Dopo la pioggia

Una pioggerella, un piccolo temporale, un acquazzone non particolarmente violento, è quello che ci vuole nelle calde giornate prima dell’estate.

Le temperature qui a Vicenza sono in questi giorni al di sopra di qualche grado sopra la media, e un po’ d’acqua fa sempre piacere. E comodo, per la mia riserva di acqua piovana che uso per le piante carnivore e per qualche fiorellino.

Ma non sono l’unico a cui piace la pioggia. Per le lumache è davvero festa. E la festa la fanno con le mie colture. Quest’anno mi hanno mangiato un po’ d’insalata, un germoglio di zucchino – che poi è miracolosamente rinato. Tutto sommato non mi sta andando così male. E quindi vi posto questa foto, perché anche questa chiocciola – lo so, in parte è la disperazione degli ortolani – è pur bella a vedersi…

Chiocciola

 

Accidenti alle lumache (ma anche una cosa bella!)

Mi ero così entusiasmato a vedere alcune colture del mio orto circondate dai bellissimi tagete che quella mattina – sì, quella mattina – a veder i tagete così ridotti, proprio non ci ho più visto! Lumache e chiocciole! Siete state voi!
E fortunata te Maddalena che di lumache non ne vedi più tante come una volta… sono arrivate tutte nel mio orto.

Non trovando altro di cui cibarsi – a parte le zucchine che ho protetto e per ora il vaso/castello funziona – si son dati alla pazza gioia di mangiarmi foglie e gambi di tagete.
Guardateli. Che tristezza lì caduti al suolo, con il fiore chinato, esausto, privo di linfa.

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E così la stessa sera eccomi a frugare e cercare lumache. Alcune colte in fragrante a mangiarsi il tagete! Dicono che dove passava Attila non cresceva più l’erba. Non è che le lumache siano da meno! E per fortuna sono piccole. Immaginatevele giganti. Come in uno di quei film di fantascienza con gli insetti giganti – c’erano i più a noi umani più repellenti: ragni, scarafaggi, millepiedi… ma lumache mai. Sarebbe stato buffo vederle. Lo sceneggiatore le ha subito scartate. Eppure la loro piccola dimensione e la loro lentezza è la loro forza. Chi non conosce l’orto sottovaluta spesso i danni delle lumache.

Ma basta lamentarsi. Adesso la cosa bella.

Perché mentre sono lì nel buio che frugo con le mani nei fiori – la pila non la trovo più. Ne ho comperate tre e i bambini me le nascondono per giocarci loro. Dicevo, mentre sono lì che frugo con le mani, sento un rumore. Timido timido. Sto in silenzio. Silenzio. Riprendo a frugare. Ancora quel rumore. Sto in silenzio. Ancora quel rumore.
E allora mi avvicino, e già immagino. È proprio lui: il riccio! Uno della famiglia che abita nel mio orto. Era da tanto che non lo vedevo – forse non è lo stesso del primo incontro, ma non fa niente. Bello avere un riccio – o forse una piccola famigliola di ricci – in un orto di città.
Accendino. Eccolo lì! Intimorito e immobile. Chiamo i bambini e lo guardiamo senza avvicinarci troppo a lui.

Però, caro riccio, non potresti mangiare un po’ di lumache?

Un rimedio primitivo… ma efficace!

Con tutta questa pioggia chi non poteva mancare nel mio orto?
Le lumache. Uno dei predatori vegetali più temibili. Sono lentissime nel muoversi, ma hanno tutta la notte per divorare giovani foglie di colture appena piantate. E una pianta di zucchine ne ha pagato le conseguenze. Eccola qui, nella foto sotto.

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Di rimedi contro le lumache ne abbiamo parlato spesso in questo blog, e anche semplicemente di lumache. E mi è venuta questa idea. Molto semplice. Primitiva, se volete, ma efficace. Dei vasi di plastica sopra le colture. Perché se la lumaca mangia qualcosa del tuo orto, buon per lei, non ci perdi molto. Ma se inizia a mangiarti le prime colture che hai piantato, con quelle foglioline ancora piccolo e tenere – per la lumaca un’autentica leccornia – ecco che la crescita della pianta è compromessa.

