Amaryllis, lo sbocciare di una diva

Quando la stagione dei fiori autunnali sta per finire, l’Amaryllis si presenta in tutto il suo splendore. Da settembre puoi godere dello spettacolo offerto da questo bulbo che subisce una metamorfosi affascinante. 

Processo di crescita

Gli Amaryllis, noti anche con il nome di Hippeastrum, sono bulbi maestosi che crescono fino a trasformarsi in fiori straordinari. La metamorfosi da bulbo a fiore è di per sé una festa per gli occhi. Il processo di crescita ha inizio con lo sviluppo delle radici. Successivamente dal bulbo spuntano una o più gemme di grandi dimensioni, al cui interno si celano i fiori. A questo punto, iniziano a crescere gli steli, finché le brattee non si aprono rivelando i fiori. Questo affascinante processo che dura da sei a dieci settimane è uno spettacolo da non perdere.

Risveglio

Affinché possa iniziare a crescere, il bulbo di Amaryllis deve essere “risvegliato”. A tale scopo, si consiglia di utilizzare dell’acqua. Collocare il bulbo in un recipiente con acqua tiepida per circa un’ora, In modo da favorire la formazione delle radici. Successivamente è possibile piantare il bulbo in un bel vaso riempito con terriccio, adagiarlo semplicemente in un piatto o sistemarlo in acqua. Questi bulbi gradiscono il calore. Una temperatura ambiente compresa tra 20 e 24 gradi è ottimale. Amano anche la luce, infatti se l’ambiente è troppo buio, gli steli diventano troppo lunghi.

Suggerimenti:

  • I bulbi di Amaryllis sono disponibili in commercio da ottobre a fine aprile.
  • Scegli bulbi di Amaryllis sodi al tatto. Se riesci a comprimerli, significa che i bulbi sono vecchi o malati.
  • I colori più noti dell’Amaryllis sono il rosso, il rosa, il salmone, l’arancione e il bianco. Inoltre sono disponibili varietà con fiori doppi e fiori di piccole dimensioni.
  • Quando lo stelo è lungo o se i fiori sono grandi e pesanti, è opportuno sostenere i boccioli con un bastoncino.
  • Per maggiori informazioni sui bulbi da fiore, visita il sito www.bulbidifiore.it.

amaryllis

I colori dell’autunno

Dal marrone, passando per il rosso, alll’arancio e finendo in tantissime tonalità di giallo che vanno a sfumare in delicate pennellate di bianco.

Ma questo non è un post dedicato all’orto, bensì all’arte culinaria, alla gioia di combinare i colori dei frutti e delle colture per godere poi di soavi sapori e squisite fragranze. Tatto, olfatto, vista, gusto, udito. Tutti i sensi che vengono stimolati quando iniziamo ad utilizzare mani – e cervello – per creare qualcosa sì di effimero, ma altrettanto indelebile ed essenziale per la nostra salute – prima di tutto mentale, poi fisica. Perché il piacere che si prova quando si prepara del cibo – sia esso già pronto per essere mangiato a breve, sia esso in preparazione per essere mangiato poi, com’è appunto per le colture del nostro orto – è innanzitutto un piacere mentale e poi, sicuramente, un piacere fisico, che riguarda tutti i nostri sensi, le nostre emozioni, la nostra memoria.

E così ecco un primo piatto autunnale che non potete non farvi mancare. Un buonissimo risotto Carnaroli con i funghi. I funghi li preparate voi, e poi vi preparate il risotto. Non sto ad indicarvi la ricetta, ché uscirebbe dalle intenzioni di questo blog, vi mostro solo delle foto del risotto preparato, giusto per invogliarvi a trascorrere un pò di tempo tra i fornelli.

risotto

E poi veniamo al pezzo forte: i peperoncini tondi, ripieni di filetti di alice e capperi.

Una preparazione non da poco, che richiede tempo e pazienza, ma che sicuramente premia, in tutti i sensi. Basta anche solo guardarli questi barattoli per essere contenti di quello che si è fatto. I peperoncini vanno lavati, si tolgono i semi al loro interno – mi raccomando toglieteli tutti, che ne basta anche uno per farvi venire le fiamme in bocca. Poi li si fa bollire per 5 minuti circa. Non troppo altrimenti si sfaldano e non riuscite più a inserire il ripieno. E poi arriviamo al ripieno. Munitevi sempre di guanti, altrimenti vi brucerete anche le mani. E con un pò di pazienza, dopo aver lavato anche i capperi, cominciate a riempire i peperoncini. Un’alice e qualche cappero. Poi tutti sott’olio. Tra un mese circa si possono mangiare. Nota: anche i barattoli devono essere ben lavati e fatti bollire. La ricetta e tutte le fasi della preparazione – se già non le conoscete – le trovate in internet o in qualche bel libro di cucina.

peperoncini con capperi e alici

Oltre al gusto di mangiarli, dicevo prima, per me vale moltissimo il profumo e tutti questi bellissimi colori autunnali…

Peperoncini ripieni

Le mele brutte

No, queste mele non possono essere vendute al supermercato! Non vedete come sono brutte? Qualcuna, un pò qui un po là, è anche bacata!

Pure bacata?

