I colori d’autunno del FAI

Piante, fiori e idee per terrazzi e giardini a Villa Necchi Campiglio, Milano) sabato 6 e domenica 7 novembre 2021, dalle ore 10 alle 18. Per partecipare all’evento è consigliata la prenotazione su http://www.coloridautunno.it

Dal giallo arancio delle distese di larici in montagna al giallo oro dei ginkgo biloba nelle nostre città, passando per le inconfondibili tinte di zucche, melagrane e cachi, fino alle fioriture dei ciclamini nei boschi e alle bacche rosse delle rose selvatiche in campagna, i caldi e avvolgenti colori dell’autunno, con le loro mille sfumature, sono indiscutibilmente una delle più grandi meraviglie che la natura ci regala. Una magia che si ripete ogni anno davanti ai nostri occhi e che sempre riesce a sorprenderci e a trasmetterci positività ed energia, a cui il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano  ha deciso di dedicare un evento speciale.

Dopo aver dovuto rinunciare lo scorso marzo all’organizzazione della manifestazione “Soffio di primavera” a causa dell’emergenza sanitaria, il FAI è felice di poter inaugurare, sabato 6 e domenica 7 novembre, una nuova mostra mercato dedicata a piante, fiori e tutto il necessario per il giardinaggio – dal titolo “Colori d’Autunno” – che vedrà negli spazi della splendida Villa Necchi Campiglio la presenza di circa trenta espositori accuratamente selezionati che porteranno nel cuore di Milano quanto di bello offre la natura in questa stagione. Per l’occasione i visitatori potranno ammirare e acquistare camelie autunnalipiante da fruttoarbusti da bacca e da fiore, roseerbacee perennipiante rampicanti, tipiche di questo periodo dell’anno, ma anche libri, vasi, attrezzi da lavorocasette per uccellicesti in castagno, arredi da giardino, acquerelli botanici e oggetti di brocantage. Inoltre, il vivaista Davide Chiaravalli, esperto di agrumi, porterà a Milano il profumo della Sicilia con le piantine da lui prodotte attraverso l’innesto del “Limone dolce” delGiardino della Kolymbethra, Bene del FAI nella Valle dei Templi di Agrigento. 

In più, il pubblico avrà la preziosa opportunità di chiedere consigli sugli acquisti da fare e di apprendere le migliori tecniche di coltivazione, grazie alle indicazioni dei giardinieri del FAI che condurranno visite speciali al giardino della Villa e agli stand, e potrà partecipare a interessanti laboratori di composizione floreale.

colori d'autunno

La manifestazione avrà un ospite d’eccezione: il noto giardiniere, musicologo compositore Walter Branchi, che ha insegnato Composizione Musicale Elettronica presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma e al Conservatorio “Gioacchino Rossini” di Pesaro ed è anche uno dei maggiori esperti nel mondo delle rose, specialmente nelle classi Tè, Cinesi e Noisette. Sabato 6 novembre alle ore 16 proporrà nel giardino della Villa una performance molto particolare che, armonizzando suoni della natura, colori d’autunno e note, stimolerà il pubblico a sviluppare un legame emotivo con l’ambiente, mentre domenica 7 alle ore 11.30 converserà sul mondo delle rose con la vivaista Anna Peyron, famosa per le sue rose antiche e botaniche e autrice del libro Il romanzo della rosa (ADD Editore).

Questo il programma delle attività previste nei due giorni di evento:

Sabato 6 novembre:

  • Ore 10.30 A zonzo per il giardino con i giardinieri del FAI Luca Dell’Acqua e Umberto Giolli;
  • Ore 11.30 Consigli per gli acquisti: visite ragionate agli stand con il giardiniere del FAI Umberto Giolli;
  • Ore 12 Laboratorio di composizioni autunnali con l’artista varesina Maura Milani;
  • Ore 15 Consigli per gli acquisti: visite ragionate agli stand con il giardiniere del FAI Umberto Giolli;
  • Ore 16 “Ascolto” musicale del compositore e rodologo Walter Branchi nel giardino di Villa Necchi dove i colori dell’autunno, i suoni della natura e le note dell’autore si coniugano per dar vita a una performance molto speciale.
colori d'autunno

Colori d’autunno

Il giorno volge al termine, e il cielo è dipinto di nuvole rosa.

