Fotografare in orto

Orto e giardino sono due location ideali per chi vuole avvicinarsi alla fotografia. I soggetti che si trovano sono così belli che anche chi non sa fotografare può trovare delle soddisfazioni. Se poi sapete anche fotografare… tanto meglio, le vostre foto desteranno ammirazione tra i vostri amici. Viceversa, per chi coltiva l’amore per l’orto e il giardino, la fotografia può rappresentare un mezzo valido per testimoniare la capacità di accudire le piante e i progressi nella coltivazione.

Già in queste brevi righe si può evincere una netta divisione tra generi fotografici, e cioè la fotografia artistica e la fotografia documentaristica. La prima evocativa, la seconda descrittiva. Ma ritornando alle prime righe di questo post, quando parlo di chi sa fotografare e chi non sa – proprio bene – fotografare, non intendo certo denigrare chi si avvicina alla fotografia, né tantomeno esprimere dei giudizi di valore verso fotografi improvvisati. Voglio solo sottolineare l’aspetto tecnico e conoscitivo che non è comune alla sola fotografia, ma a qualsiasi altra disciplina. In poche parole, più conoscerete le tecniche, più saprete come utilizzarle per giungere in modo più consapevole al vostro fine. In breve, non basta solo fare clic sulla vostra fotocamera o sul vostro telefonino per fare una bella foto. Oltre al nozionismo e alla tecnica, sia detto anche questo, occorre anche una certa sensibilità per porsi in una sorta di situazione empatica con il soggetto che si desidera fotografare.

Non voglio pormi come un esperto o come un professionista. Giudicate voi le mie foto, se non vi piacciono o vi piacciono. Ho iniziato a fotografare spinto più per l’amore per l’orto, il giardino e i suoi piccoli abitanti – leggi insetti, sia buoni che cattivi. E partito con una fotocamera da pochi soldi, amatoriale e quasi automatica, sono presto arrivato a passare a strumenti più professionali – leggi reflex – e a costruirmi un piccolo parco obiettivi – il mio preferito è stato e rimane tutt’ora il Tamron 90mm f/2.8 macro. Parallelamente mi sono cimentato nella lettura di libri, riviste, epub ed ebook, forum e altro che trovavo in biblioteca, in libreria e in rete. Così spero che dopo vari anni di apprendistato da completo autodidatta, possa avervi regalato, con questo blog, non solo belle foto, ma anche qualche emozione. E la fotografia, così come mi piace intenderla, è bella quando riesce a mostrare dell’altro oltre alla foto. L’immagine va oltre l’immagine, e oltre il rappresentato. Vi sto tediando troppo? Forse sì.

E allora lascio che sia la foto a parlare e vi regalo questo primo piano della mia adorata gerbera, con un piacevole bokhen. Per chi poi fosse interessato ad approfondire la tecnica fotografica, mi permetto di consigliarvi il portale “Tecnica fotografica” dove potrete trovare – se siete novelli fotografi – alcuni trucchi per migliorare le vostre foto. Fate clic qui per visitare il sito Tecnica fotografica. E belle foto a tutti…

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OUT-PHOTO: un blog di fotografia

Sono uno tra le migliaia – o forse è meglio dire milioni – di persone che ha una passione per la fotografia, lo avrete capito.
Così per sottolineare ulteriormente questo mio hobby ho aperto un blog sull’argomento, cercando di dare un taglio particolare ai post, per non parlare solo delle mie foto, ma della fotografia tout court.
Vi invito ad andare a visitare questo blog e a inviarmi i vostri commenti.
Grazie e buona navigazione.

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La foto della foto

Quella che vedete più sotto è la foto di una foto. Siccome in questo blog vi presento quasi sempre delle foto, questa volta ho voluto presentarvi la foto della foto.
Qualcuno di voi andrà con il pensiero al famoso saggio di Benjamin L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica. A qualcun altro sarà venuto in mente il saggio di Barthes sulla fotografia.

Ma voglio precisare che quella che vedete – la foto della foto – non è un’opera d’arte – almeno finché non entra in un museo. È uno dei fiori più semplici che si possano trovare su un prato: è il tarassaco, e ho scelto di incorniciarlo a metà, così a qualcuno può porsi una semplice domanda: e dov’è l’altra metà? Ma è fuori, sul prato! Vai ad osservare il tarassaco sul prato. Toccalo, annusalo. Perché, forse, una fotografia può svelarti un particolare di un oggetto o di una situazione di cui non ti eri mai accorto, e la prossima volta che vedi quell’oggetto – sia un fiore, una bottiglia, una persona – lo guarderai con più attenzione e con occhi diversi. E allora se guardi la foto di una foto, cosa ne ricavi?

Quando uno dice “sono in vacanza”

… qualcun altro/a gli risponde:
«Allora puoi togliere l’intonaco in salotto che è pieno di umidità, poi gli mettiamo sotto un antimuffa, lo coloriamo di bianco e gli facciamo una cornicetta attorno. Solo una cornicetta e nient’altro»
«Meno male che è “solo”…»
«Cosa?»
«Niente»
«Di che colore la facciamo la cornicetta?»
«Beige. Però io sarei in vacanza.»
«Meglio, così puoi fare subito questi lavori.»
«Questi?»
«Sì, ci sono anche da sistemare i vasi in giardino. E poi oggi non hai fatto niente!»
«Ho letto»
«Capirai che fatica!»
«Ma scherzi. Introduzione alla filosofia giapponese. Buddhismo “misterico” Tendai e Shingon, neoconfucianesimo, kami-shin, nenbutsu, jiriki e tariki, tutti i testi indiani presi a fondamento a cominciare dal Saddharmapundarīka sūtra, testo base della scuola Fa hua (Hōkke in giapponese), zen, zazen e l’opera di Dōgen… e potrei continuare ancora! Tu non sai la difficoltà di cercare di capire la filosofia giapponese!»
«Vabbè senti. Dobbiamo togliere l’intonaco. Domani. Oggi ti sei riposato»
«Non mi sono riposato. Ho letto un libro di non facile lettura e devo ancora finirlo».
[…]

E poi il mare. Che vuol dire portare due lettini. Togliere quelli vecchi. Portarli giù. Intonacare la parete. Montare quelli nuovi. Sistemare, pulire…
Quando uno dice “sono in vacanza”. Forse era meglio che non lo dicesse in maniera così esplicita… forse…

Comunque il muro senza l’intonaco bianco mezzo ammuffito è diventato un bellissimo sfondo per una foto, che vi presento qui sotto.
… e se il muro lo lasciassi così? 😉

Muro con bardana