Il compostaggio in giardino, di Mimma Pallavicini

Non c’è periodo più adatto per leggere questo bellissimo libro sul compostaggio curato da Mimma Pallavicini, per la collana “Passione Verde”. Con l’aiuto di foto e illustrazioni, gli autori ci portano alla scoperta delle principali e tradizionali tecniche di compostaggio, fino alle più innovative e alternative, come il BRF (Bois Raméal Fragmenté) e il bokashi, passando attraverso la descrizione degli attrezzi più utili: dai biotrituratori, alle compostiere per grandi orti fino alle piccole compostiere da cucina.

Una parte molto interessante del libro è dedicata ai materiali compostabili, e ci porta a capire che cosa mettere nel nostro composter e che cosa scartare.
Chiude il libro un capitolo su come usare il compost – con le esperienze dei fratelli Roda nell’Ottocento, di Gertrude Jekyll, della vegana Diana Pace e di Gabriella Buccioli.
Una pagina con gli indirizzi utili ci aiuta, infine, a trovare maggiori informazioni e tutti gli strumenti utili e necessari per creare una efficace compostiera.

Grazie a “Il compostaggio in giardino”, quelli che solitamente sono classificati come “rifiuti umidi” possono invece diventare un valido alleato a costo zero per le vostre coltivazioni: ideale all’inizio primavera e in autunno, la miracolosa fabbrica naturale che, tramite i batteri, trasforma le sostanze di rifiuto in compost darò nuova linfa al terreno, nel solco di una sensibilità per l’ambiente che tutti, con uno sforzo minimo, possiamo dimostrare.

Libro consigliatissimo.
Buona lettura

PALLAVICINI, MIMMA (a cura), Il compostaggio in giardino. Produrre benefico humus e risolvere più di un problema, Vallardi editore, Milano 2012, pag. 80, euro 7,90

Il compostaggio in giardino

De-composizione / De-composition

Ritornando alla constatazione che al sopraggiungere dell’inverno l’orto è vuoto e privato dei più vivaci colori, ho deciso di cercare dei colori e li ho trovati nel composter.

Ecco il rifiuto non rifiutato. Una foto a questa composizione naturale-informale. Anzi, una foto a questa de-composizione. Siamo nell’ambito della trash-art? Assolutamente no, questa è una de-composizione dinamica, cangiante, che trova nella sua fine il suo inizio.
L’opera della natura è meno chiacchierona delle opere umane, non ha bisogno di strilloni, pubblicità, cornici colorate che lampeggiano. L’opera della natura è sussurrata, non si fa vedere, si nasconde agli sguardi indagatori.

Questa de-composizione è da stampare, incorniciare, appendere al muro. Se a partire dal XVII secolo il numero delle persone che commissionavano dei quadri di nature morte da esporre nelle loro case è andata via via aumentando, adesso, nel XXI secolo, che la natura è davvero morta, o sta morendo, dovremmo esporre nelle nostre case quadri di rifiuti, dal sapore descrittivo-informale. Li guardi da lontano e vedi macchie di colore (un Pollock?), ti avvicini e vedi la meticolosa descrizione (un pittore fiammingo del XVI secolo?) dei rifiuti prodotti dalla tua società e da te stesso.

Sì, sono proprio convinto che i rifiuti vadano incorniciati e sottoposti allo sguardo attento dei nostri ospiti.

At the onset of winter the garden is empty and deprived of the most vibrant colors, so I decided to try the colors and I found them in the composter.

Here the refusal is denied. A photo of this natural composition-informal. Indeed, a photo of this de-composition. We are in the trash-art? Absolutely not, this is a de-composition dynamic and changing, which finds its end in its beginning.
The work is less chatty nature of human works, does not need to newsboys, advertising, flashing colored frames. The work of nature is whispered, she does not see, hidden from view investigators.

This de-composition is to be printed, framed, hanging on the wall. If in the seventeenth century, the number of people who commission paintings of still life paintings to display in their homes has gradually increased, now in the twenty-first century, that nature is really dead, or dying, we should expose our homes pictures of waste, descriptive and informal flavor. Look at them from afar and see patches of color (a Pollock?), you get closer and see the meticulous description (a Flemish painter of the sixteenth century?) Waste products from your company and yourself.

Yes, they are convinced that the waste should be framed and subjected to the watchful eyes of our guests.