L’autunno – quest’anno più caldo del solito – è il mese dei colori dell’anima, delle tinte pastello, del sole che scalda senza scottare, delle foglie che cadono, degli alberi che le lasciano cadere, delle foglie che cambiano colore, dei colori che cambiano di tonalità.

È il mese del pensiero, delle parole che si appoggiano sulle cose, di un dolce brusio, continuo e costante, fino alla sera, quando tutto tace, di nuovo. E il mattino è una gioia di buio che lentamente si tinge di suoni, e delle melagrane che si squarciano e mostrano il loro rosso intenso.

L’autunno è un mese magico ed intenso, come quando dopo una giornata piena e vissuta chiudiamo un po’ gli occhi, e i pensieri si susseguono, senza freni, fino a quando ci addormentiamo. E si prepara l’inverno…

I colori dell’autunno

Dal marrone, passando per il rosso, alll’arancio e finendo in tantissime tonalità di giallo che vanno a sfumare in delicate pennellate di bianco.

Ma questo non è un post dedicato all’orto, bensì all’arte culinaria, alla gioia di combinare i colori dei frutti e delle colture per godere poi di soavi sapori e squisite fragranze. Tatto, olfatto, vista, gusto, udito. Tutti i sensi che vengono stimolati quando iniziamo ad utilizzare mani – e cervello – per creare qualcosa sì di effimero, ma altrettanto indelebile ed essenziale per la nostra salute – prima di tutto mentale, poi fisica. Perché il piacere che si prova quando si prepara del cibo – sia esso già pronto per essere mangiato a breve, sia esso in preparazione per essere mangiato poi, com’è appunto per le colture del nostro orto – è innanzitutto un piacere mentale e poi, sicuramente, un piacere fisico, che riguarda tutti i nostri sensi, le nostre emozioni, la nostra memoria.

E così ecco un primo piatto autunnale che non potete non farvi mancare. Un buonissimo risotto Carnaroli con i funghi. I funghi li preparate voi, e poi vi preparate il risotto. Non sto ad indicarvi la ricetta, ché uscirebbe dalle intenzioni di questo blog, vi mostro solo delle foto del risotto preparato, giusto per invogliarvi a trascorrere un pò di tempo tra i fornelli.

risotto

E poi veniamo al pezzo forte: i peperoncini tondi, ripieni di filetti di alice e capperi.

Una preparazione non da poco, che richiede tempo e pazienza, ma che sicuramente premia, in tutti i sensi. Basta anche solo guardarli questi barattoli per essere contenti di quello che si è fatto. I peperoncini vanno lavati, si tolgono i semi al loro interno – mi raccomando toglieteli tutti, che ne basta anche uno per farvi venire le fiamme in bocca. Poi li si fa bollire per 5 minuti circa. Non troppo altrimenti si sfaldano e non riuscite più a inserire il ripieno. E poi arriviamo al ripieno. Munitevi sempre di guanti, altrimenti vi brucerete anche le mani. E con un pò di pazienza, dopo aver lavato anche i capperi, cominciate a riempire i peperoncini. Un’alice e qualche cappero. Poi tutti sott’olio. Tra un mese circa si possono mangiare. Nota: anche i barattoli devono essere ben lavati e fatti bollire. La ricetta e tutte le fasi della preparazione – se già non le conoscete – le trovate in internet o in qualche bel libro di cucina.

peperoncini con capperi e alici

Oltre al gusto di mangiarli, dicevo prima, per me vale moltissimo il profumo e tutti questi bellissimi colori autunnali…

Peperoncini ripieni

I colori di fine novembre

Se vi piace fotografare sicuramente saprete che tutte le stagioni ci possono regalare stupendi paesaggi e la luce giusta per catturare attimi di vita, di forme e di colori. Tra novembre e dicembre, se capitano le belle giornate di sole, lo spettacolo è unico e indimenticabile. Andate in campagna, sulle rive di un lago, in montagna… ma anche, perché no, in città. Provate a cercare il bello anche tra le cose più banali, tra gli angoli dimenticati di strade e tangenziali (lo so, apparentemente è difficile), nei parchi pubblici o tra la vegetazione spontanea che cresce tra l’asfalto e il cemento.