Certo, non vede!

E allora cosa ci faccio con queste piccole e brutte mele?

Me le mangio. Perché non sempre l’apparenza equivale alla sostanza. Anzi, nelle fiabe si sceglie molto spesso l’oggetto più brutto, meno appariscente, che viene preferito a quello bello e vistoso. E non solo nelle fiabe. Bassanio si è preso la bella Porzia scegliendo lo scrigno giusto, quello di piombo, che ha preferito a quello d’argento e a quello d’oro – cfr. Shakespeare, Il mercante di Venezia.

Ma non scomodiamo troppo le fiabe… né tantomeno Shakespeare – e assolutamente non accenniamo a Freud. Perché io di mele brutte voglio parlarvi in questo post. E solo di queste.

Ebbene, forse esse sono tanto brutte quanto gustose.

Un sapore ritrovato al primo morso. Ricordi d’infanzia, forse. Un gusto unico che non trovo al supermercato. Una mela piccina ma gustosissima. Ecco, questo sì.

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Guardatela al confronto della sua rivale, quella che viene disposta con cura e intelligenza nelle cassette della frutta dei vari supermercati e si prende tutte le occhiate di stupore del pubblico. Quella mela diva che appare anche alla TV. Nulla voglio togliere alla mela grande, bella e perfetta, che non sembra neanche vera, o meglio non sembra tanto un oggetto, quanto l’idea di mela. Un puro noumeno. La perfezione scesa in Terra. Oggi ti lascio lì, cara mela diva, e mi concentro sulle tue sorelle bruttine – le piccole Cenerentole, e scusatemi se ritorno alle fiabe…

Ebbene, queste mele bruttine ma buonissime sono di qualità autoctona. E non han neanche bisogno di tanti fitofarmaci per crescere sane, perché si son fatte gli anticorpi da sole, in secoli di crescita nelle campagne di Vicenza. Un pò come succedeva una volta con i bambini. Lascia che si sporchino, che si fanno gli anticorpi. Altri tempi, forse, ma soprattutto… non voglio tediarvi troppo!

Il messaggio lo avete certo recepito. Non solo la bellezza, ma a volte anche la bontà la si trova nelle cose più semplici, quelle che han poca apparenza, quelle che magari ci passiamo davanti ogni giorno, ma non ce ne accorgiamo.

Mi fermo qui. E mi gusto l’ultima mela brutta che mi è rimasta.

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I romani recuperano il verde e coltivano la città

100 nuovi orti, uno per quartiere.

Questo il risultato del Bilancio Partecipativo

di Roma Capitale 2019

 

Roma come Parigi, Londra, Berlino e altre capitali europee. Aree verdi abbandonate o parchi in cattivo stato di manutenzione, in centro e in periferia, saranno recuperate grazie al voto e all’impegno dei romani.

Al termine delle votazioni per il Bilancio Partecipativo di Roma Capitale 2019, oggi, il progetto “Un orto urbano per quartiere: coltiviamo la città” è risultato il secondo più votato su 111 progetti che avevano superato il vaglio tecnico e una prima tornata di votazioni questa estate.

Finalmente gli orti urbani e i giardini condivisi di Roma, che già contano oltre 200 realtà, avranno una accelerazione. “Si può fare”, il messaggio alla base del lavoro di Zappata Romana, associazione proponente il progetto secondo classificato, sembra essere stato accolto dai romani che hanno deciso di “fare” qualcosa per se stessi e per il resto della comunità recuperando, facendo manutenzione del verde e riqualificazione urbana.

Gli orti e giardini condivisi sono palestre di cittadinanza attiva, non sono solo luoghi per coltivare. In questi spazi coltivare è la scusa per fare altro: si promuove l’educazione ambientale con le scuole; si custodisce e diffonde la biodiversità; si integrano diversamente abili e migranti; si rafforza l’appartenenza al territorio e alla comunità; si trasformano le aree verdi abbandonate in luoghi di incontro; si rafforza la sicurezza e il presidio del territorio; si crea coesione sociale; si sperimenta modelli di coprogettazione; si costruiscono oasi di creatività, di recupero di antichi saperi e di produzione culturale; si consolidano reti alternative di produzione e commercio alimentare; si scoprono e recuperano beni comuni; si offrono occasioni di partecipazione e democrazia.

“Auspichiamo che la realizzazione di 100 nuovi orti, uno per ogni quartiere della città, spinga Roma Capitale a ripensare la sua politica sugli orti urbani e i giardini condivisi assumendo un ruolo attivo” spiegano i proponenti della proposta votata dai romani. “Speriamo che avvenga a Roma quello che è avvenuto in tante altre città: l’amministrazione utilizzi gli orti e i giardini condivisi quale strumento di politiche pubbliche di contrasto al cambiamento climatico, di integrazione delle politichesociali, ambientali e culturali, per costruire una Food Policy per la città di Roma”.

Il giardinaggio urbano, organizzato in maniera collettiva, presenta una elevata capacità innovativa dell’attivismo civico e della pianificazione urbana perché restituisce spazi di giustizia. Gli orti e giardini condivisi sono uno spazio politico. Si pianta una zucchina, si coltiva con mani comuni, si raccolgono relazioni e democrazia.

