Dopo la pioggia

Una pioggerella, un piccolo temporale, un acquazzone non particolarmente violento, è quello che ci vuole nelle calde giornate prima dell’estate.

Le temperature qui a Vicenza sono in questi giorni al di sopra di qualche grado sopra la media, e un po’ d’acqua fa sempre piacere. E comodo, per la mia riserva di acqua piovana che uso per le piante carnivore e per qualche fiorellino.

Ma non sono l’unico a cui piace la pioggia. Per le lumache è davvero festa. E la festa la fanno con le mie colture. Quest’anno mi hanno mangiato un po’ d’insalata, un germoglio di zucchino – che poi è miracolosamente rinato. Tutto sommato non mi sta andando così male. E quindi vi posto questa foto, perché anche questa chiocciola – lo so, in parte è la disperazione degli ortolani – è pur bella a vedersi…

Chiocciola

 

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Chiocciole

Con l’abbassamento delle temperature di settembre e qualche pioggia qua e là, riecco spuntare le chiocciole.
Non ho mai avuto tante lumache nel mio orto da comprometterne il raccolto, e la soluzione di mettere l’insalata in vaso mi ha aiutato a sopportare la presenza di chiocciole e lumache. Ma ci sono stati anni in cui mi hanno mangiato un bel po’ di frutti.

A vederle così, tra le foglie secche del ligustro e qualche trifoglio sono anche belle e formano una delicata texture di colori autunnali.
Ad averne tante invece… diventano la disperazione di ortolani e giardinieri.

Rimedi contro le lumache? Ce ne sono, e vi rimando alla pagina di Giardinaggio Semplice dove si parla di vari misure precauzionali contro insetti, muffe e funghi delle nostre piante: cliccate qui.

chiocciola

Accidenti alle lumache (ma anche una cosa bella!)

Mi ero così entusiasmato a vedere alcune colture del mio orto circondate dai bellissimi tagete che quella mattina – sì, quella mattina – a veder i tagete così ridotti, proprio non ci ho più visto! Lumache e chiocciole! Siete state voi!
E fortunata te Maddalena che di lumache non ne vedi più tante come una volta… sono arrivate tutte nel mio orto.

Non trovando altro di cui cibarsi – a parte le zucchine che ho protetto e per ora il vaso/castello funziona – si son dati alla pazza gioia di mangiarmi foglie e gambi di tagete.
Guardateli. Che tristezza lì caduti al suolo, con il fiore chinato, esausto, privo di linfa.

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E così la stessa sera eccomi a frugare e cercare lumache. Alcune colte in fragrante a mangiarsi il tagete! Dicono che dove passava Attila non cresceva più l’erba. Non è che le lumache siano da meno! E per fortuna sono piccole. Immaginatevele giganti. Come in uno di quei film di fantascienza con gli insetti giganti – c’erano i più a noi umani più repellenti: ragni, scarafaggi, millepiedi… ma lumache mai. Sarebbe stato buffo vederle. Lo sceneggiatore le ha subito scartate. Eppure la loro piccola dimensione e la loro lentezza è la loro forza. Chi non conosce l’orto sottovaluta spesso i danni delle lumache.

Ma basta lamentarsi. Adesso la cosa bella.

Perché mentre sono lì nel buio che frugo con le mani nei fiori – la pila non la trovo più. Ne ho comperate tre e i bambini me le nascondono per giocarci loro. Dicevo, mentre sono lì che frugo con le mani, sento un rumore. Timido timido. Sto in silenzio. Silenzio. Riprendo a frugare. Ancora quel rumore. Sto in silenzio. Ancora quel rumore.
E allora mi avvicino, e già immagino. È proprio lui: il riccio! Uno della famiglia che abita nel mio orto. Era da tanto che non lo vedevo – forse non è lo stesso del primo incontro, ma non fa niente. Bello avere un riccio – o forse una piccola famigliola di ricci – in un orto di città.
Accendino. Eccolo lì! Intimorito e immobile. Chiamo i bambini e lo guardiamo senza avvicinarci troppo a lui.

