La locusta sui fiori

Per essere più precisi, sullo stelo dei fiori.

Ed ecco che lo stelo si piega, perché il peso della locusta è notevole. È sempre nel mio giardino questa locusta solitaria. A volte mi fa sobbalzare perché magari non la vedo, mi avvicino a qualche pianta… e improvvisamente il suo sbattere d’ali a volar via.

Poi quando si appoggia su fiori e piante se ne sta lì buona, e posso anche avvicinarmi. Se lei mi vede comincia a spostarsi, lentamente. ormai avrà capito che non le voglio far del male. Piuttosto che legge questo blog avrà forse un attimo di sgomento nel vedere questa creatura non certo bella in così esplicito primo piano. Eppure è lo stesso affascinante, anche se fa un po’ ribrezzo guardarla.

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Osservate le sue zampette, con quegli arpioni ottimi per ancorarsi su tutte le superfici possibili e immaginabili. E poi, finché è una sola… Già tremo a pensare al passo biblico dell’invasione delle locuste, o a pensare a posti così lontani e selvaggi come l’Australia, dove le invasioni di locuste – nuvole di locuste! – sono possibili… e già avvenute! Dio ce ne salvi. Ho già abbastanza da fare con afidi, comici e compagnia bella.

Forse per questo, un pensiero alla locusta bruttina

E qui sotto un primissimo piano.

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Giri a ufo

Me la ritrovo da tutte le parti la mia locusta. Casualmente oggi ho mostrato a uno dei miei bimbi un video con l’invasione delle locuste in Australia – avvenuta nel 2010.

Finché sei sola, le dico mentre metto a fuoco con il Tamron, non dai fastidio.
Si era ancorata alla finestra. Perfettamente di profilo. E così non ho potuto non farle una foto.

In quella posa ieratica mi sembrava quel famoso ritratto su moneta di Federico da Montefeltro.
Chissà dove la incontrerò domani…

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La locusta (2)

Per alcuni giorni (forse una settimana) non ho più visto la locusta verde che si nutriva del finocchio.
Poi, un pomeriggio, nella tarda ora quando il sole si appresta a tramontare, mi sono accorto di un colore scuro sugli steli verdi e vellutati.
Mi avvicino e vedo lei. E anche lei mi vede. Prendo la mia HP e scatto qualche macro, ma lei cerca di nascondersi dietro al gambo del finocchio. Così io mi giro e gira anche lei.

Devo cambiare tecnica. Mi muovo piano, la prendo da lontano, evitando di puntargli l’obiettivo in faccia come fosse un’arma letale.

Si tratta solo di qualche foto, bella locusta, piaga d’Egitto.
Non ti farò nulla di più e potrai continuare a mangiare il finocchio.

Così, dopo un po’ di tempo, riesco a fare qualche scatto decente.
Ecco la locusta, e i brevi attimi del nostro incontro.