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Giornata delle camelie

Torna in veste autunnale la mostra e mercato di florovivaismo dedicata alla camelia, arbusto sempreverde dell’Estremo Oriente i cui bellissimi fiori dolcemente arrotondati formavano il bouquet prediletto dalla celebre dama del romanzo di Alexandre Dumas. Sabato 26 e domenica 27 ottobre 2019 a Villa Della Porta Bozzolo, Bene del FAI – Fondo Ambiente Italiano a Casalzuigno (VA), si rinnova l’appuntamento con Le Giornate delle Camelie, evento realizzato in collaborazione con la Società Italiana della Camelia e Camellie del Verbano di Tiziano Genoni, cultore e ricercatore storico della camelia.

Protagonista di questa edizione saranno le varietà di Camelia Sasanqua, la tipica pianta a fioritura invernale. Originaria della Cina e del Giappone, per il suo germogliare nel periodo che va da novembre a marzo è nota come “Camelia di Natale”, ma è anche conosciuta come “pianta del tè”, per l’uso che viene fatto delle sue foglie nella tradizione nipponica. Le sale della Villa e il giardino ospiteranno una mostra di camelie invernaliSasanqua, Hiemalis e Vernalis – catalogate e nomenclate per specie e nome con esemplari provenienti dalle floricolture del Lago Maggiore, delle province di Verbania e Varese, dove il clima, la qualità del terreno e dell’acqua sono particolarmente favorevoli a questa coltivazione, introdotta in Italia a opera di nobili britannici che tra ‘800 e ‘900 acquistarono le loro residenze estive lungo le sponde dei grandi laghi settentrionali. Il pubblico potrà ammirare inoltre una mostra di composizioni floreali realizzate con fiori recisi provenienti da vecchi esemplari messi a dimora sulle sponde del lago; un’altra curiosità sarà la Pianta del Tè, ovvero la Camellia Sinensis, dalle cui foglie e germogli è tratta il tipico infuso delle cinque di pomeriggio.

Oltre alla possibilità di fruire della consulenza dei più esperti conoscitori di camelia, con il biglietto di ingresso gli ospiti saranno chiamati a esprimere il loro voto per selezionare il fiore dalla forma più bella.

Inoltre, in entrambe le giornate di manifestazione sono in programma conferenze e workshop sul mondo della camelia oltre a laboratori creativi per bambini. Domenica 27 ottobre alle ore 15 Tiziano Genoni terrà una conferenza accompagnata da splendidi scatti fotografici dal titolo La Camelia Sasanqua – l’Essenza ritrovata nella magia autunnale”, occasione in cui presenterà al pubblico la recente e bellissima cultivar di sua produzione denominata “Eleonora Genoni”. I più piccoli potranno cimentarsi con semi, petali, foglie e profumi e raccogliere tutte le informazioni in un prezioso taccuino; al termine della ricerca, potranno degustare il loro tè in compagnia di mamma e papà.

Cenni storici:

Il nome latinizzato Camelia Sasanqua deriva dal giapponese Sazanka Tsuyu, che tradotto in italiano significa “Pioggia di Camelie”. In Giappone la stagione autunnale dei mesi novembre e dicembre coincide con la fioritura delle camelie; agli occhi dei rari turisti in visita in questo periodo si dischiude lo spettacolo della fioritura nel suo massimo splendore. Introdotta in Europa nel 1810, i primi esemplari di Sasanqua vennero introdotti sulle rive del Lago Maggiore. Successivamente, furono importate altre specie a fioritura autunnale e invernale: Hiemalis, Vernalis, Sinensis, Saluonensis, Yunnanensis, Tsaii, Granthamiana, Oleifera e Rusticana.

Le Giornate delle Camelie” a Villa Della Porta Bozzolo, viale Camillo Bozzolo 5 – Casalzuigno (VA)

Giorni e orari di apertura: sabato 26 e domenica 27 ottobre 2019, dalle ore 10 alle 18

Ingresso: Intero 10 €; Bambini fino a 5 anni gratuito; Ridotto (6-18 anni) e residenti Casalzuigno 5 €; Iscritti FAI 4 €; Famiglia (2 adulti + 2 bambini) 25 €.

Per ulteriori informazioni: Villa Della Porta Bozzolo tel. 0332/624136 – faibozzolo@fondoambiente.it

www.fondoambiente.it

Per informazioni servizio bar/ristorante: “I Rustici” 335.329003; foghinazzi@irustici.it; prenotazioni@irustici.it

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Colori di tendenza per i bulbi da fiore

Quali colori abbelliranno il tuo giardino l’anno prossimo? Lasciati ispirare dai bulbi nei colori più in voga, secondo le tendenze per il giardino del 2020. Piantare adesso significa godere di uno spettacolo meraviglioso già all’inizio della primavera.

Ventaglio di colori

I bulbi da fiore che all’inizio dell’anno annunciano la primavera offrono uno spettacolo meraviglioso. Colori stupendi e profumi deliziosi rallegrano il giardino e, di conseguenza, anche chi lo frequenta. I bulbi a fioritura primaverile più amati sono tulipani, crochi, giacinti e narcisi. I bulbi da fiore sono disponibili in tutte le tinte dell’arcobaleno, pertanto soddisfano pienamente le tre gamme di colori che caratterizzano le tendenze per il giardino del 2020. Per ottenere un effetto strepitoso in primavera con le tonalità più in voga, scegli i bulbi nella gamma di colori che preferisci e piantali in autunno.