Però, caro riccio, non potresti mangiare un po’ di lumache?

Un rimedio primitivo… ma efficace!

Con tutta questa pioggia chi non poteva mancare nel mio orto?
Le lumache. Uno dei predatori vegetali più temibili. Sono lentissime nel muoversi, ma hanno tutta la notte per divorare giovani foglie di colture appena piantate. E una pianta di zucchine ne ha pagato le conseguenze. Eccola qui, nella foto sotto.

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Di rimedi contro le lumache ne abbiamo parlato spesso in questo blog, e anche semplicemente di lumache. E mi è venuta questa idea. Molto semplice. Primitiva, se volete, ma efficace. Dei vasi di plastica sopra le colture. Perché se la lumaca mangia qualcosa del tuo orto, buon per lei, non ci perdi molto. Ma se inizia a mangiarti le prime colture che hai piantato, con quelle foglioline ancora piccolo e tenere – per la lumaca un’autentica leccornia – ecco che la crescita della pianta è compromessa.

Di quattro piantine di zucchina, due sole ne ho salvate. Le altre due hanno le foglie tutte rosicchiate, e non so se riusciranno ancora a svilupparsi.
Poi quando la pianta cresce e le foglie si ingrandiscono il problema delle lumache perde d’importanza – a meno che non mangino l’insalata. Una foglia gliela posso lasciare in pascolo a loro. Ma le foglioline tenere delle colture appena piantate no!
Ecco qui sotto una foto della soluzione contro le lumache: un medievale fortino – di plastica – da usare dopo il calare del sole, a difesa della giovane piantina.

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Ho immaginato…

di Maddalena Barattini

L’inverno è stato lungo, e io ho guardato l’orto dalla finestra, senza mai entrarci.
Ho visto le foglie ammucchiarsi, la neve cadere.

E ho immaginato… la vita addormentata, che aspettava la primavera.

L’orto mi mancava, perchè anche in inverno ci razzolavo spesso.

Ma io mancavo all’orto?

Un giorno cercavo un libro nella libreria del corridoio, e ho trovato questa chiocciola.
Sicuramente è venuta a vedere come stavo, a farmi un po’ di compagnia.
Così se io non uscivo, un pezzettino d’orto è entrato in casa, per starmi vicino.

Chiocciola apotropaica / Apotropaic snail

Tra i pericoli nell’orto le chiocciole sono uno dei più temibili.
Così lente, che non te ne accorgi. Lavorano di notte, quando tu dormi, le piante crescono e le chiocciole se le mangiano. Al mattino guardi l’insalata e vedi che mancano una, due, tre, quattro foglie… sono state le lumache.
Provi tutti i sistemi per allontanarle: cenere, veleno, birra… ma niente.
Allora provi con la magia.
Apotropaico deriva dal greco apotrepein, cioè “allontanare”.
Allontano le lumache con una lumaca finta, così come negli edifici settecenteschi, sopra all’arco dell’entrata, si usava mettere una testa di demone che aveva lo scopo di allontanare il demone stesso.
Quest’anno la “chiocciola apotropaica” l’ho messa direttamente in giardino, assieme ad altre tre. Lo so, non servirà a niente, ma è carina da vedere… 😉

Among the dangers in the garden, snails are one of the most fearsome.
So slow that you do not notice. They work at night when you sleep, the plants grow and snails will eat. When in the morning you look at the salad, you see that are missing one, two, three, four leaves … were the snails.
Try all the systems in order to remove: ash, poison, beer … but nothing.
Then try with magic.
The word “Apotropaic” derives from the greek, and meaning “remove”.
I push the snails with a slug fake, as in eighteenth-century buildings, the arch above the entrance, they used to put the head of a demon that was intended to ward off the demon itself.
This year I put the “apotropaic snail” directly in the garden, along with three others. I know, will not help, but it is nice to see …

Di una cosa non ho paura

E precisamente delle lumacone rosse. Apparentemente tranquille e inoffensive, possono invece mangiarvi metà del vostro raccolto. Io ho raggiunto un patto con loro. Gli offro un cavolo all’anno, che se lo divorino pure. Io non le disturberò, nè mi preoccuperò di mettergli veleni o trappole micidiali.

