Vita nell’orto

Arriverà anche l’estate, ma la primavera è la mia stagione preferita. E so bene di non essere l’unico a pensarla in questo modo.

Clima mite e temperature piacevole, con un andirivieni di giornate assolate, nuvolose e qualche pioggia a intermezzare questo scambio quasi tennistico. E la Natura che si accende di toni gioiosi e sonori. Si vedono i primi insetti sui fiori che sbocciano in continuazione.

Ecco api e sirfidi volare tra i fiori.

E tra gli iris un’ombra nefasta! Uno di quegli insetti che i fiori li amano, ma anche li rovinano. Gli lascio pranzare in pace tra i bellissimi petali bianchi.

Eccolo qui il colpevole! Mamma mia! Ma quanto è brutto da così vicino!

E poi, mi volto… e chi ti vedo tra le lunghe foglie degli iris? Una libellula, che si è appoggiata. Azzurra come il cielo. Dicono sia sintomo di buona qualità dell’aria. Mah… non mi interessa approfondire la notizia, mi basta la libellula, che a trovarla nel mio orto in città mi chiedo da dove sia arrivata. Ma anche l’anno scorso l’avevo incontrata. E anche l’anno prima. Quindi ben ritornata!

Libellula

Infine la solita farfalla cavolaia. Questa volta la osservo planare tra la rucola.

Un bel movimento nell’orto di maggio…

Farfalla cavolaia

La libellula è ritornata

Mi sono chiesto e mi chiedo tutt’ora, senza trovare una minima risposta: cosa ci fa una libellula in città?

Non ci sono laghi, acquitrini o zone d’acqua qui vicino… io le libellule, fin da quando ero ragazzino, me le ricordavo al lago di Fimon, o alla roggia Seriola, o in qualche lago in collina. Ma non in città – tenendo conto del limite di velocità nelle zone abitate, che è di 50 km/h ma in alcuni posti è di 30 km/h, le libellule in città rischiano pure di prendersi una multa, perché con il loro volo possono arrivare anche a 50 km/h. Anche per questo non capisco cosa ci faccia in città una libellula. Eppure lei vola nel mio orto e si appoggia sui fiori di lavanda o sulle canne di bambù che tengono in piedi – e un po’, ma davvero poco, in ordine le piante di pomodoro.

Mi lascia tutto il tempo di fotografarla, perché poi se ne va quando mi avvicino troppo a lei con il 90mm macro. Ma poi ritorna. Sempre nello stesso posto.

Così uno, due, tre… una ventina di scatti alla libellula. Poi il sole scalda troppo, e me ne ritorno nelle mie stanze…

libellula

La nuova arrivata

Ne avevo già parlato nella breve introduzione alla macrofotografia sul sito di Giardinaggio Semplice: le libellule, benché sembri strano, sono abbastanza facili da fotografare, perché ritornano sempre sul punto nel quale si erano appoggiate (prima regola della macrofotografia: conosci bene il tuo soggetto!).
Ma mai mi sarei aspettato di trovarne una nel mio orto!
Solitamente le fotografavo al lago…

Invece sì! Eccola che si appoggia ad una canna di bambù che ho messo vicino ai cetrioli – quando cresceranno… Poi se ne vola via e si appoggia sul pero coscia – che ho piantato da poco… E poi ritorna sulla canna di bambù.

Con calma e tranquillità entro in casa a prendermi la macchina digitale con il mio amato 90mm macro.
So che la libellula tornerà lì sul bambù. E infatti… eccola che si appoggia.
Faccio una foto alla nuova arrivata nell’orto di città!

P.S. = vi risparmio il crop al 100% 😉
P.S.2 = ieri sera ho avvistato anche 4-5 lucciole che girovagavano nell’orto. Bello vederle, ti rilassa in maniera incredibile.

