Gocce di pioggia

Sole e pioggia, così è la primavera.
M’inzuppo di acqua per un acquazzone improvviso. Può capitare.
Allora per consolarmi guardo le gocce sui petali degli iris.

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Ordine e bellezza

Sì, è un concetto umano, troppo umano!
Ma quando si ha un orto incolto… lo guardi e vorresti risistemarlo. A volte vorresti che qualcuno lo risistemasse per te. Ti rimbocchi le maniche – visto che non hai trovato nessuno che ti fa questo favore gratis – e cominci a estirpare-vangare-sistemare. Sudi, fai fatica. Ma dopo i primi pensieri negativi – tipo: “potevo andare a fare un giro al lago” – ecco che a vedere l’orto che si trasforma poco a poco sotto i tuoi occhi i tuoi pensieri negativi si positivizzano – e scusate per l’italiano!

Pian piano acquisti fiducia e pensi di essere in grado di modificare la Natura a tuo favore – effimera illusione in realtà. Però ci prendi gusto.
E poi rimiri e rimiri il tuo lavoro, guardi che non ci sia una foglia, dico una foglia, fuori posto. Tutto in ordine, bello e pulito…

Se la cosa vi sembra troppo grande per voi fate una prova con qualcosa di più piccolo. Ad esempio un vaso di fragole.
Ecco qui sotto il suddetto vaso prima e dopo l’intervento di pulizia.
Buoni lavori primaverili a tutti 😉

vaso di fragole

Vaso di fragole

Novembre

Novembre comincia con il giorno dei morti, preceduto da Ognissanti, che adesso anche in Italia fanno le feste di Halloween, che personalmente non mi piacciono tanto. Ma vattelapesca ho una certa età e ho studiato antropologia culturale e le feste le guardo sempre con sguardo da antropologo. Comunque chi vuole divertirsi lo faccia pure, ha anche questa festa.

Ritorniamo a Novembre, che ho detto inizia con il giorno dei morti. Da come inizia sembra un mese cupo e triste, freddo e silenzioso. Invece non è così, perché siamo nel pieno dell’autunno e basta allontanarsi dalla città e andare in campagna o in collina, per vedere riecheggiare l’eco dei colori delle foglie che cangiano aspetto. Tanti toni rossi, gialli arancioni e marroni. Le bacche rosse tra arbusti verde scuro. La vegetazione e le montagne che si specchiano sul lago, la brezza leggera che dondola i canneti, i primi pettirossi che frugano tra l’erba dei campi, il fumo che si alza dai camini delle case nella campagna, la nebbia che si stende sui campi e crea atmosfere incantate, come in una fiaba.

[…]

Messaggio di primavera

[ Sottotitolo: anche se tra poco è già estate! ]

Cari amici e care amiche del blog, questi sono i mesi più belli per noi amanti di orti e giardini. La Natura rinasce, le piante crescono, i semi germogliano, gli arbusti buttano nuove gemme, i primi frutti di fragola, lampone, ribes, fan capolino tra le foglie…
Per non parlare poi di appuntamenti ed eventi sul mondo del verde. Uno ogni fine settimana, a volte due contemporaneamente, che non sai quale scegliere.

E non ho parlato dei buoni propositi e di quello che si pianta in orto.
Mi verrebbe quasi di smettere di scrivere, tante sono le cose che purtroppo devo tralasciare, o che semplicemente osservo, rielaboro, ma lascio poi i miei pensieri liberi nell’orto, senza il bisogno di metterli per iscritto, di dargli una consistenza “materiale”. In fondo questo è il meccanismo del diario: una prima forma di rielaborazione psichica di pensieri ed emozioni. Non mi basta solo osservare in silenzio? Perché poi devo riscrivere i miei pensieri?

Senza troppo addentrarmi in spiegazione psicoanalitiche sul lavoro della scrittura… mi limito a scrivere… e a fotografare. E con questo?

Niente, avevo solo voglia di scriverlo…
😉

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Una giornata a Villa Zileri

Sole, cielo azzurro con qualche nuvola bianca dal tardo pomeriggio, un gradevole venticello che faceva cantare le foglie degli alberi. L’occasione per vedere Villa Zileri, le sue rose, i suoi fiori, una ventina di espositori selezionati, tra chi vendeva fiori e piante, verdura, dolci, affettati e vino, oggetti di artigianato.

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Se è vero che le ville italiane hanno tutto il fascino e la bellezza dell’antico, è anche vero che i loro parchi hanno spesso il fascino e la maestosità di querce, noci, ippocastano e tanti altri alberi che hanno continuato a crescere, antichi come la villa, forse di più. Cosa sarebbe una villa antica senza giardino? Senza quei viali sassosi dove camminare e perdersi tra il verde dei prati, i colori dei fiori e il marrone degli alberi che scalano il cielo?

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Così ieri ho trascorso un’ora della mia vita tra le suggestioni di un antico giardino, avvolto da un piacevole mistero.
Loghi dell’infinito, portici carichi di memoria, voci di bambini che si rincorrono.
Se vi dovesse capitare, non perdete l’occasione di girovagare a ufo tra i sentieri di un giardino di una vecchia villa…

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Una domenica di sole

Oggi è stata una giornata particolarmente intensa. Non ho sudato sette camicie, ma due t-shirt sì. Lavori nell’orto. Finalmente. Sole e caldo. La goccia di sudore che scende sulla fronte. Mi passo il braccio per toglierla, perché indosso i guanti, sporchi di terra e trucioli.

Le piogge di questa primavera uggiosa hanno fatto crescere la vegetazione del mio orto. Era obbligatorio potare un poco il ligustrum, l’alloro, l’erba Luigia, e il rosmarino.

In tarda mattinata arriva mia moglie con delle piante di cetriolo. Così dice. Per i bambini che i cetrioli li adorano. Ma non sono piantine di cetriolo… ma di melone! Pazienza, piantiamo il melone, anche se in serra stanno crescendo ben cinque piantine (melone liscio). Ho da pulire tutte le foglie e i rami del ligustrum, sistemare i vasetti di plastica degli scorsi anni, ripulire un po’ di qua e un po’ di là. E tagliare le rose sfiorite, me ne ero dimenticato. Ah, poi portare fuori dalla serra le piante grasse.

Nel primo pomeriggio faccio la siesta, troppo caldo. Stravaccato nel divano mangiando del gelato. Poi via in bici con i bambini.

Arriva la metà pomeriggio e di buona lena comincio a vangare un poco la terra. Con dello spago tiro su la lavanda che si era inchinata a terra, causa le continue piogge e il vento delle scorse settimane. Piantiamo i meloni. Poi altre nuove zucchine. Sono fradicio di sudore, ma continuo. Adesso che arriveranno le belle giornate, che l’orto sia in ordine e fioriscano le colture. Ho già due pomodoro. Ma le piante sono ancora piccole. Vedremo.

Doccia. Cena. Ritorno nell’orto. In serra ho delle piantine che mi guardano e mi dicono «Vogliamo essere messe a domora. In campo aperto». Come posso dirgli di no? Trovo il posto giusto e le pianto. Fine.

Guardo l’orto. Tutto ripulito – abbastanza ripulito, non esageriamo. Con un certo ordine. Ha già un aspetto invitante. Il sogno di una promessa che spero mantenga.

E in tutto questo mio fare… neanche una foto ho scattato…