Così le lumacone rosse gironzolano nel mio orto con calma riflessiva. Si arrampicano sul composter. Vi entrano, in cerca di dolci banchetti.

Guardo le lumacone rossa senza paura. Valuto il loro corpo molliccio, misuro la loro lunghezza, considero i loro movimenti come un codice indecifrabile di silenziosa saggezza. Mi piace il loro colore. Rosso come il sangue, il colore della porpora dei cardinali, il rosso delle lumacone rosse. Ma non ho paura. Mi fa più paura chi, nel contesto asiatico, porterà gli EkoCool nei villaggi più remoti…

Cena al lume di candela con chiocciola

di Maddalena Barattini

Le trovo ovunque. Grosse come uova o piccole piccole, che appena le vedo.
Qui le potete ammirare in giardino, la mattina, dopo una romantica cena a lume di candela.
Le trovo ovviamente attorno a quel che resta della lattuga, la loro preferita è l’insalata ricciolina.

Conosco ormai i loro gusti.
Adorano le piantine di Delphinum, non ne ho mai visto uno fiorire, foglia a foglia, sono stati tutti divorati, l’anno scorso, e quest’anno anche.
Se ne stanno al fresco ai piedi del fico, o sui rami del cotogno, in alto, che non arrivo a prenderle. Nella legnaia, dove ci sono le foglie secche, l’erba tagliata, ma anche tra le rose, tra le margherite, e le foglie dei settembrini.
A testa in giù, stanno appese alle foglie dei lamponi.
Amano la vite, si rintanano attorno ai pali dei filari, nella terra, non ci arrivo con le dita, ma vi vedo!!

Ne trovo addormentate sotto le rape rosse, anche se non assaggiano le foglie, chissà perchè. Le trovo in cucina, ci arrivano penso con l’insalata. Le ho trovate in un colino.Tra le tazze di thè. Pensavo di tenerle lontane, cantando improbabili canzoni religiose. Ma forse l’umidità le ha fatte ritornare.

Se mi dessero un soldino per ogni lumaca raccolta, mi pagherei uno psichiatra!
Questa sera proprio tante… da crisi isterica…

chiocciole

Ritrovamenti nell’orto

di Maddalena Barattini

Il periodo della caccia alle lumache è ormai quasi concluso, le pianticelle dell’orto sono cresciute, così che ce n’è anche per le lumache, che non possono più creare grossi danni.
Però ieri pioveva, e quando piove, l’istinto del cacciatore ha il sopravvento su di me.
E pensare che volevo fare il cambio delle scarpe, che ho i sandalini di fianco allo stivale di finto pelo, e non sta bene.

Insomma, contro tutte le previsioni e i buoni propositi, esco nell’orto sotto la pioggia.
Al primo sguardo, non ne vedi nessuna. Il segreto è aspettare, contare fino a dieci, ed ecco, una due tre… Ma come si fa a non vederle subito? È che sono in mimetica, le maledette. Stesso colore delle foglie secche e della terra. Ma sono i movimenti, seppur lenti, che me le fanno scoprire. Per cui se siete una lumaca, restate immobili, non vi vedrò, passerò oltre. Un altro segreto del cacciatore di lumache è passare e ripassare nei posti già ripuliti. Perché ti sembra di averle tolte tutte, ma invece ce ne sono ancora.

Poi certo, le trappole con la birra, i gusci d’uovo, la cenere…si può provare. Ma credo che le mie lumache abbiano fatto uno stage o un master, e sappiano evitare con cura alcolici, uova e derivati, camminare sui carboni ardenti, oltre che strisciare veloci sulla cenere!
L’unica è la resa, lo so.
Rientrare, piedi e schiena bagnata, darmi una sistemata e provare a fare il cambio di stagione, troppo a lungo rimandato.

