I cavoli romaneschi e le forme simboliche

Questo titolo del post a ricordare – con un po’ di goliardia – il più famoso libro del Panofsky La prospettiva come forma simbolica. Tra il cavolo e la prospettiva ne corre di strada, e anche se volessi fare qualche improbabile paragone questo non darebbe ragione della bellezza intrinseca delle forme del cavolo – ma neanche delle geniali intuizioni del Panofsky. Insomma, tra il cavolo qui sotto fotografato e il Panowsky non c’è nesso nè causa, ma lascio a voi trovare una simbologia per la forma del cavolo, se ne avete voglia.

Dei significati del cavolo ne ho già parlato, questa è la volta di parlare della sua forma.
Forse una delle più belle per la sua simmetria e la sua costruzione è quella di questo tipo di cavolo: il romanesco. Sono sicuro che già lo avete visto, anche in contesti diversi, non attinenti con la sua funzione. Ed è qui che si riallaccia la simbologia. E la fantasia.

Perché questo cavolo potrebbe essere un pianeta misterioso, avvistato non molto tempo fa da uno sconosciuto astronomo. O potrebbe essere la corazza di un animale preistorico, parente degli anchilosauri, scoperta per caso da un pastore siberiano nella tundra (s)ghiacciata. Ma potrebbe anche essere il gioiello perfetto, perduto nella notte dei tempi, di cui sono piene le favole. Divertitevi voi a scoprire a cosa potrebbe somigliare e che simbologia potrebbere celare. Questo è il gioco per le serate invernali – ché alla TV non fanno certo di meglio…

Sempre a proposito del cavolo romanesco, guardatevi la foto in questo post nel blog L’orto di Michelle.

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