Ritrovamento dell’equilibrio

Hai spesso i nervi a fior di pelle per tutto quello che accade intorno a te? Per tutto quello che si può o si deve fare? Questo succede perché siamo sempre “collegati”. Veniamo sovraccaricati di informazioni e non ci è concesso sbagliare. Per ritrovare noi stessi nel mondo caotico in cui viviamo dobbiamo staccare la spina. Alcuni fiori, come i tulipani, i narcisi e i giacinti, fungono letteralmente da cuscino tra il mondo esterno, esigente e frenetico, e il nostro bisogno di tranquillità. I fiori dalle delicate tinte pastello ci aiutano a rilassarci e a ricaricarci. Inoltre gli insetti che si posano su questi fiori esercitano un effetto calmante.

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Foto centrale: Tulipa ‘Christmas Dream’ – Foto a destra: Tulipa ´Apricot Beauty´

 

Apertura mentale

Ti senti in trappola? Come se vivessi in un ambiente dalla mentalità ristretta e limitata? Desideri, come molti altri, uscire dal mondo digitale e allargare i tuoi orizzonti. Cerchi maggiore apertura e diversità, per amalgamare i confini tra generazioni, generi e provenienze. La tendenza per il giardino che trae spunto da queste sensazioni presenta un misto di influssi derivanti da culture diverse. Le bordure ricche di fiori di campo variopinti creano un’atmosfera allegra e disinvolta. Puoi scegliere tra varie combinazioni di bulbi dalle tinte sobrie o dai colori accesi e naturali.

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Foto centrale: Fritillaria imperialis ‘Rubra’ – Foto a destra: Tulipa ‘Cummins’

 

Desiderio di autenticità

Il mondo attuale esige che tutto sia perfetto. La società è talmente ossessionata dalla ricerca della perfezione che gli individui non si distinguono quasi più gli uni dagli altri. Questo provoca un fortissimo desiderio di autenticità, che si traduce nel bisogno di imperfezione e libertà. Questa tendenza per il giardino presenta infatti uno stile anticonformista, come se le piante nelle bordure si fossero inselvatichite. Invece l’abbinamento di bulbi dai colori intensi con le tonalità grigio cemento, beige naturale e nero industriale è frutto di una scelta ponderata che simboleggia il distacco dalle leggi e dalle regole non scritte.

Per maggiori informazioni sui bulbi da fiore, visita il sito www.bulbidifiore.it.

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Foto centrale: Allium ´Ambassador´- Foto a destra: Hyacinthus ´Fondant´

La raccolta delle melagrane

L’albero è stracolmo. Piccole, grandi, appese a sottili rami, appoggiate tra di loro, alcune già cadute a terra, con le formiche che ci sguazzano dentro.

È proprio l’ora di raccoglierle e di gustarne, per il mio palato, il sugo, e per la mia vista, quegli infiniti chicchi rossi come rubini.

Un’operazione delicata quella della raccolta delle melagrane sul mio albero – ma non solo sul mio. Spine affilate si conficcano qua e là sulla mia pelle. Non che sia troppo distratto, ma succede sempre… ma questo non mi duole. Perché penso già a quando aprirò i meravigliosi frutti del melograno – quei semini che per essere precisi si chiamano arilli -, quando riempirò la mia mano dei tanti piccoli frutti rossi e in un boccone in bocca. Oppure quando prenderò lo schiacciapatate e con forza schiaccerò tutti gli arilli per farne uscire un delizioso succo rosso.

Frutto consigliato per contrastare i malanni di stagione. Oltre alla fibra (4%), ai sali minerali (ferro, potassio, fosforo, magnesio…), alle vitamine (gruppi A, B, C, E, K), ai modaioli principi attivi antiossidanti… le melagrane sono per me anche poesia.  

E cosa c’entra la poesia con il naturale fabbisogno di mangiare?

Visto che siamo animali simbolici… c’entra moltissimo, a volte più del cibo stesso…

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[…]

Ed eccoci alla preparazione del succo di melagrana.

Questo è il mio metodo. Prendetevi un grembiule da cucina, perché il succo di melagrana è difficile da togliere. Prendete poi uno scolapasta in ferro. Aprite le melagrane e togliete con pazienza gli arilli. Potete farlo ascoltando la radio, così è più piacevole, se volete.

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Poi prendete una caraffa e uno schiacciapatate. Lo schiacciapatate deve andare dentro la caraffa, così non fate troppi schizzi, perché il succo di melagrana è difficile da togliere.

Riempite lo schiacciapatate, schiacciate gli arilli, una volta schiacciati li buttate nell’umido, e continuate così…

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Abbelliamo il giardino con i bulbi da fiore

Sapevi che i primi fiori che colorano il giardino sono quelli che nascono dai bulbi? I bulbi da fiore sono adatti per giardini grandi e piccoli e contribuiscono a migliorare la biodiversità. È quindi arrivata l’ora di piantare i bulbi! Quest’autunno mettiti all’opera prendendo spunto dai quattro suggerimenti seguenti e godi del risultato fin dall’inizio della primavera.

