Gocce di pioggia

Finalmente un pò di acqua dal cielo. Piove. Temperature in calo. Vento fresco.

Qui a Vicenza due giornata di pioggia, con nuvole nere che si alternavano a schiarite improvvise, hanno portato refrigerio e acqua.

L’Italia martoriata dal caldo e dagli incendi come non accadeva da tanti anni a questa parte. Si riscopre l’acqua come  risorsa preziosa proprio quando non la si ha. Prima sembrava tutto – o quasi – normale.

Nel mio piccolo, quando piove, recupero l’acqua piovana in secchi che poi travaso in bottiglie. È poco ma è già qualcosa. La casa del futuro – se non del presente, perché parlare al futuro significa sprecare tempo – dovrebbe avere la possibilità di stoccaggio dell’acqua piovana. E poi un sistema di irrigazione a goccia con pompe alimentate ad energia solare – già esistono queste cose. Mentre travaso l’acqua penso alla mia casa del futuro… e ringrazio che abbia piovuto.

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Tra la campagna silenziosa

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Mi capita – perché voglio che mi capiti – di farmi delle passeggiate tra le campagne del vicentino, solitamente costeggiando gli argini di qualche fiume (Tesina, Retrone, Bacchiglione). Nessuno che voglia venire con me. Niente di male, ognuno ha le proprie preferenze. Camminando lungo gli argini, incontro di tanto in tanto altre persone sole, che passeggiano come me, da sole. Qualche volta incontro anche persone che portano a spasso il proprio cane. Una tristezza unica. Però è così, e non mi lamento troppo.

Per farmi compagnia porto con me la macchina fotografica che, a seconda dei luoghi, è una reflex semi-pro, o una compatta evoluta, una Fujifilm digitale dal design vintage, come in questa passeggiata.

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Cosa posso fotografare nelle grigie giornate autunnali – di tanto in tanto accese da un rapido e fugace scroscio di sole?
Fiori secchi e alberi senza foglie. Oppure un airone cinerino – spero che sia proprio questo l’esemplare o faccio anche la figura dell’ignorante – che sta con le zampe in ammollo ad aspettare qualche pesce in cerca di cibo nella vicina cascata d’acqua sul fiume Tesina. Non posso avvicinarmi troppo al volatile, perché so che volerebbe via, e la compatta fuji non è dotata di super zoom, ma va bene lo stesso. Faccio una foto anche a lui, che ancora non ha avvistato nessuna preda.
Alla prossima – solitaria – passeggiata…

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Intemperanze del tempo

O forse anche I tempi cambiano e cambia il tempo… magari lo tengo per un titolo di un prossimo post.

Sta di fatto che quest’anno la neve in città la vedrò solo con il binocolo, forse… orientandomi verso le cime di Asiago.
E l’unica neve è quella finta – ma molto carina – che scende dalle pagine di questo blog, grazie ad uno speciale plug-in di WordPress!

Eh sì. Temperature alte, sembra di essere ad ottobre, non a dicembre.
Lascio da parte le molte possibili congetture riguardo il clima, mi consolo che gran parte delle piante carnivore sono ancora in serra, e dentro casa ne ho portate solo due… e stanno sudando dal caldo! 😉
Toh, non metto neanche una foto. In barba al tempo.

Faccio un po’ di a capo, così il post sembra più lungo.

[…]

Temperature

Alte per questo periodo. Guardo il termometro che mi dice 18 gradi dentro casa e 14 gradi fuori casa. Anche di mattina presto le temperature sono alte. Accendo la stufa qualche ora al giorno, solo per togliere l’umidità.

Ricordo con difficoltà le giornate di sole. Mai visto un anno così piovoso e umido – neanche qui al nord-est siamo abituati a tanto. Muffe che nascono sui muri, muschio che cresce allegro nel giardino davanti casa. Basterebbe che cominciassi a parlare in inglese… per sentirmi in Inghilterra.

Nella foto, da sinistra a destra: sassi dipinti dalla bravissima Ernestina, il termometro con sonda esterna, dipinto ad acquerello (in alto), vaso con drosera spatulata, vaso con succulenta (ah, sotto c’è anche un orecchino), due sassolini rosa, trovati lungo un torrente.

