Cosa c’è di bello in un fiore appassito?

I semi.

Certo non è bello tenere in casa un fiore appasssito. Sa molto da famiglia Addams. L’unica cosa positiva – forse – è che non c’è bisogno di annaffiarlo. 

Eppure anche i fiori appassiti hanno il loro fascino. Sembrano quasi dotati del dono dell’immortalità. Sembrano avere fermato il tempo. E sono come una foto che ha immortalato un nostro ricordo, e ce lo fa vedere – e immaginare di nuovo – nonostante questo sia passato, anche da molto tempo.

Devo confidarvi che io stesso – a dispetto della famiglia Addams – ho in casa dei fiori appassiti. Li ho fotografati per voi, e certamente ci sarà qualche post disperso in questo blog dove vi ho già parlato di fiori appassiti. Che poi, dopo essere appassiti, si seccano. E diventano fiori secchi. Margherite, lavanda, un’altra margherita. Ho anche le rose secche del bouquet del matrimonio. Prima o poi si dissolveranno. Diventeranno polvere. Un pò come le foto stampate, che ingialliscono. Un pò come i vecchi film che avevo registrato su nastro, e che dovrei riversare su dvd o su chiavetta per potermeli vedere nuovamente.

fiori secchi

Ma ritornando ai miei fiori appassiti, e a cosa c’è di bello in essi… ecco i semi. Diventeranno nuovi fiori. E il raccoglierli, conservarli e poi seminarli… è un mio rito.

Un rito magico? Forse… la magia del quotidiano, del poco appariscente… dell’assolutamente normale.

fiori secchi

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Sfere di fiori

O forse pianeti? Cercare delle somiglianze nel mondo naturale sembra essere operazione facile e piacevole. Non vi nascondo il mio infantile stupore nel vedere e nell’immaginarmi mondi fantastici all’interno dei semplici fiori che popolano il mio orto.

Ecco qui il fiore bianco del porro gigante. Una costellazione di piccoli fiori bianchi che sembrano quasi esplodere come dei fuochi d’artificio. O, ancora meglio, un mondo misterioso da romanzo di fantascienza.

Ecco che nella mia esplorazione trovo un amico, un piccolo coleottero nero che penetra nel nucleo del pianeta floreale, lo perlustra per bene all’interno, ma poi esce e va a succhiarne i dolci fiori bianchi…

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Fiori misti

Ho seminato la scorsa primavera una miscela di fiori misti di campo, e nella confezione c’era scritto che attiravano le farfalle. Non metto in dubbio l’onestà dell’azienda, e non ho controllato quante farfalle siano andate in quei fiori, cresciti solo quest’anno. Sta di fatto che mi hanno regalato tanti bei fiori, ai piedi del melograno. Se non attirano farfalle, attirano di sicuro tanti insetti.

Tra questi un fiori composto da tanti fiorellini bianchi, una collina di neve – non chiedetemi il nome del fiore, non lo so… e nemmeno della collina! Questa me la sono inventata io. Lo spettacolo è però dei più affascinanti. Rilassa vedere questo fiore mosso dal vento. Molto più difficile fare una foto con il macro, perché il suo lungo stelo lo fa fluttuare in tondo, e mettere a fuoco, anche in manuale, è impresa difficile. Ci vuole pazienza e precisione, ed oggi è una giornata calda e non sono molto predisposto alla concentrazione.

Così vi regalo queste altre due foto di questi bellissimi fiori. Visti dall’alto sembrano i soli di una galassia lontana. Credo siano gerbere. Piccole, sì, ma bellissime. Sia quando fioriscono, sia quando sfioriscono.

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Non mancano nemmeno le piccole formiche che vanno ad ispezionarne un bocciolo, o forse proteggono anche un afido – lo vedete? È tutto a sinistra.

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Anche il più piccolo giardino è fonte di osservazione… e di relax.

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Splendori del Settecento sul lago di Como

Dopo le celebrazioni dedicate ai novant’anni di attività (1927 – 2017) l’Ente Villa Carlotta prosegue il percorso di valorizzazione del patrimonio storico-artistico e botanico del museo e giardino, rivolgendo questa volta lo sguardo al Settecento epoca d’oro in cui la potente famiglia Clerici portò a compimento l’abbellimento della sua villa di delizia sul Lago di Como.

I Clerici iniziarono la loro fortuna come mercanti di lana e seta proprio sulle sponde del Lario, ma a già a partire dal primo Seicento si trasferirono nel capoluogo lombardo, dopo una breve permanenza a Como, iniziando una vera e propria ascesa sociale. Grazie alle fortune accumulate e al prestigio ottenuto i marchesi Clerici con le loro vicende storiche, in particolare con la vita fastosa condotta da Antonio Giorgio, sono un esempio emblematico di famiglia aristocratica del Settecento.  Per dare maggiore evidenza a questa scalata sociale costruirono una straordinaria serie di ville di delizia nello Stato di Milano, decorando il palazzo di città con gli affreschi di Giovan Battista Tiepolo, il pittore più richiesto del secolo e affidando ad una serie di artisti la decorazione delle altre residenze suburbane.