Bulbi da fiore in vaso

I bulbi da fiore crescono splendidamente in giardino, ma si prestano bene anche alla coltivazione in vaso. I vasi sono perfetti per abbellire terrazze e altre zone lastricate. Qual è il trucco? È importante che il vaso sia sufficientemente profondo e provvisto di un foro sul fondo, per consentire all’acqua in eccesso di fuoriuscire. Inoltre l’altezza minima del vaso deve essere almeno il triplo dell’altezza del bulbo.

Passaggi

  1. Cospargere il fondo del vaso con uno strato di cocci, idrogranuli o ghiaia per un efficace drenaggio dell’acqua
  2. .Aggiungere uno strato di terriccio sullo strato di cocci, idrogranuli o ghiaia.
  3. Piantare i bulbi nel terriccio. Per ottenere un risultato variopinto, utilizzare una grande quantità di bulbi. In vaso possono essere collocati più vicini gli uni agli altri rispetto alla piantagione in giardino, ad una distanza massima pari alla larghezza di un bulbo.
  4. Ricoprire i bulbi con uno strato di terriccio pressandolo con forza.
  5. Infine innaffiare moderatamente.Accertarsi che i vasi siano protetti dal gelo. A tale scopo è possibile avvolgere i vasi con paglia o in fogli di plastica a bolle. Durante il periodo delle gelate è possibile inoltre riporre i vasi in un luogo riparato.
  6. Accertarsi che i vasi siano protetti dal gelo. A tale scopo è possibile avvolgere i vasi con paglia o in fogli di plastica a bolle. Durante il periodo delle gelate è possibile inoltre riporre i vasi in un luogo riparato.

Piantagione a lasagna

È possibile piantare i bulbi secondo il metodo “a lasagna”, detto anche piantagione a strati. I bulbi vengono sistemati in diversi strati posti uno sopra l’altro, proprio come in una teglia di lasagne o come i piani di un condominio. In questo modo i bulbi a fioritura precoce, come i crochi (Crocus), sbocciano per primi, seguiti quindi dai bulbi con fioriture successive. Questa fioritura consecutiva offre un piacere prolungato, che inizia a gennaio e arriva talvolta a maggio.

Passaggi

  1. Piantare il primo strato di bulbi. Per ottenere una fioritura di grande effetto, collocare i bulbi in modo che siano vicini tra loro.
  2. Coprire il primo strato con circa 5 cm di terriccio e piantare quindi il secondo strato sopra il primo. Anche in questo caso, è possibile sistemare i bulbi gli uni vicini agli altri, lasciando però alcuni millimetri liberi per le foglie giovani.
  3. Coprire il secondo strato di bulbi con terriccio e piantare quindi il terzo e ultimo strato.
  4. Colmare infine con il terriccio necessario.
  5. Pressare leggermente e innaffiare i bulbi.

Mix di bulbi a piacere

I bulbi da fiore svolgono un ruolo importante, poiché sono i primi che colorano il giardino all’inizio di ogni anno. Un mix di bulbi permette di godere più a lungo di una fioritura stupenda. Talvolta un mix di bulbi regala uno spettacolo meraviglioso che dura alcuni mesi e non solo poche settimane. Questo perché i vari bulbi fioriscono in periodi distinti. Allora cosa stai aspettando? Scegli, mescola, spargi e pianta i tuoi bulbi preferiti!

Scelta

I bulbi da fiore si suddividono nei seguenti gruppi: annuali, pluriennali e da inselvatichimento. I bulbi annuali, come ad esempio i tulipani (Tulipa), sono noti per i loro colori espressivi. Se preferisci utilizzare bulbi che si mostrino in tutto il loro splendore in giardino anche l’anno seguente, puoi scegliere bulbi pluriennali come la gloria della neve (Chionodoxa). Inoltre puoi mescolare bulbi da inselvatichimento, quali i falsi giacinti (Scilla). Questi bulbi si riproducono e si propagano ogni anno.

 

Calamite per insetti

La tua oasi verde si prende cura di uccelli, ricci, farfalle, api e numerosi altri animali e insetti, che non possono fare a meno del verde poiché è ciò di cui si nutrono. Insomma, tanto verde è sinonimo di tanta vita in giardino, un fenomeno meraviglioso. I bulbi da fiore sono un elemento importante per creare un giardino pieno di vita. Se i bulbi vengono piantati in autunno, le farfalle e le api possono nutrirsi dei fiori già all’inizio della primavera.

Scelta

Puoi scegliere tra numerose varietà di bulbi, ad esempio bulbi che producono fiori dagli steli lunghi, come l’aglio ornamentale (Allium), il tulipano (Tulipa), il narciso (Narcissus) e il giacinto (Hyacinthus) oppure i bulbi che producono fiori a gambo corto, come i muscari blu (Muscari), l’anemone orientale (Anemone blanda) e i crochi (Crocus). Per le api tutti i fiori da bulbo sono una vera prelibatezza. Le farfalle prediligono invece in assoluto l’aglio ornamentale.
Per maggiori informazioni sui bulbi da fiore, visita il sito www.bulbidifiore.it.