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Ricordo del canto del grillo

È stato qualche giorno fa, di sera. Inaspettatamente, il canto di un grillo mentre stavo lasciando l’orto per recarmi nelle nobili stanze. Mi sono fermato ad ascoltarlo, perché – se devo essere sincero – durante questa insolita estate, di canti di grilli ne ho sentiti pochi. Forse per distrazione, forse perché con tutte le piogge, ho passato poco tempo all’aria aperta.
Il grillo cantava e mi dava compagnia e una piacevole sensazione d’estate.

Non potevo però rimanere lì tutta la sera, e mentre me ne andavo ecco un bagliore improvviso, e guardando in alto una coltre nera di nuvole che si avvicinavano…

Dopo una decina di minuti il temporale ha interrotto il canto del grillo.

Tanto per cambiare… ancora pioggia. Però, devo dire, un bel temporale, di quelli con lampi e botti fragorosi. Un bel temporale estivo!

Riepilogo di agosto

Mi piace fare le somme di come sono andate le cose, ma quest’anno ho un po’ di amaro in bocca. Poca cosa, credetemi, perché uno al tempo (pioggia, sole, vento, neve) non può comandare, e in questo come in tante altre circostanze della vita, quando poco possiamo fare di nostra iniziativa, conviene non arrabbiarsi, perché anche con l’arrabbiatura le cose non cambiano. Meglio allora prendere tutto con filosofia e vedere, dei fatti accaduti, le cose buone.
E quali sarebbero?

Ci sto pensando… Riepilogo d’agosto dunque.
Quest’anno l’orto mi ha dato davvero pochi frutti. Pomodori ciliegino, cetrioli, dei cavoli cappuccio precoci, che ancora stan crescendo anche se uno pur piccino l’ho assaggiato – buonissimo! Poi la lavanda, già in parte tagliata e raccolta, lamponi, qualche fragola, erba luigia a volontà che anzi continua a crescere e dovrò potarla nuovamente… e poi? Basta così?
Beh, ci sarebbero le zucche, che ancora stan maturando. La pianta ha invaso orto e giardino, di zucche per ora solo una o due – domani controllo meglio.

I due meloni che avevo piantato sono invece scomparsi, inghiottiti nelle piogge (?), e la pianta di Goji ha fatto i fiorellini – ma di bacche, per adesso, nemmeno l’ombra.

Consolazioni?
Sì, qualcuna.

I ciclamini mi han regalato fiori tutta l’estate. Non ho avuto caldo come qualche anno fa e il condizionatore l’ho acceso solo una volta, per farlo funzionare ché lasciandolo inattivo temevo potesse rompersi. Poi ci sono le piante carnivore, che sono cresciute bene, e devo ancora finire di diradarle e rinvasarle. E infine l’acqua, che non ho utilizzato mai la pompa di casa ma ho fatto rifornimento e uso di acqua piovana.

Un’estate diversa dal solito, tutto sommato, positiva…

Qui sotto, una foto del mio orto.

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Vacanze nell’orto

Quest’anno faccio le mie vacanze nell’orto di città, e tutto sommato è molto piacevole. La svolta è rappresentata da un portatile che mi sono preso. Sedia, tavolo, portatile e scrivo. Anche ad orari impensabile. Ma è così piacevole starsene qui sgombri di pensieri, con un venticello che accarezza le mie mani sulla tastiera, il canto delle cicale… ha tutto l’aspetto di una vacanza. Mancano paesaggi incantati e mozzafiato, da cartolina? Prendo la MTB e in 10 minuti sono sull’argine del fiume dove posso vedere le montagne dell’altopiano di Asiago, la campagna circostante, il lento fluire dell’acqua. Dite che è un po’ triste la vacanza nell’orto di città? Forse, ma il gioco consiste nel cogliere la bellezza nelle cose comuni. Ho conosciuto gente che è andata “in tanta malora” a fare le vacanze ed è ritornata indietro più triste ed arrabbiata di prima, a lamentarsi di questo e di quell’altro in un’apoteosi dell’insoddisfazione. E comunque, per quanto possibile, provo a godermi le mie vacanze nell’orto. Buone vacanze a tutti voi. Io comunque, sono sempre qui 😉