Il basilico sul balcone

Per un’insalata, una spaghettata, una pizza fatta in casa, una piantina di basilico (Ocimum basilicum) sul balcone ci sta! Ci sta sicuramente anche sul balcone, basta prendere un vasetto non troppo grande.

Considerato dai romani un simbolo d’amore, in questo post il basilico è simbolo di mangiar bene, soprattutto di attenzione ai piccoli dettagli,  perché vi posso garantire che qualche fogliolina sminuzzata sulla pastasciutta gli dà tutto un altro sapore.

E poi una piantina di basilico sul balcone è anche uno stimolo per i nostri sensi: vista, perché le sue foglie di un bellissimo e intenso verde valgono più di qualsiasi serie televisiva; olfatto, perché basta avvicinarsi per sentire l’inconfondibile profumo; e infine gusto, caratteristico, conferitogli dai vari ori essenziali di cui il basilico è ricco.

Qualche consiglio sulla coltivazioneSi semina da inizio a fine primavera;

> Fiori e foglie si raccolgono da primavera inoltrata (o almeno da quando la vostra piantina ne è ricca);

> Potete cimare la pianta che tanto ricresce;

> Amante della luce diretta del sole;

> Resiste abbastanza anche alla mancanza d’acqua, con la nota che se è piantata a terra resiste di più, se su un vasetto, ricordate di annaffiarla, mi raccomando, ma state attenti perché piuttosto di tanta acqua è meglio poca, perché troppa acqua o troppa umidità può essere l’origine della nascita di malattie fungine;

> Per far essiccare fiori e foglie la appendete a testa in giù in luogo secco;

> Infine, essendo una pianta rustica, cresce anche senza fertilizzante.

Nella foto sotto una pianta di basilico che ho trapiantato su un vasetto più grande di quello fornitomi in negozio – così ne sono venute due piantine!

Basilico
Il basilico appena trapiantato su un vasetto più grande
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Utile + dilettevole

O, se preferite, dilettevole + utile. Ovvero unire estetica e funzionalità.
Ecco l’erba cipollina, che con questi capelli verdi, immersa in un bel vaso bianco, fa la sua bella figura. E l’estetica si lega bene alla praticità. Perché basta tagliare qualche “capello” di questa bellissima aromatica, per insaporire semplici cibi quotidiani.
La potete tenere in casa, sul balcone, o sul terrazzo.
Sempre pronta all’uso, e sempre bella da vedere.

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La prima raccolta di lavanda

I fiori sono da un pezzo sbocciati, producendo un buon profumo e un via vai di api e sirfidi, con un dolce ronzio quasi ipnotico nelle ore più calde della giornata. È arrivato il momento del primo raccolto: un taglio netto con le cesoie, poi legata a mazzetto, una settimana circa in luogo secco e aerato, a testa in giù, dopodiché mi son dato da fare a togliere tutti i fiorellini. Ecco più il risultato.

Essiccare la lavanda

Alcuni già messi in vecchi calzini, dentro armadi e cassetti, altri in contenitori in casa – che quando ci passo vicino sento l’inconfondibile profumo della lavanda – un po’ dentro al posacenere dell’automobile, così quando guido mi sembra di portarmi con me un pezzettino d’orto.

Facilissima da coltivare – con l’attenzione di posizionarla in zona esposta al sole – la lavanda è un bellissimo e utile fiore, che vi consiglio [il link alla relativa scheda su GiardinaggioSemplice]. Per la raccolta vi consiglio nel pomeriggio o alla sera, questo perché è bene che la lavanda raccolta sia priva di acqua (rugiada, se si raccoglie al mattino) e di umidità per evitare eventuali muffe.

Per chi avesse timori – infondati – sulla difficoltà di essiccare la lavanda, ecco Essiccare la lavanda: e buona lavanda a tutti!

Timo in fiore

In questo periodo dell’anno il timo fiorisce con tanti petali bianchi che invadono tutta la pianta. Anche le sirfidi notano questo nuovo colore bianco spuntato di colpo dalla verde aromatica, e corrono felici ad assaggiare i fiori.

Il timo? Ottimo in cucina, non solo per il pesce. Consigliatissima una piantina nel vostro orto. Non ha bisogno di molte cure se non una potatina ogni tanto.