Ancora lumache… ma non solo…

di Maddalena Barattini

Dopo la pioggia, l’orto si è riempito di lumache. Un esercito.
Su ogni piantina di pomodoro, di melanzana, di iris…c’era una lumachina, che si cibava famelica.
È una lotta impari. Certo io sono più veloce, ma loro sono tantissime. Fortunatamente ancora non hanno la bomba atomica, se no ero finita.
Le ho raccolte, un barattolo non basta più, in una cesta di plastica, e liberate fuori città, periferia industriale di Tortona, capannoni, acacie, papaveri, biacospini, rovi…dove forse le lumachine si rifaranno una vita, o verranno mangiate dagli uccelli o dai ricci. Nel fosso formavano un ammasso enorme, Licia ha detto: “si abbracciano”.
Poi nell’orto, non ne ho visto più.

La sera annaffiando ho visto invece la prima lucciola, e mi sono emozionata… poi ho pensato: sarà mica una lumaca che fa segnali morse alle sorelle? Sono rientrata in casa veloce, con i piedi infangati…

Ho scoperto il covo!

di Maddalena Barattini

Di quattro file storte di piselli rampicanti Cristoforo Colombo, solo quattro o cinque piantine sono nate. E le avrò annaffiate troppo? troppo poco? sarà la luna? sarà il caldo? sarà il terreno? Però di quelle poche mi son presa cura e ho piantato un bastoncino per ognuna, così che si arrampicassero.

Torno il pomeriggio a vedere. Un bastoncino era là, da solo. Guardo bene. Alla base solo un piccolissimo stelo, le foglie sparite. Una scia luminosa vicino.
Resto impietrita, anche Licia, che mi è sempre dietro, capisce e corre da suo fratello gridando: “Risolto il mittero!!! Sono tate le MUMACHE!!!”.

Torno la sera, con la pila. Centinaia di lumache, tutte con la testa fuori, i cornini alzati, si muovevano veloci verso il seminato. Escono da un cumulo di ramaglia che non ho ancora sistemato. Lì sotto ci dev’essere un grandissimo lumacheto, devono avere l’energia elettrica, l’acqua, il gas, la scuola elementare… Non avevo neanche il barattolo, in cui le raccolgo, per poi liberarle; ero venuta disarmata, in perlustrazione. Ma inizio a raccoglierle, più che posso. Mi salgono lungo le braccia, forse mi attaccano anche le gambe, ho paura. Poi il mastino napoletano del vicino inizia ad abbaiare così forte. Cerco di tranquillizzarlo gli dico:”buono sono io”, ma lui è furioso, temo che salti di qua, in combutta con le lumache, per finirmi.

Scappo in casa “Risolto il mistero!!! Sono state le LUMACHE!!!”

Chiocciole come opossum

di Maddalena Barattini

Ho estirpato le malerbe tra i lamponi, i ribes, il mirtillo americano, e le fragole fiorite.
Un gran caldo e una gran fatica. Però lo spettacolo di una pianta di “non so cosa” che perdeva i petali come fosserro neve, mi ripagava. Impossibile fare una bella foto che mostrasse la leggerezza e il movimento lieve, senza rumore, dei petali rosa.

Appese ai lamponi stanno le chiocciole, sembrano opossum.
Le ho sistemate nei soliti barattoli di latta, che chiudo con una vaso di plastica, così passa l’aria dai buchi… e qualche piccola lumachina fortunata.

Con la vanga ho inseguito per un po’ gli stoloni della gramigna, poi il sole sempre più caldo, mi son accorta che tentavo di vangare da seduta. Ci avete mai provato? È faticosissimo, e un chiaro segnale che si deve rientrare in casa e bere un bicchiere d’acqua.