Se avete del tempo da dedicare alla fotografia… sicuramente vi sarà ripagato 😉

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I colori delle ortensie

Questi grandi fiori, che sfoggiano centinaia di fiorellini durante l’estate, in autunno si tingono di magnifici colori, e fanno la loro bella figura anche se stanno per lasciarci – con una adeguata potatura e un po’ di concime liquido torneranno splendide anche nella prossima calda stagione.

Ma a vederle così magnificamente appassite, in un vaso importante, con lo sfondo di una villa – villa Giovannina, a Villorba (TV), per la precisione – quasi quasi le preferisco al fiore fin troppo vistoso che domina giardini ed è molto amato dalle nonne.
Buona visione!

Ortensie

Del colore del tronco… e il suo muschio [2]

Scusate, nel precedente post mi ero addormentato io stesso, e mi sono dimenticato di raccontarvi del muschio verde sulla corteccia bianca, e delle foglie, imbiancate anch’esse.

Dicevo, se a questo bianco pastello unite il vigore di un verde intenso, ecco che una texture bellissima e incantata ne esce, come per magia naturale – perché a me pare vederla in queste forme vegetali così banalmente quotidiane… se solo avessimo il tempo e la voglia di guardarle con più attenzione.

Dicevo poi delle foglie, che anch’esse perdono di colorazione, e diventano grigie come delle vecchie statue, e cadono al suolo dolcemente, al primo gentile colpo di vento.

Ecco, alzo la testa. Guardiamo questo spettacolo. Con lo sfondo azzurro del cielo diventa già un quadro en-plein-air – la tecnica, acquerello, matita colorata, gessetti, olio, acrilico, sceglietela voi. Di quest’idea son debitore a Silvana, che da quando mi ha detto che prendeva la mia foto dei crisantemi per farci un dipinto, non ho mai perso l’occasione, quando mi capitava, di immaginarmi come li avrebbe potuti dipingere – raffigurare, ab-strarre – e “tirare fuori”, dal mondo esteriore, il proprio mondo interiore.

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Del colore del tronco… e il suo muschio

Non tutte le cortecce sono marroni, così come le dipingevo da piccolino, con i colori a matita sul foglio A4. E i tronchi bianchi sono tra i miei preferiti, ma solo perché esistono quelli marroni, che ne fanno da contrappunto. Se i tronchi marroni sono delle note basse, i tronchi bianchi sono delle note alte. Ed ecco le prime note delle sinfonie autunnali, quando il sole, da poco passate le 16.00, comincia ad abbassarsi e a nascondersi dietro alle montagne o alle file di querce e ippocastani della campagna. Rimane solo una luminosità diffusa, ma tenue, leggera come una nebbia. Un silenzio rispettoso accompagna le mie brevi passeggiate, come se non volessi disturbare la Natura che sta per chiudere gli occhi e addormentarsi nell’inverno.

L’autunno è piacevole come quella fase della coscienza che precede il sonno, quando i pensieri vanno senza che ci sia bisogno di richiamarli coscientemente e poi, ad un tratto, come sono venuti, se ne vanno e sopravviene il sonno…

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Colori d’autunno

Quando arriva l’autunno e i raggi del sole diventano deboli ed esili, molte piante interrompono la produzione di clorofilla. Ed ecco che le foglie assumono nuovi colori, prima nascosti dal verde: le tonalità di giallo (dovute alla presenza delle xantofille, sostanze naturali che appartengono alla famiglia dei carotenoidi) e le tonalità di rosso (prevalenza di antocinine, pigmenti presenti in quasi tutte le piante superiori). A contribuire alla colorazione delle foglie autunnali anche la temperatura, lo zucchero presente nella foglia, il vento e la pioggia.

Camminando in campagna e in collina si rimane incantati a vedere macchie di colore nella quiete autunnale. Ma anche rimanendo a casa, le occasioni non mancano.
Ecco l’ortensia – pianta che mi ricorda le vecchie nonne e zie compiaciute nel mostrarmi gli immensi fiori colorati – traformarsi in una sinfonia di tonalità rossastre.

«La pianta si è arrugginita!» grida qualche buontempone. Ma è una ruggine magnifica, una dolce nota di colore sulle scale d’entrata.

ortensia