Il percorso espositivo prevede un allestimento appositamente studiato che si articola in diverse sale del museo e nel giardino, invitando il pubblico a seguire la storia della famiglia e della villa di Tremezzo attraverso una serie di preziose testimonianze dai ritratti ai dipinti di soggetto sacro che sono una preziosa testimonianza della loro committenza artistica, ai gioielli dell’epoca, ricreando l’atmosfera di un secolo di fasti e di splendori.

Un progetto espositivo di particolare rilevanza che permetterà di valorizzare il patrimonio culturale non solo di Villa Carlotta, in un’ottica multidisciplinare che consente di osservare sotto una nuova luce opere d’arte poco note ma di grande qualità, disperse su tutto il territorio lombardo. Restaurate ed esposte al pubblico grazie alla fattiva collaborazione di numerose istituzioni e associazioni pubbliche e private, la Fondazione Comasca e la Diocesi di Como, che hanno contribuito alla buona riuscita del progetto.

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La conferenza Sfarzo al femminile – una cospicua dote di gioie, il primo evento collaterale alla mostra Splendori del Settecento sul Lago di Como. Villa Carlotta e i marchesi Clerici si terrà Sabato 29 giugno, alle 16.00 a Villa Carlotta, Tremezzina.

 

Le donne della famiglia Clerici ci parlano, tramite i ritratti, i carteggi e i documenti, del loro tempo attraverso la moda e i gioielli. Il patrimonio di “gioie” diventa ornamento di bellezza e strumento di lettura dell’ascesa sociale e del declino di questa illustre famiglia lombarda.

 

 

Villa Carlotta – Via Regina, 2 22016 Tremezzina (CO)

Info: eventi@villacarlotta.it

Prenotazione: www.villacarlotta.it

Costo: conferenza inclusa nel biglietto di Ingresso al museo e ai giardini come da listino prezzi

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Un orto urbano per quartiere

Vi invitiamo a sostenere la proposta di ZAPPATA ROMANA per realizzare, nei diversi quartieri di Roma, orti urbani nell’ambito del Bilancio Partecipativo di Roma Capitale 2019.

Potete sostenere la proposta sia votandola direttamente on line, sia diffondendola ai vostri contatti.

GRAZIE, qualsiasi sia il tipo di sostegno che vorrete darci. Una cortesia, fatelo subito, altrimenti vi dimenticherete :))))

Grazie a coloro che ci hanno già votato o diffuso!

COME VOTARE:

Per votare, dopo essere andati al sito del Comune cliccando il link che vi mettiamo sotto, dovrete fare l’accesso con SPID o le credenziali del Comune di Roma.
Poi potrete votare.

Per trovare facilmente il progetto vi consigliamo di cliccare su “consensi”, a destra sulla tabella dei progetti. Vi metteranno i progetti in ordine di voti ricevuti e troverete subito “Un orto urbano per quartiere: coltiviamo la città“.

Descrizione della proposta:

Coltivare e sviluppare nuovi spazi per una “Roma città giardino” promovendo un orto urbano per quartiere, almeno 100 in tutta Roma, nelle aree libere non costruite, nei parchi privi di manutenzione e nelle aree verdi abbandonate.

I cittadini che vorranno prendersi cura di una piccola parte del loro quartiere saranno agevolati e sostenuti. Le aree riqualificate in orti saranno intese come spazi pubblici, aperte a tutti, dove cittadini, scuole e associazioni potranno coltivare dei piccoli appezzamenti.

Queste aree riqualificate miglioreranno i quartieri e contribuiranno a creare luoghi di socialità, integrazione, autoproduzione, biodiversità, sicurezza, educazione ambientale, promozione culturale, incontro, gioco, partecipazione e salute.

Obiettivi e risultati attesi:
Recupero di aree e parchi abbandonati per creare occasioni di socialità e bellezza con il verde.

Destinatari e beneficiari:
I cittadini di ogni età, associazioni e scuole.

Quanti fiori ha il melograno?

Difficile contarli tutti, ma a vista d’occhio, guardandolo dalle scale d’entrata, lo vedo fiorito come non mai. Un centinaio di fiorellini? Non so, ma lo spettacolo è davvero piacevole. Quando il neofita ortolano giardiniere vede così tanto colore rosso si chiede perché questo sia dovuto e soprattutto se ciò potrebbe essere ripetibile all’infinito.

Dalla mia poca esperienza ho imparato che nel giardinaggio anche la matematica può essere un’opinione, e che se qualcosa è prevedibile, questo non è mai così chiaro.

