Calendario 2021

Il calendario 201 dell’orto e del giardino da scaricare gratis dal sito di giardinaggiosemplice

Quasi per scaramanzia – a sperare che il nuovo anno sia migliore di questo che sta per finire – vi ho preparato non uno, ma due calendari che potete scaricare gratuitamente e stampare su foglio A4 utilizzando la vostra stampante o i vari servizi di stampa che trovate online o nelle vostre città.

Sono due calendari molto semplici, quindi già vi avverto se ne rimarrete delusi, ma per mia natura preferisco le cose semplici e poco arzigogolate.

Nel primo calendario troverete oltre ai mesi e ai giorni, con anche le festività, delle fotografie che ho fatto per ogni mese. Spero vi piacciano.

calendario 2021

Il secondo calendario invece è ancora più minimale, con dei disegni molto semplici e stilizzati di fiori e foglie. Qui però lo spazio per i giorni di ogni mese sono maggiori, così potete magari appuntarvi le vostre note.

Anche questo secondo calendario è in formato A4. 

Spero sia un piccolo e semplice regalo gradito. 🙂

Fate clic qui per andare alla pagina.

Calendario 2021

La zucca è pronta!

Cinque piccole zucche stazionano nel mio orto come sacri edifici. Piccole zucche per Halloween pronte per essere decorate ed esposte davanti alla porta di casa.

Ma credo proprio che le mie zucche andranno ad incontrare un risotto dentro alla pentola della mia cucina. Come sapere se una zucca è pronta per essere colta? Guardate il tralcio sul quale è attaccata. Quando comincia a seccarsi significa che la zucca è pronta!Lo potete vedere nella foto qui sotto. In questo caso è ancora verde, ma poiché un qualche insetto aveva cominciato a mangiarsela – se la mangia di notte, quando io dormo, vedete nella foto un pertugio arancione – ho pensato bene di coglierla, per farci – appunto – un risotto, così come detto qualche riga sopra.

Zucca

Ed eccola qui la colta colta, e adesso sul tagliere. Notate come il tralcio sia per metà verde, per metà ancora secco. Quanto basta, potete coglierla e portarvela in cucina. Ora la taglio.

Zucca su tagliere

Detto fatto. Eccola qui. Bel colorito giallo-arancione, profumata e dolce.

Preparato il risotto… e mangiato! Ottimo. Il risotto con la zucca è sempre un buon risotto! 

Zucca tagliata

Il primo melograno

Nel mio orto e nel mio giardino crescono spontaneamente piante, e non mi riferisco solo alle erbacce e alle malerbe… ma anche melograni, palme, ligustri, pomodori, nigelle… il regno vegetale ha sviluppato modi efficaci per riprodursi e popolare la terra. Un esempio? Il mio vicino di casa molti anni fa ha comperato due palme. Poi le palme fanno i frutti, gli uccelli mangiano queste bacche, poi defecano, i semi delle bacche rimangono al suolo. Cresce la palma. Una di queste palme cresciute spontanee – o per merito dei merli? – tempo fa l’avevo lasciata crescere. Mai più! Tagliarla è stata un’impresa! Non poteva acquistare una palma nana il mio vicino? Evidentemente no, non gli piacevano le palme nane, voleva qualcosa di alto, maestoso, che gli ricordasse i paesi tropicali – siamo nel nord Italia, ricordo, ed è comune che al nord si faccia crescere qualcosa che ricordi il sud, per una sorta di desiderio di esclusività, di stentato esotismo, di non so che, comunque è così.

Ma non volevo parlarvi di palme, scusatemi è stato più forte di me. È che ancora adesso ogni tanto mi ritrovo una palma nuova nata in orto o in giardino. E non ho spazio per le palme – ho anche pensato che avrei potuto rivenderle, idea poi abbandonata.

Vi volevo invece parlare del melograno. Perché io nel giardino ho un vecchio melograno, e nel corso del tempo me ne sono visti nascere almeno cinque. Due li ho in vaso, uno l’ho sradicato ancora piccino qualche settimana fa, e un altro invece l’ho lasciato crescere perché mi piaceva avere un secondo melograno – come a dire, se quello più vecchio si rompe ecco che ho quello di riserva. 

Bene, sono passati vari anni, quanti non ricordo, forse quattro o cinque… e quest’anno ecco il primo melograno! Il frutto è ancora verde ma se verso metà / fine settembre matura per bene e riesco a mangiarlo… faccio una piccola festiccciola. Per me è come il figliol prodigo della Bibbia. Non che il melograno sia scappato di casa e poi sia tornato, ma ha fatto un frutto. E il frutto è anche un simbolo. In questo caso è il passaggio della pianta alla sua maturità. Il ciclo vegetale che ha portato al frutto, e che saluto con gioia questo primo melograno, insomma faccio festa a lui che ha un solo melograno molto di più che alla vecchia pianta che ne ha più di uno. Un rito di passaggio, se volete, dalla fase adolescenziale a quella della maturità. Mamma mia come corro con parole e fantasia. Meglio che mi fermo qui. Vi presento la foto del primo frutto del melograno…

melagrana
Ecco il primo frutto del nuovo melograno

Il caldo, il sole, l’orto

Trentadue gradi all’esterno. Ventisette dentro a casa.

