Aspettando il freddo polare

Ancora una giornata di sole. Più freddo dei giorni scorsi, ma ci mancherebbe! Siamo a fine gennaio! Sono i giorni della merla! Quelli che, secondo tradizione popolare, sarebbero i più freddi dell’anno.
Simpatiche, a questo proposito, le due diverse leggende – ma ce ne sono di più – ad origine del nome.

Per ripararsi dal freddo una merla e i suoi pulcini si nascosero in un camino. Quando uscirono i pulcini erano neri di fuliggine, ed è da quel giorno che i merli (maschi) sono tutti neri.

Oppure:

Il cattivo Gennaio aspettava che una merla uscisse dal suo nascondiglio per gettarle addosso neve, freddo e gelo! Così la merla pensò bene di fare provviste e rimanere nascosta per l’intero mese. L’ultimo giorno del mese – il 29 ché Gennaio secondo questa leggenda aveva solo 29 giorni – la merla uscì e sbeffeggiò Gennaio, sicura di avergliela fatta. Ma Gennaio, cattivo com’era, chiese in prestito due giorni a Febbraio e fino al 31 scatenò freddo, neve, vento e tempeste.

Ritorniamo a noi.
Attendo il freddo invernale.
Le perturbazioni sfiorano il Veneto. Arrivano nel centro Italia, al sud, al nord ovest con Torino sotto la neve, ma qui nel nord est, e in particolare a Vicenza, l’inverno non è ancora approdato. Solo per i prossimi giorni le previsioni sembrano annunciarlo.

Staremo a vedere…

Inverno Cercasi

Ancora non mi capacito di questo inverno senza freddo, ghiaccio e neve…
Immagino me stesso come un personaggio di un fumetto buffo, dove io-protagonista, ogni volta che è convinto del fatto suo, viene immancabilmente smentito dalle circostanze.

«Quest’anno non ha nevicato!» dice sconsolato il personaggio del fumetto buffo.
Ecco che nella pagina successiva vediamo il protagonista mentre spala la neve che ha fioccato per tutta la notte. Ce n’é così tanta che non riesce nemmeno ad aprire il cancello e ad uscire di casa.

«Non ha nemmeno ghiacciato» dice ancora.
E proprio la notte stessa un vento gelido polare soffia forte sopra la sua città e il giorno dopo i tubi dell’acqua della sua fontana sono stati rotti dal ghiaccio che si è formato. Così il nostro protagonista chiama l’idraulico ma, come ben sapete, gli idraulici quando servono non si trovano mai e bisogna prendere appuntamento, come dal dentista.

Potrei continuare a narrare le vicende di questo personaggio. Ma mi fermo qui. Non vorrei che la realtà superasse la fantasia. Quanto mi piace, ogni tanto, fantasticare…

Brina / Frost

“[…] deposito di ghiaccio granuloso dall’aspetto cristallino a forma di scaglie o aghi che si forma per brinamento del vapore acqueo presente in atmosfera.”
(Wikipedia)

Quando è freddo come in queste giornate, e si passeggia di mattina per la campagna, è bello vedere i campi bianchi, gli alberi bianchi, i tetti delle case bianche. E le persone che tolgono la brina dal parabrezza con la loro carta di credito… un gigantesco gratta e non vinci – nota: anche l’altro, quello più piccolo, che si chiama gratta e vinci è un gratta e non vinci.

Le punta delle mie dita sono ghiacciate, ma mi tolgo i guanti per impostare la lunghezza focale, sistemare il cavalletto, premere il pulsante per lo scatto. Avevo proprio voglia di vedere a distanza ravvicinata quei depositi di ghiaccio granuloso dall’aspetto cristallino a forma di scaglie o aghi… la brina, per intenderci.

When it is cold as in these days, and I walk in the morning for the campaign, it’s nice to see the fields white, the white trees, the roofs of whitewashed houses. And the people who take away the frost from the windshield with their credit card.
The tips of my fingers are icy, but I take off my gloves to take a photo. I really want to see up close those grainy-looking deposits of ice crystal in the form of flakes or needles …