The power of green

Un titolo così altisonante non potrebbe che parlare della capacità delle piante di auto rigenerarsi. Vi parlo delle mie due piante carnivore: la Dionea muscipola e la Drosera capensis. Ve ne parlo perché mi è capitato di ricevere domande sul fatto che delle piante carnivore acquistate nei garden, dopo un po’ erano morte. Attenzione. Potrebbero non essere morte. A differenza di altre piante, le foglie e i tentacoli di molte piante carnivore, una volta compiuto il loro scopo, che è quello di catturare insetti, appassiscono, diventano marroni / nere, si seccano e cadono. Ma nel frattempo ne escono delle altre. 

Così è successo per questi miei due esemplari, che a guardarle qualche giorno fa non ci davi la minima speranza di vita. E invece ecco la Dionea e la Capensis rigenerarsi. Spuntano nuove micidiali foglie verdi. Le foglie morte delle carnivore potete anche potarle con una piccola forbice. L’importante per la sopravvivenza di queste piante, come più spesso ricordato, è di avere il sottovaso sempre con un po’ d’acqua – piovana, mi raccomando.

Le boccucce della Dionea fanno quasi tenerezza quando sono piccoline. Quando saranno sviluppate vi prometto qualche foto.

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La Dionea muscipola sta sviluppando delle nuove trappole sui resti secchi di quelle vecchie.
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Le nuove foglie piene di colla che si sono da poco sviluppate sulla prima piantina seccata.
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Venus Fly Trap

La Venere acchiappa mosche, più precisamente Dionea muscipola, si è svegliata dal suo riposo vegetativo invernale.

A vederla, questo inverno, la Dionea sembrava morta. Foglie secche, cadute, nessun segno di vita. Se avete da poco una pianta carnivora, non preoccupatevi di questo, e attendete, come faccio io ogni anno, l’arrivo della primavera.

Ecco le piccole bocche dentate risorgere dalle ceneri dell’inverno. Ancora piccole, fragili… presto diverranno grandi e pronte ad inghiottire il malcapitato insetto che lì andrà ad appoggiarsi.

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Drosera

Al sole la drosera si tinge di rosso. È una piccola pianta carnivora, una delle mie preferite.

Alle piante carnivore non serve molto. Buona posizione, anche all’ombra, caldo, acqua piovana nel sottovaso. Al resto – al cibo – pensano loro.

Se avete intenzione di acquistare una pianta carnivora vi dò la mia parola che avrete tante piccole soddisfazioni. A patto di ricordarvi, soprattutto nel periodo estivo, di lasciare sempre dell’acqua piovana nel sottovaso.

Se volete approfondire l’argomento vi lascio questo link, dal sito Giardinaggio semplice.

Drosera

La boutique delle piante

Forse perché negli ultimi tempi ho lavorato a stretto contatto con visual merchandiser e interior designer… sta di fatto che ieri, approfittando della sempre noiosa domenica, e per giunta calda, mi son detto: “mettiamo a posto la serra”.
E ho cominciato a sistemare, pulire, gettare via le cose inutili, fare spazio e crearlo, passando poi ad un lavoro di taglio da parrucchiere sulle mie amate drosere (binata, capensis, capensis red, spatulata). Nel momento della risistemazione di un po’ tutte le cose mi son detto: “facciamo una bella boutique delle piante”. Detto fatto ho pulito per bene i ripiani della serra e ho cominciato a disporre le piante.

piante carnivore

Un po’ di spazio tra una e l’altra è il segreto per dargli importanza, anche se lo spazio apparentemente risulta inutilizzato. Osservate la disposizione dei prodotti in una boutique raffinata e vedrete che lo spazio vuoto ha il suo valore. Guardate all’opposto un negozio con prodotti a basso prezzo e vedrete come essi siano tutti più raggruppati e tutto lo spazio sia utilizzato per far stare più prodotti possibili. Non mi dilungo sui segreti del visual merchandising, ché non è il mio lavoro, ma si impara sempre qualcosa a guardare cosa fanno delle persone esperte e professionisti,
Bene, che ve ne pare? Posso definirla la mia privata boutique di piante carnivore?

P.S. = poi vi mostrerò anche la boutique succulente

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La strana coppia

Non so chi li abbia messi lì i ciclamini, ma entrando in casa ho subito notato la differenza di colore e portamento. Proprio una strana coppia, come quando si vede il marito magro e la moglie grassa (o il contrario) o un signore alto e il suo amico basso. E vanno perfettamente d’accordo, quasi che l’apparente disequilibrio porti in nuce un equilibrio più solido e duraturo.
Così anche il ciclamino e la Nepenthes si trovano bene assieme. Uno guarda l’altra, notano le differenze, ma invece di biasimarle le esaltano, e chiacchierano tra di loro con il linguaggio dei segnali chimici.

Quest’estate, scrutando tra le fessure delle sue trappole, ho visto dentro ben due api e una vespa. Un ottimo bottino per l’esotica carnivora, abituata ad altri climi e ad altri luoghi. Ma anche lei si è abituata qui al nord, e adesso chiacchiera allegramente anche con il ciclamino.

Questo è un elogio alla differenza 😉

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Nepenthes

Tra poco arriva il momento di portarla in casa.
Questa affascinante pianta carnivora, dotata di opercoli che si chiudono e imprigionano gli insetti in sacchettini vegetali (ascidi), ha bisogno di una temperatura tra i 15 e i 25° C.

Durante l’estate la mia Nepenthes è cresciuta e ha prodotto nuovi sacchetti – quelli vecchi marciscono naturalmente sulla pianta fino a cadere. Anche le piante carnivore non sono difficili da coltivare, basta non dimenticare alcuni concetti base che potete leggere sulle pagine di Giardinaggio Semplice, cliccando qui.

Nepenthes