Le metamorfosi

Perché abbiano scelto proprio il pilastro del cancelletto d’entrata non lo saprò mai. Forse il colore bianco, forse la zona in ombra per l’intera mattina, forse la superfice ruvida dell’intonaco pieno di protuberanze… perché proprio un pilastro e non una pianta? Forse non lo saprò mai… ma forse non ha molta importanza.

Già l’anno scorso li avevo notati. Non da vicino, quando apro il cancello, ma seduto sugli scalini di casa. Mi ero accorto che quel pilastro aveva tanti puntini neri. E qualcuno sembrava muoversi. Così mi sono avvicinato e ne ho visti tanti aggrappati al pilastro, scegliere il posto giusto. Fermarsi. Aspettare. Trasformarsi in qualcosa d’altro, diverso ma per alcuni segni riconducibile a quello che erano prima.
Forse vi state chiedendo qual’è il soggetto di queste metamorfosi, o forse lo sapete già.

Quest’anno li ho fotografati questi insetti. Coccinelle.
Ho fatto tre foto per documentare questa metamorfosi.
Nella prima, segnata con il numero 1, l’insetto con le sue zampe, che si muove fino a trovare la sua posizione. Mi ritorna in mente il libro A scuola dallo stregone, quando l’antropologo Carlos Castaneda, sotto la guida di Don Juan, cerca in una stanza vuota la sua posizione. Ci impiega molte ore per trovarla. All’inizio pensa sia una cosa ridicola quella di trovare la sua posizione. Poi la trova. Anche in questo caso è il primo passaggio verso una trasformazione, una metamorfosi.
Poi ho fatto una seconda foto, segnata con il numero due, dove la metamorfosi si sta compiendo.
Infine la terza foto, dove sono bene evidenti i primi puntini neri sopra la corrazza rossa della futura coccinella.

A metamorfosi compiute le coccinelle voleranno via. Il pilastro ritornerà ad essere interamente bianco.

coccinella

coccinella

coccinella

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Attenta coccinella! / Careful ladybug!

No! Non andare lì dentro! Coccinella stai attenta! Non è posto per te.
Forse la pianta carnivora dovrei toglierla dal bagno…

No! Do not go there! Ladybug careful! It is not the place for you.
Maybe I should remove the carnivorous plant from the bathroom …

Report coccinelle

Come stanno le coccinelle nel bagno? Da quando le abbiamo liberate dal barattolo di vetro, dopo appena un giorno… scomparse. Dove siano andate non ne ho idea – forse dietro lo specchio?

Ma ogni tanto ne vedo qualcuna camminare lungo le piastrelle, anche a notte fonda. No no, non sto sognando. Questa sera una coccinella saliva sulla porta del bagno, un’altra sul dentifricio alla fragola…

Una nota sulla categoria del post: storie nell’orto. Forse sarebbe più corretto dire “Storie nel bagno”, ma preferisco la prima categoria. L’orto può essere trasportato anche in bagno – non tutto, ci devo poter entrare anch’io.
Uno dei miei sogni ricorrenti è quello di avere una casa con dentro pezzi d’orto: insalata che cresce sulle pareti, pomodoro ciliegino che penzolano dai lampadari, fagiolini che si arrampicano sugli attaccapanni. Che male ci sarebbe? Del resto tutte le piante da interno sono quasi esclusivamente tropicali, prese da una foresta pluviale, trasportate per migliaia di chilometri in Europa e rinchiuse da quattro muri di cemento o di pietra – come i miei.

Non ci vedo nulla di strano a trasportare un poco di orto in casa. Ormai la definizione di casa borghese è un concetto antiquato, così come ritengo obsoleto la divisione delle camere – soggiorno, salotto, sala da pranzo, entrata – l’entrata poi! Non capisco a cosa serve. A entrare direte voi. Sì, ma non basta la porta? Mah… e battaglie con mia moglie a spiegarle questi miei nuovi concetti… niente da fare, non molla! Casa borghese vuole che sia! Eppure se cambiano i valori, devono cambiare anche le funzioni. Ecco, sento il bisogno impellente di teorizzare questa idea di “nuovi valori = nuove stanze per l’abitazione”, ma sarà per un prossimo post – e rischio anche di uscire dal tema, come mi capitava alle scuole medie e superiori, di fare di questo blog sull’orto un blog su casa e arredamento – confini inutili, io penso. Basta. Esco dal sogno. Ritorno alla realtà.
A presto

Le coccinelle della suocera / Ladybugs

Chi avrebbe mai pensato che dalla suocera ci fossero sì tante coccinelle, belle e colorate. E che i miei due bambini, con tanta pazienza e costanza le raccogliessero in un barattolino di vetro con il tappo bucato per permettere il passaggio dell’aria, e che così soddisfatti della loro fatica ma non ancora appagati dai loro propositi, le traslassero dal bagno della casa della suocera-nonna alla casa paterna, dove io ora scrivo, e le liberassero in bagno, lasciando il coperchio aperto e osservandole prima arrampicarsi, poi librarsi nella stanza e appoggiarsi al vetro ai muri al lampadario ai vetri della doccia sulle foglie delle piante un po’ avunque perché saranno circa una ventina, forse di più.

E così è bello vedere di mattina, appena svegli, le coccinelle camminare sopra lo specchio del bagno, o sul comodino o lungo le piastrelle. Basta solo stare attenti a dove si appoggiano i piedi… non si sa mai. Già che ci sono faccio anche un foto.

Too difficult to translate into English. So here, briefly, the history.
My kids have brought home the ladybugs that were in the bathroom of her grandmother. They have been released at home, and now there are a score of ladybugs in our bathroom. On the mirror, bedside, over the plants … everywhere.

Coccinella gialla e nera

Guardandola da vicino mi accorgo che le sue macchie sembrano quasi dipinte. Chi sarà stato? La locusta?
Oppure prende appuntamento in centri estetici specializzati?

«Come desidera la decorazione? Rossa a pallini neri… o a pallini gialli?»
«Mi piacerebbero delle stelline…»
«Mi dispiace signora, ma gliele sconsiglio. Troppo kitsch. E poi fuori moda, ormai.»
« …allora faccia i soliti pallini.»

La coccinella sulla finestra / The ladybug on the window

Cosa ci fa una coccinella sulla mia finestra? Si specchia?
Forse ha perso la strada, ed è venuta dentro alla stanza per cercare un po’ di caldo.
O si è effettivamente persa? Cosa faccio, la lascio in casa o le apro la finestra e le ridò la sua libertà?

Alla fine è volata via quando mi sono avvicinato. Credo sia rimasta dentro casa…

What’s a ladybug on my window? Reflects?
Maybe he lost his way, and came into the room to look a bit ‘hot.
Or you actually lost? What do I do, I leave the house or open the window and laughing his freedom?

It finally flew away when I approached. I think it remained in the house …

Le coccinelle / The ladybugs

Nessun commento. Le trovo sempre in queste situazioni un po’ imbarazzanti (per noi umani moralisti), ma del tutto naturali (per chi non ha sviluppato un severo Super-Io).

Comunque, da un altro punto di vista, il giallo sta molto bene con il verde.

No comment. I do find them always in these situations a little embarrassing (for us humans moralists), but quite natural (for those who have not developed a severe Super-Io).

However, from another point of view, the yellow is very good with the green.

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