Un pò come con le previsioni del tempo. Prevedibile a distanza di alcune ore, ma non sempre a distanza di giorni o settimane. A dirla tutta vi confido che le previsioni del tempo mi sembrano un rito della nostra società occidentale. Quando diminuiscono le certezze, su qualcosa dobbiamo pur credere. E le previsioni del tempo possono diventare il nostro mantra, anche attraverso app, per cui crediamo ancora di avere qualche certezza. Ma poi le cose vanno diversamente, quindi lascio volentieri questa sfida tra essere umano e Natura ad altri blog…

Ritorniamo al melograno e ai suoi tanti frutti rossi. Dicevo che mi piacerebbe capire bene il motivo di questo suo comportamento, per riprodurlo anche l’anno prossimo, ma i fattori in causa sono così tanti che posso solo fare delle labili ipotesi.

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Innanzitutto il tempo sembra averlo aiutato. Una primavera in ritardo e tante piogge è sicuramente meglio di un caldo torrido e senza piogge, che avrebbe dato una mano a cimici e afidi.

Poi ci sono le cimici, che sono notevolmente diminuite rispetto allo scorso anno, soprattutto quelle asiatiche. Quest’anno ne ho viste, certo, ma ho visto ricomparire anche le nostrane cimici verdi.

Soprattutto gli afidi, vera tragedia per i fiori e i frutti del melograno. Quest’anno sno intervenuto in maniera preventiva, con un prodotto della Naturen ammesso in agricoltura biologica, e il numero di questi insetti, è notevolmente diminuito. Anche le coccinelle mi hanno dato un grande aiuto. Queste non le ho acquistate, ma ho visto tempo addietro diverse larve sui rami del melograno.

Non dimentichiamo le api e le sirfidi, che adesso danzano tra i fiori rossi e li impollinano. Bene, ottimo lavoro.

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E veniamo alla potatura. Quest’anno è stata solo di contenimento, davvero leggera – mentre l’anno passato avevo fatto una potatura notevole. Questa mi aveva portato ad avere pochi frutti l’anno scorso, ma quest’anno… sembra ripagarmi. Staremo a vedere. Vi lascio con una foto di un bel fiore fiorito e due boccioli. Rosso melograno.

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Gigli orientali a fiore doppio

Desideri fiori grandi ma eleganti che facciano un figurone in casa? I gigli orientali a fiore doppio si prestano perfettamente a tale scopo. Oltre alla loro naturale bellezza offrono molto di più. Sapevi, ad esempio, che la maggior parte delle varietà è priva di polline?

Fiori da dieci e lode

Negli ultimi anni i gigli orientali a fiore doppio hanno acquisito grande popolarità. Questo è dovuto non solo alla loro straordinaria bellezza (quando l’enorme bocciolo si apre il fiore assomiglia a una rosa), ma anche al fatto che praticamente non producono macchie di polline, non emanano un profumo troppo intenso e durano più a lungo.

Volume

Gli apprezzati gigli orientali si distinguono per i voluminosi fiori doppi, il cui numero di petali varia da dodici a trentasei. Inoltre il ventaglio di colori diventa sempre più ampio. Oltre che nelle diverse sfumature di bianco e rosa, questi gigli sono disponibili nelle tinte giallo e arancione e nelle combinazioni di tali colori.

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Sinistra: Lilium ´Latino orange´, ´Dark Secret´, ´Pink Blossom´, Calla ´Captain Romance´ – Destra: Lilium ´Samantha´, Dahlia ´Café au Lait´, Calla ´Captain Romance´

 

Cura

Se acquisti o ricevi un mazzo di gigli a fiore doppio, vorrai naturalmente goderne il più a lungo possibile. Non devi fare altro che seguire questi suggerimenti:

  • Pulisci accuratamente il vaso.
  • Riempi il vaso con acqua fredda e aggiungi nutrimento per fiori recisi. Se utilizzi nutrimento per fiori recisi in polvere, riempi il vaso con acqua tiepida anziché fredda, per favorire lo scioglimento della polvere.
  • Rimuovi le foglie dal gambo che altrimenti rimarrebbero immerse in acqua, per evitare la putrefazione e la crescita di batteri nell’acqua.
  • Elimina una parte di gambo praticando un taglio obliquo, quindi immergi subito gli steli in acqua.
  • Cambia l’acqua regolarmente. Finché l’acqua rimane trasparente significa che non sono presenti batteri in grado di influire negativamente sulla durata dei fiori.
  • Colloca il vaso in un luogo idoneo per poter godere al massimo dei gigli a fiore doppio. Assicurati tuttavia che non sia esposto alla luce solare diretta e che non sia vicino a fonti di calore.

Per maggiori informazioni su gigli e su altri fiori da bulbo, visita il sitowww.ilsysays.com.

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Sinistra: Lilium ´Snowboard´ – Centro: Lilium ´Samantha´ – Destra: Lilium ´Isabella´, Calla ´Captain Violetta´, Dahlia