È luglio, e non me ne stupisco. Anzi ringrazio. E l’orto ringrazia con me. Con il lockdown dei mesi scorsi non ho seminato o piantato come avrei voluto. Ma la terra mi ha fatto dei regali. Tanti pomodoro. Quando son nate le prime piantine, un po’ qui un po’ là, senza un ordine prestabilito, non sapevo che tipo di pomodoro fossero, ma adesso che i primi frutti sono nati li riconosco. Bellissimi pomodoro ciliegio, ancora verdi, ma dei bei grappoli che penzolano dai robusti steli della pianta.

Pomodoro cieligino

Il segreto perché i pomodoro nascano spontanei? Semplice. Lasciateli cadere, quei pochi che nn raccogliete. Poi la natura fa il resto. L’unico inconveniente e che non potete immaginare il posto esatto dove nasceranno. Così nel mio orto uno è cresciuto pericolosamente vicino al filo dove si stende il bucato – e le foglie del pomodoro macchiano, attenzione! Altre son cresciute sotto alle melanzane, che queste sì ho comperato al consorzio agrari. Un altro ancora è cresciuto accanto ai gigli, ma poco male, lo spazio c’é.

Con il caldo anche qualche cetriolo sta maturando e le zucche sono due. Piccoline ma belle. Chissà se ne matureranno altre…

Raccomandazioni? Annaffiare, alla sera, così il caldo non fa evaporare l’acqua. Sia la zucca che il cetriolo sto colture che necessitano di acqua. Il pomodoro resiste anche se non lo annaffiate, ma un po’ d’acqua anche a lui, per non fare torti nell’orto 😉

Cetriolo
Zucca

Delle cose belle dell’orto

Noto con piacere che il regalo fattomi da qualche volatile o da chissà chi, è cresciuto e si sta arrampicando sulla parete. La vite americana nata spontaneamente lo scorso anno si aggrappa verticalmente alla parete spoglia e butta tante foglioline. È una delle cose belle dell’orto e della natura tout court quella di renderci la vita meno grigia e più verde. Fuori da ogni logica commerciale, ma nel significato etimologico del dono: qualcosa che dai ad un altro senza aspettarti qualcos’altro in cambio.

C’è poi un altro significato importante, che deve essere risemantizzato: quello del tempo. Non tutto subito, ma a suo tempo. Nella natura – ma così anche nella vita, e posso affermare che natura insegna (e scusatemi se vi suona come un gingle pubblicitario) – tutto ha il suo tempo. Abituati al what you see is what you get, dobbiamo invece accettare – e dunque risemantizzare – il concetto di tempo. Tutto subito è una bugia colossale che ci porta ad avere una visione distorta della realtà. Lento versus veloce sono due categorie semantiche a cui attribuiamo dei valori.

Oggi il lento si sta prendendo la rivincita sul veloce, ma io vi invito a non pensare in termini di puro antagonismo. Certo, a tutti piacerebbe piantare un albero e il giorno dopo vederne e poterne prendere i frutti già maturi, ma il Campo dei Miracoli esiste solo nel racconto di Collodi. E dunque, aiutiamo le cose, gli eventi, affinché avvengano, ma diamogli il tempo necessario.
Fine della predica.

Regali nell’orto / Gifts in the Garden

Ligustrum che spuntano da ogni dove, periodicamente tanto tre o quattro nuove palme.
Merito degli uccelli, così bravi nel trasportare – a loro insaputa – semi di tutti i tipi.
Così è nata questa piantina dalle belle foglie. Non so di che pianta si tratti, ma l’ho già messa in vaso.

Quando crescerà… si vedrà.

Ligustrum sprouting from everywhere, regularly three or four new trees.
Regarding the birds, so good at carrying – unbeknownst to them – seeds of all kinds.
So the plant that you see in the picture has grown. I do not know what plant it is, but I’ve already potted.

When he grows … we’ll see.

regali in orto

Un altro regalo nell’orto

Commentavo, qualche settimana fa, un post. Come mi piacerebbe una pianta di vite americana. Solo per coprire una parete di cemento qui a casa. Sì, ma dove la compero? Dove la trovo?

Ieri guardo nell’orto, tra il lampone e il rosmarino e vedo un bel colore che mi balza agli occhi.
Accidenti! Ma è vite americana! Almeno, così mi sembra.
L’orto mi fa sempre dei bei regali…

P.S. = tra l’altro è nata anche nel posto giusto! 😉

Tanti regali nell’orto

Sì, l’orto – oltre ai suoi frutti – dà anche dei regali. Inaspettati e simpatici.
Crescono delle piantine laddove non le avevo seminate. Chi avrà buttato i semi?
Non ne ho idea. Un fitto boschetto, in miniatura, di piantine che potrebbero essere zucche, tra l’insalata e la borraggine.

regali nell'orto

Carpino non è!

Ringrazio subito equipaje per l’aiuto nel dare nomi ai regali nati nel mio orto.
Ecco il particolare della foglia del carpino o forse dell’olmo. Ma carpino non è, ché avrebbe perso le foglie in autunno, e non sarebbero nemmeno verdi. Allora forse è un olmo?
Mah… aspetto che cresca.

Regali nell’orto (4)

È già bella grande. Proprio non mi ero accorto della sua crescita.
Chissà avrà gettato il seme dal quale è nata. Un tordo? Un merlo? Un usignolo? Una rondine?

Non lo so. Non so nemmeno come si chiami questa pianta dalle foglie pungenti… ma è un regalo ben accetto.