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L’irresistibile profumo della lavanda

Con la pianta di lavanda nell’orto ne ricavo una produzione personale annuale.
Quest’anno, con un vecchio lenzuolo, mia moglie mi ha preparato dei sacchettini dove riporla. Utilizzate tessuti leggeri che hanno il pregio di lasciare propagare il profumo della lavanda. Il resto della lavanda è su un contenitore di vetro e profuma parte della casa. Appena saranno pronti gli altri sacchetti bianchi a puà gialli, tutta la lavanda entrerà in cassetti e armadi, allontanando le tarme e profumando vestiti e biancheria.

Il profumo della lavanda è forte e intenso, ma piacevole e leggero. Mi dà la sensazione del pulito e la visione di un campo d’erba e di fiori, con il cielo azzurro, delle nuvole bianche e il sole che brilla.
Altri due mazzetti di lavanda si stanno essiccando in serra.

La lavanda – Lavandula Spica L.

Consentitemi qualche altra parola su questo cespuglio sempreverde che tra giugno e agosto mi regala tanti fiori che poi faccio seccare e diventano manciate profumate da mettere in sacchetti, posacenere, coppe d’argento.

Vi ricordo che il tempo balsamico è in estate e in autunno e che la lavanda si raccoglie in mazzetti che poi si fanno seccare all’ombra e all’aria, per poi conservarli al riparo dall’umidità – la scatola di latta è sempre consigliata. Allo stato secco questi fiorellini hanno un intenso profumo, molto gradevole, e non solo possono essere messi nei cassetti della biancheria, ma anche nella vostra automobile o dentro a contenitori d’argento – fa molto arte povera l’incontro tra il prezioso e ricercato – l’argento – e il semplice – la lavanda.

Ma oltre a questo, che già vi ho raccontato molti post fa – l’anno scorso, per la precisione – la lavanda ha anche delle proprietà antispasmodiche, diaforetiche e diuretiche. Oh, come mi piace(rebbe) conoscere le proprietà delle piante officinali e l’arte degli antichi speziali! Dall’essenza della lavanda (5-10 grammi) si possono fare dei suffimigi contro la tosse violenta, o preparare degli infusi. Sono pratiche antiche… quasi dimenticate. Dagli stessi principi si ritrova in farmacia qualche pastiglia o prodotto che ha lo stesso effetto benefico, sempre che non leggiate le controindicazioni, quelle che vengono lette a velocità supersonica negli annunci pubblicitari e che ti lasciano con domande imbarazzanti – “potrebbe avere effetti indesiderati anche gravi!” Che faccio, rischio un effetto indesiderato per curarmi da una malattia che magari è solo una mia fisima? No signori e signore, il post-contemporaneo nel quale siamo immersi è anche recupero del passato. Guardate alla Cina, alla città di Tongli. Qui gli architetti costruiscono abitazioni sull’esempio delle vecchie case, non quelle dell’architettura popolare anni ‘60, mostri orrendi di cui anche in Italia troviamo molti esempi – valga per tutti il quartiere Zen di Palermo, costruito nel ‘69 su progetto di Vittorio Gregotti. A Tongli si riprende la tradizione per consolidare la sostenibilità e la compatibilità ambientale. Il progetto dell’architetto contemporaneo Mi Qiu sulla nuova architettura cinese parte proprio dal concetto della conservazione del patrimonio storico.

Mamma mia, sono finito all’architettura partendo dalla lavanda! Per dirvi che quello che vorrei provare a fare è recuperare il patrimonio delle antiche piante officinali. Non tutte, non riesco e non ho le competenze. Mi basterebbe recuperare il contatto con la Natura, l’idea che prima di certe medicine vengono le piante e che basterebbero alcuni esemplari nel nostro giardino o nel nostro balcone per recuperare non solo l’abitudine, ma il rito, cioè la religiosità di certi comportamenti e un approccio – chiamatelo religioso, rispettoso, magari anche un poco animistico – con fiori piante, insetti. Quelle cose piccole e insignificanti che insignificanti non sono, ma che abituati a passarci di fianco e a sviare il nostro sguardo verso l’affissione 6×3 con la macchina/donna/seno/macho/denaro/felicità abbiamo svuotato del loro significato. È più facile riconoscere un ippocastano o una Mercedes classe A?

