati Uniti, Messico, Sud America, ma anche delle foreste pluviali dell’America centrale e meridionale. Almeno altre 20 famiglie di succulente si sono sviluppate in luoghi tra loro diversi, dall’Australia all’Africa, fino all’Asia e all’Europa. Molte di queste piante che vivono originariamente nel deserto sopportano delle forti escursioni termiche, e dunque anche nel nord Italia, dove le temperature sono più rigide è facile trovarle, solitamente in vaso, ma anche nei giardini, opportunamente coperte con teli di plastica durante i mesi invernali.

La caratteristica di queste piante è la capacità di immagazzinare acqua nel fusto, nelle foglie o anche nelle radici, e da questa caratteristica deriva la loro particolare forma, grazie alla quale i garden designers possono comporre moltissimi effetti scenici. Pensate ad esempio alle robuste linee verticali del Cleistocactus strausii e alle forme sferiche dell’Echinocactus. Ci sono anche le succulente striscianti, come la Ruschia.

Ma oltre ai grandi spazi di un giardino all’aperto, cacti e succulente si prestano ad essere tenuti in casa, in vaso o in piccoli giardini “bonsai”, come questo che vedete in foto, realizzato con passione e dedizione da mia moglie.

I diversi colori e le molteplici forme delle succulente sono alla base di creative e decorative composizioni, che possono essere tenute sul balcone di casa o – se il clima lo permette – in giardino, su un’aiuola rialzata. Oltre alla temperatura, l’altro fattore determinante alla sopravvivenza delle piante grasse, è il buon drenaggio che deve avere il terreno – utilizzare in questo caso un buon strato di ghiaia o di cocci.

Infine la propagazione di queste piante è molto semplice. Per talea fogliare, per seme, per sezioni di fusto o anche dai germogli di alcune specie (come il Sedum, la Mamillaria o il Conophytum) è possibile riprodurre nuove piantine.

Chiudo con una battuta.
Fatevi pure prendere la mano dalla coltivazione delle cactacee e succulente, ma attenzione: non prendetele mai in mano – o utilizzate dei guanti 😉