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LLe erbacce dell’Appia antica

Riconoscimento sul campo, impieghi, proprietà

Durante la passeggiata verranno indicate le proprietà e gli impieghi di erbe un tempo adoperate nelle cure del corpo e nell’alimentazione, proprietà spesso confermate dagli studi moderni.

Seguirà un approfondimento su come realizzare un piccolo orto dei semplici bello e utile per avere sempre a disposizione le piante che ci aiutano a mantenere un buon equilibrio psicofisico. Quali piante scegliere in base alle proprie esigenze, ma anche al luogo in cui possono essere piantate.

Lezione su campo tenuta da Valentina Petrioli, coltivatrice e raccoglitrice di erbe officinali, produttrice presso la propria azienda agricola “I Semplici e le Selvatiche”, amica di Hortus Urbis.

Si consiglia di portare una bottiglietta di acqua e scarpe comode e adatte al clima.

  • Sede: Hortus Urbis, via Appia Antica 42/50, Roma
  • Costo: donazione suggerita di 20 euro a persona + 5 euro Carta Amici del Parco dell’Appia dell’Appia Antica
  • Posti limitati
  • Sabato 19 ottobre 2019, dalle 10 alle 13
  • Iscrizioni: entro le 12 di venerdì 18 ottobre o in loco fino ad esaurimento posti: hortus.zappataromana@gmail.com

Il corso si svolge all’aperto, le attività potranno subire variazioni in relazione alle condizioni climatiche.

Vedi la locandina e i dettagli del programma completo: www.hortusurbis.it

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Scavanger Hunt

Siamo lieti di invitarvi Domenica 20 ottobre alle attività autunnali all’aria aperta per grandi e piccini dell’Hortus Urbis, l’orto antico romano nel Parco dell’Appia Antica.

Alle ore 11 – SCAVANGER HUNT, in inglese a cura di Hortus Urbis

Partecipa ad un tradizionale Scavanger hunt all’aperto, guarda in su e in giù e trova più cose che puoi! Ogni partecipante riceverà una lista di cose da trovare o disegnare o contare … Una sorpresa stagionale dell’orto attende tutti gli Scavangers!

  • Età: 3-11
  • Durata: circa 50 min

ISCRIZIONE
E’ fortemente consigliata l’iscrizione con pagamento anticipato. Per iscriversi mandare una email all’indirizzo hortus.zappataromana@gmail.com, entro le ore 12.00 di venerdì 18 ottobre. Indica ora e laboratorio. Riceverete una email con le indicazioni per il pagamento. Il laboratorio costa 10 euro a bambino (8 euro con la Carta Amici del Parco). Sul posto l’iscrizione potrà avvenire solo per gli eventuali posti rimanenti a 10 euro a bambino per tutti.

Vedi la locandina e i dettagli del programma completo: www.hortusurbis.it

Si ricorda che l’area è dotato di zona pic nic per coloro che volessero trattenersi anche per il pranzo.

In caso di pioggia il laboratorio sarà spostato.

Tre giorni per il giardino

Il giardino è sapere e saper fare. Dietro la sua bellezza, la sua armonia e i suoi colori si nascondono, infatti, la cultura e l’abilità pratica del suo artefice, la manualità guidata dal ricco patrimonio immateriale di chi conosce la terra e sa come curarla e renderla fertile. Per questo la “Tre giorni per il giardino ed. Autunno”, in programma da venerdì 18 a domenica 20 ottobre 2019 dalle ore 10 alle 18 al Castello e Parco di Masino a Caravino (TO), diventa officina, oltre che vetrina: non solo mostra e mercato di pregevoli collezioni botaniche, ma luogo in cui vivaisti ed esperti condividono con il pubblico la propria esperienza, saggezza e tecnica, così come i maestri trasmettevano il mestiere nelle antiche botteghe artigiane.

Fulcro della manifestazione – organizzata dal FAI sotto l’accurata regia dell’architetto Paolo Pejrone, fondatore e Presidente dell’Accademia Piemontese del Giardino – sarà il corso intensivo tenuto da Luca Riccati, capo giardiniere del Parco Pallavicino e della Rocca di Angera, che fanno parte del complesso dei giardini Borromeo sul Lago Maggiore. Un seminario applicativo, in programma sabato 19 dalle ore 14 alle 17 nella “scuola a cielo aperto” al centro del pratone di Masino, nel quale il pubblico imparerà a prendersi cura delle piante durante il tardo autunno, l’inverno e gli albori della primavera: dalla pratica di talee e potature alle pulizie e ai diserbi, dalle tecniche di rinvasi e trapianti alle semine e alle messe a dimora, dall’uso di terricci, concimi e pacciamature alle protezioni contro il freddo, fino alle irrigazioni (su prenotazione, al termine del corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione).

