L’orto in inverno

In orto ci sono sempre lavori da fare, in inverno un po’ meno.

Tra le verdure invernali le brassicaceae sopportano bene il freddo e ci regalano sapori anche nella fredda stagione.

Il mio broccolo è lì, nell’orto. Ne ho tre di broccoli e questo è quello che cresce meglio di tutti. Le foglie un po’ (tanto) mangiucchiate dall’ingordigia delle lumache nelle umide serate d’autunno, grande come una pallina da tennis, forse un po’ di più.

Se ne sta pacifico nell’orto, e pian piano cresce. È una crescita lenta e costante, che quasi non si nota. E ogni volta che lo guardo non posso che riflettere sui ritmi della Natura rispetto ai ritmi della cultura. La prima armonica e costante, la seconda aritmica, imprevedibile, perché siamo noi umani che possiamo fare il ritmo. E a volte è un ritmo costante, altre volte è sincopato, altre ancora è aritmico. 

Non posso non pensare alle aperture straordinarie dei negozi, che aboliscono le feste per fare altre feste, ma non per tutti. E quindi spezzano un ritmo (lavoro/riposo) che ci si era guadagnati un po’ alla volta dopo la rivoluzione industriale. Discorsi che stonano con il nostro Natale. Ma guardando le brassicaceae crescere, seguendo la loro normale crescita, nel mio orto, non posso non pensare a questi nuovi ritmi che denotano una perdita di buon senso… Anche chi sforza le colture con fertilizzanti non fa un favore alla Natura. Il tempo che si vuole guadagnare, si finisce per perderlo ancora di più.

Guardo il broccolo in inverno con le foglie mangiucchiate dalle lumache. Pensieri tristi.

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Ho immaginato…

di Maddalena Barattini

L’inverno è stato lungo, e io ho guardato l’orto dalla finestra, senza mai entrarci.
Ho visto le foglie ammucchiarsi, la neve cadere.

E ho immaginato… la vita addormentata, che aspettava la primavera.

L’orto mi mancava, perchè anche in inverno ci razzolavo spesso.

Ma io mancavo all’orto?

Un giorno cercavo un libro nella libreria del corridoio, e ho trovato questa chiocciola.
Sicuramente è venuta a vedere come stavo, a farmi un po’ di compagnia.
Così se io non uscivo, un pezzettino d’orto è entrato in casa, per starmi vicino.

È arrivata!

Finalmente (ieri) è arrivata la neve anche a Vicenza! Un inverno come si deve. Una spolveratina, per la verità, ma quanto basta per dare un po’ di umidità e di acqua all’orto – e non solo all’orto! Penso a tutte le polveri sottili della città, che senza pioggia fanno festa.

Immancabile il furbo che ha sentenziato «Speriamo che non nevichi!». Sì, speriamo che non nevichi! Fosse il terremoto! La neve è cosa d’altro pianeta qui al nord est. Non ha importanza che la terra sia secca, le polveri sottili ai massimi livelli, l’importante è che non ci siano cose che intralcino gli affari. E la neve, qui al nord est, sembra essere una di queste cose, perché la neve è ingombrante, e dunque devi andare piano in macchina, e con la paura di rimanere bloccato nel traffico. Che misero sguardo sulle cose. «Speriamo che non nevichi!». Voi venite dalla terra eppure la snobbate, la sbeffeggiate, la profanate.

E poi a gridare alla disgrazia dell’alluvione… a prescindere dalle sue cause reali. Che visione ottusa questa del nostro secolo schizoide: considerare la Natura cosa altra, soprammobile o scenografia per una gita fuori porta. La Natura è parte integrante di noi, ma vaglielo a spiegare, ti prendono per matto – non scherzo.

Aspettando il freddo polare

Ancora una giornata di sole. Più freddo dei giorni scorsi, ma ci mancherebbe! Siamo a fine gennaio! Sono i giorni della merla! Quelli che, secondo tradizione popolare, sarebbero i più freddi dell’anno.
Simpatiche, a questo proposito, le due diverse leggende – ma ce ne sono di più – ad origine del nome.

Per ripararsi dal freddo una merla e i suoi pulcini si nascosero in un camino. Quando uscirono i pulcini erano neri di fuliggine, ed è da quel giorno che i merli (maschi) sono tutti neri.

