La vanessa nell’ortica

Finalmente una farfalla colorata che svolazza tra i fiori della lavanda e si ferma di tanto in tanto a succhiare nettare. E questa volta anch’io voglio essere informato, prendo il mio libro sulle farfalle e le falene di David Carter con fotografie di Frank Greenaway e comincio a sfogliare le pagine finché, a pagina 110, identifico la farfalla – diversa dalle solite bianche cavolaie – che svolazzava nel mio orto.

Sarà anche, come dice il libro “una delle più comuni farfalle europee”, ma certo mi fa piacere venga a fare i suoi giri tra i fiori di lavanda.

Vi enumero le caratteristiche principali di questa farfalla (chiamata proprio la vanessa nell’ortica), il cui nome deriva dal fatto che si sviluppa sull’ortica (ma nel mio orto mica c’è l’ortica… mah…).

Ha un’apertura alare dai 4,5 ai 5 cm ed è diffusa in Europa e nell’Asia temperata fino al Giappone.

Ma non finisce qui, perché sfogliando il libercolo sulle farfalle mi imbatto in una foto di un fiore che assomiglia molto a quello che vi ho proposto su questo blog qualche giorno fa, e di cui ignoravo il nome. Trattasi del fiore della pianta di ghiaccio (Mesembrianthemum crystallinum) – che vi propongo in foto qui sotto. 

Due piccioni con una fava. Vedi che a leggere un po’ c’è tutto di guadagnato?

Nota: curiosando in internet trovo come Mesembrianthemum crystallinum un’altra pianta, diversa dalla mia. Ma nel libro delle farfalle era indicata quella che ho nell’orto. Aiuto! Un botanico! Ho bisogno di un botanico! Scusatemi per l’errore di denominazione incontrollata… spero apprezzerete comunque il fiore…

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Love is love

In orto accade di tutto, è il mio piccolo microcosmo.

Così mi è accaduto di imbattermi in due farfalle cavolaie (ahi ahi per noi piccoli orticoltori sono una piccola disgrazia) che si stavano accoppiando.

Cercando un po’ in rete per meglio informarmi sulle loro abitudini e sul fatto se quello che ho visto e fotografato sia effettivamente un accoppiamento, mi leggo il sito “Farfalle d’Italia”, della Regione Emilia Romagna.

“In generale, si può dire che nelle farfalle e nelle falene si sono evolute due differenti strategie comportamentali per l’incontro dei sessi. Nelle prime, il maschio ricerca attivamente la compagna dando preminenza ai segnali visivi; segnali di tipo odoroso (chimico) intervengono solo in un secondo tempo, quando i partner si trovano a stretto contatto. A tale scopo nei maschi di moltissime specie di farfalle esistono squame modificate a funzione ghiandolare, chiamate androconi o plumule. Sulle ali, gli androconi possono essere dispersi tra le altre squame, riuniti in ciuffi o protetti in particolari tasche e pieghe delle nervature.

Ma possono anche essere localizzati in altre parti del corpo, per esempio su antenne, zampe, addome, apparato genitale. […]

Le cavolaie del genere Pieris compiono invece i cosiddetti ‘voli ascensionali’ con i quali viene saggiata la disponibilità della partner all’accoppiamento. Quando un maschio raggiunge una femmina, le due farfalle iniziano un volo ascensionale elicoidale, velocissimo, che può raggiungere anche i 20 m di altezza dal suolo. Se la femmina è già stata fecondata, il maschio si lascia quasi cadere verticalmente, rinunciando all’obiettivo, mentre l’altra continua a compiere spirali in volo, abbassandosi più lentamente. Se è recettiva, il maschio continua il corteggiamento fino a che la femmina non accetti l’accoppiamento.

Per le cavolaie, come per tante altre specie, è particolarmente importante il segnale visivo percepito nella lunghezza d’onda dell’ultravioletto, invisibile all’occhio di un osservatore umano. Le farfalle, e gli insetti in generale, percepiscono una vasta gamma cromatica: l’ambiente in cui vivono appare ai loro occhi con colori diversi rispetto a quelli percepiti da noi esseri umani.”

Se siete vi interessano le farfalle potete trovare maggiori informazioni nel già citato sito “Farfalle d’Italia” di cui vi lascio qui sotto il link:

http://www.aice-epilessia.it/farfalle/index.htm

Nota: il sito è nato per sostenere la ricerca sull’epilessia.

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Iris blu

Fioriscono gli iris blu, che gioia. E allora gli faccio una foto. E proprio mentre sto per scattare, ecco che una bella e colorata farfalla si posa su uno dei fiori.

Quello che non comprendo appieno, e sfugge dalle mie razionali regole di classificazione e spiegazione della realtà… lo chiamo caso – “fortuna” no, detesto questa parola.

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Dalla serra alla casa

Che male vuoi che faccia la farfalla Pavone di giorno in casa?
[per la cronaca, esiste anche la farfalla Pavone di notte, ndr]

Così i bambini hanno pensato bene di portarla in un luogo più caldo e ospitale, e l’hanno messa tra le foglie e i fiori della pianta di ciclamino.

Ma ancora mi domando: cosa ci faceva una farfalla nell’orto a fine gennaio?

pavone di giorno

Pavone di giorno

L’orto e il giardino sono i luoghi privilegiati per le “maraviglie”.
Meraviglie naturali e meraviglie semplici – pur nella loro complessità.

Questo inverno non è stato rigido. Qui al nord una nevicata in pianura (27 dicembre) e qualche giorno di freddo intenso, con parte del lago di Fimon ghiacciato. I giorni restanti hanno visto temperature sopra la norma, con afflizione di chi gestisce le piste da sci asiaghesi (Vicenza). Questa è la premessa necessaria per una mia spiegazione sulla meraviglia odierna: una farfalla avvistata in giardino dal buon GM, che poi è stata subito individuata dall’esperto FT. Si tratta del “pavone di giorno”, una bellissima farfalla che se ne stava un po’ intorpidita sul camminamento in pietra dell’orto.

Pavone di giorno

GM gli ha fatto aprire le ali stuzzicandola con un filo d’erba, poi l’ha fatta sedere sulla sua mano e l’ha portata in serra, perché si “scaldasse”.

Pavone di giorno

Cosa ci faceva una farfalla a fine gennaio nell’orto? Non è un po’ prematuro questo risveglio primaverile?

Alcune caratteristiche del Pavone di giorno
Famiglia: Nymphalidae
Apertura alare: 5,5/6 cm
Livrea unica
Il bruco: è nero e spinoso e si sviluppa sull’ortica e sul luppolo
Distribuzione: Europa, Asia temperata, Giappone
Periodo di volo: diurno
Habitat: pianure
Meccanismi di difesa: le macchie ocellate sulle ali sviano dal corpo delicato gli attacchi degli uccelli.

Nota: la farfalla che vedete in foto è un esemplare maschio.

Pavone di giorno

Cavolaia

Non sono certo le amiche del nostro orto.
Il soprannome dato a queste farfalle la dice lunga sulle loro colture preferite.
E non sono tanto le farfalle, quanto i bruchi che escono dalle loro uova… come già sapete.

Ecco perché, per rendermele più simpatiche e amiche, ogni tanto ci faccio una foto macro…
L’amore nasce anche dalla conoscenza. Così adesso dimentico più facilmente i danni sui miei cavoli e apprezzo di più i loro voli, di fiore in fiore. Questa farfalla nella foto si era appoggiata su una foglia di salvia.

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