Di quattro piantine di zucchina, due sole ne ho salvate. Le altre due hanno le foglie tutte rosicchiate, e non so se riusciranno ancora a svilupparsi.
Poi quando la pianta cresce e le foglie si ingrandiscono il problema delle lumache perde d’importanza – a meno che non mangino l’insalata. Una foglia gliela posso lasciare in pascolo a loro. Ma le foglioline tenere delle colture appena piantate no!
Ecco qui sotto una foto della soluzione contro le lumache: un medievale fortino – di plastica – da usare dopo il calare del sole, a difesa della giovane piantina.

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Chiocciola apotropaica / Apotropaic snail

Tra i pericoli nell’orto le chiocciole sono uno dei più temibili.
Così lente, che non te ne accorgi. Lavorano di notte, quando tu dormi, le piante crescono e le chiocciole se le mangiano. Al mattino guardi l’insalata e vedi che mancano una, due, tre, quattro foglie… sono state le lumache.
Provi tutti i sistemi per allontanarle: cenere, veleno, birra… ma niente.
Allora provi con la magia.
Apotropaico deriva dal greco apotrepein, cioè “allontanare”.
Allontano le lumache con una lumaca finta, così come negli edifici settecenteschi, sopra all’arco dell’entrata, si usava mettere una testa di demone che aveva lo scopo di allontanare il demone stesso.
Quest’anno la “chiocciola apotropaica” l’ho messa direttamente in giardino, assieme ad altre tre. Lo so, non servirà a niente, ma è carina da vedere… 😉

Among the dangers in the garden, snails are one of the most fearsome.
So slow that you do not notice. They work at night when you sleep, the plants grow and snails will eat. When in the morning you look at the salad, you see that are missing one, two, three, four leaves … were the snails.
Try all the systems in order to remove: ash, poison, beer … but nothing.
Then try with magic.
The word “Apotropaic” derives from the greek, and meaning “remove”.
I push the snails with a slug fake, as in eighteenth-century buildings, the arch above the entrance, they used to put the head of a demon that was intended to ward off the demon itself.
This year I put the “apotropaic snail” directly in the garden, along with three others. I know, will not help, but it is nice to see …

Chiocciole apotropaiche

Dedicato a Maddalena

Che queste chiocciole finte possano allontanare, o quanto meno far diminuire, tutte le chiocciole che Maddalena trova nel suo giardino e nel suo orto, che si arrampicano e si aggrappano a fiori, frutta e verdura…
Chissà se funziona…
?
Con simpatia,
Davide

Apotropaico: dal gr. apotrópaios, der. di apotrép ‘allontano’.
Nota: guardatevi qualche palazzo sei-settecentesco. Noterete, sopra le arcate, delle strane facce, dalle inconsuete epressioni mimiche… servivano per allontanare gli spiriti maligni.

Ancora lumache… ma non solo…

di Maddalena Barattini

Dopo la pioggia, l’orto si è riempito di lumache. Un esercito.
Su ogni piantina di pomodoro, di melanzana, di iris…c’era una lumachina, che si cibava famelica.
È una lotta impari. Certo io sono più veloce, ma loro sono tantissime. Fortunatamente ancora non hanno la bomba atomica, se no ero finita.
Le ho raccolte, un barattolo non basta più, in una cesta di plastica, e liberate fuori città, periferia industriale di Tortona, capannoni, acacie, papaveri, biacospini, rovi…dove forse le lumachine si rifaranno una vita, o verranno mangiate dagli uccelli o dai ricci. Nel fosso formavano un ammasso enorme, Licia ha detto: “si abbracciano”.
Poi nell’orto, non ne ho visto più.

