Pochi cetrioli…

Non so dirvi se sono buoni, perché solitamente non li mangio. Ma sonno pochi. Non si può aver tutto dal proprio orticello. E se piantavo più piantine ne avrei avuti qualcuno in più. Ma va bene lo stesso. Quando hai un orto, pur piccino che sia, pesi già al futuro.

Al tuo orto il prossimo anno. E se sei un minimo intraprendente, puoi anche decidere di programmare semina e raccolto.

Questo ritengo sia un motivo per cui l’orto svolge una funzione educativa verso il suo orticoltore. Ha una funzione curativa, se volete, perché interagisce con la persona che lo cura in maniera simbiotica. Si instaura un rapporto di reciprocità. Le tue azioni determineranno lo stato di salute del tuo orto. Quindi inizi a pensare intensamente alle tue azioni.

Anche Trump dovrebbe iniziare a coltivare un orto…

Bye-bye cetrioli

È autunno, e i cetrioli ormai non ce la fanno più a diventare belli verdi e lunghi. Si rannicchiano su se stessi, diventano gialli. Anche le foglie della pianta si sono rinsecchite e appena le tocchi si sfasciano in tanti piccoli pezzi.

Questi sono i primi colori d’autunno nel mio orto. Non sono quei colori belli e romantici della Natura che si trasforma, ma quelli tristi e opachi della Natura che finisce il suo ciclo. Le prime foglie del melograno che si ingialliscono mi riportano l’animo al sicuro dai più tristi pensieri, mentre il sole tramonta sempre più presto.

Bye-bye cetrioli. Adesso li sradico…

Cetrioli

Senza titolo

La situazione sembra normalizzarsi, qui nell’orto di Vicenza, e dopo piogge e raccolti in ritardo, ecco che un po’ alla volta cominciano a crescere melanzane, zucchine, pomodoro, meloni, zucche.

I meloni sono i più belli da vedere. Spuntano da sotto le foglie della pianta, tondi tondi. Me ne accorgo d’improvviso, una mattina, o di sera all’imbrunire. È perché non sono tutto il giorno nell’orto, ed è così bello scoprirli cresciuti… paffutelli come degli amorini rinascimentali dipinti in un affresco. A parlarne così stupito, mi sento un po’ tontolone. Sembra quasi che non ci faccia caso, che abbia la testa tra le nuvole. Eppure la sorpresa è sempre gioiosa.

gs427_melone

Così anche per i cetrioli. D’improvviso eccoli che si arrampicano sulla rete che gli ho messo da scalare. Un bell’esercizio per i loro tralci, per le foglie e per i frutti, adesso piccini, appena più grandi del mio mignolo.

cetrioli

Le zucchine invece le tengo d’occhio. Sto ben attento perché non voglio trovarmi immangiabili “mazza da baseball” nascoste sotto le verdi foglie. Vediamo se sarò così bravo e accorto. Ma per adesso sono ancora piccole.

zucchine

E poi la zucca. Se zucca è. Ho tanti semi che pianto e spesso non so cosa ho piantato. Certo, direte, molto distratto questo orticoltore di città. Ma va da sé, questo mio hobby non voglio diventi un’ossessione e preferisco un atteggiamento rilassato e disimpegnato, che poi constato che quel che mangio dal mio orto è comunque buono, pur senza applicare metodica cura nel preparare, curare e raccogliere.

zucca

L’altro giorno ho anche ritrovato il riccio. Che non so se è sempre lo stesso di qualche anno fa, il figlio, o un parente prossimo. Ho sentito un rumore di foglie. Breve, che poi è subito terminato. Ho acceso la luce in serra, ed eccolo là, vicino al compost. Immobile, timido timido. Mi sono avvicinato, l’ho guardato, l’ho salutato, e ho spento la luce. Bell’amico dell’orto, lo farei nume tutelare delle colture. Ma lui non è molto interessato di cingersi la testa di alloro. Ha le sue spine che gli bastano e avanzano…

Continuano i lavori nell’orto…

Mi ero fermato lo scorso week-end, lasciando scoperte due zone del mio orticello cittadino. Adesso l’ho completato. Risolto il problema dei cetrioli comprando delle nuove piantine – mia moglie per errore aveva comperato dei meloni, che ho comunque piantato – domenica ho piantato anche 6 pomodoro ciliegino, l’ultimo zucchino e una pianta cresciuta spontanea che dovrebbe essere un qualche tipo di zucca – vedremo prossimamente.

Quest’anno, causa il tempo, semenzaio e semina sono state spostate di circa un mese, e adesso mi ritrovo nella mia serra delle nuove piantine di pomodoro, zucca, melone. Troverò un posto anche per loro, non c’è problema, ma a ripensarci non ricordo di una stagione dove ho messo a dimora le culture così in ritardo.

E l’insalata che avevo piantato? Non è mai cresciuta. Così sono andato al vivaio e ho comperato sei piantine sei. Eccole qui sotto.

insalata