Oltre a questi fondamentali strumenti, l’officina verde della “Tre giorni” offrirà preziose conoscenze su un tema che chi ha e fa il giardino affronta quotidianamente: la convivenza con gli animali, filo conduttore dell’edizione 2019. Lezioni, incontri pratici, laboratori e consigli di lettura, a cura della Libreria della Natura, riguarderanno, da una parte, gli animali domestici(cani, gatti, asini, capre, galline, anatre, oche…), l’organizzazione attenta degli spazi affinché il giardino possa essere loro habitat senza perciò essere distrutto, la selezione di piante resistenti, l’uso di repellenti naturali e le scelte botaniche per “mimetizzare” cucce e capannine. D’altra parte, gli animali selvatici, una miriade di piccoli abitanti del giardino da accogliere o da cui difendersi: piante mellifere, ad esempio, possono fornire ristoro alle api, i preziosi impollinatori in via d’estinzione. Foglie, rami e terriccio danno riparo agli insetti alleati del giardiniere, così come una mangiatoia, un nido per gli uccellini, una casetta per i pipistrelli, mentre qualche “varco” può consentire l’ingresso di ricci, rospi e ranocchi. Per proteggersi, invece, da lepidotteri, lumache e cinghiali il giardiniere deve agire con astuzia, imparando a utilizzare rimedi efficaci e sostenibili, dai nematodi alle barriere di siepi spinosissime. Anche le passeggiate botaniche tra gli espositori in mostra, a cura di Davide Pacifico, verteranno sul tema Animali utili ai giardini, giardini utili agli animali.

Infine, prestigiosi premi verranno assegnati da piccole commissioni qualificate: la migliore novità botanica sarà eletta dall’autorevolissima Società Botanica Italiana, mentre una giuria di giornalisti del settore sceglierà il contributo più significativo alla diffusione della cultura giardiniera. Il premio per l’attenzione ecologica e la sostenibilità ambientalesarà attribuito dal FAI, quello per la proposta più rara, per la collezione più significativa e per il giovane vivaista più meritevole da due commissioni scientifiche. All’espositore che meglio rappresenta la giardineria di qualità, in termini di storicità, capacità di innovazione, raffinatezza e sobrietà, una giuria composta dal Consiglio Scientifico dell’Accademia Piemontese del Giardino assegnerà invece il premio Marella Agnelli, mentre i visitatori avranno l’onore di eleggere lo stand più bello.

Per gli iscritti FAI (possibilità di iscriversi in loco) e i soci dell’Accademia Piemontese del Giardino

venerdì 18 ottobre, dalle ore 10 alle 14, APERTURA con ingresso GRATUITO alla manifestazione

Con il Patrocinio di Regione Piemonte, Città metropolitana di Torino, Comune di Caravino e Comune di Ivrea.

Il calendario “Eventi nei Beni del FAI 2019” è reso possibile grazie al significativo sostegno di Ferrarelle, partner degli eventi istituzionali e acqua ufficiale del FAI; al fondamentale contributo di FinecoBank, già Corporate Golden Donor, che ha scelto di essere a fianco del FAI anche in questa occasione e di PIRELLI che conferma per il settimo anno consecutivo la sua storica vicinanza alla Fondazione. Grazie a Sojasun, importante brand di prodotti vegetali, nuovo sponsor della manifestazione che in questa edizione distribuirà una selezione delle sue alternative vegetali allo yogurt. Grazie a Golia Herbs, sponsor degli eventi verdi in calendario. Per il secondo anno si conferma la prestigiosa presenza di Radio Monte Carlo in qualità di Media Partner.

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Photo Courtesy: Dario Fusaro

Giorni e orari:

Venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 ottobre 2019, dalle ore 10 alle 18. Ultimo ingresso ore 17

Biglietti:

Manifestazione: Intero € 11; iscritti FAI € 5; ridotto (6-18 anni) € 5; minori di 5 anni e residenti gratuito.

Eccezionalmente venerdì 18 ottobre dalle ore 10 alle 14 agli iscritti FAI (possibilità di iscriversi in loco) e ai soci dell’Accademia Piemontese del Giardino è riservata l’apertura con ingresso gratuito.

Sabato 19 ingresso gratuito tramite accreditamento online per i giardinieri e per gli studenti di: Architettura del Paesaggio; Agraria; Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura; Scienze forestali e ambientali

Corso intensivo di giardinaggio a cura di Luca Riccati: Intero € 25; iscritti FAI € 15

Manifestazione e castello:

Intero € 16; iscritti FAI 5, ridotto (6-18 anni) € 7; minori di 5 anni e residenti gratuito.

Visita al castello e alla Manica di Ponente:

Intero € 5; ridotto (6-18 anni) € 2; iscritti FAI e soci Accademia gratuito.

Parcheggi:

Nelle vicinanze della mostra (oltre 3000 posti) € 1; all’interno della manifestazione (400 posti) € 5

Aree di ristoro:

Area attrezzata per ristorazione, adiacente alla mostra, con piatti caldi, menu tipici della tradizione canavesana

Area Caffè FAI in manifestazione

Caffè Masino sulle terrazze panoramiche del castello

– “Ristorante del Castello” presso il Salone Marchesa Vittoria, con menu stagionale (prenotazioni 335 5204114)

Per informazioni sugli espositori e sul corso di giardinaggio e per l’elenco degli incontri, delle passeggiate botaniche, dei workshop e delle lezioni: http://www.tregiorniperilgiardino.it

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Photo Courtesy: Dario Fusaro

Ricette con i bulbi da fiore

Se desideri avere un giardino allegro e variopinto all’inizio della primavera, l’autunno è il momento giusto per agire. Lasciati ispirare dalle nostre ricette per bulbi da fiore.