Oppure:

Il cattivo Gennaio aspettava che una merla uscisse dal suo nascondiglio per gettarle addosso neve, freddo e gelo! Così la merla pensò bene di fare provviste e rimanere nascosta per l’intero mese. L’ultimo giorno del mese – il 29 ché Gennaio secondo questa leggenda aveva solo 29 giorni – la merla uscì e sbeffeggiò Gennaio, sicura di avergliela fatta. Ma Gennaio, cattivo com’era, chiese in prestito due giorni a Febbraio e fino al 31 scatenò freddo, neve, vento e tempeste.

Ritorniamo a noi.
Attendo il freddo invernale.
Le perturbazioni sfiorano il Veneto. Arrivano nel centro Italia, al sud, al nord ovest con Torino sotto la neve, ma qui nel nord est, e in particolare a Vicenza, l’inverno non è ancora approdato. Solo per i prossimi giorni le previsioni sembrano annunciarlo.

Staremo a vedere…

Inverno Cercasi

Ancora non mi capacito di questo inverno senza freddo, ghiaccio e neve…
Immagino me stesso come un personaggio di un fumetto buffo, dove io-protagonista, ogni volta che è convinto del fatto suo, viene immancabilmente smentito dalle circostanze.

«Quest’anno non ha nevicato!» dice sconsolato il personaggio del fumetto buffo.
Ecco che nella pagina successiva vediamo il protagonista mentre spala la neve che ha fioccato per tutta la notte. Ce n’é così tanta che non riesce nemmeno ad aprire il cancello e ad uscire di casa.

«Non ha nemmeno ghiacciato» dice ancora.
E proprio la notte stessa un vento gelido polare soffia forte sopra la sua città e il giorno dopo i tubi dell’acqua della sua fontana sono stati rotti dal ghiaccio che si è formato. Così il nostro protagonista chiama l’idraulico ma, come ben sapete, gli idraulici quando servono non si trovano mai e bisogna prendere appuntamento, come dal dentista.

Potrei continuare a narrare le vicende di questo personaggio. Ma mi fermo qui. Non vorrei che la realtà superasse la fantasia. Quanto mi piace, ogni tanto, fantasticare…

Profumo d’inverno

Mi consolo, in quest’inverno caldo, senza neve, senza pioggia, e pieno di smog, con il profumo di un fiore.

Il giacinto, che è sbocciato in casa, forma delle strade di profumo tra una camera e l’altra. Ne ho due di questi fiori e, camminando di camera in camera, ogni tanto capita di scontrarsi con questa scia profumata: un bellissimo incidente, e un ottimo rimedio per rigenerarsi in casa, dopo una giornata trascorsa tra strade trafficate e aria inquinata, che si odora nel suo fetido miasma in queste giornate tiepide, prive di vento e senza pioggia – e scusate la ripetizione!

Ma perché non obbligano persone e case automobilistiche a vendere vetture elettriche? Lo so che non risolve il problema, ma un po’ lo contiene…
Osservo il giacinto, mi avvicino con il naso e mi inebrio del suo profumo.
Una piccola panacea…

Un inverno di 4 giorni?

Certo, l’inverno non è ancora finito… ma quest’anno, a Vicenza, l’inverno mi sembra sia durato solo 4 giorni. La scorsa settimana, con temperature fredde, l’acqua ghiacciato, i doppi vetri che al mattino non riuscivo ad aprirli per il ghiaccio che si era formato.
Poi, da sabato, di nuovo temperature sopra lo zero – 10 gradi al pomeriggio.
Che fine a fatto l’inverno che ricordavo? Quello con la neve, i vetri ghiacciati, la campagna bianca di brina? Forse quest’anno l’inverno non è voluto arrivare, e l’unica neve che è caduta qui in Val Padana è stata quella chimica. Che non è il termine corretto, è improprio e fuorviante, ma rende bene l’idea di quello che abbiamo nella nostra aria. Una miriade di agenti inquinanti che si ritrovano dentro la nebbia, la piaggia, il vapor acqueo. Ghiacciandosi precipitano al suolo e danno vita al fenomeno chiamato neve da nebbia.

Per chi volesse approfondire questo argomento, vi suggerisco questi link che ho trovato di sicuro interesse:
La neve non è chimica ma l’aria fa schifo
Neve chimica? No, è neve da nebbia

Inverno / Winter

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