L’orto di fine anno

Una giornata di cielo azzurro e di sole, le temperature sui nove gradi di giorno, e qualche grado sotto lo zero di notte. Un inverno non freddo, per adesso.

L’orto è in riposo vegetativo, e anch’io un po’ lo sono – ve ne sarete accorti dalla frequenza dei post su questo blog.

Ma poi, con questo sole, come non si può non dare un’occhiata all’orto? Pochissime colture, orto mezzo abbandonato. Lasciamo che dorma ancora un po’, poi a gennaio e febbraio cominceremo a prepararlo per la primavera.

Così guardo la lenta crescita dei broccoli e del porro gigante. I broccoli sì, stanno crescendo, e tra poco li porterò sulla tavola. Anche i porri. Non sono poi così grandi ma si gusteranno lo stesso. Invece ho ancora un cavolo cappuccio da tagliare. È maturo e pronto per essere portato in cucina.

L’inverno non è una stagione estremamente entusiasmante per l’orticoltore. Prova ne è che parlo di me stesso in terza persona. Meglio darsi alla lettura, o alle passeggiate fuori porta. L’orto lo lascio riposare…

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Raccolti sostanziosi

Ecco che Luglio porta tanti frutti nell’orto, tutti da raccogliere e consumare.
Cetrioli, zucchine, melanzane, cappucci, pomodori datterino e pomodori ciliegino.
Verdura ogni giorno, ma è buona. Ed è anche buono nutrirsi con prodotti di stagione.
Da quanto non mangio carne? Due, anche tre settimane. Meglio così.

Con il caldo la carne fa caldo! Perché pensate che i musulmani non mangiano carne di maiale? Sì, per motivi religiosi. Ma le norme religiose sono anche (inizialmente) norme igieniche (l’antropologia insegna). Provate voi a mangiarvi uno stinco di maiale nel deserto, con temperature intorno ai quaranta gradi!

Meglio una limonata.
😉

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L’ultimo cappuccio

Eccolo l’ultimo cappuccio.
Cresce poco con questi primi freddi, ma spero che maturi per mangiarlo.
Lo lascio qui nell’orto, che se non lo mangio io almeno lo mangerà qualche lumacone o qualche bruco.

Per queste creature il cappuccio è l’oasi verde nel desolato marrone dell’orto autunnale.