Colore

I bulbi da fiore hanno il potere di rallegrare il giardino con i colori. In gennaio, fanno capolino i piè di gallo e i bucaneve, seguiti da crochi, narcisi, giacinti e tulipani. I bulbi continuano a fiorire fino a giugno, con l’aglio ornamentale come tocco finale.

Ricette

I bulbi da fiore sono disponibili in ogni colore, forma e dimensione. L’assortimento è talmente vasto da far venire il capogiro. Ma niente panico, abbiamo preparato per te due ricette basate su bulbi a fioritura primaverile: il mix multicolore e il mix in tonalità di giallo.

Ricetta per il mix multicolore

Ingredienti:

  • 30 tulipani (Tulipa) “Strong Gold”
  • 30 tulipani (Tulipa) “Couleur Cardinal”
  • 60 narcisi (Narcissus) “Petrel”
  • 25 anemoni (Anemone blanda) “White Splendour”

Colloca i bulbi da fiore in un recipiente o in un cesto e mescolali tutti insieme. Spargi i bulbi uniformemente nella bordura, quindi piantali nel punto in cui sono caduti. Le quantità indicate sono adatte a una bordura di sei metri quadrati.

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Ricetta per il mix in tonalità di giallo

Ingredienti:

  • 30 tulipani (Tulipa) “Spring Green”
  • 30 tulipani (Tulipa) “Yellow Spring Green”
  • 15 fritillaria imperialis “Maxima Lutea”
  • 60 narcisi (Narcissus) “Hillstar”

Mescola tutti i bulbi in un recipiente o in un cesto, quindi spargili nella bordura o tra le piante perenni. Pianta i bulbi nel punto in cui sono caduti per ottenere un effetto naturale e spontaneo. Le quantità indicate sono adatte a una bordura di sei metri quadrati.

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Periodo

Per godere dello splendore di questi bellissimi fiori in primavera, è necessario piantare i bulbi in autunno. Si tratta di un’attività divertente che si può svolgere mentre si prepara il giardino per l’inverno. I bulbi hanno infatti bisogno di un periodo freddo per crescere e fiorire al meglio.

Fasi di lavoro

Piantare i bulbi è una gradevole occasione di svago e l’autunno è una stagione meravigliosa per svolgere attività in mezzo alla natura. Il piacere non deriva solo dal tempo trascorso a piantare bulbi, ma anche dallo spettacolo sorprendente offerto da ogni centimetro di crescita dei fiori. Per ottenere un risultato di grande impatto, segui i tre passaggi descritti di seguito.

Fase 1
Scava diverse buche prima di piantare i bulbi da fiore. La profondità di piantagione dipende dalle dimensioni del bulbo. I bulbi grandi (5 cm e oltre) vanno piantati a una profondità di 15 cm, mentre i bulbi piccoli (2,5-5 cm) a una profondità compresa fra 7 e 10 cm. Mescola eventualmente un po’ di terriccio al terreno per renderlo più drenante.

Fase 2
Colloca delicatamente i bulbi nel terreno con la punta rivolta verso l’alto. I bulbi di grandi dimensioni vanno posizionati a una distanza compresa fra 7 e 20 cm gli uni dagli altri, mentre i bulbi piccoli a una distanza compresa fra 3 e 7 cm.

Fase 3
Copri i bulbi con la terra precedentemente rimossa. Se il terreno è piuttosto secco, si consiglia di annaffiare regolarmente.

Per maggiori informazioni sui bulbi da fiore, visita il sito www.bulbidifiore.it.

Bulbi in festa

Siamo lieti di invitarvi Domenica 6 ottobre alle attività autunnali all’aria aperta per grandi e piccini dell’Hortus Urbis, l’orto antico romano nel Parco dell’Appia Antica.

Alle ore 11 – BULBI IN FESTA, a cura di Hortus Urbis
Laboratorio per sporcarsi le mani dedicato al giardinaggio e in particolare allo zafferano. I bambini potranno interrare insieme i bulbi e partecipare alla creazione delle nuove aiuole dell’orto e portare a casa un bulbo in vasetto da curare.

  • Da 4 anni in poi
  • Durata: circa 45 minuti

ISCRIZIONE
E’ fortemente consigliata l’iscrizione con pagamento anticipato. Per iscriversi mandare una email all’indirizzo hortus.zappataromana@gmail.com, entro le ore 12 di venerdì 4 ottobre. Riceverete una email con le indicazioni per il pagamento. Il laboratorio costa 10 euro a bambino (8 euro con la Carta Amici del Parco). Sul posto l’iscrizione potrà avvenire solo per gli eventuali posti rimanenti a 10 euro a bambino per tutti.

Vedi la locandina e i dettagli del programma completo: www.hortusurbis.it

Si ricorda che l’area è dotato di zona pic nic per coloro che volessero trattenersi anche per il pranzo.

In caso di pioggia il laboratorio sarà spostato.

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