Le chiocciole e la filosofia

Dopo la smania di estirpare tutta la gramigna del mondo, si vede che ho bisogno di nemici, ora me la prendo con le chiocciole e le lumache.

Però anche loro…son dispettose! Mangiano i germogli delle verdure e le corolle dei fiori.
Io le seguo, le scovo, controllo le scie che che lasciano, e che brillano per tutto l’orto. Ce n’è tante nell’erba sotto gli alberi grandi, il fico, il melo, e tra i cespugli in fondo, dove ancora non ho fatto pulizia, e ci sono delle fascine di rami da portar via.

Più ne raccolgo e più ne trovo. I bambini pigri non mi volevano aiutare, così ho promesso un pacchetto di figurine ogni venti lumache massimo due pacchetti.
Mio marito dice che è corruzione dei giovani, e che per questo Socrate è stato condannato a bere la cicuta. Però era domenica pomeriggio, i giornalai erano chiusi, i bambini si sono divertiti, e poi si son dimenticati delle figurine.

Così è finito tutto bene. Anche le lumache, liberate in campagna, stanno bene, credo guardino il nuovo paesaggio con i loro piccoli occhi timidi, e facciano lunghe passeggiate chiacchierando tra di loro di filosofia.

Gli attrezzi del mio orto: il raspino

di Maddalena Barattini

Mia madre non mi capisce. Mi critica sempre.
Passa sgommando sulla sua macchinetta, se sono lì nell’orto a trafficare, abbassa il finestrino e urla: «Ma vai in casa che hai una casa a far da mangiare ai bambini!»
oppure:
«Lascia stare la gramigna che tiene insieme la terra!»
ancora:
«Lascia stare la gramigna che fa un bel verde e disfa il presepe piuttosto!»

È vero è quasi Pasqua e il presepio nel pozzo è ancora lì, ma solo perchè non trovo più la chiave della grata. Per quanto riguarda la gramigna invece ho la ragione tutta dalla mia parte, giusto?
La gramigna non è proprio verdissima. E poi siamo in pianura, la terra si tiene insieme anche da sola!

Io mi siedo e tolgo la gramigna con le mani o con un attrezzino con cinque punte, o con la vanga.

Poi brucio tutto nella stufa la sera, e sono contenta così.