Bonus Verde 2018

È stato approvato lo scorso lunedì 16 ottobre dal Consiglio dei Ministri l’emendamento che concede, nella legge di bilancio, i fondi necessari per la detrazione fiscale del 36% delle opere relative al verde privato, il cosiddetto Bonus Verde.

La norma che prevede specifici incentivi per la realizzazione di interventi di riqualificazione e recupero di aree da destinare a zone verdi, ha l’obiettivo di incrementare il valore ecologico e ambientale delle zone densamente edificate e per il recupero estetico-paesistico di spazi privati in stato di degrado e abbandono. Si introducono, infatti, misure incentivanti volte complessivamente a combattere, nell’interesse collettivo, il degrado urbano e la deturpazione del paesaggio, attraverso una concreta valorizzazione delle opere di «sistemazione a verde» di aree private da parte dei privati.

BONUS VERDE 2018

Testo ufficiale in fase di regolarizzazione che sarà reso definitivo nei prossimi giorni

Senato della Repubblica _ Aggiornato al 26 Ottobre 2017

Art. Detrazione per sistemazione a verde (Norma da valutare da RGS)

Per l’anno 2018, ai fini delle imposte sui redditi, dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 36 per cento delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 5.000 euro per unità immobiliare, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi relativi alla:

a) “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;

b) realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

1. La detrazione di cui al comma 1 spetta anche per le spese sostenute per interventi effettuati sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile, fino ad un importo massimo complessivo di 5.000 euro per unità immobiliare. In tale ipotesi la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

2. Tra le spese indicate nei commi 1 e 2 sono comprese quelle di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi ivi indicati.

3. La detrazione di cui al presente articolo spetta a condizione che i pagamenti siano effettuati con strumenti idonei a consentire la tracciabilità delle operazioni ed è ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni contenute nei commi 5, 6 e 8 dell’articolo 16-bis del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

Relazione illustrativa

Per l’anno 2018 dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 36 per cento delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 5.000 euro per unità immobiliare, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi relativi alla:

a) “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;

b) realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. La detrazione di cui al comma 1 spetta anche per le spese sostenute per interventi effettuati sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile, fino ad un

importo massimo complessivo di 5.000 euro per unità immobiliare. In tale ipotesi la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Tra le spese indicate nei commi 1 e 2 sono comprese quelle di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi ivi indicati.

La detrazione di cui al presente articolo spetta a condizione che i pagamenti siano effettuati con strumenti idonei a consentire la tracciabilità delle operazioni ed è ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni contenute nei commi 5, 6 e 8 dell’articolo 16-bis del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

Relazione tecnica

La disposizione introduce una detrazione del 36% delle spese sostenute, nel corso del 2018, per interventi straordinari di “sistemazione a verde” di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari private di qualsiasi genere o tipo già esistenti con particolare riguardo alla fornitura e messa a dimora di piante o arbusti di qualsiasi genere o tipo, alla riqualificazione di tappeti erbosi, con esclusione di quelli utilizzati per uso sportivo con fini di lucro, anche mediante la realizzazione o l’adeguamento di impianti di irrigazione nonché a lavori di restauro e recupero del verde relativo a giardini di interesse storico e artistico. Tale detrazione è ripartita in 10 quote annuali, per un tetto massimo di spesa di 5.000 euro. In base ai dati di Fiscalità Immobiliare, risulta un numero di abitazioni in ville, villini, castelli e palazzi di eminenti pregi artistici di circa 2,3 milioni di unità.

Utilizzando come proxy il rapporto fra la frequenza annuale di interventi di recupero edilizio rispetto al totale delle abitazioni, si ipotizza che il 15 per cento di tale numero sia relativo ad immobili oggetto degli interventi in esame, incrementato di un ulteriore 10 per cento per tener conto di altri immobili di singoli privati. Risulta inoltre, da dati Censis, circa un milione di condomini di immobili ad uso abitativo. Ai fini della stima viene considerato il 5 per cento di tale numero. Applicando un costo medio di 5.000 euro per gli interventi sui condomini e di 2.500 euro per quanto concerne le restanti tipologie di abitazioni, si stima una spesa complessiva di circa 1.200 milioni di euro. Si ipotizza inoltre che la metà di tale spesa sarebbe stata comunque effettuata e che la restante metà sia una spesa indotta dall’agevolazione fiscale concessa dalla norma in esame.

Considerando l’aliquota di detrazione del 36% e la ripartizione in 10 quote annue di pari importo, si stima una spesa di competenza annua di circa -43,2 milioni di euro. La norma in esame è suscettibile di determinare un effetto correlato alla spesa indotta stimato per il 2018 di circa 150 milioni di euro, cui corrisponde, utilizzando un’aliquota pari al 10%, una base emersa netta dell’IVA di 136,4 milioni di euro. Applicando a tale ammontare un’aliquota IVA del 10% e un’aliquota media delle imposte dirette pari al 30% si stima un incremento di gettito conseguente all’effetto incentivante sugli investimenti legato all’introduzione della norma, pari per il 2018 a +40,9 milioni di IVA e +13,6 milioni di IRPEF/IRES/IRAP. Risulta pertanto il seguente effetto complessivo, in termini finanziari (in milioni di euro):

detrazioni-verde2018

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