Il prima e il dopo

La Natura è tutto un divenire, e non esiste un prima e dopo, ma un semplice e continuo passaggio da stato ad una altro stato. Però, devo confessarvi, quando vedo il mio cavolo prima… e dopo… tutte le mie belle elucubrazioni simil-filosofiche scendono dalla loro altezza noumenica e precipitano nella realtà più pragmatica e cruda. Del resto una filosofia che non si abbassi alla solidità della vita non è una filosofia efficace.

È proprio il caso di dirlo: lumache del cavolo!

Me ne hanno mangiato metà. E colpa mia che non sono intervenuto prima. Però a vederlo così… un po’ mi dispiace. L’ho sradicato subito. Tolte un po’ di foglie intorno, lavato, portato in cucina, tagliata la prima parte, quella mangiucchiata dalle lumache… e mi è rimasto un mezzo cavolo.

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Il cavolo prima…che arrivassero le lumache e le chiocciole.

 

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Il cavolo… dopo. Come potete vedere lumache e chiocciole hanno fatto un’ottima cena!
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Desideri d’autunno

Sono lì, sull’albero pieno di spine.

Rossi tra le foglie che ingialliscono. I melograni quest’anno non sono tantissimi. Ma mi basta guardarli per immaginarmi il giorno – ormai vicino  – in cui andrò a prenderli dall’albero, ad aprirli, a mangiare tutti quei chicchi rossi.

Ho un debole per le melagrane…

E questo post – frutto incluso – ci sta bene nel primo giorno d’autunno.

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Il primo melograno

Dopo un giorno di burrasca mi diletto a vedere la situazione del mio melograno. Vari fiori caduti, immobili sull’erba. Sono previste piogge nei prossimi giorni, e guardo il cielo quasi a supplicarlo di essere gentile con le piante. Per carità, niente grandine!

Poi riguardo la pianta del melograno e scorgo, tra le folte foglie vedi, un piccolo melograno. Eccolo il primo, evviva. Ci faccio una foto, come sempre, e già mi pregusto i frutti, la buccia che si squarta, i chicchi rossi belli maturi.

Ma è presto per questi pensieri. Lascio che la Natura faccia il suo corso, e intanto guardo con soddisfazione il primo melograno. E guardando meglio l’albero trovo un altro piccolo melograno, e un altro ancora, e infine un quarto. Poi smetto di guardare e mi dirigo nelle alte stanze, tra le mie sudate carte…

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I primi pomodoro

Eccoli, finalmente. La piantina è ancora piccola, ma regge bene il peso di questi due pomodoro ancora verdi.

E voi come state con i pomodoro? Sono così facili da coltivare che l’unica cosa da fare è… raccoglierli. Ma se volete qualcosa in più: togliete i germogli ascellari – vedi qualche post precedente. Ne guadagnerete in frutti più belli e saporiti.

Pomodori verdi

I primi lamponi rossi

Eccoli! Uno l’ho già assaggiato, Non è ancora molto dolce, causa probabilmente del maltempo che ha imperversato per diversi giorni qui a Vicenza – quel maltempo che aspettavo ad aprile… non a maggio!

Comunque l’orto comincia a mostrarmi i futuri frutti, e di questo sono contento. Il lampone è facile da coltivare, non ha bisogno di cure particolari, tranne una potatura quando si avvicina la stagione fredda, e un sufficiente spazio per crescere. Io ho spazio ridotto e quindi mangio lamponi porzione singola.

Ancora buona primavera!

Ribes rosso

Melagrane

Adesso sono tutte mature. Fine ottobre ed inizio novembre sono il periodo in cui questi bellissimi frutti arrivano alla loro piena maturazione. Alcune erano già aperte, sull’albero, con tutti i frutti rossi che risplendevano come rubini.
Ne ho raccolte una decina, grandi e piccole, ma buonissime anche quest’ultime.

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Una volta sgranati dal frutto, metto i chicchi in una ciotola di vetro che riempio d’acqua. Galleggiano le impurità – pezzi di buccia e formiche. Queste impurità le tolgo con un passino o a mano. Poi tolgo l’acqua… e sono pronte per essere mangiate – o spremute per preparare un ottimo succo!

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