Bruco macaone

Sì, lo confesso. Ho piantato il finocchio perché ero sicuro che sarebbero arrivati i bruchi macaone o bruchi caterpillar. Sono così belli, abbastanza innocui perché si cibano delle foglie del finocchio e non del finocchio – quello lo mangio io. Inoltre, rispetto allo scorso anno, quest’estate i finocchi che ho piantato stanno crescendo e si ingrandiscono ogni giorno di più – esagerato. Forse riuscirò a mangiarne uno. E allora sì, quando mangio i prodotti del mio orto mi diverto a fare la comparazione con quello che di solito compro dall’ortofrutta. Aspetto estetico, sapore, consistenza, grandezza. I meloni, lo scorso anno, hanno stravinto su quelli comperati al supermercato o dall’ortofrutta. Vedremo quest’anno il finocchio che spero di mangiare.
Ma ritorniamo un momento al bruco macaone (Papilio machaon).

E prendo in mano il bellissimo Insetti d’Italia, stampato nel lontano 1972 grazie al Comitato Iniziative della Banca Popolare di Vicenza. Altri tempi, in seconda di copertina, in corsivo, è scritto:

Il ragazzo / abituato al risparmio / possiede le premesse / indispensabili per diventare / un uomo indipendente

Ma non solo, leggete qui:

[…] un maggior benessere trova la propria fonte solo da una maggiore quantità di beni che possano essere offerti sul mercato: una maggiore quantità di beni può essere prodotta solo a seguito di maggiori investimenti; gli investimenti aumentano solo se aumenta il RISPARMIO. (in maiuscolo nel testo)

Non sarà l’ultima questa mia escursione nei campi della finanza.
Certo che a rileggere certe cose del passato…

bruco macaone

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