La sera annaffiando ho visto invece la prima lucciola, e mi sono emozionata… poi ho pensato: sarà mica una lumaca che fa segnali morse alle sorelle? Sono rientrata in casa veloce, con i piedi infangati…

Ho scoperto il covo!

di Maddalena Barattini

Di quattro file storte di piselli rampicanti Cristoforo Colombo, solo quattro o cinque piantine sono nate. E le avrò annaffiate troppo? troppo poco? sarà la luna? sarà il caldo? sarà il terreno? Però di quelle poche mi son presa cura e ho piantato un bastoncino per ognuna, così che si arrampicassero.

Torno il pomeriggio a vedere. Un bastoncino era là, da solo. Guardo bene. Alla base solo un piccolissimo stelo, le foglie sparite. Una scia luminosa vicino.
Resto impietrita, anche Licia, che mi è sempre dietro, capisce e corre da suo fratello gridando: “Risolto il mittero!!! Sono tate le MUMACHE!!!”.

Torno la sera, con la pila. Centinaia di lumache, tutte con la testa fuori, i cornini alzati, si muovevano veloci verso il seminato. Escono da un cumulo di ramaglia che non ho ancora sistemato. Lì sotto ci dev’essere un grandissimo lumacheto, devono avere l’energia elettrica, l’acqua, il gas, la scuola elementare… Non avevo neanche il barattolo, in cui le raccolgo, per poi liberarle; ero venuta disarmata, in perlustrazione. Ma inizio a raccoglierle, più che posso. Mi salgono lungo le braccia, forse mi attaccano anche le gambe, ho paura. Poi il mastino napoletano del vicino inizia ad abbaiare così forte. Cerco di tranquillizzarlo gli dico:”buono sono io”, ma lui è furioso, temo che salti di qua, in combutta con le lumache, per finirmi.

Scappo in casa “Risolto il mistero!!! Sono state le LUMACHE!!!”

Le chiocciole e la filosofia

Dopo la smania di estirpare tutta la gramigna del mondo, si vede che ho bisogno di nemici, ora me la prendo con le chiocciole e le lumache.

Però anche loro…son dispettose! Mangiano i germogli delle verdure e le corolle dei fiori.
Io le seguo, le scovo, controllo le scie che che lasciano, e che brillano per tutto l’orto. Ce n’è tante nell’erba sotto gli alberi grandi, il fico, il melo, e tra i cespugli in fondo, dove ancora non ho fatto pulizia, e ci sono delle fascine di rami da portar via.

Più ne raccolgo e più ne trovo. I bambini pigri non mi volevano aiutare, così ho promesso un pacchetto di figurine ogni venti lumache massimo due pacchetti.
Mio marito dice che è corruzione dei giovani, e che per questo Socrate è stato condannato a bere la cicuta. Però era domenica pomeriggio, i giornalai erano chiusi, i bambini si sono divertiti, e poi si son dimenticati delle figurine.

Così è finito tutto bene. Anche le lumache, liberate in campagna, stanno bene, credo guardino il nuovo paesaggio con i loro piccoli occhi timidi, e facciano lunghe passeggiate chiacchierando tra di loro di filosofia.

Le lumache / The snails

Le ho trovate questa mattina, sotto ad una foglia di cavolo cappuccio che valutavo se portarmi a pranzo.
Ooohhh… che emozione. Ne avevo viste una coppia in dolci amplessi nel film documentario Microcosmos, il popolo dell’erba (1996), ma non le avevo mai viste dal vivo.

Solitamente le lumache le getto nel giardino del vicino (perché l’erba è sempre più verde!), ma come potevo interrompere quel dolce abbandono? Così le ho lasciate fare, nascoste da sguardi indiscreti sotto la foglia del cappuccio.

This morning I found two snails under a cabbage leaf that I thought to bring for lunch.
OOOhhh … that emotion. I had seen a couple sweet embraces in the film documentary Microcosmos, the people of grass (1996), but I did not ever live.

Usually I launch the snails in the garden of the nearby, but how could I stop this sweet abandonment? So I left to do, hidden from indiscreet glances under the hood of the leaf.

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