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Una libellula nera

Poco lontano da Vicenza, in località Lobia, c’è la Roggia Seriola. Bellissimo posto, anche se piccolo. Qui l’acqua sgorga dalle falde e crea un piccolo laghetto immerso in un altrettanto piccolo boschetto.

Certo non è un posto rinomato, da itinerario turistico, ma meglio così, una piccola bellezza apprezzata da pochi fortunati. Sinceramente, se qualcuno di altra città ma anche di altra nazione venisse a Vicenza e chiedesse a me il compito di fargli da Cicerone, dopo qualche itinerario palladiano da cartolina, lo porterei alla Roggia Seriola.

Quante libellule ho visto! Nere, anzi di una bellissima tonalità di blu scuro. Ecco, faccio una foto stando attento, mentre mi avvicino il più possibile, a non cadere nel laghetto. Se esistono le libellule nere – e anche le farfalle – perché non potrebbero esistere i cigni neri?

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La libellula

Nella campagna di San Biagio di Callalta, in provincia di Treviso, la mia attenzione viene catturata da una libellula appoggiata ad un ramo. Che poi vola via.
So che è abitudine della libellula ritornare a breve sullo stesso ramo. Faccio in tempo a prendere la macchina fotografica. L’obiettivo macro è già montato. E la libellula è ritornata sul ramo. Mi avvicino all’insetto. Metto a fuoco in manuale e scatto.

Le libellule sono dei bellissimi insetti volanti, forti e maestosi. Gli esemplari più grandi arrivano a volare fino a raggiungere i 40/60 km orari. E volano in tutte le direzioni: in alto, in basso, a destra, a sinistra. Sono i più veloci tra gli insetti che volano. E possono addirittura rimanere ferme in volo, sospese in aria.
Solo nel cartone animato Minuscule vengono sbeffeggiate da una coccinella che le batte in velocità.

E poi hanno dei colori stupendi. Ne ho viste di rosse, arancioni e blu, un bellissimo blu lapislazzuli. Per la cronaca, il numero delle specie esistenti si aggira intorno alle 5.000.

Però a guardarle da vicino, con un rapporto 1:1, devo confessare che… un po’ mi fanno paura. Mi viene in mente il film La mosca, remake dell’altro bellissimo Lo strano esperimento del dottor K.
Insomma, trovarmi di fronte una libellula, in rapporto uno a uno… aiuto! Fuggirei via senza pensarci due volte, anzi, seza proprio pensarci.

Ma… un momento. Calma e sangue freddo. Mi faranno impressione ma anche le libellule hanno il loro fascino.
Vedete il grande occhio della libellula nella foto? È composto da 5.000 piccoli occhi (ommatidi), così da vedere allo stesso tempo in ogni direzione.
E vedete le setole sulle zampe? Quelle setole, quando la libellula è in volo, possono catturare altri insetti, di cui la libellula si ciba. E quel torace possente e muscoloso? Per muovere le ali così velocemente – ma anche in modo indipendente o in coppia – abbiamo bisogno di una certa possanza fisica.
È la libellula ora che mi racconta.
Ah, capisco – rispondo io.
Ma perché andate così veloci? Che fretta c’è? Non siete slow?
Assolutamente no! Mentre le nostre ninfe, una volta che le uova si sono schiuse, vivono per molti anni sott’acqua, da adulte noi libellule viviamo poco, e abbiamo fretta di trovare cibo e un altro/a partner.

Ecco, già mi ricredo, e quel primo piano della libellula mi fa meno paura.

Ciliegina sulla torta?
Le libellule non sono nocive per gli esseri umani.

Quindi ti saluto libellula. Non voglio farti perdere dell’altro tuo prezioso tempo.

E lei vola via…

Oh, libellula

Oh libellula, quanto sei bella
quando ti dondoli su di un fiore.
La tua coda è la mia penna
con la quale cerco di scrivere un inno all’amore.

Nelle giornate di sole
in uno stagno di campagna
scrivi nell’aria melodie di gioia,
che i miei versi al tuo confronto
son poca cosa…

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