Qui mi fermo, perché son convinto che il senso del mio discorso lo avete capito e lascio a voi – se ne avete voglia – il tempo per rifletterci – e per agire.

lavandula spica

Borragine (Borrago officinalis)

Quest’anno ho piantato nell’orto alcune piante di pelosissima borragine, “generatrice di buon sangue” (Alberto Magno). Emolliente, depurativa, diuretica, rinfrescante, utile contro tosse e catarro, ricca di sali di potassio e buona mellifera. È una pianta di un verde scuro, pelosissima, un po’ goffa, se volete, ma un giorno…
Spuntano i suoi turchini fiori stellati… bellissimi, quasi ricamati, sembran opera di un piccolo elfo che di notte si è messo a fare origami viventi.

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La citronella nell’orto / Citronella in the garden

Dopo l’origano adesso tocca alla citronella essere interrata.
Detto fatto. L’ho piantata anche lei al centro dell’orto e non potevo non farlo.
Già penso al suo profumo in estate, e mi vedo, indaffarato nell’orto, e attaccato dalle zanzare tigre. Allora allungo le mani. Citronella, chiedo il tuo aiuto! Prendo le sue foglie e le strofino tra le mani. Cerco di ungermi nelle parti più esposte. E le zanzare, a quell’intenso profumo, fuggono indispettite. Eh, magari fosse così. Probabilmente è solo un sogno, ma il solo pensiero di far fuggire quelle sanguisughe con la citronella mi consola…

Anche la citronella teme il freddo inverno. Dovrò trapiantare anche lei – o coprirla come si deve.

P.S. = ho messo a dimora anche maggiorana ed erba cipollina.

After origanum now up to citronella be buried.
I planted herself at the center of the garden.
Already thinking of her perfume in the summer, and I see myself, busy in the garden, and attacked by the tiger mosquito. Then stretch my hands. Citronella, I ask your help! I take its leaves and rub between hands. And the mosquitoes, in that intense fragrance, fleeing away. Eh, maybe it was true. It is probably only a dream…

Citronella also fears the cold winter. I have to transplant – or cover it.

citronella

Cosa ne sarà dell’origano? / What future for the oregano?

Mi sono deciso, tutto d’un tratto, a piantare a terra l’origano.
Abito nel nord est d’Italia, e d’inverno qui è freddo. Ma, ho pensato, ho tutta la primavera e poi l’estate. E tanto sole e caldo, perché l’ho piantato nella parte centrale dell’orto.
Poi in autunno si vedrà, se trapiantarlo in vaso.
[…]

I decided, all at once, to plant ground oregano.
I live in the north east of Italy, and in the winter here is cold. But, I thought, I have the whole spring and summer. And the sun and heat, because I planted the vegetable in the middle of the garden.
Then in the fall I will see, if transplanted oregano into pots.
[…]

h410_origano

Rosmarino / Rosemary

È tempo di potare, e la neve o aveva piegato fin quasi a terra. Così mi sono armato di forbice e zac! zac! ne ho tagliato i rami più intriganti.
Di uno ne ho fatto una talea, degli altri li ho portati al mio ortofrutticolo di fiducia, che mi ha ringraziato.

It’s time to prune, because the snow had bent it almost to the ground. So I was armed with scissors and zac! zac! I cut the branches more intriguing.
One I made a piping, of the others I brought to greengrocer, which he thanked me.

rosmarino

Gelata in città

Questa notte ha ghiacciato anche in città.
Mi sveglio presto, guardo fuori dalla finestra: le macchine bianche bianche.
Scendo nell’orto. Nei sottovasi dove si era fermata dell’acqua adesso c’è un sottile strato di ghiaccio. Anche nell’annaffiatoio pieno d’acqua per le piogge dei giorni scorsi si è formata una pelliccola cristallina e fredda.

La salvia è bianca, tutta intirizzita dal freddo. Quest’anno non gli ho procurato nessun riparo. È una pianta forte, resisterà. Anche sulle coloratizzime foglie delle fragole ci sono dei cristalli di ghiccio. Le piante di broccolo sono anch’esse ricoperte dal ghiaccio, che sta già sciogliendosi.
La terra dell’orto brilla di tante piccole goccioline.

Che freddo! Ritorno di sopra nel tepore delle mura domestiche.

salvia